I Commissione - Resoconto di giovedý 5 febbraio 2009


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SEDE REFERENTE

Giovedì 5 febbraio 2009. - Presidenza del presidente Donato BRUNO.

La seduta comincia alle 11.10.

Norme in materia di cittadinanza.
C. 103 Angeli, C. 104 Angeli, C. 457 Bressa, C. 566 De Corato, C. 718 Fedi, C. 995 Ricardo Antonio Merlo, C. 1048 Santelli, C. 1592 Cota, C. 2006 Paroli e C. 2035 Sbai.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 29 gennaio 2009.

Donato BRUNO, presidente, comunica che è stata assegnata alla I Commissione la proposta di legge n. 2035 del deputato SBAI, recante «Modifiche all'articolo 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di revoca della cittadinanza». Poiché la suddetta proposta di legge verte sulla stessa materia delle proposte di legge già all'ordine del giorno, avverte che ne è stato disposto l'abbinamento, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del regolamento.

Roberto ZACCARIA (PD) si sofferma preliminarmente sulla relazione illustrata dalla relatrice Bertolini nella seduta dello scorso 16 dicembre, in ordine alla quale ribadisce le proprie perplessità dovute alla mancanza di approfondimenti sulle principali questioni problematiche, essendosi risolta in una loro mera elencazione, senza l'indicazione delle linee fondamentali che dovrebbero guidare il processo di riforma.
La relatrice in primo luogo ha invitato la Commissione a non farsi condizionare dalle discussioni in corso presso l'opinione pubblica. Al contempo ha invitato a riflettere su quello che considera un nodo centrale del dibattito sulla materia, vale a dire se la cittadinanza debba considerarsi il momento conclusivo dell'integrazione dello straniero, che pare l'interpretazione preferita della relatrice, ovvero se essa debba rappresentare lo strumento per agevolare l'integrazione nella nuova società.
La concessione della cittadinanza produce in capo allo straniero che la acquista


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importanti e significativi diritti civili e politici: c'è una consolidata giurisprudenza costituzionale in materia, sulla quale si sofferma.
Il punto di partenza per ogni approfondimento sul tema in questione è a proprio avviso rappresentato dai tempi necessari per la conclusione delle procedure amministrative finalizzate al rilascio della cittadinanza. Cita al riguardo alcuni dati che evidenziano una costante crescita del numero di richieste di cittadinanza presentate e che, soprattutto negli ultimi anni, ha registrato un significativo aumento. Si tratta, per lo più, di richieste di cittadinanza per matrimonio ma anche, seppure in numero minore, per residenza.
I dati trasmessi a questa Commissione dal Ministero dell'interno hanno evidenziato che, con riferimento alle concessioni della cittadinanza per residenza, le procedure per il loro rilascio registrano ritardi significativi, anche in considerazione del fatto che il termine finale è considerato di natura ordinatoria, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale.
In considerazione di ciò assume rilevanza il dato sulla presenza di stranieri regolari nel nostro Paese che, a seconda delle fonti, oscilla tra 3 milioni e 500 mila e 3 milioni e 900 mila persone.
Se si considera che, attualmente, il Ministero dell'interno rilascia circa 37 mila concessioni di cittadinanza in un anno, è evidente che, contestualmente alla progressiva maturazione nel tempo del requisito della residenza da parte degli stranieri regolari, si rischia di andare incontro a gravi problemi, soprattutto di natura amministrativa, per le strutture ministeriali competenti. La rilevanza del problema, infatti, è destinata a crescere nei prossimi anni, in quanto il fenomeno della immigrazione nel nostro Paese è iniziato nei primi anni novanta, ma si è intensificato nell'ultimo decennio.
Per rendere più chiaramente la situazione descritta, sottolinea il dato dei nuovi nati da genitori stranieri sul territorio italiano, che nel 2007 ammonta a circa 63 mila, nonché quello dei minori stranieri che si ricongiungono ai loro genitori in Italia che, nello stesso periodo, ammonta a 32 mila unità.
Da questa situazione deve pertanto muovere l'esame del provvedimento in oggetto. Appare cioè necessario introdurre opportune modificazioni nella vigente disciplina in materia, che è entrata in vigore prima che si registrassero i grandi movimenti migratori iniziati negli anni novanta.
Illustra quindi brevemente la proposta di legge C. 457 del deputato Bressa, di cui è cofirmatario, evidenziando in particolare che essa introduce il principio del diritto alla cittadinanza iure soli, in aggiunta a quello iure sanguinis, assicurando così il diritto a diventare cittadini italiani per i nati sul territorio italiano da persone straniere in presenza di determinate circostanze. Questa proposta di legge, inoltre, è volta ad agevolare la concessione della cittadinanza ai minori che comunque giungono in Italia, a prescindere dal fatto della loro nascita.
Si sofferma quindi sui requisiti previsti per la concessione della cittadinanza. In proposito osserva che la proposta di legge C. 457 Bressa è volta a razionalizzare i requisiti richiesti, creando un meccanismo concessorio efficiente e funzionale. In particolare, è stabilito in cinque anni il periodo di residenza legale minimo per poter ottenere la cittadinanza.
Si sofferma brevemente sugli altri requisiti richiesti, a partire da quello della conoscenza della lingua italiana. Al riguardo osserva che, sempre secondo la proposta di legge C. 457, la verifica dell'integrazione linguistica è riscontrabile dal possesso di una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento delle lingue, approvato dal Consiglio d'Europa.
Conclude invitando la Commissione a confrontarsi al proprio interno su queste problematiche al fine di giungere alla definizione di una disciplina che consenta al nostro Paese di affrontare ragionevolmente il sempre crescente numero di richieste


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di cittadinanza che, già nei prossimi anni, assumerà dimensioni assai rilevanti.

Mario TASSONE (UdC) fa presente che le proposte di legge in esame affrontano un tema di straordinaria complessità ed interesse, su cui il proprio gruppo si dichiara disponibile a confrontarsi.
Ritiene necessario che la Commissione prosegua in modo serrato e fattivo l'esame di questo provvedimento al fine di consentire una approfondita disamina di tutte le questioni più rilevanti, a cominciare da quella relativa ai requisiti necessari per l'ottenimento della cittadinanza, fino a giungere ad una definizione della platea dei potenziali beneficiari in linea con le esigenze del Paese.

David FAVIA (IdV) si dichiara favorevole a prevedere l'ottenimento della cittadinanza iure soli, purché siano previsti adeguati limiti e accorgimenti volti ad evitarne usi strumentali o arbitrari.
Si sofferma quindi sulle procedure amministrative relative alla concessione della cittadinanza, che in molti casi richiedono tempi lunghi a causa di complicate istruttorie, spesso dovute a motivi di sicurezza nazionale. Sarebbe pertanto ragionevole prevedere meccanismi automatici di concessione della cittadinanza al termine di un dato periodo di tempo, fatta salva la possibilità di interrompere la procedura in presenza di determinate circostanze.

Giuseppe CALDERISI (PdL) fa presente che i deputati del proprio gruppo sono seriamente interessati al provvedimento in esame e che pertanto si riservano di intervenire nella prossime sedute.

Donato BRUNO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.40.

COMITATO RISTRETTO

Giovedì 5 febbraio 2009.

Modifica all'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, in materia di distacco e di aggregazione di comuni e province.
C. 1221 cost. Lanzillotta.

Il Comitato si è riunito dalle 11.40 alle 12.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 5 febbraio 2009.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13 alle 13.10.