V Commissione - Resoconto di mercoledý 29 ottobre 2008


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 29 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 9.20.

Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia.
C. 1441-ter-A Governo.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.


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Giancarlo GIORGETTI, presidente e relatore, avverte che il provvedimento è già stato esaminato dalla Commissione bilancio da ultimo nella seduta del 22 ottobre 2008. In quella occasione, la Commissione ha espresso un parere favorevole con condizioni ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, ulteriori condizioni ed osservazioni. Le condizioni ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, erano volte a precisare che i finanziamenti agevolati a valere dell'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa di cui ai commi 4, 8 e 9 dell'articolo 5 avverranno nei limiti degli stanziamenti disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; specificare che l'attuazione della delega in materia di riordino della disciplina della programmazione negoziata e degli incentivi per lo sviluppo del territorio di cui al comma 2 dell'articolo 5-bis dovrà avvenire nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e che, con riferimento al criterio di delega di cui alla successiva lettera i), le risorse da destinare in percentuale non inferiore al 50 per cento ad aiuti di maggior favore alle piccole e medie imprese dovranno essere quelle effettivamente disponibili; prevedere la trasmissione degli schemi di decreto legislativo attuativi della delega in materia nucleare di cui all'articolo 15 anche alle Commissioni competenti per i profili finanziari, nonché che agli adempimenti relativi a tale delega si provvederà con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente; introdurre una clausola di invarianza finanziaria all'articolo 16 in materia di energia nucleare; riformulare la copertura e le disposizioni finanziarie dell'articolo 16-ter in materia di costituzione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. Le ulteriori condizioni erano volte a sopprimere la possibilità di cui al comma 7 dell'articolo 5-bis per le strutture turistico-ricettive di ospitare anche installazioni e rimessaggi dei mezzi mobili di pernottamento; invitare la Commissione di merito ad approfondire gli eventuali profili di contenzioso comunitario che potrebbero derivare dall'assimilazione a cooperative a mutualità prevalente dei consorzi agrari di cui all'articolo 5-ter; indicare la quantificazione degli oneri derivanti dall'articolo 22-ter in materia di diritto annuale per le imprese esercenti attività di distribuzione di carburanti; sopprimere l'articolo 31-bis in materia di riordino dell'Istituto per la promozione industriale. Le osservazioni, infine, invitavano la Commissione a coordinare le disposizioni di cui ai commi 6 e 6-bis (ora 7) dell'articolo 16-bis in materia di compiti e funzioni della Sogin S.p.A.; stabilire, con riferimento all'articolo 16-quater, che ai fini della definizione dei criteri per l'aggiornamento annuale del costo evitato di combustibile si assicuri una riduzione della relativa voce tariffaria a carico degli utenti in modo da evitare ingiustificate penalizzazioni. Ricorda che nella medesima giornata la Commissione di merito ha concluso l'esame in sede referente, recependo le condizioni ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione contenute nel parere della Commissione bilancio, ma senza recepire le ulteriori condizioni e le osservazioni. La Commissione non ha apportato ulteriori modifiche al testo. Ritiene pertanto opportuno ribadire, ai fini dell'espressione del parere all'Assemblea, le condizioni e le osservazioni non recepite dalla Commissione di merito. Sul punto chiede poi di acquisire l'avviso del Governo. Segnala poi che fra i criteri e principi direttivi della delega di cui all'articolo 5-bis, comma 2, la lettera b) concerne la celerità delle modalità di concessione e erogazione delle agevolazioni a favore delle aree o distretti in crisi. Al riguardo, rileva che si dovrebbe valutare l'opportunità di prevedere, all'articolo 5-bis, comma 3, che gli schemi di decreti legislativi siano trasmessi, per il parere, anche alle commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario al fine di consentire una compiuta verifica delle conseguenze finanziarie delle suddette deleghe.
Con riferimento alle proposte emendative trasmesse dall'Assemblea, rileva che alcune proposte presentano evidenti profili


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problematici per quel che attiene la quantificazione e la copertura. Segnala che l'emendamento 3-bis.3, che introduce tra i criteri di delega la previsione di agevolazioni fiscali per le reti di imprese, nel limite di 30 milioni di euro annui, disponendo che al relativo onere si provveda per 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009 a carico dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente del Ministero del lavoro e per 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009 a carico dell'accantonamento del fondo speciale del Ministero dell'interno, che tuttavia non reca le necessarie disponibilità; gli emendamenti 3-bis.5 e 3-bis.6, che intervengono in materia di definizione delle modalità per la riduzione dell'onere IVA esigibile prima dell'effettivo pagamento dei corrispettivi delle operazioni imponibili. Il relativo onere, peraltro non quantificato, neppure in forma di stima, viene posto a carico del fondo dei conti dormienti di cui al comma 345 dell'articolo 1 della legge n. 266 del 2005, modificando la disciplina di afflusso delle risorse al fondo. Segnala poi che l'emendamento 3-bis.7, che disciplina le modalità per la riduzione dell'onere IVA esigibile prima dell'effettivo pagamento dei corrispettivi delle operazioni imponibili. Al relativo onere, pari a 210 milioni in termini di fabbisogno per il 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare delle autorizzazioni di spesa della tabella C allegata al disegno di legge finanziaria per il 2009, fatta eccezione per alcune specifiche voci. Al riguardo, segnala che a fronte di un onere permanente, l'emendamento prevede una copertura soltanto annuale. Segnala poi l'emendamento 5-bis.13, che sopprime la previsione per la quale le risorse da destinare in percentuale non inferiore al 50 per cento ad aiuti di maggior favore alle piccole e medie imprese dovranno essere quelle effettivamente disponibili, previsione inserita nel testo recependo una condizione ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione contenuta nel parere reso dalla Commissione bilancio; l'emendamento 13-ter.4, che sopprime sia il comma 2 dell'articolo 13-ter, sia l'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 22-ter, che reca la copertura finanziaria degli oneri recati dallo stesso articolo 22-ter; l'emendamento 16-bis.15, che sopprime la previsione per cui il piano straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico debba essere adottato nei limiti degli stanziamenti a legislazione vigente; l'emendamento 16-ter.2, che modifica l'articolo 16-ter istituendo l'Autorità per la sicurezza nazionale, composta dalle strutture dell'attuale Dipartimento nucleare dell'ISPRA e dalle risorse dei Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, attualmente preposte alle attività di competenza dell'Autorità che le verranno associate, stabilendo inoltre che la costituzione della stessa Autorità non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato; l'emendamento 16-ter.22, che sopprime la previsione per cui agli oneri derivanti dai compensi spettanti ai componenti degli organi dell'Agenzia si provvede anche con le risorse dell'ISPRA.
Chiede quindi chiarimenti inoltre sulle eventuali conseguenze finanziarie derivanti da ulteriori proposte emendative. Richiama l'emendamento 3-bis.1, che sostituisce l'articolo 3-bis prevedendo che con il contratto di rete un gruppo di imprese determini forme di collaborazione e coordinamento, rimettendo allo stesso anche la disciplina dei rapporti tra la rete e il fisco. Ricorda ancora l'emendamento 3-bis.2, che prevede misure agevolative a favore delle reti costituite all'interno dei distretti nel limite di 30 milioni di euro annui, prevedendo che al relativo onere si provveda a valere delle risorse del fondo speciale di parte corrente relativo al triennio 2009-2011 di competenza del Ministero del lavoro che reca le necessarie disponibilità. Al riguardo rileva che la copertura appare congrua a condizione che i fondi speciali utilizzati relativi al triennio 2009-2011 di cui alla tabella A del disegno di legge finanziaria per il 2009 siano approvati nell'ammontare attualmente disponibile e che i decreti delegati entrino in vigore non prima dell'anno 2009. Richiama ancora l'emendamento


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3-bis.4, che introduce tra i criteri di delega dell'articolo 3-bis la previsione di specifiche agevolazioni fiscali per i distretti di imprese, a parità di gettito complessivo e senza oneri aggiuntivi per lo Stato; l'articolo aggiuntivo 3-bis.01, che prevede il sostegno, attraverso i fondi già previsti in materia di innovazione e ricerca, per la creazione di «Centri per la promozione dell'innovazione per le imprese artigiane e le piccole imprese»; l'emendamento 5.5, che rimette agli accordi di programma anche la determinazione di interventi compensativi per le aree che ospitano o su cui si prevede l'insediamento di grandi impianti industriali o energetici ovvero il sostegno ad interventi di reindustrializzazione nei territori colpiti da eventi sismici successivi al 1o gennaio 1980; l'emendamento 5-ter.6, che prevede la soppressione della disposizione dell'articolo 1, comma 9-bis, del decreto-legge n. 181 del 2006 la quale, tra le altre cose, prevedeva che i consorzi agrari dovessero configurarsi come società cooperative a responsabilità limitata, lasciando in vigore la disciplina vigente alla data di entrata in vigore della legge di riordino del diritto societario (legge n. 366 del 2001). Si sofferma poi sugli articoli aggiuntivi 9.0500 e 17.0500 del Governo, ricordando che l'articolo aggiuntivo 9.0500 autorizza il Ministero della difesa a costituire la società «Difesa servizi SpA» con capitale di un milione di euro, per la razionalizzazione del patrimonio infrastrutturale e per lo svolgimento di attività negoziale diretta all'acquisizione di beni, servizi e prestazioni funzionali alle esigenze dell'Amministrazione della difesa. Al relativo onere, pari ad un milione di euro per l'anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. Si prevede inoltre la possibilità di successivi eventuali aumenti di capitale e che la società si avvarrà anche di personale militare e civile del Ministero della difesa. Il successivo articolo aggiuntivo 17.0500 affida alla società «Difesa servizi SpA» la valorizzazione ambientale degli immobili militari. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alle risorse finanziarie con le quali si provvederà alle spese di funzionamento della società. A tal fine segnala che non sono indicate le modalità di finanziamento della società anche in relazione ai servizi che essa è chiamata a prestare. Al riguardo, andrebbero inoltre precisate le eventuali conseguenze finanziarie derivanti dall'utilizzo da parte della società di personale militare e civile del Ministero della difesa, anche in considerazione del fatto che, ai sensi del comma 9, il rapporto di lavoro del personale dipendente è disciplinato dalle norme di diritto privato. Infine, segnala che il dispositivo non fornisce indicazioni alle modalità di reperimento delle risorse che potranno essere destinate ad eventuali successivi aumenti di capitale. Ricorda ancora l'articolo aggiuntivo 12.01, che prevede che l'Agenzia delle dogane esamini e validi i sistemi di tracciabilità e rintracciabilità di sicurezza utilizzabili da parte delle imprese che vi possono aderire in forma volontaria. A tal fine è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009 a valere sulle risorse del fondo per la promozione del made in Italy di cui all'articolo 4, comma 61 della legge n. 350 del 2003. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie dell'emendamento, con particolare riferimento alla congruità della quantificazione dell'onere e all'effettiva possibilità di utilizzare le risorse del fondo senza pregiudicare gli altri interventi già previsti a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse. Segnala ancora l'emendamento 13-ter.5, che sostituisce il comma 2 disponendo un incremento degli incentivi ivi previsti per un importo di 40 milioni di euro per l'anno 2009, di 68 milioni di euro per l'anno 2010 e di 88 milioni di euro per l'anno 2011 a valere sulle risorse derivanti dal canone per le radioaudizioni. Al fine di assicurare alla concessionaria radiotelevisiva l'invarianza delle risorse da esso derivanti, il Ministro dello sviluppo economico provvede ad adeguare il livello del citato canone. Al riguardo segnala la necessità di acquisire l'avviso del Governo in


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ordine all'idoneità della copertura recata dall'emendamento. Ricorda poi gli emendamenti 13-ter.7, 13-ter.8, 13-ter.15 e 13-ter.9, che sostituiscono il comma 2 disponendo, ad eccezione dell'emendamento 13-ter.9 che prevede un incremento di 40 milioni per il solo anno 2009 - un incremento degli incentivi ivi previsti per un importo di 40 milioni di euro per l'anno 2009, di 68 milioni di euro per l'anno 2010 e di 88 milioni di euro per l'anno 2011 - a valere sulle risorse di cui all'articolo 148 della legge n. 388 del 2000. Al riguardo ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in relazione alla previsione delle risorse derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare alle iniziative a vantaggio dei consumatori. Segnala poi l'emendamento 13-ter.14, che prevede che le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai decreti legislativi nn. 145 e 146 del 2007 siano versate in un apposito fondo di tesoreria per il funzionamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, fino a corrispondenza dell'importo previsto dall'articolo 27, comma 9, del decreto legislativo n. 206 del 2005 (Codice del consumo), disponendo che la parte di sanzione eccedente sia destinata al fondo di cui all'articolo 81, comma 30 del decreto-legge n. 112 del 2008. Al riguardo, ritiene necessario acquisire l'avviso del Governo in merito alla destinazione a legislazione vigente delle suddette sanzioni amministrative. Richiama ancora l'emendamento 15.18, che prevede, fra i criteri di delega di cui al comma 2, anche l'istituzione di una commissione di esperti a supporto del Ministero dello sviluppo economico nell'individuazione dei siti da destinare all'insediamento di impianti nucleari; l'emendamento 16.4, che prevede che ai fini della definizione delle tipologie degli impianti di produzione energia elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale, il CIPE si avvale di consulenze tecnico-scientifiche di università e/o di enti nazionali di ricerca; gli emendamenti 16-bis.6 e 16-bis.7, che dispongono il trasferimento all'Autorità per l'energia eletrrica e il gas delle funzioni e dei compiti della Cassa Conguaglio per il Settore Energetico; l'emendamento 16-bis.18, che dispone che il piano straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico debba contenere anche misure volte ad assicurare la promozione di nuova edilizia a rilevante risparmio energetico e la riqualificazione energetica degli edifici esistenti; l'emendamento 16-bis.19, che dispone che il piano straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico debba prevedere interventi finalizzati allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili; l'emendamento 16-bis.20, che prevede che il piano straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico debba attuare e promuovere una strategia nazionale per lo sviluppo delle filiera industriale nella realizzazione di tecnologie per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e incentivi della ricerca per la promozione delle tecnologie dell'efficienza energetica e per l'integrazione di tali tecnologie negli edifici storici; l'emendamento 16-bis.21, che prevede che il piano straordinario per l'efficienza e il risparmio energetico debba contenere anche il Piano agro energetico nazionale definito con proprio decreto dal Ministro delle politiche agricole e forestali; l'emendamento 16-bis.41, il quale è volta ad incentivare la produzione di energia elettrica attraverso impianti alimentati da fonte eolica mediante l'applicazione di una tariffa incentivante; 16-ter.3, che è volto a trasformare l'Agenzia in Autorità prevedendo che alla stessa siano assegnate anche le risorse dei Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente; 16-ter.35, che autorizza l'ISPRA a procedere all'assunzione di personale a tempo indeterminato nel limite di 800 mila euro per l'anno 2009 e di 1,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010 a carico del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Prevede inoltre che sino all'espletamento dei concorsi e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, l'ISPRA è autorizzato ad avvalersi del personale in servizio preso il dipartimento nucleare, alla data del 14 ottobre 2008, con contratto a tempo determinato o con contratto di collaborazione, nel limite


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massimo di spesa complessivamente stanziata nell'anno 2008 per lo stesso personale. I relativi oneri continuano a gravare sul bilancio dello stesso Istituto. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito alla disponibilità di risorse nell'ambito del fondo per gli strutturali di politica economica. In secondo luogo ritiene opportuno che il Governo chiarisca se le disposizioni in base alla quale l'ISPRA si avvale fino al 31 dicembre 2009 del personale con contratto a tempo determinato sia suscettibile di determinare conseguenze finanziarie negative per l'ISPRA medesimo. Ricorda che gli emendamenti 16-ter.6, 16-ter.9 e 16-ter.28 prevedono che al termine della fase di funzionamento dell'Agenzia, vengano definiti i contributi amministrativi posti a carico delle attività vigilate per attivare un piano di reclutamento di alto livello che l'Agenzia dovrà avviare al fine di implementare la propria dotazione di professionalità e competenze. Al riguardo ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in merito alla idoneità dei contributi che verrebbero posti a carico dei soggetti controllati. Segnala ancora l'emendamento 16-ter.15, che prevede che nell'esercizio delle sue funzioni, l'Agenzia si avvale, previa la stipula di apposite convenzioni, della collaborazione delle Agenzie regionali per l'ambiente; 16-quater.230, che estende gli incentivi di cui al decreto legislativo n. 79 del 1999 agli impianti produttori di energia mediante l'utilizzo di vapore proveniente dai processi di raffreddamento industriale. Ricorda poi che gli emendamenti 16-quater.502 e 16-quater.14, che estendono l'accesso agli incentivi CIP6 agli impianti entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2008, nonché per gli impianti ammessi ad accedere all'emergenza dei rifiuti dichiarata con provvedimento del Presidente del Consiglio dei ministri. Al riguardo, ritiene opportuno che il Governo chiarisca se l'estensione degli incentivi possa determinare, anche indirettamente, conseguenze negative per la finanza pubblica. Segnala che l'emendamento 16-quater.28 estende gli incentivi pubblici di competenza statale, previsti dalla deliberazione del CIP n. 6 del 29 aprile 1992, ai termovalorizzatori in fase di realizzazione o in esercizio alla data di entrata in vigore del presente provvedimento; l'emendamento 16-quater.29, che estende gli incentivi pubblici di competenza statale,previsti dalla deliberazione del CIPE n. 6 del 29 aprile 1992, ai termovalorizzatori in fase di realizzazione nella regione Puglia; l'emendamento 16-quater.21, che prevede che per i contatori di gas in servizio, per qualsiasi motivo, siano oggetto di verifica sia in campo che in laboratorio, gli errori massimi tollerati sono pari al doppio degli errori ammessi secondo al disciplina nazionale e comunitaria nelle verifiche di conformità; l'emendamento 16-quater.22, che delega il Governo ad emanare un decreto legislativo per il riordino delle accise gravanti sulle imprese relativamente all'utilizzo del gas naturale e di energia elettrica, per l'adeguamento alla normativa europea, al fine di redistribuire, a parità di gettito complessivo e in maniera progressiva, su tutte le imprese il carico fiscale, in modo da agevolare le piccole e medie imprese; l'emendamento 16-quater.25, che modifica l'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo n. 79 del 1999 (recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica) disponendo che le, misure di incremento dell'efficienza energetica non debba essere più riferiti agli usi finali di energia; l'emendamento 16-sexies.5, che modifica il comma 5 sopprimendo la previsione per cui i programmi per l'assunzione del personale devono rispettare il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto degli enti di ricerca a normativa vigente; gli emendamenti 17.2, 17.3 e 17.4, che sostituiscono l'articolo 17 ovvero modificano il primo comma dello stesso articolo senza più prevedere che la convenzione venga stipulata con l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e che la convenzione stessa individui le risorse della stessa Agenzia disponibili per la realizzazione del piano operativo. Ricorda ancora l'articolo aggiuntivo 17.01, che modifica i criteri di determinazione dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica destinata alle province


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e di definizione delle esenzioni, nonché introduce altre misure volte a ridurre il costo per l'energia elettrica per le piccole e medie imprese. Al riguardo chiede di chiarire se da tali disposizioni possano derivare effetti negativi in termini di finanza pubblica. Ricorda poi gli articoli aggiuntivi 17.02 e 17.03 i quali intervengono in materia di disciplina dei certificati verdi. Al riguardo ritiene di chiarire se tali modifiche non comportino anche indirettamente conseguenze negative per la finanza pubblica. Ricorda poi gli articoli aggiuntivi 17.04 e 17.05, che prevedono meccanismi incentivanti per la produzione di energia da biomasse e da biogas derivanti da prodotti agricoli. Al riguardo ritiene di chiarire se tali modifiche non comportino anche indirettamente conseguenze negative per la finanza pubblica. Segnala ancora l'emendamento 22-ter.2, che prevede, ai fini della copertura finanziaria degli oneri di cui al comma 1 dell'articolo 22-ter, degli stanziamenti destinati al finanziamento della scuola superiore della pubblica amministrazione, come determinati dalla tabella C allegata alla legge finanziaria 2008. Al riguardo, chiede di acquisire un chiarimento se l'utilizzo delle risorse della tabella C possa pregiudicare il funzionamento della scuola superiore della pubblica amministrazione. Chiede infine al rappresentante del Governo di esprimersi sugli eventuali effetti finanziari dell'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 della Commissione, che modifica la normativa in materia di contributi all'editoria per i giornali o organi di partito, che esclude il requisito della rappresentanza parlamentare per le imprese editrici di quotidiani e periodici che risultano essere già beneficiarie dei contributi alla data del 31 dicembre 2005. In particolare la proposta emendativa non fa più riferimento né alle imprese editrici ma ad imprese e testate né alla necessità di avere una rappresentanza parlamentare nell'anno di riferimento dei contributi. L'emendamento modifica altresì la normativa in materia di esercizio di imprese di quotidiani da parte di imprese fiduciarie.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS concorda con l'ipotesi di prevede la trasmissione anche alla Commissione bilancio degli schemi di decreto legislativo attuativi della delega di cui all'articolo 5-bis, esprime l'avviso contrario del Governo sugli emendamenti 3-bis.2, 3-bis.3, 3-bis.5, 3-bis.6, 3-bis.7, 5-bis.13, 13-ter.4, 13-ter.8, 13-ter.9, 13-ter.15, 15.18, 16.4, 16-bis.15, 16-ter.2, 16-ter.3, 16-ter.6, 16-ter.9, 16-ter.15, 16-ter.22, 16-ter.28, 16-ter.35, 16-quater.6, 16-quater.15, 16-quater.24, 16-quater.28, 16-quater.29, 16-quater.230, 17.2, 17.3, 17.4, 22-ter.2, sui subemendamenti 0.16-quater.502.7, 0.16-quater.502.8 e 0.16-quater.502.9, nonché sugli articoli aggiuntivi 3-bis.01, 12.01, 17.01, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura. Rileva invece che l'articolo aggiuntivo 9.0500, istitutivo della società «Difesa Servizi Spa» non comporta profili problematici di carattere finanziario nel presupposto che dal funzionamento della società non derivino conseguenze finanziarie negative e che la società medesima provvederà alle proprie spese di funzionamento e agli emolumenti dei propri dipendenti con risorse proprie. Per quel che concerne gli emendamenti 16-quater.202 e 16-quater.14, che intervengono in materia di CIP6, rileva che gli stessi non presentano profili problematici nel presupposto che non si determini un contenzioso in sede comunitaria che potrebbe risultare suscettibile di conseguenze finanziarie negative.

Antonio BORGHESI (IdV) chiede chiarimenti in merito alla società Difesa servizi Spa ritenendo che essa comporti maggiori oneri al momento privi di copertura a meno che non si ritenga che la stessa possa finanziarsi attraverso i profitti che potrebbero derivare dalla sua attività, sui quali in tal caso dovrebbero essere però acquisiti maggiori elementi di informazione.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS ritiene che la società potrà finanziarsi attraverso i risparmi di spesa che si realizzeranno


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nella politica degli acquisti poste in essere dalla società medesima.

Massimo VANNUCCI (PD) esprime perplessità sul modo di lavorare della Commissione. In particolare, ritiene che non sussistano né ragioni di necessità né ragioni di opportunità che giustifichino l'istituzione di una nuova società. Osserva inoltre che non sono stati forniti elementi di chiarimento sulle modalità di finanziamento delle spese di funzionamento della società, sul rapporto di lavoro privato dei suoi dipendenti e sulle risorse con cui fare fronte agli eventuali futuri aumenti di capitale. Ritiene poi preoccupante che la società sia chiamata ad occuparsi anche della valorizzazione degli immobili della difesa. Conclusivamente osserva che i tempi a disposizione della Commissione non risultano sufficienti per un'idonea valutazione delle proposte emendative, in considerazione della loro rilevanza e complessità.

Giulio CALVISI (PD) rileva preliminarmente che a suo giudizio l'articolo aggiuntivo 9.0500 dovrebbe essere dichiarato inammissibile dalla Presidenza della Camera per estraneità di materia. Nel merito osserva che si tratta di creare una struttura privata chiamata a svolgere funzioni pubbliche, con il rischio che si crei un altro «carrozzone clientelare» che si porrebbe la finalità di mettere le mani sugli appalti della difesa, eludendo norme di diritto pubblico oggi vigenti per il Ministero della difesa e il controllo della Corte dei conti. Rileva poi che il contenuto dell'articolo aggiuntivo risulta in contraddizione con i propositi dichiarati da più parti, anche nell'ambito delle discussioni sul federalismo, di affidare la valorizzazione degli immobili della difesa a comuni e regioni. Altro profilo problematico della proposta è costituito dal fatto che si potrebbe verificare la situazione singolare, e suscettibile di determinare conseguenze finanziarie negative, di dipendenti del Ministero della difesa che potrebbero intraprendere un rapporto di lavoro con una società privata. Conclusivamente ritiene necessario che la materia affrontata dall'articolo aggiuntivo dovrebbe costituire oggetto di riflessione autonoma nell'ambito del provvedimento ad hoc.

Pietro FRANZOSO (PdL) invita il rappresentante del Governo a rivedere il parere contrario sul suo emendamento 16-quater.230, relativo ad incentivi per la produzione di energia con impatto ambientale pari a zero. Propone di sostituire la parola:»estesi» con «compresi», ai fini dell'espressione di un parere di nulla osta.

Gaspare GIUDICE (PdL) ricordando che la Commissione bilancio si pronuncia sui profili finanziari e non sul merito degli emendamenti, osserva che i problemi sollevati dal collega Vannucci sull'articolo aggiuntivo 9.0500 del Governo attengono al merito e, in quanto tali, saranno affrontati nel corso dell'esame presso l'Assemblea. Sottolinea infine l'opportunità di subordinare il nulla osta sull'articolo aggiuntivo all'introduzione di una clausola di salvaguardia.

Massimo VANNUCCI (PD) esprime la propria sorpresa per i contenuti dell'intervento del collega Giudice. Osserva infatti che la società «Difesa Servizi Spa» dovrebbe gestire il patrimonio immobiliare della difesa e ricorda che la gestione di tale patrimonio è stata oggetto in passato di numerose controversie, anche per i suoi profili finanziari. Rispetto a queste problematiche rileva che da parte del Governo non vi è stato il necessario approfondimento.

Maino MARCHI (PD) esprime perplessità sul parere reso dal rappresentante del Governo su alcune proposte emendative. Si riferisce in particolare agli emendamenti Lulli 3-bis.2, 16-ter.6, 16-ter.9 e 16-ter.28 che infatti comportano maggiori entrate le quali vengono destinate a specifiche finalità. Ritiene poi necessario un approfondimento sugli articoli aggiuntivi 9.0500 e 17.0500 del Governo, che possono comportare consistenti effetti finanziari negativi.


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Rocco GIRLANDA (PdL) chiede al rappresentante del Governo di modificare l'avviso contrario espresso sull'articolo aggiuntivo 70-bis.0300. Osserva infatti che la normativa vigente prevede un tetto di spesa per cui l'ampliamento della platea dei beneficiari dei contributi per il sostegno all'editoria non comporterà maggiori oneri. Segnala poi che la seconda parte della proposta emendativa risulta volta ad incentivare la trasparenza equiparando gli editori televisivi a quelli della carta stampata.

Massimo VANNUCCI (PD) si associa alle considerazioni del collega Girlanda.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS si dichiara disponibile ad un approfondimento sull'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 della Commissione, ricordando che la materia è trattata anche nel disegno di legge finanziaria. Con riferimento all'articolo aggiuntivo 9.0500 del Governo, che costituisce la Difesa Servizi S.p.A., rileva che tale società non avrà alle proprie dipendenze personale della difesa e non gestirà in proprio patrimonio immobiliare; osserva inoltre che la normativa riprende quella già in vigore per la CONSIP e non riveste pertanto carattere innovativo. Per ciò che attiene all'emendamento Franzoso 16-quater.230, rileva che l'introduzione del termine «compresi» comporta comunque un'estensione della platea dei soggetti che hanno accesso al CIP6, con impatto negativo sulla finanza pubblica. Esprime infine parere contrario anche sugli emendamenti 16-quater.6, 16-quater.14 e 16-quater.15.

Gioacchino ALFANO (PdL) ribadisce la richiesta di chiarimenti sull'articolo aggiuntivo 70-bis.0300.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS segnala che il comma 2 dell'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 non comporta profili problematici di carattere finanziario.

Rocco GIRLANDA (PdL) ribadisce che a suo giudizio anche il comma 1 dell'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 non comporta effetti finanziari negativi.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS osserva che sul comma 1 si potrebbe esprimere un parere di nulla osta nel presupposto che rimanga fermo il tetto di spesa per i contributi all'editoria stabilito dalla legislazione vigente.

Giancarlo GIORGETTI, presidente e relatore, rileva che, con riferimento agli emendamenti 16-quater.502 e 16-quater.14, non ci sono osservazioni sotto il profilo finanziario ma solo con riguardo alla compatibilità comunitaria. Condivide le osservazioni del collega Girlanda sull'esistenza di un limite massimo di spesa per i contributi all'editoria, ma evidenzia il rischio di legittimare aspettative che potrebbero portare ad un innalzamento di tale limite massimo; propone pertanto di esprimere sull'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 un parere favorevole con una condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, in base alla quale si prevede che all'attuazione dell'articolo si provvederà nei limiti degli stanziamenti previsti a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Con riferimento all'articolo aggiuntivo sull'articolo aggiuntivo 9.0500, propone di esprimere parere favorevole nel presupposto che dal funzionamento della società non derivino conseguenze negative per la finanza pubblica e con la condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, ai sensi della quale al funzionamento della società, ivi compresi gli eventuali emolumenti corrisposti agli organi sociali e il trattamento del personale dipendente, si provvede nei limiti delle risorse proprie della società stessa, ovvero nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Pier Paolo BARETTA (PD), si associa alle considerazioni dei colleghi sull'assenza


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di conseguenze finanziarie derivanti dall'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 della Commissione.

Pietro FRANZOSO (PdL), chiede ulteriori chiarimenti sulla presunta estensione della platea dei beneficiari derivanti dal suo emendamento 16-quater.23, dal momento che il medesimo fa riferimento ad impianti che risultano già assimilati alla cogenerazione e che non esistono problemi di compatibilità comunitaria.

Giancarlo GIORGETTI, presidente e relatore, formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione,
esaminato il testo del disegno di legge in oggetto;
considerato che risulta opportuno prevedere la trasmissione anche alla Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario degli schemi dei decreti legislativi attuativi della delega in materia di riordino del sistema degli incentivi a favore della ricerca e dello sviluppo, di cui all'articolo 5-bis, in considerazione degli effetti che potrebbero derivare dalla velocizzazione nell'erogazione degli incentivi che costituisce uno dei principi direttivi;
esprime
sul testo elaborato dalla Commissione di merito:

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma della Costituzione:
all'articolo 5-bis, al comma 3, primo periodo, aggiungere in fine le parole: «e per le conseguenze di carattere finanziario».

con le seguenti condizioni:
a) si sopprima il comma 7 dell'articolo 5-bis;
b) si provveda ad acquisire puntuali elementi di informazione sugli effetti che potrebbero derivare, in relazione alla compatibilità con la normativa comunitaria e al rischio di eventuali procedure di infrazione, dall'assimilazione dei consorzi agrari alle cooperative a mutualità prevalente previste all'articolo 5-ter;
c) all'articolo 22-ter, dopo le parole «All'onere derivante dalle disposizioni di cui al presente comma» aggiungere le seguenti: «, pari a 1,5 milioni di euro per l'anno 2009,»;
d) si sopprima l'articolo 31-bis;

e con la seguente osservazione:
con riferimento all'articolo 16-bis, si valuti l'opportunità di coordinare le disposizioni di cui ai commi 6 e 6-bis per quanto concerne, rispettivamente, la ridefinizione dei compiti e delle funzioni di Sogin Spa e il commissariamento della stessa società;

sugli emendamenti trasmessi dall'Assemblea:

PARERE CONTRARIO

sugli emendamenti 3-bis.2, 3-bis.3, 3-bis.5, 3-bis.6, 3-bis.7, 5-bis.13, 13-ter.4, 13-ter.8, 13-ter.9, 13-ter.15, 15.18, 16.4, 16-bis.15, 16-ter.2, 16-ter.3, 16-ter.6, 16-ter.9, 16-ter.15, 16-ter.22, 16-ter.28, 16-ter.35, 16-quater.6, 16-quater.15, 16-quater.24, 16-quater.28, 16-quater.29, 16-quater.230, 17.2, 17.3, 17.4, 22-ter.2, sui subemendamenti 0.16-quater.502.7, 0.16-quater.502.8 e 0.16-quater.502.9, nonché sugli articoli aggiuntivi 3-bis.01, 12.01, 17.01, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;

NULLA OSTA

sull'articolo aggiuntivo 9.0500, nel presupposto che dal funzionamento della società non derivino conseguenze negative per la finanza pubblica e con le seguenti condizioni,


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volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:

Al comma 11, sostituire le parole: «dal presente articolo» con le seguenti: «dal comma 2»;

conseguentemente:
dopo il comma 11, aggiungere il seguente:
«11-bis. Al funzionamento della società, ivi compresi gli eventuali emolumenti corrisposti agli organi sociali e il trattamento del personale dipendente , si provvede nei limiti delle risorse proprie della società stessa, ovvero, con riferimento al comma 10, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

NULLA OSTA

sugli emendamenti 16-quater.502 e 16-quater.14, nel presupposto che l'attuazione delle relative disposizioni non determini un contenzioso in sede comunitaria suscettibile di provocare conseguenze negative per la finanza pubblica

NULLA OSTA

sull'articolo aggiuntivo 70-bis.0300 con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente «2-bis. All'attuazione del presente articolo si provvede nei limiti degli stanziamenti previsti a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.»

NULLA OSTA

sui restanti emendamenti contenuti nel fascicolo n. 2».

La Commissione approva la proposta di parere.

Sull'ordine dei lavori.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che, all'esito della Conferenza dei presidenti di gruppo riunitasi nella giornata di ieri, la Commissione bilancio dovrà concludere l'esame in sede referente dei disegni di legge finanziaria e di bilancio entro la mattinata di lunedì 3 novembre.

Marino ZORZATO (PdL), Antonio BORGHESI (IdV) e Pier Paolo BARETTA (PD), anche in relazione alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla possibilità di un'integrazione dei contenuti del disegno di legge finanziaria, con interventi a sostegno dello sviluppo e del reddito, evidenziano l'opportunità di una convocazione dell'Ufficio di presidenza alla ripresa dei lavori della Commissione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, condivide l'opportunità di una convocazione, alla ripresa pomeridiana dei lavori della Commissione, dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.

La seduta termina alle 10.30.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.35 alle 14.45.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 29 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 14.45.

DL 147/2008: Partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, nonché proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali per l'anno 2008.
C. 1802 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alle Commissioni III e IV).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.


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Gioacchino ALFANO (PdL) illustra il contenuto del provvedimento, approvato dal Senato, che dispone la conversione in legge del decreto-legge n. 147 del 2008 recante disposizioni urgenti per assicurare la partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia nonché la proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali per l'anno 2008. Con riferimento ai profili di interesse della Commissione, per quel che concerne l'estensione della disciplina dell'avanzamento a grado superiore, in caso di morte o inidoneità al servizio, al personale sub-direttivo della Guardia di Finanza di cui all'articolo 2-bis, comma 12, ritiene opportuno, tenuto conto che la formulazione normativa originaria non esclude espressamente l'applicazione al personale deceduto o divenuto inabile in patria, acquisire un chiarimento da parte del Governo circa i dati posti alla base della quantificazione riportata nella relazione tecnica, con specifico riferimento all'ambito territoriale assunto per la definizione della platea dei potenziali destinatari della disposizione.
Ricorda poi che l'articolo 3, comma 1, dispone che agli oneri derivanti dall'attuazione del decreto, escluso l'articolo 2-bis, comma 12, pari complessivamente a euro 151.538.448 per l'anno 2008, si provvede quanto a euro 86.955, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 8, del decreto-legge n. 8 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 45 del 2008, che autorizza, fino al 31 dicembre 2008, la spesa di euro 1.430.938 per assicurare la partecipazione italiana alle iniziative di Politica europea di sicurezza e di difesa (PESD); quanto a euro 89.984.291, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge n. 296 del 2006, come rifinanziata, per 90 milioni di euro, dall'articolo 63, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008; quanto a euro 1.600.000, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 8 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 45 del 2008, che autorizza, fino al 31 dicembre 2008, la spesa di euro 14.503.478 per la prosecuzione degli interventi di stabilizzazione e di ricostruzione in Iraq e Afghanistan; quanto a euro 5.176.102, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 8, del decreto-legge n. 8 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 45 del 2008, che ha autorizzato, fra l'altro, la spesa di euro 5.176.102 per la partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni unite e dell'Unione Africana nel Darfur in Sudan, denominata United Nations/African Union Mission in Darfur (UNAMID); quanto a euro 13.257.000, mediante utilizzo del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge n. 282 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 307 del 2004; quanto a euro 20.800.000, mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge n. 93 del 2008; che ha istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, di un fondo con una dotazione pari a 115 milioni di euro per l'anno 2008, 120 milioni di euro per l'anno 2009 e 55,5 milioni di euro per l'anno 2010, da utilizzare a reintegro delle dotazioni finanziarie dei programmi di spesa del bilancio dello Stato. Infine, quanto a euro 20.634.000, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente relativo al triennio 2008-2010, allo scopo parzialmente utilizzando gli accantonamenti del Ministero dell'economia per euro 1.155.000; del Ministero della giustizia, per euro 706.000; del Ministero degli affari esteri, per euro 11.478.000; del Ministero della pubblica istruzione, per euro 2.457.000; del Ministero dell'interno, per euro 815.000; del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per euro 130.000; del Ministero per i beni e le attività culturali, per euro 1.618.000; del Ministero della salute, per euro 449.000; del Ministero dei trasporti, per euro 841.000; per Ministero dell'università e della ricerca, per euro 985.000. In proposito, con riferimento all'utilizzo


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delle risorse di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge n. 296 del 2006, ricorda che il citato comma ha autorizzato, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, la spesa di euro 1 miliardo per il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace. A tal fine è stato istituito un apposito fondo nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. La dotazione del Fondo è stata integrata di 90 milioni di euro per l'anno 2008, dall'articolo 63, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008. Le relative risorse sono iscritte nel capitolo 3004 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Osserva che da una interrogazione effettuata alla banca dati della Ragioneria generale dello Stato risulta che la dotazione iniziale di 1 miliardo di euro per il 2008 risulta esaurita e che il predetto capitolo non risulta ancora integrato dell'importo di 90 milioni autorizzati dal citato articolo 63 del decreto-legge n. 112 del 2008. A tale proposito, ricorda che nel corso dell'esame del provvedimento al Senato, il rappresentante del Governo ha depositato presso la Commissione bilancio una documentazione dalla quale si evince che il Fondo reca le necessarie disponibilità a seguito del rifinanziamento operato dall'articolo 63, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008 e che è in corso il decreto di attuazione del Ministero dell'economia e della finanze. Al riguardo, chiede di acquisire una conferma in tal senso da parte del Governo. In relazione all'utilizzo delle risorse autorizzate dagli articoli 2, commi 3 e 8, e 3, comma 8, del decreto legge n. 8 del 2008, ritiene opportuno che il rappresentante del Governo confermi l'effettiva disponibilità delle stesse. In relazione all'utilizzo delle risorse di cui alle autorizzazioni di spesa di cui al Fondo per interventi di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge n. 282 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 307 del 2004, e al c.d «Fondo per la flessibilità», di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge n. 93 del 2008, convertito, con modificazioni dalla legge n. 126 del 2008, osserva che, da una interrogazione effettuata alla banca dati della Ragioneria generale dello Stato, i relativi capitoli di bilancio (rispettivamente 3075 e 3076 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze) recano la necessaria disponibilità. Al riguardo chiede di acquisire una conferma in tal senso da parte del Governo. Infine con riferimento all'utilizzo degli accantonamenti del Fondo speciale di parte corrente per l'anno 2008, rileva che i medesimi recano le necessarie disponibilità.
Ricorda poi che l'articolo 3, dispone, al comma 1-bis, che all'onere derivante dall'articolo 2-bis, comma 12, valutato in euro 15.358 per l'anno 2008, in euro 15.014 per l'anno 2009 ed in euro 37.508 a decorrere dall'anno 2010, si provvede, per l'anno 2008, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge n. 296 del 2006, come rifinanziata dall'articolo 63, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008, e, a decorrere dall'anno 2009, mediante corrispondente riduzione della dotazione organica del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge n. 282 del 2008. Il comma 1-ter, reca una clausola di salvaguardia per il monitoraggio degli oneri di cui al comma 1-bis. Osserva che la somma totale degli oneri posti a carico della predetta autorizzazione di spesa dal comma 1 e dal comma in esame è pari complessivamente a euro 89.999.749 per l'anno 2008. Ricorda che l'autorizzazione di spesa di cui al citato comma 1240 è stata rifinanziata per un importo di 90 milioni di euro per l'anno 2008 dall'articolo 63, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008. Per quanto concerne l'utilizzo delle risorse del Fondo per interventi strutturali di politica economica a decorrere dall'anno 2009 ritiene opportuno acquisire un chiarimento da parte del Governo in merito alla effettiva disponibilità delle relative risorse. Dal punto di vista formale, rileva la necessità di acquisire un chiarimento in merito alla portata


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dell'espressione «riduzione della dotazione organica» con riferimento al Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS, con riferimento all'avanzamento di grado in caso di morte o invalidità, rileva che si fa riferimento esclusivamente ad eventi accaduti all'estero e, conseguentemente, la copertura deve ritenersi congrua. Assicura inoltre che si provvederà all'emanazione del decreto del Ministero dell'economia e finanze, con cui si darà attuazione all'integrazione del Fondo per le missioni internazionali disposta dal decreto legge n. 112 del 2008. Più in generale, rileva che le risorse utilizzate a copertura risultano disponibili.

Gioacchino ALFANO (PdL) formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione,
esaminato il disegno di legge di conversione del decreto legge n 147 del 2008, recante partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, nonché proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali per l'anno 2008;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo;
esprime

PARERE FAVOREVOLE».

Maino MARCHI (PD) chiede chiarimenti sull'utilizzo a fini di copertura di diversi accantonamenti dei fondi speciali, che risulta suscettibile di determinare conseguenze negative per il finanziamento di importanti politiche nei settori interessati. Segnala in particolare che, ancora una volta, si riducono le risorse di competenza del Ministero dell'Istruzione.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS rileva che la copertura del provvedimento è stata effettuata prevalentemente a valere sugli accantonamenti del fondo speciale di parte corrente di cui alla tabella A della legge finanziaria, che sono destinati alla copertura dei provvedimenti approvati dal Parlamento nel corso dell'anno e pertanto non si verificheranno riduzioni di servizi finanziati con tali risorse. Inoltre si tratta di riduzioni limitate nell'ammontare. Osserva poi che comunque si tratta di riduzioni ripartite su diversi accantonamenti e pertanto ciascuno di essi subisce decurtazioni di lieve entità.

La Commissione approva la proposta di parere.

DL 143/08: Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario.
C. 1772 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Laura RAVETTO (PdL), relatore, illustra il contenuto del disegno di legge, approvato dal Senato, il quale dispone la conversione in legge del decreto legge 16 settembre 2008, n. 143, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario. Con riferimento ai profili di interesse della Commissione, osserva, per quanto concerne l'articolo 1, che dal tenore letterale della norma non si evince univocamente se l'indennità di trasferimento in sede disagiata debba essere corrisposta ad un contingente di personale complessivamente determinato in 100 unità ovvero ad un massimo di cento unità in ciascun anno. In merito a tale aspetto ritiene necessario una precisazione in quanto soltanto la prima interpretazione risulta compatibile con la quantificazione proposta dalla relazione tecnica. Qualora, invece, si intendesse rendere possibile il trasferimento di cento magistrati in ciascun anno, la metodologia adottata non risulterebbe corretta e l'onere calcolato, di conseguenza, risulterebbe sottostimato. In ogni caso, osserva che, per una più puntuale


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quantificazione dell'onere, dovrebbe essere altresì indicato quanto attualmente stanziato in bilancio allo scopo di corrispondere le indennità di sede disagiata e di primo trasferimento ed il numero delle unità già trasferite a sede disagiate in base alla legislazione previgente. Le informazioni in questione consentirebbero infatti una più puntuale delimitazione della platea dei beneficiari della nuova disciplina in esame e dell'onere che ne deriva. Con riferimento all'articolo 2, ritiene opportuno che il Governo fornisca elementi in merito al complessivo impatto finanziario, rispetto alla preesistente normativa, della disciplina proposta anche in considerazione della destinazione a finalità di spesa della maggior parte delle somme indicate. Ritiene altresì opportuno che il Governo fornisca informazioni circa le implicazioni finanziarie della nuova gestione del Fondo (interessi corrisposti sulle somme, modalità di gestione del Fondo, misura presunta degli aggi) anche in relazione al regime finanziario cui sono soggette attualmente le somme destinate ad afferire al Fondo stesso. Segnala poi che l'articolo 2, comma 7-ter, con riferimento alle somme di cui al comma 2, lettere c-bis) e c-ter), dispone che le quote di cui al comma 7 sono formate destinando le risorse in via prioritaria al potenziamento dei servizi istituzionali del Ministero della giustizia. Al riguardo, rileva l'opportunità di un chiarimento da parte del Governo in ordine al fatto che l'utilizzo delle disponibilità di cui alle lettere c-bis) e c-ter), confluite nel Fondo unico di giustizia non riguardi entrate di bilancio già contabilizzate a legislazione vigente e destinate ad altre finalità. Si dovrebbe altresì chiarire come la destinazione, in via prioritaria, di tali risorse alle spese dell'amministrazione della giustizia, sia compatibile con il rispetto delle quote di cui al comma 7 che, sulla base del dettato legislativo, sembrano riferirsi al fondo nel suo complesso. Ricorda ancora che l'articolo 3 dispone che agli oneri derivanti dall'articolo 1, comma 1, lettera d), valutati complessivamente in euro 5.137.296 per l'anno 2009 e in euro 4.785.678 a decorrere dall'anno 2010, si provvede quanto a euro 5.137.296 per l'anno 2009, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri; e quanto a euro 4.785.678 a decorrere dall'anno 2010, mediante utilizzo del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. La norma prevede, inoltre, una esplicita clausola di salvaguardia degli effetti finanziari con prelievo dal Fondo spese obbligatorie e d'ordine. Al riguardo, con riferimento all'utilizzo del Fondo speciale di parte corrente relativo all'accantonamento del Ministero degli affari esteri, ricorda che l'utilizzo del suddetto accantonamento per finalità diverse dall'adempimento di obblighi internazionali non appare pienamente conforme alla vigente disciplina contabile e, in particolare al dettato dell'articolo 11-ter, comma 1, lettera a), della legge n. 468 del 1978. In casi analoghi, l'utilizzo del suddetto accantonamento è stato consentito previa conferma del Governo che le disponibilità residue del Ministero degli affari esteri sarebbero state comunque sufficienti a non pregiudicare l'adempimento degli obblighi internazionali. Tale chiarimento appare necessario dal momento che, durante l'esame presso il Senato in prima lettura, non sono state fornite delucidazioni in merito. Segnala altresì che, anche se il provvedimento in esame è stato adottato prima del 30 settembre 2009 e, quindi, fa riferimento agli accantonamenti dei fondi speciali relativi al triennio 2008-2010, la relazione illustrativa al disegno di legge finanziaria per il 2009 (Camera n. 1713) preordina alla finalità della ratifica di accordi internazionali anche quota parte


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degli accantonamenti dei fondi speciali 2009-2011 relativi ad altri Ministeri. Tale previsione è strettamente connessa all'esiguità degli stanziamenti del Fondo speciali previsti per il triennio 2009-2011. Con riferimento all'utilizzo del Fondo interventi strutturali di politica economica di cui al decreto legge n. 282 del 2004, ricorda che questo reca le necessarie disponibilità, come già confermato dal Governo durante l'esame presso la Commissione bilancio del Senato in prima lettura, nella seduta del 1o ottobre 2008, e come desumibile dallo stato di utilizzo del Fondo in esame fornito dal Governo alla Camera in risposta alle osservazioni formulate dalla Commissione bilancio sul disegno di legge finanziaria per il 2009, nella seduta del 21 ottobre 2008. Con riferimento alla clausola di salvaguardia prevista dal provvedimento in esame, si rileva che la stessa prevede il ricorso automatico al Fondo spese obbligatorie e d'ordine di cui all'articolo 7, della legge n. 468 del 1978. Al riguardo, fermo rimanendo che la natura della spesa autorizzata relativa all'indennità prevista in caso di trasferimenti d'ufficio determina l'insorgere di diritti soggettivi, fattispecie per la quale è previsto il ricorso al Fondo spese obbligatorie e d'ordine, ritiene comunque opportuno che il Governo confermi che la dotazione del suddetto Fondo, che il disegno di legge di bilancio per il 2009 fissa in 900 milioni di euro, possa garantire l'attuazione della suddetta disposizione. Dal punto di vista formale, segnala che la clausola di salvaguardia non richiama espressamente, come in altri casi, il secondo comma, numero 2), dell'articolo 7, che si riferisce specificamente al reintegro dei capitoli di spesa aventi carattere obbligatorio (mentre il numero 1) del medesimo comma si riferisce al pagamento dei residui perenti di parte corrente). Questo, infatti, dispone che con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono trasferite le risorse dal Fondo spese obbligatorie e d'ordine ai capitoli di spesa aventi carattere obbligatorio o connessi con l'accertamento e la riscossione delle entrate.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS, in risposta alle richieste di chiarimento avanzate, rileva che quello di cento unità deve intendersi come tetto massimo. Inoltre, sul fondo unico della giustizia fornisce assicurazioni che l'attuale formulazione risponde alla finalità di evitare che l'erogazione di risorse dallo stesso non risulti superiore alle disponibilità. Rileva che la copertura è effettuata a valere di fondi speciali e fondi di riserva che recano le necessarie disponibilità e che l'utilizzo delle risorse del Ministero degli esteri non pregiudica l'adempimento di obblighi internazionali anche in considerazione del fatto che si è ormai alla fine dell'anno.

Laura RAVETTO (PdL), relatore, formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione,
esaminato il disegno di legge in oggetto,
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, in base ai quali il limite di 100 unità di personale da magistratura da assegnare presso le sedi disagiate risulta compatibile con la quantificazione degli oneri contenuti nella relazione tecnica che prevede la corresponsione dell'indennità ad un numero massimo di 100 beneficiari all'anno;
nel presupposto che l'utilizzo dell'accantonamento del Fondo speciale relativo al Ministero degli affari esteri, pur costituendo una deroga all'articolo 11, comma 1, lettera a), della legge n. 468 del 1978, non pregiudichi l'adempimento degli obblighi internazionali già previsti a legislazione vigente.
esprime

PARERE FAVOREVOLE».

La Commissione approva la proposta di parere.

La seduta termina alle 15.10.


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ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 29 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 15.10.

Schema di decreto legislativo recante norme modificative delle disposizioni relative alla materia valutaria in attuazione del regolamento (CE) n. 1889/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativo ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa.
Atto n. 22.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, in sostituzione del relatore, illustra il contenuto dello schema di decreto legislativo in esame, che è stato predisposto in attuazione del regolamento CE n. 1889 del 2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, recante misure relative ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa, al fine di armonizzare la normativa nazionale in materia di sorveglianza dei movimenti valutari ai meccanismi di controllo adottati in sede comunitaria per il contrasto delle operazioni di riciclaggio dei capitali e di finanziamento del terrorismo. Con riferimento ai profili di interesse della Commissione, ritiene necessari elementi di maggior dettaglio volti a suffragare l'ipotesi di neutralità finanziaria formulata dalla relazione tecnica con riferimento alle ulteriori attività che lo schema di provvedimento pone a carico di alcune amministrazioni pubbliche. Ciò al fine di poter verificare l'effettiva possibilità che le medesime facciano fronte alle predette attività nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già previste a legislazione vigente. Più in particolare, tali elementi andrebbero riferiti ai compiti assegnati all'Agenzia delle dogane in materia di ricezione, anche in via telematica, delle dichiarazioni riguardanti i movimenti di denaro contante, di accertamento delle violazioni all'obbligo di dichiarazione e di trasmissione al Ministero dell'economia e delle finanze dei verbali di contestazione, nonché all'attività di scambio di informazioni assegnata all'Agenzia delle dogane ed alla Guardia di finanza nei confronti delle autorità di altri Stati membri, delle autorità comunitarie e di Paesi terzi e alla possibilità per il Ministero dell'economia e delle finanze, nello svolgimento dell'attività istruttoria e sanzionatoria prevista dall'articolo 8, di chiedere valutazioni tecniche ad organi ed enti (non si precisa se siano o meno enti appartenenti alla pubblica amministrazione). Chiarimenti sono poi necessari sulla possibilità che amministrazioni, enti ed organismi pubblici, ai sensi dell'articolo 11, siano tenuti a fornire, anche in base ad apposite convenzioni, alla Banca d'Italia, per l'espletamento dell'attività statistica ad essa assegnata in via esclusiva, dati e notizie. Segnala poi che l'articolo 6, commi 7 e 8, prevede che il denaro sequestrato ai sensi del presente articolo affluisce al fondo di cui all'articolo 61, comma 23, del decreto-legge n. 112 del 2008. Alla conclusione del procedimento sanzionatorio il denaro contante sequestrato, nella misura in cui non è servito per il pagamento delle sanzioni applicate, è restituito agli aventi diritto che ne facciano istanza entro cinque anni dalla data del sequestro. Al riguardo, ricorda che nel fondo di cui all'articolo 61, comma 23, del decreto-legge n. 112 del 2008, denominato «Fondo unico giustizia» confluiscono già sulla base della legislazione vigente, tra le altre cose, le somme di denaro sequestrate nell'ambito di procedimenti penali o per l'applicazione di misure di prevenzione di cui alla legge n. 575 del 1965 in materia di mafia e derivanti dalle sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001 in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità


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giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge n. 300 del 2000,i beni confiscati nell'ambito dei procedimenti penali, amministrativi, o per le misure di prevenzione di cui alla suddetta legge n. 575 del 1965. Al riguardo, pur non rilevando sotto il profilo finanziario, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alla portata della disposizione in esame. In particolare il Governo dovrebbe chiarire se confluiscano nel fondo anche le somme sequestrate al netto delle sanzioni applicate delle quali gli aventi diritto non abbiano chiesto, ai sensi del successivo comma 8, la restituzione entro cinque anni dalla data del sequestro.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS chiede un rinvio dell'esame al fine di predisporre i necessari elementi di risposta alle richieste di chiarimenti avanzate.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del parere scade nella giornata odierna. Chiede pertanto al rappresentante del Governo assicurazioni in ordine al fatto che il Governo non procederà all'adozione definitiva dell'atto in assenza del parere della Commissione.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS rileva che lo schema di decreto non verrà definitivamente adottato dal Consiglio dei Ministri in assenza del parere della Commissione.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Schema di decreto legislativo recante disciplina delle modalità di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali di cui al regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004.
Atto n. 23.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nel rilevare preliminarmente che la Commissione non potrà procedere nella seduta odierna all'espressione del parere di competenza non essendosi ancora espressa sul provvedimento la Conferenza unificata, illustra il contenuto dello schema di decreto legislativo, il quale reca la disciplina delle modalità di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali, di cui al regolamento CE n. 882 del 2004. Con riferimento ai profili di interesse della Commissione, segnala che, per quanto riguarda i controlli all'importazione, i dati contenuti dalla relazione tecnica evidenziano che il maggior gettito complessivo derivante dall'applicazione delle nuove tariffe, estese anche ad ulteriori beni in precedenza non soggetti a tariffa, benché controllati, è tale da assicurare la integrale copertura dei costi sostenuti dalle strutture pubbliche. Per quanto concerne le spese sostenute dal Ministero, rileva che la piena compensatività non appare dimostrata sulla base dei controlli effettuati e tariffati nel 2007 ma appare desumibile dalla possibilità di estendere la tariffazione ad ulteriori prodotti. Con riferimento, invece, ai controlli sul territorio nazionale, la relazione tecnica evidenzia la mancanza di dati su cui basare una quantificazione attendibile del gettito atteso. Tuttavia l'aumento delle entrate appare comunque conseguibile mediante le procedure di adeguamento delle tariffe esistenti e la possibilità di introdurne nuove, previste dall'articolo 6 del provvedimento in esame.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS si riserva di fornire elementi di risposta alle richieste di chiarimento avanzate nel prosieguo dell'esame.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 29 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 15.20.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009).
C. 1713 Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011.
C. 1714 Governo.
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 ottobre 2008.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che il fascicolo degli emendamenti al disegno di legge finanziaria deve ritenersi integrato dall'emendamento Meta 2.202 (vedi allegato). Avverte altresì che il deputato Fava ha richiesto di sottoscrivere l'emendamento Ranieri 3.38. Rileva quindi che, come convenuto nella riunione dell'ufficio di presidenza, prima di procedere alla votazione degli emendamenti, i deputati potranno intervenire per segnalare questioni che ritengono particolarmente rilevanti e meritevoli di attenzione.

Lino DUILIO (PD) segnala che alcune sue proposte emendative intendono porre rimedio ad un serio problema di finanziamento degli interventi di tutela del Duomo di Milano. Ricorda, infatti, che con il 2008 andranno ad esaurimento le risorse stanziate dalla legislazione vigente con limite di impegno a sostegno della fabbrica del Duomo. In proposito ricorda che la fabbrica del Duomo necessita di finanziamenti per far fronte ad un fabbisogno annuo di circa quattordici miliardi, a fronte del quale le risorse proprie della Fabbrica sono di appena due miliardi. Rileva che le sue proposte emendative propongono diverse modalità di finanziamento della fabbrica, vale a dire mediante finanziamento in tabella D, ovvero in tabella B, o anche in bilancio, riducendo le risorse dell'Arcus s.p.a. Segnala la rilevanza della questione, anche in considerazione dell'Expo 2015.

Laura RAVETTO (PdL) ritiene particolarmente meritevole di attenzione la problematica affrontata dal suo emendamento 2.14. Infatti lo stesso propone l'assoggettamento ad aliquota sostitutiva del diciotto per cento dei canoni di locazione risultanti dai contratti agevolati e dai contratti per studenti universitari. In proposito segnala che, se la sua proposta al momento, date le attuali disponibilità finanziarie da destinare alla copertura, interessa solo queste specifiche tipologie, che pure risultano socialmente di particolare importanza, l'auspicio è che appena le compatibilità di bilancio lo consentiranno si possa prevedere una più generale aliquota sostitutiva del venti per cento per tutte le locazioni e per tutta la proprietà diffusa, in quanto in tal modo si potrebbero ottenere gli effetti di calmierare i canoni di locazione, dando in questo modo sostegno alle famiglie, di aumentare la disponibilità degli immobili e, conseguentemente, di favorire la mobilità sociale.

Renato CAMBURSANO (IdV) rileva che il dibattito sul disegno di legge finanziaria dovrebbe tenere conto innanzitutto della grave situazione di crisi che il paese si trova ad affrontare. Ritiene che in tale contesto dovrebbero essere innanzitutto prese iniziative a sostegno delle famiglie. Osserva in proposito che sono stati presentati da tutti i gruppi numerosi emendamenti sulla materia e richiama in particolare gli emendamenti presentati dal proprio gruppo per il recupero del drenaggio fiscale e per la detassazione delle spese relative ai minori. Altrettanto rilevanti ritiene che siano gli interventi a


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sostegno delle imprese, in particolare per quanto concerne gli strumenti e le modalità volte ad assicurare la disponibilità del credito.

Massimo VANNUCCI (PD) ricorda che l'opposizione, con grande senso di responsabilità di fronte alla grave situazione dei mercati internazionali, aveva manifestato la propria disponibilità all'introduzione nel disegno di legge finanziaria di norme volte ad attenuare gli effetti della crisi o a migliorare i saldi. Rileva che le preoccupazioni dell'opposizione circa l'insufficienza delle misure sin qui adottate, compresa la manovra di luglio, a fronteggiare la situazione economica sono state confermate dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio. Richiama in proposito gli emendamenti del suo gruppo parlamentare in materia di sostegno alle piccole e medie imprese, confidi, sostegno alle retribuzioni e ai redditi e detassazione della tredicesima.
Con riferimento alle proposte a sua firma, segnala la presentazione di due emendamenti volti a sostenere il settore del mobile. Un primo emendamento è finalizzato ad estendere le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie anche all'acquisto di mobili, nel limite del 10 per cento della spesa complessiva e mantenendo il plafond di 48.000 euro per ciascuna ristrutturazione. Segnala che, a suo avviso, la proposta non necessiterebbe di copertura finanziaria in quanto l'attuale situazione economica determinerà un minor utilizzo della agevolazione. Un secondo emendamento è volto, oltre che a sostenere l'importante settore produttivo del mobile, a fornire un aiuto alla creazione di famiglie e ad incentivare l'autonomia dei giovani, introducendo una deduzione per l'acquisto dei mobili da parte dei giovani che lasciano la famiglia di origine.
Per ciò che attiene agli enti locali, ritiene che il disegno di legge finanziaria dovrebbe trovare una soluzione al problema degli enti locali che, pur avendo disponibilità di cassa, non possono procedere al pagamento dei debiti per i limiti imposti dal patto di stabilità interno. Ricorda inoltre la sua proposta emendativa volta a modificare i criteri di ripartizione del Fondo istituito dalla legge finanziaria per il 2007 per i piccoli comuni con un'elevata percentuale di anziani e di bambini. Al fine di ampliare la platea dei comuni beneficiari dei finanziamenti, evitando disparità di trattamento, l'emendamento propone di ridurre la percentuale dei bambini, portandola dal 5 al 4,5 per cento, analogamente a quanto già avvenuto per gli anziani con una modifica approvata nel 2008.
Ritiene altresì che debba essere tenuta nella debita considerazione la questione dei lavoratori transfrontalieri, al fine di evitare la doppia imposizione, segnalando la presentazione di un emendamento a sua firma finalizzato ad aumentare da 8.000 a 9.000 euro la franchigia per detti lavoratori, rimasta invariata dagli anni Novanta. La misura interessa una platea di circa 12.000 soggetti, che svolgono il proprio lavoro a San Marino e a Montecarlo e dovrebbe avere un costo stimato in circa 3,3 milioni di euro.
Sulla questione sollevata dalla collega Ravetto, segnala infine la presentazione di un emendamento volto ad introdurre in via sperimentale l'aliquota secca del 20 per cento per gli affitti relativi a case di nuova costruzione; ritiene in proposito che, nella valutazione della necessaria copertura finanziaria, si debba tenere conto degli effetti positivi derivanti dall'emersione del sommerso.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) segnala la presentazione di tre emendamenti a sua firma finalizzati al sostegno alle istituzioni scolastiche non statali. Sottolinea in particolare che l'emendamento 2.2 al disegno di legge di bilancio (AC 1714) è volto a reintegrare gli stanziamenti per istituzioni scolastiche non statali, che, passando da 534 a 401 milioni di euro, hanno subito una riduzione di 133 milioni di euro, pari al 25 per cento delle risorse. Fa presente che tale decurtazione rischia di determinare ricadute sulle famiglie in termini di aumento delle rette scolastiche e ricorda


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gli impegni assunti del Governo nel senso di non incidere sui redditi familiari. Ricorda altresì che gli alunni delle scuole private sono 531.000 nella scuola dell'infanzia e circa 200.000 nella scuola primaria, per un totale di oltre 700.000. Rileva che se gli alunni delle scuole dell'infanzia private dovessero frequentare la scuola statale, il costo per la finanza pubblica si aggirerebbe a circa 4 miliardi di euro.

Roberto SIMONETTI (LNP) richiama gli emendamenti del proprio gruppo finalizzati a sostenere il risparmio energetico, a prevedere la detrazione delle spese relative all'acquisto di mobili, a rivedere su alcuni aspetti la disciplina del patto di stabilità interno, ad estendere il regime di tassazione forfetaria per piccole imprese artigiane e professionisti, a prevedere l'aliquota IVA al 10 per cento sugli interventi sugli immobili degli enti locali, a ridurre la tassazione in rapporto agli interessi passivi a carico delle piccole imprese, a introdurre misure di sostegno all'editoria.

Pier Paolo BARETTA (PD) segnala tre questioni che ritiene particolarmente rilevanti, osservando che si tratta di temi che suscitano un interesse condiviso, come dimostrano i numerosi emendamenti che sono stati presentati. In proposito segnala l'opportunità che l'esame del disegno di legge finanziaria da parte della Commissione sia organizzato per materie e ritiene auspicabile che sulle singole questioni la Commissione, insieme con il Governo, pervenga a definire interventi di portata complessiva che rispondano alle istanze rappresentate dagli emendamenti. In primo luogo ritiene che dovrebbe essere affrontata la questione degli interventi di sostegno al reddito. Osserva che è in corso un dibattito, da cui emerge l'opportunità di adottare misure in questa direzione e ritiene che alcuni degli emendamenti presentati potrebbero offrire anche al Governo utili suggerimenti. Il secondo tema di particolare rilevanza è rappresentato dalla questione della casa, sia dal punto di vista dell'acquisto e della proprietà della prima abitazione e, di conseguenza del problema dei mutui, sia dal punto di vista dell'affitto. La terza questione è rappresentata infine dall'esigenza di individuare alcune tipologie di spesa particolarmente meritevoli, per le quali integrare o ripristinare gli stanziamenti di bilancio. Chiede se vi sia la disponibilità del Governo ad affrontare tale questione o se vi sia invece una preclusione generale. Evidenzia infine, rispetto al contenuto del disegno di legge finanziaria, le disposizioni di cui al comma 35 dell'articolo 2, osservando che non dovrebbe essere compito della legge finanziaria definire le modalità della contrattazione e prevedere erogazioni mediante atti unilaterali.

Rolando NANNICINI (PD) nel condividere le valutazioni del collega Baretta si sofferma in particolare sulle conseguenze delle riduzioni di spesa operate dal decreto-legge n. 112 per valutare dove effettivamente i tagli operati possano risultare suscettibili di favorire una riforma delle amministrazioni interessate e dove invece le riduzioni abbiano inciso sulla loro funzionalità. Sul punto richiama in particolare che una ricostruzione della serie storica dei trasferimenti statali ai comuni per classi di abitanti rileva che l'ammontare pro-capite dei trasferimenti per i comuni con popolazione inferiore a mille abitanti è passato da circa 464 euro nel 1994 a circa 462 euro nel 2004, mentre per i comuni con popolazione da cinquemila a diecimila abitanti si è passati da circa 268 euro nel 1994 a 152 euro nel 2004 e per quelli con popolazione da quindicimila a trentamila abitanti da circa 267 euro nel 1994 a 136 euro nel 2004. Ciò dimostra la necessità di distinguere tra fattispecie che risultano molto diverse nell'operare politiche di riduzione della spesa pubblica. Più in generale chiede poi se l'obiettivo del Governo è ancora quello di mantenere il rapporto tra indebitamento netto e Pil del 2,1 per cento originariamente previsto, oppure alla luce dell'evoluzione della situazione si sta valutando la possibilità di uno sforamento. Al riguardo rileva che, in questa seconda ipotesi lo sforamento dovrebbe servire a finanziare politiche di


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sostegno al reddito delle famiglie e alle imprese, mentre a suo giudizio, per le considerazioni da lui svolte sopra, vi è il rischio che le risorse aggiuntive vengano interamente destinate a ripianare i tagli lineari operati.

Gaspare GIUDICE (PdL), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime apprezzamento per il clima costruttivo in cui si sta svolgendo la discussione sui disegni di legge finanziaria e di bilancio. Rilevando l'estrema rilevanza delle questioni sollevate dai colleghi, sottolinea che l'esame dei documenti di bilancio costituisce una grande occasione per un ampio e approfondito dibattito su tutte le questioni poste. Auspicando che il Governo non ricorra alla questione di fiducia, ritiene essenziale a tal fine che la discussione si concentri su questioni concrete e non demagogiche, ricordando altresì che proposte ampiamente condivisibili, quali la defiscalizzazione della tredicesima e gli aiuti alle piccole e medie imprese, incontrano difficoltà difficilmente superabili in termini di copertura finanziaria. Approva la richiesta del collega Baretta di procedere ad una discussione per temi e ritiene in proposito che debba essere riservato uno spazio adeguato alla questione del Mezzogiorno, anche per sventare il rischio che il confronto tra maggioranza ed opposizione si trasformi in un dibattito tra interessi del Nord ed interessi del Sud.

Aldo DI BIAGIO (PdL) sollecita l'attenzione sul proprio emendamento Tab.C.36 che, intervenendo sulla tabella C per quanto concerne la voce Ministero degli affari esteri, interessa in particolare le disposizioni relative alle funzioni e ai poteri consolari, sollecitando un incremento di 15 milioni di euro nel triennio 2009-2011 per tale settore. Segnala che il reintegro sollecitato attraverso la proposta emendativa andrebbe ad intervenire sulle funzionalità e sulle articolazioni della nostra rete diplomatico-consolare, garantendone una corretta ed efficiente organizzazione e gestione delle attività, con forti riflessi sulla capacità del nostro paese di far fronte alle dinamiche e alle attività che si presentano sullo scenario internazionale. Tale reintegro, su cui sottolinea il proprio forte coinvolgimento e la propria preoccupazione, potrebbe alleviare le preoccupazioni e le ansietà dei connazionali all'estero ed in particolare dei tanti italiani impiegati nella rete diplomatico-consolare, andando a ridimensionare le severe dinamiche di contenimento della spesa che ha subito il Ministero degli affari esteri, e che di conseguenza subirebbero le comunità italiane all'estero in termini di erogazione di servizi, di supporto e di sostegno della cittadinanza oltre confine. Osserva che intaccare le capacità del Ministero degli affari esteri e sulle sue ramificazioni internazionali significa intaccare le capacità del nostro paese di reggere le sfide che si presentano a livello globale. Con riferimento al proprio emendamento 2.516, segnala che con esso si intende sottolineare l'esigenza di estendere definitivamente ai lavoratori residenti all'estero, che dichiarano il proprio reddito in Italia, le detrazioni per carichi di famiglia attualmente previste per il solo triennio 2007-2009 dall'articolo 1, comma 1324 della legge finanziaria 2007. Ribadisce che su tale versante, il Governo ha espresso parere favorevole su un ordine del giorno a firma sua e dell'onorevole Picchi, relativo alle disposizioni del decreto n. 1386, nella seduta dell'Assemblea del 23 luglio 2008, esprimendo la volontà di attuare i predetti atti, che troverebbe giusta ed opportuna concretizzazione in occasione dell'esame delle disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. All'onere derivante dalla disposizione sollecitata da tale proposta si potrebbe provvedere mediante riduzione lineare di tutti gli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla Tabella C. Si augura che la razionalizzazione e la semplificazione che fa da sfondo ai provvedimenti contenuti nel disegno di legge finanziaria siano orientate alla rivalutazione e alla valorizzazione


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degli italiani residenti all'estero, in modo che essi siano percepiti non come una trascurabile voce di spesa per la finanza pubblica, ma come un'importante e reale risorsa economica, sociale e culturale per l'Italia.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta di domani.

La seduta termina alle 16.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 83 di martedì 28 ottobre 2008 siano apportate le seguenti modificazioni:
a) a pagina 51, prima colonna, ultima riga, le parole «2.284» siano sostituite dalle seguenti: «2.84»;
b) a pagina 78, seconda colonna, ventiduesima riga, le parole «2.226 MARIANI RAFFAELLA» siano soppresse.