I Commissione - Resoconto di mercoledý 23 luglio 2008


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 23 luglio 2008. - Presidenza del presidente Donato BRUNO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Alfredo Mantovano.

La seduta comincia alle 14.05.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
C. 1406, approvato, in un testo unificato, dalla 1a Commissione permanente del Senato (testo base), C. 528 Vitali, C. 639 Burtone e C. 820 Angela Napoli.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 22 luglio 2008.

Donato BRUNO, presidente, ricorda che la Commissione deve procedere all'esame degli emendamenti presentati al testo base. Avverte, quindi, che la relatrice, deputato Amici, ha presentato gli emendamenti 2.3 e 4.1 (vedi allegato) volti a risolvere, rispettivamente, il problema rappresentato dalla lesione allo status di parlamentare che deriverebbe dal prevedere restrizioni per l'individuazione dei componenti della Commissione antimafia e il problema del raccordo del provvedimento in esame con la nuova disciplina in materia di segreto di Stato introdotta dalla legge n. 124 del 2007, di riforma dei servizi di informazione per la sicurezza. Invita, quindi, i presentatori degli emendamenti Tassone 1.1 e 2.1 e Santelli 2.2 a ritirarli.

Mario TASSONE (UdC) chiede alla relatrice di pronunciarsi sugli emendamenti presentati e di chiarire le finalità dei propri emendamenti.

Sesa AMICI (PD) invita al ritiro dell'emendamento Tassone 1.1, ritenendo eccessivo che la Commissione antimafia riferisca al Parlamento ogni tre mesi, atteso che il problema non sta nella frequenza con cui essa riferisce sui propri lavori, ma nell'attenzione prestata dalla politica alle sue relazioni: in altre parole, più che di


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relazioni trimestrali, c'è bisogno che i gruppi si facciano carico di promuovere un dibattito parlamentare sulle relazioni. Suggerisce, quindi, al deputato Tassone di valutare l'ipotesi di trasformare l'emendamento in un ordine del giorno da presentare in Assemblea o, se si procederà in sede legislativa, in Commissione, per sollevare la questione.
Parimenti, invita al ritiro dell'emendamento Tassone 2.1, ritenendo che una diminuzione del numero dei componenti della Commissione antimafia potrebbe essere equivocata nel senso di un allentamento dell'attenzione dello Stato al fenomeno della mafia.
Quanto all'emendamento Santelli 2.2, premesso che la natura peculiare della Commissione antimafia impone una certa attenzione nella scelta dei suoi componenti da parte dei gruppi e dei Presidenti delle Camere, ritiene non si possa però ignorare la questione posta dalla II Commissione nel suo parere, ancorché in forma di osservazione. Ha pertanto presentato l'emendamento 2.3 con l'intento di salvaguardare lo status del parlamentare, comunque evidenziando la necessità di una assunzione di responsabilità politica nella designazione dei componenti della Commissione antimafia. Per tale ragione invita al ritiro dell'emendamento Santelli 2.2 e all'approvazione del suo emendamento 2.3.
Quanto infine all'emendamento 4.1 da lei presentato, chiarisce che esso mira a mantenere alla Commissione antimafia la sua natura di Commissione d'inchiesta, dotata quindi degli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, salvaguardando però nel contempo quanto stabilito in materia di segreto di Stato dalla recente legge di riforma dei servizi di informazione e del segreto di Stato (legge n. 124 del 2007).
Quindi, anche in considerazione dell'esigenza di procedere quanto prima all'istituzione della nuova Commissione antimafia, invita all'approvazione degli emendamenti da lei presentati, che sono il risultato di una mediazione e un punto di equilibrio intervenuto tra i gruppi.

Mario TASSONE (UdC) sottolinea che il suo emendamento 1.1 intende sollevare esattamente la stessa questione posta dalla relatrice, vale a dire quella della ragion d'essere e del ruolo delle relazioni della Commissione antimafia, le quali, per lo più, non hanno fino ad oggi riscosso la necessaria attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
Quanto all'emendamento 2.1, ribadisce che cinquanta componenti sono, a suo giudizio, troppi, anche considerato che solo pochi seguono assiduamente i lavori, e che una riduzione numerica gioverebbe alla dignità e all'efficienza della Commissione.
Per quanto riguarda invece i criteri di scelta dei componenti della Commissione, premesso che il testo approvato dal Senato rappresenta, a suo parere, una forzatura non condivisibile, atteso che il codice di autoregolamentazione cui fa riferimento è nato come atto di indirizzo rivolto ai partiti in occasione di una specifica tornata elettorale amministrativa, esprime però perplessità anche sulla soluzione individuata dalla relatrice con l'emendamento 2.3, che a suo giudizio interviene sulla forma, ma non sulla sostanza del problema della lesione dello status di parlamentare, e in più può dar luogo a situazioni imbarazzanti.
Quanto, infine, all'emendamento 4.1 della relatrice, invita quest'ultima a ritirarlo, non ritenendone trasparenti le finalità e potendosi ingenerare il sospetto che si intenda depotenziare la Commissione d'inchiesta.

Jole SANTELLI (PdL), ribadito di non condividere il testo approvato dal Senato, in quanto crea una differenziazione tra parlamentari sotto il profilo della nominabilità a componente della Commissione antimafia, prende atto che l'emendamento 2.3 della relatrice permette di evitare una contrapposizione frontale sul punto con il Senato e di approvare quindi il provvedimento in tempi celeri. Ritira pertanto il proprio emendamento 2.2, esprimendo però l'auspicio che la formulazione prospettata dalla relatrice non finisca con il costituire un pericoloso precedente nel


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senso della differenziazione tra parlamentari.

Mario TASSONE (UdC) si dichiara disponibile a ritirare l'emendamento 1.1, per eventualmente trasformarlo in ordine del giorno. Insiste invece per la votazione dell'emendamento 2.1.

Il sottosegretario Alfredo MANTOVANO si rimette alla Commissione sugli emendamenti, osservando però che il Governo non potrebbe essere destinatario di un ordine del giorno che riguardi profili organizzativi dell'attività parlamentare, quali quelli inerenti alle relazioni della Commissione antimafia al Parlamento. Quanto al resto, valuta favorevolmente il lavoro della relatrice: l'emendamento 2.3 individua una formulazione normativa che, senza intaccare lo status del parlamentare, chiama i gruppi e i Presidenti delle Camere ad una responsabile valutazione di opportunità nella scelta dei componenti la Commissione. Quanto all'emendamento 4.1 della relatrice, ritiene che esso rechi una correzione opportuna attesa l'esistenza della nuova disciplina del segreto di Stato. Auspica quindi la rapida approvazione del provvedimento affinché il Governo possa avere al più presto un interlocutore importante come la Commissione antimafia nell'affrontare le questioni della sicurezza con particolare riguardo ai profili della criminalità organizzata di tipo mafioso.

Mario TASSONE (UdC) ritiene che il Governo potrebbe invece accogliere un ordine del giorno che lo impegnasse a promuovere un dibattito sulle relazioni della Commissione antimafia. In ogni caso, riterrebbe opportuno far riferimento, nel testo del provvedimento, alla necessità che le relazioni della Commissione antimafia non cadano nel vuoto ma suscitino una discussione. Chiede pertanto che anche l'emendamento 1.1 sia posto in votazione.

Carlo COSTANTINI (IdV) esprime apprezzamento per lo sforzo fatto dalla relatrice per risolvere la questione della lesione dello status del parlamentare. Tuttavia, per quanto il meccanismo da lei individuato tenda ad assicurare la trasparenza e a mettere l'opinione pubblica in condizione di conoscere il profilo dei componenti della Commissione antimafia, ritiene preferibile il testo approvato dal Senato, che peraltro non pone un vincolo assoluto, dal momento che si limita a prevedere che nella nomina dei componenti della Commissione si tenga conto «anche» del codice di autoregolamentazione. Tra l'altro, ritiene inutile prevedere una autocertificazione dal momento che non si prevede poi alcuna sanzione, né penale né di decadenza dalla carica di componente della Commissione, in caso di dichiarazioni mendaci.
Quanto, invece, all'emendamento 4.1 della relatrice, esprime perplessità rilevando come esso tenda a superare un dispositivo, quello della non opponibilità del segreto di Stato alla Commissione antimafia, che, a quanto gli risulta, è sempre stato previsto nelle leggi istitutive della Commissione di inchiesta fin dalla XI legislatura.

La Commissione respinge l'emendamento Tassone 1.1.

Pierguido VANALLI (LNP), intervenendo per dichiarazione di voto sull'emendamento 2.1, precisa che voterà contro di esso, in consonanza col suo gruppo, ma concorda sul fatto che cinquanta componenti per la Commissione siano troppi.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Tassone 2.1 e approva gli emendamenti 2.3 e 4.1 della relatrice.

Donato BRUNO, presidente, avverte che il nuovo testo, come risultante dall'approvazione degli emendamenti, sarà trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva, precisando che, in caso di pareri favorevoli, saranno maturate tutte le condizioni per la richiesta di trasferimento del provvedimento alla sede legislativa, per cui procederà ad inoltrare tale


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richiesta alla Presidenza della Camera. Nel caso in cui l'Assemblea consenta al trasferimento di sede, la Commissione tornerà a convocarsi sul provvedimento nella giornata di domani direttamente in sede legislativa.

Istituzione del «Giorno della memoria dei militari italiani caduti per la pace».
C. 139 Ascierto e C. 549 Bertolini.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 22 luglio 2008.

Donato BRUNO, presidente, ricorda che il rappresentante del Governo ha posto ieri una questione in relazione al provvedimento in esame e chiede al relatore se sia già ora in condizione di esprimere la propria valutazione al riguardo.

Pietro LAFFRANCO (PdL), relatore, si riserva di affrontare la questione in un secondo momento, dopo aver concluso gli approfondimenti in corso con i presentatori delle proposte di legge in titolo.

Raffaele VOLPI (LNP), premesso che le proposte di legge in esame sono senz'altro condivisibili, le ritiene tuttavia limitative, nella misura in cui fanno riferimento ai soli militari caduti per la pace e non anche ai civili che operano con associazioni di volontariato nei teatri di guerra.

Donato BRUNO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.45.