V Commissione - Resoconto di giovedý 16 ottobre 2008


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 16 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Giuseppe Vegas e per lo sviluppo economico Adolfo Urso.

La seduta comincia alle 9.50.

Delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.
C. 1441-quater-A.

(Esame emendamenti e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame delle proposte emendative riferite al provvedimento, rinviato nella seduta del 15 ottobre 2008.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che, come già comunicato nella seduta


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notturna di ieri, l'Assemblea ha trasmesso l'emendamento 39-bis.205 della Commissione che interviene ulteriormente nella formulazione dell'articolo 39-bis del disegno di legge 1441-quater-A. L'emendamento sostituisce integralmente il testo dell'articolo, integrando nell'oggetto della delega le previsioni contenute nel comma 1 dell'articolo 39-bis. Nella sostanza l'emendamento riproduce i contenuti del parere espresso dalla nostra Commissione nella seduta pomeridiana di ieri. La sola differenza sostanziale è costituita dal fatto che nel parere espresso dalla nostra Commissione si prevedeva che all'attuazione della delega si provvedesse nei limiti delle risorse finanziarie che risulteranno disponibili in relazione ai risparmi di spesa di carattere strutturale aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dalla normativa vigente e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'emendamento 39-bis.205 della Commissione si limita invece a prevedere che all'attuazione della delega si provveda senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Rileva peraltro che, dal momento che si è previsto che le votazioni sul provvedimento riprendano nella seduta dell'Assemblea di martedì 21 ottobre, rimane aperto il termine per la presentazione di subemendamenti. Propone pertanto di differire l'espressione del parere sull'emendamento ad una apposita seduta che sarà prevista martedì prossimo. Analogamente, ritiene opportuno differire a martedì prossimo la votazione della proposta di parere già formulata dal relatore nella seduta notturna di ieri in ordine all'articolo aggiuntivo 39-quinquies.0100 e relativi subemendamenti.

Gaspare GIUDICE (PdL), evidenzia l'opportunità di procedere alla votazione della proposta di parere già predisposta in ordine all'articolo aggiuntivo 39-quinquies.0100 e relativi subemendamenti.

Lino DUILIO (PD) ritiene invece opportuno soprassedere alla votazione del parere in considerazione dell'esigenza di esaminare in modo approfondito sia il contenuto dell'articolo aggiuntivo 39-quinquies.0100, sia i singoli subemendamenti ad esso riferiti. A tal fine, sollecita la predisposizione da parte del Governo di tutti gli elementi informativi necessari. Con riferimento a quanto accaduto nel corso dei lavori dell'Assemblea di ieri, esprime quindi, senza alcuna intenzione strumentale, piena solidarietà nei confronti del Presidente Giorgetti, osservando che la ricostruzione dei fatti che il Presidente ha reso nel proprio intervento corrispondeva integralmente al loro effettivo svolgimento.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, con riferimento all'intervento del deputato Giudice, rileva che il termine per la presentazione dei subemendamenti deve considerarsi aperto anche in relazione all'articolo aggiuntivo 39-quinquies.0100. Rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta che sarà prevista nella giornata di martedì 21 ottobre, in relazione ai tempi di lavoro dell'Assemblea.

Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia.
Nuovo testo C. 1441-ter Governo.

(Parere alla X Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 15 ottobre 2008.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS, in relazione alle richieste di chiarimento avanzate dal relatore nella precedente seduta, consegna alla Commissione una nota recante gli elementi informativi e le valutazioni sollecitate (vedi allegato 1). Osserva altresì che rimangono da definire tre questioni di particolare rilievo, rappresentate dall'organizzazione e funzionamento dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, dall'esigenza di ridefinire le cosiddette agevolazioni CIP6 in modo da assicurare risparmi per gli utenti e dal commissariamento della Sogin.


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Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che la documentazione predisposta dal Governo sarà messa a disposizione di tutti i membri della Commissione, in modo da verificare se per la ripresa dei lavori della Commissione sussistano le condizioni per la predisposizione di una proposta di parere. In considerazione dell'imminente avvio della chiama dei deputati per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta che sarà convocata per le ore 11.45.

La seduta termina alle 10.10.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 16 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI, indi del vicepresidente Gaspare GIUDICE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 11.55.

Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Nuovo testo C. 1441-ter Governo.
(Parere alla X Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 15 ottobre 2008.

Giancarlo GIORGETTI, presidente e relatore, ritiene che sia possibile procedere alla formulazione di una proposta di parere che, per un verso, rechi alcune condizioni testuali volte a evitare effetti negativi a carico della finanza pubblica, garantendo rispetto del quarto comma dell'articolo 81 della Costituzione, e, per l'altro, con particolare riferimento alle questioni relative all'attribuzione ai consorzi agrari della forma giuridica di cooperative a mutualità prevalente e dell'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, demandi alla Commissione di merito la definizione di un testo delle disposizioni che garantisca l'assenza di oneri a carico della finanza pubblica.
Formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione,
esaminato il nuovo testo del disegno di legge in oggetto, rilevato che ai fini di una puntuale verifica degli effetti finanziari di alcune delle disposizioni recate dal provvedimento, come modificato dalla Commissione di merito, sarebbe stato opportuno disporre di puntuali elementi di quantificazione e che in assenza di tali elementi può consentirsi alle norme in questione soltanto in quanto le stesse esplicitamente prevedono che la fruizione di regimi di favore avvenga nei limiti delle risorse disponibili presso l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa. Tali considerazioni valgono, in particolare, per gli articoli 5 e 17, che prevedono specificamente che ai relativi interventi si faccia fronte con le risorse dell'Agenzia;
le medesime considerazioni non valgono, invece, per quanto concerne l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, di cui all'articolo 16-ter, nonché per quanto riguarda l'istituzione, prevista all'articolo 16-sexies, dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, in relazione alle quali si pone l'esigenza di acquisire una relazione tecnica che consenta di valutare compiutamente gli oneri che ne possono derivare. In particolare, per quanto concerne l'articolo 16-sexies, in assenza di puntuali elementi di valutazione, non appare possibile verificare la idoneità della clausola di invarianza di cui al comma 7 mentre, con riferimento all'articolo 16-ter, occorre acquisire puntuali elementi di informazione quanto alle spese per il personale e all'onere eventualmente derivante dalla corresponsione di emolumenti ai componenti degli organi dell'Agenzia;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo in base ai quali, per quanto concerne l'utilizzo delle risorse del fondo di cui all'articolo 1, comma 30, della legge


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n. 266 del 2005, previsto dal comma 9 dell'articolo 5, non risultano disponibilità, se non a titolo di residui, per cui occorre sostituire tale previsione facendo riferimento alle disponibilità dell'Agenzia per l'attrazione degli investimenti;
considerato che l'oggetto della delega di cui all'articolo 15 concerne anche questioni di carattere economico-finanziario, quali i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e la corresponsione di misure compensative alle popolazioni nei cui territori verrebbero localizzati impianti di produzione elettrica nucleare, per cui appare opportuno prevedere che gli schemi di decreto siano trasmessi per il parere anche alle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze finanziarie;
tenuto conto che:
la previsione della destinazione alle piccole e medie imprese di risorse non inferiori al 50 per cento di quelle previste nell'ambito della programmazione negoziata e degli incentivi, di cui al comma 2 dell'articolo 5-bis, potrebbe risultare non compatibile con altri criteri di ripartizione previsti da specifiche disposizioni;
non è chiaro se la disposizione di cui al comma 7 dell'articolo 5-bis sia suscettibile di determinare minori entrate per gli enti locali connesse a procedure di autorizzazione per le strutture turistico-ricettive;
non può escludersi che l'assimilazione, di cui all'articolo 5-ter, dei consorzi agrari alle cooperative a mutualità prevalente, le quali godono di un regime fiscale agevolato, possa ingenerare minori entrate non adeguatamente quantificate e coperte;

nel presupposto che le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 5-bis abbiano natura meramente programmatica, in quanto volte esclusivamente a definire le modalità di individuazione degli interventi prioritari in materia di fabbisogno energetico, e non comportino, neppure per effetto della prevista approvazione del CIPE, la diretta destinazione di specifiche risorse all'attuazione di tali interventi;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni, volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
1) all'articolo 5 apportare le seguenti modifiche:
a) al comma 3, sostituire le parole: «del regime di cui al decreto-legge 1o aprile 1989, n. 120,» con le seguenti: «del regime di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del decreto-legge 1o aprile 1989, n. 120»;
b) al comma 4, aggiungere in fine le seguenti parole: «, nei limiti degli stanziamenti disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.»;
c) al comma 8 aggiungere in fine le seguenti parole: «al fine di garantire l'invarianza degli oneri per la finanza pubblica e nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente»;
d) al comma 9 sopprimere le parole da: «Il fondo» fino a: «è destinato» e dopo le parole: «con la normativa di cui al presente articolo» inserire le seguenti: « si provvede a valere sulle risorse finanziarie disponibili presso l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa.»
e) sopprimere il comma 12;
2) all'articolo 5-bis apportare le seguenti modifiche:
a) al comma 2, alinea, dopo le parole: «ad adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge» aggiungere le seguenti: «nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato»;


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b) al comma 2, n. 9) dopo le parole: «quote di risorse» inserire le seguenti: «che risultino effettivamente disponibili in quanto non già destinate ad altra finalità»;
3) all'articolo 15, apportare le seguenti modifiche:
a) al comma 1-bis) dopo le parole: «competenti per materia» aggiungere le seguenti: «e per le conseguenze di carattere finanziario»
b) al comma 6, aggiungere in fine il seguente periodo: «Ai relativi adempimenti si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.».
4) all'articolo 16, comma 1-bis, dopo le parole: «sono individuati» inserire le seguenti: «senza nuovi o maggiori oneri, né minori entrate a carico della finanza pubblica»;
nonché con le seguenti ulteriori condizioni:
a) provveda la Commissione di merito ad acquisire puntuali elementi di informazione sugli effetti che possono derivare, in termini di gettito, dalle disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo 5-bis, nonché dall'assimilazione dei consorzi agrari alle cooperative a mutualità prevalente previste all'articolo 5-ter;
b) provveda la Commissione a quantificare con precisione gli oneri derivanti dall'istituzione e dal funzionamento a regime dell'Agenzia di cui all'articolo 16-ter, nonché dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, di cui all'articolo 16-sexies, indicando puntualmente le risorse finanziarie da destinare allo scopo, al fine di garantire il pieno rispetto dell'articolo 81 della Costituzione;
c) all'articolo 22-ter, dopo le parole «All'onere derivante dalle disposizioni di cui al presente comma» aggiungere le seguenti: «,pari a 1,5 milioni di euro per l'anno 2009,»;

e con la seguente osservazione:
con riferimento all'articolo 16-bis, si valuti l'opportunità di coordinare le disposizioni di cui ai commi 6 e 6-bis per quanto concerne, rispettivamente, la ridefinizione dei compiti e delle funzioni di Sogin Spa e il commissariamento della stessa società.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS evidenzia l'esigenza di approfondire le diverse questioni sulle quali interviene la proposta di parere.

Gaspare GIUDICE (PdL) chiede un chiarimento sul modo di procedere adottato dalla Commissione. Rileva infatti che su numerose richieste di chiarimento avanzate dal Presidente nella seduta di ieri la documentazione depositata dal rappresentante del Governo non fornisce i necessari elementi di risposta. Osserva peraltro che la documentazione depositata risulta predisposta dal Ministero dello sviluppo economico e non dal Ministero dell'economia. Ritiene che quindi in tali condizioni la predisposizione di una proposta di parere sia prematura. Fa poi presente che nella stessa è possibile riscontrare alcune incongruenze; infatti in alcuni casi nelle premesse si fa riferimento a chiarimenti del Governo che in realtà non risultano contenuti nella documentazione depositata e in altri casi le condizioni contenute nel parere sembrano non tenere conto degli elementi invece presenti nella documentazione medesima.

Maino MARCHI (PD) ritiene necessario riprendere le questioni sollevate nella seduta di ieri inerenti ai rapporti tra le Commissioni, ricordando che la Commissione Ambiente ha espresso sul testo del provvedimento un parere in cui rileva la necessità, con riferimento all'Agenzia per la sicurezza nucleare di cui all'articolo 16-ter, di prevedere che i costi per il


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funzionamento dell'Agenzia medesima non gravino sulle risorse attualmente stanziate per l'ISPRA. Considerato che è presumibile che, in quella sede, il rappresentante del Governo abbia espresso un avviso favorevole, rileva che, in sede di Commissione Bilancio, la posizione del Governo è nel senso di procedere ad una riduzione delle risorse non solo umane ma anche finanziarie dell'ISPRA, a copertura degli oneri derivanti dall'istituzione dell'Agenzia. Rileva dunque la palese contraddizione tra le posizioni espresse dal Governo nelle due diverse sedi.

Massimo VANNUCCI (PD) concorda con la proposta di una sospensione per consentire al rappresentante del Governo di fornire risposte esaurienti alle questioni sollevate. Rileva, in particolare, che le norme di incentivo alle energie alternative dovrebbero essere oggetto di una più puntuale attenzione, con riferimento alle conseguenze finanziarie in termini di eventuali maggiori costi per le pubbliche amministrazioni. Osserva altresì che la documentazione depositata dal Governo dedica ampio spazio all'articolo 5-ter in materia di consorzi agrari, da cui dovrebbero addirittura derivare effetti positivi per la finanza pubblica. In proposito sottolinea che la proposta di parere formulata dal relatore rileva l'opportunità di acquisire in materia elementi di informazione, ponendosi dunque in contrasto con la documentazione governativa. Ribadisce dunque l'opportunità di un rinvio al fine di consentire i necessari approfondimenti.

Gian Luca GALLETTI (UdC) concorda sulla proposta avanzata di un rinvio dell'espressione del parere. Con riferimento poi alla proposta predisposta dal Presidente rileva di non condividere le condizioni nella stessa contenute di rinviare alla Commissione di merito l'individuazione della soluzione ai problemi finanziari contenuti nell'articolo 5-ter nell'articolo 16-ter e nell'articolo 16- sexies. Ritiene infatti che con riferimento a tali aspetti sarebbe più opportuna una piena assunzione di responsabilità da parte della Commissione Bilancio, trattandosi di aspetti che investono pienamente la sua competenza.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, sospende la seduta, che riprenderà al termine dello svolgimento degli altri punti all'ordine del giorno, al fine di consentire l'approfondimento dei contenuti della proposta di parere predisposta.

La seduta, sospesa alle 12.10 è ripresa alle 13.20.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS chiede un rinvio dell'espressione del parere sul provvedimento al fine di approfondirne ulteriormente il contenuto.

Gaspare GIUDICE, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.25.

SEDE REFERENTE

Giovedì 16 ottobre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il ministro per il lavoro, la salute e le politiche sociali Maurizio Sacconi.

La seduta comincia alle 12.10.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009).
C. 1713 Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011.
C. 1714 Governo.

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 15 ottobre 2008.


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Giancarlo GIORGETTI, presidente, in assenza di obiezioni dispone l'attivazione del circuito chiuso. Nel ringraziare il ministro Sacconi per la sua presenza, ricorda che il suo intervento nel corso dell'esame preliminare del disegno di legge di bilancio per l'anno 2009 è stato richiesto dalla Commissione con l'intento di proseguire l'attività istruttoria sulla riclassificazione del bilancio per missioni e programmi già avviata in occasione dell'esame del disegno di legge di assestamento. Inoltre, l'intento della Commissione è quello di approfondire le modalità con le quali si è dato attuazione, nel disegno di legge di bilancio per l'anno 2009, alle disposizioni dell'articolo 60 del citato decreto-legge n. 112, per quanto concerne la possibilità di rimodulare, nel disegno di legge di bilancio gli importi iscritti all'interno di una stessa missione, anche se determinati da fattore legislativo. In questo quadro, rileva che il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali risulta di particolare interesse, per la rilevanza dei settori e delle politiche interessate dalle dotazioni di spesa del Ministero e per l'incidenza che assumono nella materia i trasferimenti a favore degli enti territoriali (basti pensare alla spesa sanitaria).

Il ministro Maurizio SACCONI sottolinea che il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali sta attraversando un processo interessante di ristrutturazione e riorganizzazione che riguarda l'integrazione delle politiche nell'ottica disegnata dal Libro verde sul futuro del modello sociale. Rileva che tale processo vedrà un'organizzazione articolata in Dipartimenti e quindi con 4 centri di responsabilità (CDR) invece dell'attuale articolazione in direzioni generali per la parte area Lavoro e dipartimenti per la parte area Salute e che tale organizzazione dovrà rispettare altresì secondo un piano di ristrutturazione di tipo aziendale le misure contenute nel decreto-legge n. 112 del 2008 in materia di organizzazione con una riduzione delle strutture di vertice del 20 per cento (7 posizioni sulle attuali 34 complessive). Rileva che in sede di unificazione delle tre tabelle previsionali dei tre ex ministeri, infatti, si sono registrate alcune discrasie nei collegamenti tra capitoli della medesima tipologia di spesa, che hanno reso necessaria una revisione complessiva del progetto di bilancio e probabilmente richiederanno la predisposizione di alcune note di variazione; inoltre nel corso delle operazioni di accorpamento, che procedono di pari passo con la revisione degli assetti organizzativi, si è reso opportuno rivedere (accorpando o modificando) i programmi sottostanti alle singole missioni, al fine di raggiungere una maggior omogeneità tra i programmi dei tre ex dicasteri. Ciò si riflette sulla struttura del bilancio, ancora in una fase che può definirsi «fluida» e soggetta ad ulteriori aggiustamenti in corso d'opera dati i processi di riorganizzazione sopra richiamati. Rende noto che, nell'ottica della razionalizzazione, la costruzione del nuovo assetto organizzativo unificato prevede una struttura trasversale con compiti di gestione, cui siano attribuite le risorse necessarie ad assicurare, oltre ai previsti risparmi di spesa, un'efficienza nel fornire supporto alle attività e ai compiti «operativi» del resto dell'organizzazione. Pertanto, anche con riferimento a questo contesto, considera possibile prevedere possibilità di modifiche nascenti da una riflessione organizzativa tuttora in divenire, ma ciò non inficia il discorso complessivo dell'attribuzione delle risorse alle missioni.
Rileva che la predisposizione del bilancio del 2009 si incrocia pertanto con il processo di riorganizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali che è determinato da due provvedimenti legislativi: il decreto-legge n. 85 del 2008, riguardante l'accorpamento dei Ministeri a seguito delle norme contenute nella legge finanziaria per il 2008 che prevedono il ritorno al decreto legislativo n. 300 del 1999, e il decreto-legge n. 112 del 2008, che prevede una riduzione delle direzioni generali del 20 per cento rispetto a quelle esistenti.
Con riferimento alle decurtazioni e ai criteri per le rimodulazioni, oltre alla


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decurtazione prevista dal comma 507 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007, rileva che è intervenuta la decurtazione ai sensi del decreto-legge n. 85 del 2008 («accorpamento Ministeri») pari al 20 per cento delle spese di funzionamento e strumentali, che si prevedono in riduzione alla luce dell'accorpamento delle strutture di supporto. Rileva che a queste decurtazioni occorre aggiungere le riduzioni previste dall'articolo 60, comma 1 del decreto-legge n. 112 del 2008. Rileva che il legislatore ha però previsto la possibilità di spostare fino ad un massimo del 10 per cento delle risorse cosiddette rimodulabili (cioè escludendo spese di natura obbligatoria, in annualità e a pagamento differito) dai macroaggregati «interventi» ai macroaggregati «funzionamento» nell'ambito della stessa Missione. Ricorda in proposito che il Ministero ha otto missioni di riferimento. Fornisce poi alcune indicazioni sui criteri di base adottati per proporre le rimodulazioni previste dall'articolo 60, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008 come modificato dalla relativa legge di conversione. Evidenzia che le riduzioni di stanziamento introdotte dal decreto-legge n. 112 del 2008 - sommandosi alle riduzioni già determinate dalla legge finanziaria per il 2007 e dagli altri provvedimenti di riduzione - hanno reso poco utilizzabile la rimodulazione compensativa all'interno dei singoli macroaggregati e viceversa hanno richiesto l'incremento delle dotazioni destinate al funzionamento: spese per missioni nazionali e internazionali, per l'adeguamento dei locali alle prescrizioni in materia di sicurezza, per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria sui dipendenti, per il pagamento dei canoni e delle utenze, per il pagamento del fitto delle sedi e in generale per il funzionamento ordinario delle strutture. Rende noto che si è quindi proceduto ad identificare, nell'ambito delle singole missioni, e degli interventi, i capitoli «rimodulabili», che, previa verifica politica sono stati ridotti del 10 per cento, incrementando contestualmente in pari misura i capitoli di funzionamento appartenenti alla stessa missione. Con riferimento alle risorse rimodulate, tra i capitoli «cedenti», nell'ottica di ridurre comunque spese non rilevanti per le politiche del Ministero, sono ricompresi la missione 24 (diritti sociali, politiche sociali e famiglia): Cap. 3526, Spese di funzionamento dell'organo di controllo delle Onlus (-93.000 euro); la missione 25 (politiche previdenziali): cap. 4332, Funzionamento della commissione per la vigilanza dei fondi pensione (-52.100 euro); la missione 26 (politiche per il lavoro): Cap. 5062, Finanziamento di progetti per azioni positive per la parità uomo-donna nel lavoro (-223.038); Cap. 4161, Contributi a enti privati gestori di attività formative (-130.300); Cap. 2140, Fondo per gli interventi di sostegno all'occupazione (-1.610.745), cap. 3971, Fondo per la ridefinizione e il potenziamento delle funzioni, del regime giuridico e delle dotazioni strumentali dei consiglieri di parità (-370.545 euro); la missione 20 (tutela della salute) interventi in diminuzione per 1.286.547, utilizzati per il funzionamento pronto soccorso porti e aeroporti e sistema servizio trasfusionale. Ulteriori 1.931.291 già stanziati su altri capitoli verranno utilizzati per la celiachia e il Centro malattia animali. Infine rileva che sulla missione 17 (ricerca e innovazione) non è stata effettuata nessuna rimodulazione. Rileva che ulteriori rimodulazioni, di ridotte dimensioni, sono state effettuate all'interno della categoria Funzionamento (cd. «Rimodulazione ordinaria») es. dal cap. 3483, Spese per l'integrazione della composizione del Cnel con membri designati dall'osservatorio nazionale dell'associazionismo (-9.000 euro) ai capitoli di funzionamento della missione 24 (politiche sociali) e dai capitoli di funzionamento del Gabinetto e del Segretariato Generale (-7.000 euro circa, complessivamente) al capitolo della Direzione Generale del personale su cui grava l'assicurazione dei dirigenti (ciò nell'ambito della missione 32). Ribadisce che la rimodulazione - ossia lo «spostamento» - di risorse da una categoria all'altra, non deve essere intesa come un miglior utilizzo di risorse eccedenti (i capitoli «cedenti» sono stati sottoposti


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come tutti quelli rimodulabili, all'effetto del decreto-legge n. 112), ma come una necessaria priorità data alla garanzia di funzionamento della struttura e al rispetto di precisi vincoli di carattere normativo - come nel caso dei fondi per manutenzioni e accertamenti sanitari - o di contratti già sottoscritti dall'Amministrazione (fondi per locazioni e fitto delle sedi). Per quanto concerne i limiti alla rimodulazione, ed in particolare la mancanza di risorse per interventi all'interno di alcune missioni, rileva che per alcune missioni la rimodulazione tra categorie è stata limitata dal fatto che per la struttura del sistema informatico di riferimento (SI.CO.GE), le rimodulazioni sono state possibili (per quanto riguarda la fase «ascendente») solo nell'ambito di ciascuno degli stati di previsione degli ex 3 ministeri di provenienza; pertanto, per quanto riguarda l'ex Ministero del Lavoro, nessuna rimodulazione «speciale» dagli Interventi al Funzionamento è stata effettuata nell'ambito delle missioni 17 (Ricerca e innovazione) e 32 (Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche), che non prevedono risorse per interventi. Ritiene pertanto necessario prevedere strumenti di flessibilità ulteriori, da poter utilizzare in questi specifici casi, in considerazione del fatto che sotto la classificazione della missione 32 si collocano capitoli fondamentali per le politiche «di punta» di questo ministero, quali ad es. quelli del funzionamento di tutta la rete periferica delle Direzioni Regionali e Provinciali del Lavoro anche alla luce dei compiti assegnati dalle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 112 del 2008 e nel derceto legislativo n. 124 del 2004. Reputa necessaria una maggiore flessibilità anche per accompagnare la riforma del Bilancio, enfatizzata dal decreto-legge n. 112 del 2008, e per realizzare un'articolazione dello stesso maggiormente rispondente alle missioni e alle politiche, valorizzando il ruolo e le responsabilità dei vertici amministrativi. Deposita quindi alla Commissione ulteriore documentazione in ordine agli elementi dimensionali della consistenza finanziaria del bilancio, con riferimento anche alle previsioni triennali 2009-2011 (vedi allegato 2). In conclusione segnala che le notifiche effettuate con riferimento allo stato di previsione del ministero hanno rappresentato essenzialmente un adempimento di disposizioni di legge. È tuttavia in corso un processo complessivo di riorganizzazione del ministero. Nell'ambito di tale processo sarà mantenuta l'autonomia operativa del dipartimento competente in materia di salute. Al tempo stesso l'accorpamento della direzione politica relativa a diversi settori, in analogia a scelte adottate anche in altri paesi, permette di perseguire una visione complessiva del modello sociale da realizzare, anche in considerazione del fatto che alcuni dei settori di competenza del ministero, in particolare quello relativo alla sanità, presentano, nel medio e lungo periodo, tendenze di spesa significativamente crescenti.

Pier Paolo BARETTA (PD) nel ringraziare il ministro per la sua partecipazione ai lavori della Commissione, osserva peraltro che l'incontro odierno potrebbe rappresentare l'occasione opportuna non soltanto per illustrare le modalità di ridefinizione dello stato di previsione del ministero, ma anche per affrontare alcuni particolarmente significativi del disegno di legge finanziaria. Altrimenti si trova costretto a evidenziare di nuovo al Presidente l'esigenza di una riflessione complessiva della Commissione sulle scelte economiche e finanziarie che il Governo sta adottando, anche in considerazione di un evidente aggravarsi della crisi in atto. Per quanto concerne il disegno di legge finanziaria osserva in primo luogo l'assenza del rifinanziamento dell'intervento di detassazione dello straordinario previsto in via sperimentale dal decreto-legge n. 93 del 2008. Osserva altresì che la situazione attuale rende quanto mai opportuni interventi a sostegno del lavoro dipendente e delle pensioni. Sotto questo profilo ritiene che dovrebbe essere riconsiderata la decisione di mantenere all'1,7 per cento il tasso di inflazione programmata per il 2009. Evidenzia altresì l'esigenza


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di un'approfondita riflessione sulle disposizioni recate dal comma 35 dell'articolo 2 del disegno di legge finanziaria, che prevedono la possibilità di un'erogazione unilaterale delle somme dovute ai lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche in relazione ai rinnovi contrattuali anche mentre sono in corso le trattative per la definizione dei rinnovi medesimi. Chiede infine se le disposizioni di cui ai commi 22 e 23 del medesimo articolo 2 del disegno di legge finanziaria in materia di trasferimenti agli enti previdenziali non incidano sulla copertura finanziaria prevista in relazione alla legge n. 247 del 2007 relativa all'attuazione del protocollo sul welfare e di conseguenza non prospettino una riconsiderazione della disciplina concernente le pensioni.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ribadisce che la richiesta rivolta al ministro Sacconi di partecipare ai lavori della Commissione aveva per oggetto specifico le rimodulazioni degli stanziamenti di spesa iscritti nello stato di previsione del ministero effettuate in attuazione dell'articolo 60, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008. In ogni caso ritiene che la presenza del ministro permetterà di affrontare anche le altre questioni sollevate nel corso del dibattito. Al tempo stesso ribadisce l'esigenza di un intervento del ministro Tremonti che fornisca un'illustrazione generale della politica economica e finanziaria, anche al di là dei contenuti, assai limitati, del disegno di legge finanziaria.

Massimo VANNUCCI (PD) rileva che non è il caso di sottovalutare la rilevanza di numerose disposizioni contenute nel disegno di legge finanziaria, le quali, tra l'altro, in più di un caso, come per quanto concerne il riordino dei trasferimenti agli enti previdenziali ovvero il finanziamento dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, attengono direttamente alle competenze del ministro Sacconi.

Chiara MORONI (PdL), relatore per il disegno di legge di bilancio, esprime apprezzamento per i chiarimenti forniti dal Ministro, anche alla luce della mancata trasmissione della nota preliminare alla spesa dello stato di previsione del Ministero. Sottolinea in proposito la necessità di individuare un nuovo livello di interlocuzione tra Parlamento e Governo in materia di finanza pubblica, con particolare riferimento al disegno di legge di bilancio, oggetto di una recente riforma volta a valorizzare il ruolo di indirizzo e controllo dell'organo rappresentativo, basata su una maggiore trasparenza e leggibilità dei dati. Rileva altresì l'opportunità di procedere ad un ampliamento dei margini di flessibilità consentiti dal bilancio, al fine di rafforzare ulteriormente gli spazi di intervento a livello politico; in questo senso rileva la necessità di pervenire ad una rapida predisposizione di strumenti che consentano di valutare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa, quali gli indicatori di performance.
Con riferimento ai dati forniti dal Ministro sulle rimodulazioni operate ai sensi dell'articolo 60, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008, rileva che tali rimodulazioni hanno riguardato soprattutto lo spostamento di risorse da interventi a funzionamento, dimostrando le difficoltà incontrate nel processo di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse.
Ricorda inoltre l'importanza del ruolo del Ministero nella determinazione delle politiche pubbliche inerenti ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.
Chiede infine un chiarimento al Ministro sulla riduzione degli stanziamenti in tema di edilizia sanitaria.

Massimo BITONCI (LNP) nel ringraziare il ministro Sacconi per il suo intervento, chiede se il Ministero abbia allo studio proposte per risolvere il problema delle casalinghe che, avendo accumulato solo pochi anni di contribuzione, non hanno in base alla normativa vigente non hanno diritto ad alcun trattamento pensionistico.

Il ministro Maurizio SACCONI precisa di essersi attenuto, nel suo intervento iniziale, all'oggetto indicato. Sottolinea


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che, nel processo di accorpamento dei tre ministeri, pur volendo conservare l'autonomia funzionale delle organizzazioni principali, si è pienamente adempiuto l'obbligo di riduzione delle spese del 20 per cento. Rileva altresì che lo spostamento tendenziale di risorse da interventi a funzionamento, pur determinando un peggioramento in termini di qualificazione della spesa, si inserisce nell'ambito di un processo virtuoso di razionalizzazione delle risorse.
Sottolinea altresì che il processo di razionalizzazione della spesa sociale è strettamente connesso alla riforma che porterà alla realizzazione del federalismo fiscale: basti pensare che la spesa sanitaria costituisce l'83 per cento della spesa corrente delle regioni. Gli indicatori di valutazione del rapporto tra costi e benefici in materia sanitaria costituiscono inoltre uno dei punti di partenza per procedere all'elaborazione dei dati necessari per l'attuazione del federalismo. I piani di rientro delle Regioni costituiscono altresì un'anticipazione dei processi di responsabilizzazione legati al federalismo: il commissariamento costituisce in proposito un'anticamera del fallimento politico, determinando una rilevante soluzione di continuità a causa dell'estromissione degli organi politici dalla gestione.
Con riferimento al chiarimento richiesto in materia di edilizia ospedaliera, precisa che risultano disponibili risorse per un ammontare pari a circa 1 miliardo di euro, tra risorse recuperate da progetti non portati a compimento e nuovi stanziamenti. Rileva al riguardo che occorre procedere ad una verifica della proiezione delle risorse nel triennio, in quanto appare ragionevole la previsione di uno scaglionamento delle risorse medesime bel oltre l'arco temporale triennale, in ragione degli interventi da effettuare.
Con riferimento alla richiesta di chiarimenti avanzata dall'onorevole Baretta, ricorda che la proroga delle misure di detassazione degli straordinari, che pure rappresentano a giudizio del Governo il modo più corretto per sostenere i salari senza ingenerare pressioni inflazionistiche, è stata volutamente non inserito nel disegno di legge finanziaria in quanto l'esecutivo ritiene che tale misura debba essere collegata al raggiungimento di un'intesa tra le parti sociali sul modello salariale. Rileva che se tale intesa verrà raggiunta prima della fine dell'anno si potrà anche adottare la proroga nella detassazione degli straordinari. In proposito rileva che l'ipotesi migliore è raggiungere un'intesa tra tutte le parti sociali ma quella peggiore e da evitare è quella di non raggiungere alcuna intesa. Per quello che concerne le dinamiche salariali della pubblica amministrazione rileva che tale materia rientra nella competenza del ministro Brunetta. Con riferimento ai commi 22 e 23 dell'articolo 2 del disegno di legge finanziaria rileva che tali disposizioni non impattano sulla soppressione del cosiddetto «scalone previdenziale» disposta nella scorsa legislatura. Su tale materia segnala peraltro che il Ministero del Lavoro sta valutando insieme al Ministero dell'Economia e delle finanze le modalità migliori per contabilizzare i risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione del Ministero in modo tale che non si renda necessario per finanziare l'abolizione dello scalone un ulteriore innalzamento dello 0,09 per cento dell'aliquota previdenziale, come previsto dalla legge delega n. 247 del 2007 in caso di sforamento della spesa, innalzamento che rappresenterebbe un errore e si andrebbe ad aggiungere a quello di tre decimali operato nella scorsa legislatura. In risposta all'onorevole Bitonci segnala che per individuare il modo per attribuire un trattamento pensionistico alle casalinghe debba essere incentivato l'accantonamento su base volontaria, promuovendo il conferimento di risorse ad un apposito fondo. In tal senso uno strumento allo studio è quello che diversi istituti di previdenza mettano a disposizione buoni per l'incentivazione commerciale in modo da destinare le somme derivanti dalla loro corresponsione al fondo. Osserva conclusivamente che in ogni caso le regole generali del sistema previdenziale non consentono la restituzione dei contributi versati al di sotto di una certa soglia minima.


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Pier Paolo BARETTA (PD) chiede al Presidente di valutare l'opportunità di un differimento del termine per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge finanziaria e di bilancio.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nell'esprimere la propria disponibilità ad un differimento del termine della presentazione degli emendamenti, avverte che sarà convocato alle 14.45 l'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi per affrontare tale argomento. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.10.

ATTI DEL GOVERNO

Giovedì 16 ottobre 2008. - Presidenza del vicepresidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giuseppe Vegas.

La seduta comincia alle 13.10.

Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico.
Atto n. 36.

(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Marco MARSILIO (PdL), relatore, rileva preliminarmente che il decreto n. 112 del 25 giugno 2008 prevedeva la predisposizione del piano programmatico entro 45 giorni dalla determinazione del medesimo. Già durante l'iter parlamentare del provvedimento il Governo aveva accettato alla Camera, nella seduta del 23 luglio, l'ordine del giorno Granata che chiedeva di prolungare questo termine a 120 giorni. A fronte dell'esigenza di procedere, osserva tuttavia che al momento il piano risulta sprovvisto sia del necessario parere della Conferenza unificata sia della verifica della Ragioneria generale dello Stato sulla relazione tecnica. Nell'illustrare il contenuto del provvedimento, rileva, per quanto concerne i profili di competenza della Commissione, che risulta opportuno acquisire taluni chiarimenti relativi sia alle indicazioni della relazione tecnico-finanziaria, sia alle previsioni del piano che non trovano corrispondenza nelle indicazioni della predetta relazione. In merito alla relazione tecnico-finanziaria osserva preliminarmente che i dati forniti in relazione ai punti 1) (innalzamento del rapporto alunni/classe), 2) (determinazione dell'organico della scuola primaria), 3) (graduale eliminazione dei posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria) e 4) (determinazione dell'organico della scuola di I grado), sono volti ad indicare la modalità di calcolo numerico delle riduzioni da disporre nei diversi ambiti, alle quali sono collegati effetti di risparmio. Sarebbe peraltro opportuno acquisire ulteriori elementi in merito ai criteri applicativi volti a consentire l'effettivo conseguimento dei risparmi stimati. In merito al punto 2), andrebbero forniti chiarimenti circa il dato di 14.003 riduzioni stimate, tenuto conto che questo sembrerebbe basarsi sull'ipotesi che tutte le classi a tempo normale vengano ricondotte ad un orario di 24 ore settimanali, mentre il piano prevede che potrà essere realizzato anche un tempo scuola di 27 e 30 ore. Riguardo al punto 3) della relazione, che prevede una riduzione complessiva di 11.200 unità di personale a seguito della graduale eliminazione dei posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria, il dato relativo alle riduzioni previste andrebbe suffragato da elementi di maggior dettaglio quanto al numero degli attuali docenti di lingua, tenuto conto che, in virtù dell'autonomia didattica riconosciuta alle scuole, diversi docenti (titolari di altre cattedre) potrebbero al momento essere già utilizzati per l'insegnamento della lingua inglese. Anche in relazione alle riduzioni correlate alla ridefinizione dell'organizzazione e dei quadri orario nelle scuole di I grado e alla riconduzione di tutte le cattedre dell'istruzione secondaria a 18 ore (punto 6 della relazione tecnica), andrebbero chiariti i calcoli sottesi ai tagli di


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personale prefigurati. Infine, viene indicato come obiettivo il conseguimento di un rapporto complessivo alunni/classe pari a 0,40; peraltro, il decreto-legge n. 112 del 2008 condizionava il conseguimento dei risparmi al raggiungimento di un rapporto alunni-docenti pari a 1. Andrebbero, quindi, forniti chiarimenti sul raccordo tra i due parametri. In particolare, con riferimento alle previsioni relative alla scuola dell'infanzia, chiede di chiarire cosa si intende per «nuove attivazioni» ed «estensione del servizio», attivabili in virtù dell'economia di ore derivante dalla diversa articolazione dell'orario delle attività educative, posto che la norma e la relazione tecnica non forniscono elementi al riguardo e che le iniziative in questione potrebbero configurarsi come potenzialmente onerose. Sempre in merito alla scuola dell'infanzia, le disposizioni prevedono la reintroduzione, con apposito intervento normativo e nei limiti delle disponibilità finanziarie esistenti, dell'istituto dell'anticipo previsto dal decreto legislativo n. 59 del 2004 e successivamente abrogato dal comma 630 dell'articolo 1, della legge finanziaria per il 2007. In merito, invece, alle previsioni del piano concernenti la scuola primaria, rileva che vengono collegate economie, considerate non quantificabili, al modello didattico basato su classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con un orario di 24 ore settimanali. Osserva inoltre che andrebbero meglio dettagliati i criteri in base ai quali viene mantenuta la previsione della possibilità di un tempo scuola articolato su 27, 30 e 40 ore settimanali a fronte di un'articolazione in 24 ore settimanali che deve essere privilegiata e dalla quale conseguono delle economie. Con riferimento alla formazione linguistica obbligatoria prevista dal piano per i docenti della scuola primaria, sembrerebbe opportuno acquisire indicazioni in ordine alle spese derivanti da tale previsione, anche al fine di valutarne la compatibilità rispetto alle risorse disponibili in bilancio, preordinate alla formazione dei docenti, al cui utilizzo la relazione tecnica rinvia. Osserva, altresì, che andrebbe chiarita meglio la portata finanziaria della revisione degli istituti giuridici comportanti comandi, collocamenti fuori ruolo e utilizzazioni diverse del personale, posto che tale previsione non viene corredata di dati numerici dai quali sia possibile evincere i risparmi ad essa correlati. Quanto infine alle riduzioni di personale ATA, il piano prevede che si proceda alla «costituzione dell'organico dell'area C, nell'ambito delle risorse finanziarie e di organico come sopra definite»; sarebbe peraltro utile indicare l'entità delle risorse in questione e fornire una quantificazione dell'onere derivante dalla previsione medesima.

Gaspare GIUDICE, presidente, segnala che la Conferenza unificata è convocata per la giornata odierna per esprimersi sul piano programmatico.

Il sottosegretario Giuseppe VEGAS nel segnalare che quanto prima verrà compiuta la verifica della Ragioneria generale dello Stato sulla relazione tecnica, chiede un rinvio dell'esame al fine di predisporre i necessari elementi di risposta alle richieste di chiarimento avanzate.

Gaspare GIUDICE, presidente, alla luce degli elementi emersi, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.20.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.45 alle 15.