X Commissione - Resoconto di giovedý 5 febbraio 2009


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 5 febbraio 2009. - Presidenza del presidente Andrea GIBELLI.

La seduta comincia alle 10.15.

Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
C. 2031 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alle Commissioni I e XI).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Andrea GIBELLI, presidente e relatore, ricorda che la Commissione deve esprimere un parere alle Commissioni I e XI riunite sul disegno di legge C. 2031, approvato con modifiche dal Senato il 18 dicembre 2007 (S. 847) nel testo risultante dall'esame degli emendamenti delle Commissioni I e XI; tale progetto di legge reca un'ampia delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti.
Il provvedimento si compone di 11 articoli.
L'articolo 01, introdotto nel corso dell'esame dalle Commissioni, prevede una


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modifica all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, ampliando la possibilità di applicazione delle disposizioni in deroga degli accordi collettivi o dei contratti di lavoro.
L'articolo 1 reca una delega al Governo, da esercitarsi entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, per l'adozione di uno o più decreti legislativi volti a riformare, anche mediante modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e della relativa contrattazione collettiva per il raggiungimento di specifici obiettivi, quali il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia della contrattazione collettiva, l'introduzione di sistemi, interni ed esterni, di valutazione, la valorizzazione del merito attraverso determinati meccanismi premiali, la definizione di un sistema di responsabilità dei dipendenti pubblici, il rafforzamento del principio di concorsualità per l'accesso al pubblico impiego e per le progressioni di carriera, il miglioramento del sistema di formazione dei dipendenti pubblici.
L'articolo 2 reca una delega al Governo finalizzata a modificare la disciplina della contrattazione collettiva nel settore pubblico al fine di conseguire una migliore organizzazione del lavoro e ad assicurare il rispetto della ripartizione tra le materie sottoposte alla legge, ad atti organizzativi e alla determinazione autonoma dei dirigenti e quelle sottoposte alla contrattazione collettiva. Tra i principi e criteri direttivi vi sono il riordino delle procedure di contrattazione collettiva nazionale, in coerenza con il settore privato; e la riforma dell'ARAN, con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi della medesima Agenzia, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
L'articolo 3 reca una delega al Governo finalizzata alla revisione della disciplina del sistema di valutazione delle prestazioni delle strutture pubbliche e del personale dipendente. Di un qualche interesse per la nostra Commissione sono le disposizioni che prevedono l'introduzione di una sorta di meccanismo di azione collettiva risarcitoria degli interessati nei confronti delle amministrazioni pubbliche. La disposizione originaria del disegno di legge (al comma 1) prevedeva che tale azione risarcitoria fosse attivabile anche nei confronti dei concessionari dei servizi pubblici, ma tale dizione è stata espunta nel corso dell'esame delle Commissioni. Peraltro, per mere ragioni di coordinamento, anche nel comma 2 dell'articolo in questione, nella lettera i), sia all'alinea che al numero 3), il riferimento ai concessionari non è stato soppresso; riterrei opportuno segnalare, con un'apposita osservazione, questa esigenza alle Commissioni competenti in sede referente.
L'articolo 4 reca una delega al Governo per l'introduzione nell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni di strumenti volti alla valorizzazione del merito e di metodi finalizzati all'incentivazione della produttività e della qualità della prestazione lavorativa.
L'articolo 5 delinea i princìpi e criteri direttivi per l'esercizio della delega di cui al precedente articolo 1 nella materia della dirigenza pubblica, ai fini di una migliore organizzazione del lavoro, di un progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico, mediante il ricorso anche ai criteri di gestione e di valutazione del settore privato, e della realizzazione di adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico, favorendo il riconoscimento di meriti e demeriti.
L'articolo 6 reca una delega al Governo in materia di sanzioni disciplinari e di responsabilità dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, con l'obiettivo di potenziare il livello di efficienza degli uffici pubblici e di contrastare i fenomeni di scarsa produttività e di assenteismo.
L'articolo 7 reca una norma di interpretazione autentica dell'articolo 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di prevedere che la vicedirigenza possa essere istituita e disciplinata esclusivamente ad opera e nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento.


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L'articolo 8 attribuisce nuove competenze al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), concernenti in particolare lo studio e la valutazione della qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni.
L'articolo 8-bis, introdotto nel corso dell'esame delle Commissioni, reca, con una modifica all'articolo 3, comma 68, della legge finanziaria per il 2008 (n. 244 del 2007), ulteriori misure finalizzate all'efficienza amministrativa.
L'articolo 9 infine introduce alcune disposizioni relative all'organizzazione e al funzionamento della Corte dei conti.
Pur convenendo sulla rilevanza del provvedimento in esame, non ritenendo che in esso siano contenute disposizioni di specifica competenza della X Commissione, propone l'espressione di un parere favorevole con l'osservazione sopra richiamata (vedi allegato 1).

Andrea LULLI (PD) esprime perplessità sulle modalità che si stanno seguendo in relazione all'introduzione di disposizioni in materia di azione risarcitoria, giudicandole estremamente frammentarie. Riterrebbe necessario, viceversa, procedere all'approvazione di una normativa organica sulla cosiddetta class action, che attenendo alla materia della tutela dei consumatori, interessa strettamente le competenze della X Commissione.

Enzo RAISI (PdL), nel concordare con le osservazioni del deputato Lulli, riterrebbe opportuno richiamare la questione sollevata relativa all'azione risarcitoria nella proposta di parere.

Andrea GIBELLI, presidente, ritiene possano essere recepite nella proposta di parere, peraltro in premessa, non riguardando specificamente la competenza della Commissione, le indicazioni dei deputati Lulli e Raisi.

Santo Domenico VERSACE (PdL) sottolinea che in materia di class action, e più in generale in relazione a determinati temi di grande rilevanza e che riguardano da vicino le esigenze dei cittadini, si dovrebbero elaborare proposte di legge di iniziativa parlamentare da parte di questa Commissione, che appare dotata di grande capacità di elaborare riflessioni finalizzate, al di là di posizioni precostituite, ad introdurre normative per la tutela e il benessere dei cittadini.

Lido SCARPETTI (PD), nel condividere le osservazioni del collega Lulli, ricorda che il testo originario del provvedimento in esame prevedeva che l'azione risarcitoria fosse attivabile anche nei confronti dei concessionari dei servizi pubblici, ma che la disposizione è stata espunta nel corso dell'esame nelle Commissioni di merito. Rileva che questa scelta porterà ad una situazione di disparità tra cittadini: nelle realtà territoriali in cui i servizi non sono in concessione potranno, infatti, attivare l'azione collettiva risarcitoria, mentre in quelle i servizi sono dati in concessione, non potranno avvalersi di tale strumento.
Più in generale, ritiene che il principio ispiratore del provvedimento in esame sia condivisibile, anche se - a suo avviso - non ci si dovrebbe limitare a garantire una maggiore presenza dei dipendenti pubblici sul posto di lavoro senza verificare l'aumento di produttività e la migliore qualità dei servizi offerti al cittadino. Dagli ultimi dati di rilevazione delle presenze risulta, infatti, che è diminuito l'assenteismo dei dipendenti pubblici, ma si dovrebbe verificare anche se alla maggiore presenza è corrisposto un miglioramento dei servizi ai cittadini. Osserva infine che all'interno della pubblica amministrazione dovrebbe essere modificato il modello organizzativo e affermato il principio di responsabilità.

Andrea GIBELLI, presidente, riformula la proposta di parere inserendo, in premessa, un inciso per cui, in relazione all'articolo 3, i meccanismi relativi alla class action dovrebbero essere regolamentati complessivamente ed in maniera armonica, al fine di consentire l'effettiva tutela dei consumatori (vedi allegato 2).

Andrea LULLI (PD), a nome del proprio gruppo dichiara voto di astensione.


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La Commissione approva la proposta di parere del relatore, come riformulata.

La seduta termina alle 10.35.

AUDIZIONI

Giovedì 5 febbraio 2009. - Presidenza del presidente Andrea GIBELLI.

La seduta comincia alle 10.35.

Audizione del presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in relazione al sistema delle incentivazioni delle fonti rinnovabili ed assimilate (c.d. «CIP6»), operante in Italia.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e conclusione).

Andrea GIBELLI (LNP), presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso.
Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.
Avverte che l'ordine del giorno reca, l'audizione del presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in relazione al sistema delle incentivazioni delle fonti rinnovabili ed assimilate (c.d. «CIP6»), operante in Italia.

Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio CATRICALÀ, rende un'informativa sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Erminio Angelo QUARTIANI (PD), Ludovico VICO (PD), Raffaello VIGNALI (PdL), Ignazio ABRIGNANI (PdL), Carlo MONAI (IdV), Arturo IANNACCONE (Misto-MpA), Laura FRONER (PD) e Andrea LULLI (PD), cui risponde il presidente Catricalà.

Andrea GIBELLI, presidente, ringrazia il presidente Catricalà per l'esauriente relazione svolta e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 11.30.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

AUDIZIONI INFORMALI

Giovedì 5 febbraio 2009.

Audizione del presidente del Gestore dei Servizi Elettrici Spa in relazione al sistema delle incentivazioni delle fonti rinnovabili ed assimilate (c.d. «CIP6»), operante in Italia.

L'audizione informale è stata svolta dalle 11.30 alle 12.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.15 alle 12.30.