XIII Commissione - Resoconto di giovedý 12 marzo 2009

TESTO AGGIORNATO AL 17 MARZO 2009


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INDAGINE CONOSCITIVA

Giovedì 12 marzo 2009. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO.

La seduta comincia alle 14.

Indagine conoscitiva sulle opere irrigue.

Audizione del Commissario ad acta per la gestione delle attività della soppressa Agensud trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ingegner Roberto IODICE.
(Svolgimento e rinvio).

Paolo RUSSO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che attraverso l'impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche mediante la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce quindi l'audizione.

L'ingegner Roberto IODICE, Commissario ad acta per la gestione delle attività della soppressa Agensud trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e l'ingegner Antonino CASCIOLO, responsabile del settore irrigazione, intervengono sui temi oggetto dell'indagine conoscitiva.

Intervengono quindi, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Giuseppe RUVOLO (UdC), Giovanni DIMA (PdL), Giuseppina SERVODIO (PD), Vincenzo TADDEI (PdL), Giovanna NEGRO


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(LNP) e Anita DI GIUSEPPE (IdV), ai quali replica l'ingegner Roberto IODICE, Commissario ad acta per la gestione delle attività della soppressa Agensud trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il deputato Sabrina DE CAMILLIS (PdL) segnala l'opportunità di proseguire l'audizione del Commissario in una successiva seduta.

Paolo RUSSO, presidente, rinvia - concordando la Commissione - il seguito dell'audizione ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.45.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE REFERENTE

Giovedì 12 marzo 2009. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO. - Interviene il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia.

La seduta comincia alle 14.45

DL 4/2009 recante misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario.
C. 2263 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del disegno di legge, rinviato nella seduta dell'11 marzo 2009.

Paolo RUSSO, presidente e relatore, ricorda che l'esame del disegno di legge è iniziato nella seduta di martedì, con la relazione introduttiva, e che nella seduta di ieri si è avviato il dibattito di carattere generale.

Mario PEPE (PD), premesso che la relazione del Presidente è apparsa molto equilibrata, pur indicando scelte decise, osserva il provvedimento in esame interviene in un contesto molto complesso, soprattutto per l'agricoltura, che soffre in maniera particolare delle difficoltà della congiuntura economica e di quelle di tipo amministrativo-burocratico. In proposito, rilevando che il tema delle quote latte va storicizzato, sottolinea che le manifestazioni di protesta cui si è assistito in questo periodo non possono essere banalizzate, perché sono vere, come erano vere quelle svoltesi nel passato.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Zaia ha certamente conseguito un risultato utile e opportuno nel negoziato europeo sulle quote latte, sia pure mettendo in discussione le politiche comunitarie. Ora però si pone un'esigenza di equità e, a suo giudizio, un intervento riequilibratore comporta la disponibilità a individuare le modifiche al provvedimento che possono migliorarne il contenuto. Il provvedimento si propone di chiudere le situazioni pendenti, quelle degli «splafonatori», sia pure con aspetti sanzionatori. il gruppo del PD è disponibile a consentire questa conclusione, ma in ciò non intende essere né neutrale né passivo. L'agricoltura è un settore nel quale più che in altri settori è possibile superare le divisioni ideologiche e politiche e che pertanto merita un particolare impegno delle forze politiche.
Osserva poi che stupisce il fatto che, proprio da un Ministro che ha una cultura politica improntata al valore della territorialità, venga la scelta di affidare la gestione del regime delle quote latte ad un ennesimo commissario straordinario. Segnala inoltre la necessità di risolvere il problema del mancato rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale.
Infine, auspica che il Ministro possa dimostrare la sua sensibilità anche nei confronti delle esigenze di altri settori produttivi e di altre aree del Paese, oltre che di quelli interessati dal provvedimento in esame.


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Giuseppe RUVOLO (UdC), nel manifestare apprezzamento per la relazione del Presidente e per la assidua partecipazione ai lavori della Commissione da parte del Ministro, osserva, da un punto di vista politico, che il Ministro dovrebbe applicare la stessa attenzione rivolta alla questione delle quote latte anche ad altri temi e ad altri tipi di attività agricola, come l'agricoltura mediterranea, che finora non ha goduto della presenza e della conoscenza del Ministro.
Osserva quindi che il Senato ha migliorato il testo presentato dal Governo, grazie alla mobilitazione del mondo agricolo e all'azione delle forze politiche. Tuttavia, per quanto riguarda l'obbligo di rinunciare al contenzioso per chi si avvale della rateizzazione del debito è stato previsto solo per effetto del parere della Commissione Bilancio del Senato, che ha recepito i rilievi del Ministero dell'economia e delle finanze.
Per quanto riguarda la previsione di un Commissario straordinario per le attività dirette all'attuazione del provvedimento, osserva che essa appare impropria in tempi di federalismo e che sarebbe stato preferibile riconoscere le competenze e le conoscenze dirette delle regioni in materia.
Preannuncia quindi la presentazione di emendamenti su ulteriori questioni, tra le quali la compensazione tra crediti e debiti verso l'AGEA. Al riguardo, ritiene che quello scelto non sia un buon metodo, perché sarebbe necessario invece richiedere l'effettivo pagamento di almeno la metà del dovuto, per equità verso coloro che hanno rispettato le regole.
Dopo aver sottolineato la insufficienza della somma di 35 milioni di euro destinata al cosiddetto «fondo perequativo», ricorda che vi sono non poche aziende che hanno dovuto cessare l'attività per aver pagato il prelievo e che si sono trovate senza alcuna protezione.
Per quanto riguarda il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, tema sul quale dà atto al Ministro del suo impegno, confida nella possibilità di superare eventuali problemi di ammissibilità dei relativi emendamenti.
In conclusione, dichiara che il giudizio sul provvedimento nel suo complesso resta sospeso, in attesa della valutazione che sarà operata sugli emendamenti che il suo gruppo si accinge a presentare.

Luciano PIZZETTI (PD) sottolinea che il suo gruppo non segue una logica di opposizione pregiudiziale, ma è interessato a migliorare il provvedimento in esame, secondo le linee illustrate dagli altri colleghi intervenuti nel dibattito. Dal punto di vista politico, rileva peraltro che la responsabilità del decreto-legge va posta in carico all'intero Governo e non al solo Ministro di settore.
Richiama quindi la difficile situazione dell'economia e delle imprese, citando in particolare i dati relativi al ricorso alla cassa integrazione a Cremona, suo territorio di provenienza. In questo contesto a fatica sta reggendo l'agricoltura, settore che ha un enorme valore per l'economia nazionale, anche in considerazione del ruolo del sistema agroalimentare italiano nel mondo. Vi è un forte stato di apprensione nel comparto primario, che avverte di essere considerato come marginale. In effetti, l'attenzione che il Governo dimostra verso le esigenze di altri settori - anche quando si traduce in misure non condivisibili - non sembra indirizzarsi con pari intensità anche al settore agroalimentare. Si riferisce non tanto all'attività del Ministro agricolo, ma piuttosto alla complessiva politica del Governo, che da luglio non ha messo in campo specifiche misure anticrisi per il comparto primario. Nulla è previsto nel più recente decreto-legge rivolto prioritariamente alla crisi del settore automobilistico e anche le risorse finora stanziate per l'agricoltura costituiscono sostanzialmente partite di giro all'interno del bilancio agricolo. Chiede quindi al Governo se intende incrementare la somma di 35 milioni di euro prevista dall'articolo 6 del decreto in esame e se intende rifinanziare il Fondo di solidarietà nazionale.


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Nel ribadire che la sua critica per la generale disattenzione verso l'agricoltura è rivolta, al di là dell'impegno personale del Ministro, al Governo nel suo complesso, sottolinea che questa è la ragione di fondo della protesta degli allevatori e di quasi tutte le organizzazioni agricole e che coinvolge peraltro settori non lontani dall'area politica della maggioranza. La protesta che si è sviluppata richiede ora un'azione di governo e non può essere liquidata dicendo che si basa sulla disinformazione o sulla mancata comprensione del provvedimento, perché in realtà si fonda sullo scarso sostegno sul quale ha potuto contare.
In questo contesto, il provvedimento in esame appare iniquo nei confronti degli imprenditori che si sono indebitati per far fronte agli impegni e ne scatena evidentemente la protesta, apparendo diretto a favorire un segmento ridotto di produttori. Peraltro, il decreto ha dovuto essere modificato, anche per effetto delle osservazioni della Ragioneria generale dello Stato, ma è rimasta l'impressione che il Governo non avrebbe voluto quelle modifiche. A suo giudizio, tuttavia, occultare l'obbligo di rispettare le regole costituisce un fattore distorsivo del mercato.
Rileva quindi che l'ordine di priorità per l'assegnazione delle nuove quote deve essere modificato. Ricorda in proposito che il deputato Beccalossi ha pubblicamente dichiarato che a tal fine si sarebbe potuto applicare il decreto-legge n.49 del 2003, convertito nella legge n.119, senza adottare un nuovo provvedimento. In effetti, a suo giudizio, alcune regioni, come la Lombardia, il Piemonte e l'Emilia Romagna, si sono attivate seriamente per far rispettare la legge e si doveva fare in modo che ciò avvenisse anche per le altre regioni. Inoltre, proprio in questi giorni che la Camera sta discutendo la legge sul federalismo fiscale, appare contraddittorio che si sottraggano competenze alle regioni, applicando il federalismo «a singhiozzo».
Inoltre, si domanda se veramente il Ministro abbia reso un servizio utile al Paese ottenendo l'anticipo in blocco dell'intero aumento della quota nazionale di latte previsto in sede europea, mentre altri Paesi hanno accolto un criterio di gradualità degli aumenti per accompagnare il sistema alla fine del regime delle quote. In realtà, questa anticipazione ha generato tensioni nel mercato, sul prezzo del latte e tensioni sociali e pone il problema di come arrivare alla scadenza del regime delle quote nel 2015.
In conclusione, invita il Governo a riflettere sulle considerazioni svolte nel dibattito, a modificare il provvedimento, a reperire risorse finanziarie aggiuntive, a risolvere le principali questioni tuttora aperte. Al riguardo, ribadisce che non apprezza la «personalizzazione» del provvedimento, perché il decreto in esame non è un atto del solo Ministro, né un atto della Lega Nord, ma è un atto del Governo nel suo complesso.

Carlo NOLA (PdL) si sofferma, in particolare, sulle preoccupazioni raccolte nel mondo degli allevatori, con particolare riferimento al prezzo del latte. Al riguardo, concorda con l'affermazione del Ministro Zaia, secondo la quale il decreto in esame non avrebbe una diretta influenza sull'andamento di tale prezzo, ma deve constatare alcune circostanze innegabili. Infatti, alla notizia della richiesta italiana all'Unione europea di un aumento della quota nazionale, la distribuzione ha reagito nell'ambito della trattativa sul prezzo del latte con gli allevatori, per assumere una posizione di ancora maggiore chiusura alla notizia della decisione assunta dall'Unione europea.
Occorre quindi definire un regime normativo preciso e coerente, che consenta di avviare la ristrutturazione e il rilancio del settore lattiero-caseario e che consenta alle imprese di mantenere la loro vitalità produttiva e anche di accrescere la loro competitività. In questo senso, è opportuno completare il lavoro già svolto dal Senato, rivolgendo particolare attenzione alle modifiche necessarie per evitare problemi di tipo interpretativo e applicativo e l'apertura di nuovi contenziosi. Sarebbe


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infatti rischioso un sistema di regole, di controlli e di sanzioni che funziona solo in alcune parti del Paese.
Con riferimento a eventuali problemi di natura finanziaria che sembrerebbero interessare il provvedimento in esame, come già avvenuto per il decreto-legge n. 171 del 2008, invita il Governo a valutare l'opportunità di avviare l'iter di alcuni provvedimenti alla Camera, fermo restando che non si possono varare interventi non fondati su adeguate risorse finanziarie.

Il Ministro Luca ZAIA, replicando, manifesta apprezzamento per il dibattito svoltosi e si sofferma preliminarmente sulla questione da ultimo posta dal deputato Nola, sottolineando che il Governo non fa promesse sugli impegni di spesa e che riconosce pari ruolo ai due rami del Parlamento.
Desidera poi sottolineare che da parte sua, presentando un testo di legge, vi è la precisa e coerente volontà di sottoporre al Parlamento una proposta che può e deve essere migliorata, perché la decisione finale spetta in ogni caso al Parlamento. Spiace pertanto la polemica su questo aspetto, volta ad individuare un «capro espiatorio».
Nel merito, ricorda quindi gli obiettivi qualificanti del provvedimento in esame, peraltro ampiamente condivisi dal mondo agricolo.
In primo luogo, si è puntato ad evitare un aumento della produzione di latte, utilizzando gli aumenti della quota nazionale ottenuti dall'Unione europea per conseguire un effettivo riequilibrio tra quota e produzione. Alla luce di questo obiettivo è stato stabilito un ordine di priorità per l'assegnazione delle nuove quote, che legittima la effettiva produzione.
In secondo luogo, il Governo è stato sollecitato a non fare una sanatoria e sarebbe difficile dimostrare che il decreto-legge la prevede. Infatti, a fronte dell'ingente debito accumulato, si riconosce alle aziende la possibilità di rateizzare, con un interesse superiore a quelli ordinariamente praticati per i mutui e che arriva al 9 per cento. Proprio tali condizioni hanno consentito di escludere che tale rateizzazione possa configurarsi come un aiuto di Stato. Peraltro, preannuncia la presentazione di un emendamento volto a sopprimere la previsione di maggior favore prevista dal comma 4 dell'articolo 3.
Osserva poi che non si può approvare la nuova legge partendo dal presupposto che nessuno pagherà il suo debito.
Intende inoltre sottolineare che il provvedimento è stato redatto con la collaborazione delle amministrazioni competenti, compresa la Ragioneria generale dello Stato, i cui rilievi sono stati infatti accolti nel corso dell'esame presso il Senato.
In terzo luogo, ricorda che nel decreto-legge vi sono sempre state misure in favore delle aziende che si sono indebitate, proprio per la consapevolezza della loro situazione; non è vero quindi che quanto previsto su questo piano è il risultato della protesta. Deve altresì precisare che il fondo di cui all'articolo 6, concordato con l'Unione europea, per i meccanismi del suo funzionamento quale fondo rotativo, è in grado di generare credito con un effetto moltiplicativo pari a 13 volte le somme stanziate, consentendo quindi la disponibilità di notevoli risorse per le finalità indicate dal provvedimento.
Ribadisce quindi che il decreto-legge non interessa pochi operatori, ma inciderà sulla posizione di circa 17 mila aziende, alle quali il prossimo 1o aprile saranno assegnate le quote.
Precisa poi che la sua attenzione non si è concentrata esclusivamente sulla questione delle quote latte: a titolo di esempio, ricorda infatti che in questi giorni si è occupato, anche con appositi incontri, anche delle problematiche che interessano il settore del tabacco, della mozzarella di bufala, della suinicoltura, della pesca (e in particolare del fermo pesca) e delle biomasse.
Per i motivi esposti, ritiene che il Governo presenti oggi al Parlamento una proposta in linea con le aspettative del comparto. Quanto all'andamento del prezzo del latte, determinato dall'incrocio della domanda e dell'offerta, rileva che proprio in questo periodo entra in Italia


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dalla Germania latte a 20 centesimi il litro. In realtà, il prezzo del latte è in calo dappertutto e arriva anche al di sotto del costo di produzione; non può quindi ritenersi influenzato dalle quote aggiuntive di cui si discute. Peraltro, la vicenda può essere stata strumentalizzata nell'ambito della trattativa sul prezzo del latte, ma non vi è la coincidenza di fatti indicata dal deputato Nola, poiché dopo le punte toccate alla fine del 2007 il prezzo è risultato in discesa ben prima delle decisioni dell'Unione europea, come pure ben prima è crollato il prezzo del grana e del parmigiano.
Sottolinea poi di avere constatato, nel suo costante rapporto con gli operatori e la gente comune, che sono effettivamente circolate informazioni non veritiere, che hanno innescato una «guerra tra poveri». I 15 mila imprenditori che hanno aderito alla rateizzazione del 2003 erano allora «splafonatori» e ora protestano; chi aderirà ora alla rateizzazione pagherà somme non irrilevanti e, quindi, avrà diritto ad esser trattato come gli altri cittadini.
Al riguardo, comprende le ragioni della polemica politica, ma invita ad evitare che la protesta e l'esasperazione possano «scappare di mano». Non è vero che il Governo non presta attenzione all'agricoltura, che costituisce anzi l'unico settore che è stato destinatario di provvedimenti specificamente dedicati, come il decreto-legge n.171 del 2008, oltre a quello in discussione, che contiene anche la proroga delle agevolazioni contributive per le zone montane e svantaggiate. Inoltre, sarà perseguito il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, per il sostegno al sistema assicurativo contro le calamità, mentre nel decreto per il settore dell'auto saranno inserite misure per la meccanizzazione in agricoltura. In vista delle difficoltà generali dell'economia, nell'ambito delle risorse stanziate dal CIPE, sono poi previste risorse per gli ammortizzatori sociali, per le esigenze delle persone che perderanno l'occupazione. In realtà, talvolta l'agricoltura è considerata essa stessa un ammortizzatore sociale; tuttavia, cresce in valore prodotto, al contrario di altri comparti, ma in ogni caso non riesce a far fronte ai crescenti costi di produzione.
Replicando ai deputati Ruvolo e Mario Pepe, ricorda che non si è occupato solo dell'agricoltura del Nord, ma anche dell'agricoltura mediterranea, del comparto oleario e, da ultimo, dell'attuazione delle campagne promozionali per l'olio di oliva, previste dal decreto-legge n. 171, grazie ad un emendamento promosso dai deputati del PD e da tutta la Commissione condiviso.
Per quanto riguarda la figura del Commissario straordinario, non è stata prevista per creare una poltrona, ma per l'esigenza, posta dall'Unione europea, di una istruttoria individuale delle pratiche di rateizzazione, che comprenderà anche la valutazione della sostenibilità economica per le singole imprese, che il Commissario dovrà certificare. Peraltro, il Commissario sarà scelti tra i dirigenti del Ministero, degli enti vigilati o delle società controllate.
In conclusione, ribadisce la sua ampia disponibilità a discutere del merito del provvedimento e delle proposte migliorative.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) chiede al Ministro di precisare i meccanismi di funzionamento degli strumenti finanziari previsti dall'articolo 6.

Il Ministro Luca ZAIA precisa che le risorse di cui all'articolo 6 alimenteranno il fondo rotativo esistente presso l'ISMEA, sul quale si riserva di consegnare eventuale documentazione integrativa.
Pur comprendendo l'esasperazione di molti imprenditori, che devono affrontare problemi di mercato e di liquidità, ricorda che lo Stato non può assegnare direttamente risorse alle aziende, ma può attivare meccanismi in grado di sostenerne l'accesso al credito.
Ricordato inoltre che alcuni degli emendamenti presentati al Senato avrebbero come effetto quello di produrre nuova mungitura, precisa - quanto al ruolo delle regioni - che alcune di esse hanno concluso accordi con l'AGEA per evitare la gestione diretta di certe attività.


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Replicando poi al deputato Pizzetti, osserva che alcuni Paesi, come la Francia, manterranno le quote aggiuntive nella riserva nazionale, mentre l'Italia ha dovuto condurre un difficile negoziato per conseguire un aumento della quota nazionale del 5 per cento, che una parte dei Paesi dell'Unione non avrebbe voluto riconoscere, ma che avrebbe consentito di chiudere l'annosa vicenda delle quote latte.
Concludendo, invita le parti politiche ad operare per evitare ogni possibile esasperazione della protesta.

Paolo RUSSO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, ricorda che, come stabilito in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per lunedì 16 marzo, alle ore 15. L'esame degli emendamenti avrà luogo nelle sedute di martedì 17 e mercoledì 18 marzo, mentre nella seduta di giovedì 19 marzo, dopo aver acquisito i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva, avrà luogo la deliberazione sul conferimento al mandato al relatore.
Rinvia infine il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.45

INTERROGAZIONI

Giovedì 12 marzo 2009. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO. - Interviene il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia.

La seduta comincia alle 15.45

5-01074 Oliverio: Interventi per le avversità atmosferiche che hanno colpito la regione Calabria.

Il Ministro Luca ZAIA rispondere all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato).

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) si dichiara insoddisfatto per la risposta del Ministro, perché - a distanza di due anni dagli eventi atmosferici che hanno colpito la regione Calabria e di molti mesi dal riparto tra le regioni delle risorse del Fondo di solidarietà nazionale per il 2008 - si è ancora in attesa del versamento al medesimo Fondo delle disponibilità di cassa da parte del Ministero dell'economia e delle finanze.

Paolo RUSSO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

Variazione nella composizione della Commissione.

Paolo RUSSO, presidente, comunica che il deputato Nunzia De Girolamo, del gruppo del Popolo della libertà, è entrata a far parte della Commissione Agricoltura, in sostituzione dell'onorevole Michela Vittoria Brambilla, membro del Governo, mentre il deputato Alessio Bonciani ha cessato di farne parte.
Dà il benvenuto alla collega De Girolamo e augura buon lavoro a lei e al collega Bonciani, che è divenuto componente della Commissione Affari esteri.

La seduta termina alle 15.50

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

RISOLUZIONI

7-00128 Oliverio: Interventi per la tenuta competitiva del settore agroalimentare e della pesca.