X Commissione - Mercoledì 4 giugno 2008


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ALLEGATO 1

5-00074 Vico: Situazione del comparto industriale del mobile imbottito dell'area Murgiana

TESTO DELLA RISPOSTA

Il «distretto del mobile imbottito» si sviluppa in un'area geografica compresa tra Matera, Altamura e Santeramo in Colle, a cavallo tra Basilicata e Puglia e rappresenta un significativo motore di sviluppo dell'intera economia locale, con un indotto di circa 200 aziende che occupano oltre 7000 addetti.
A partire del 2003 sono emersi i primi segnali di crisi del distretto, dovuti a fattori interni ed esterni.
I fattori interni si riferiscono a: eccesso di frammentazione del sistema produttivo; difficoltà di accesso al credito; carenza di un sistema infrastrutturale e processi di ristrutturazione produttiva di alcune imprese leader. A tal proposito, il gruppo Natuzzi ha sottoscritto, rispettivamente il 9 giugno 2005 e il 13 maggio 2008 accordi sulla Cassa integrazione per i propri dipendenti. L'ultimo accordo prevede il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per un periodo di 13 settimane, a partire dal 19 maggio; i dipendenti del Gruppo interessati da tale provvedimento sono 2.421. Nel dicembre 2004, si è proceduto ad una rimodulazione del contratto di programma Natuzzi prevedendo un aggiornamento degli investimenti per un importo pari a 69.772.000 euro ed un onere a carico dello Stato, a seguito della rimodulazione, pari a 35.052.600 euro.
I fattori di difficoltà esterni si riferiscono a: apprezzamento dell'Euro rispetto al dollaro; crescita della concorrenza asiatica, in particolare sui segmenti di mercato a minore valore aggiunto; rincaro delle materie prime e, in particolare, delle pelli; bancarotta di due dei più grandi retailer inglesi (Courts e Furniture Land) che ha avuto ricadute negative dirette sui fornitori; rallentamento della dinamica della domanda interna.
Tra gli interventi attuati dal nostro Ministero si segnala che, nel giugno 2005, si è svolto un primo incontro tecnico, d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato per il Coordinamento delle iniziative per l'occupazione - con gli operatori del settore, con le rispettive Regioni, Puglia e Basilicata, e con le OO. SS. rappresentative dei lavoratori del settore del mobile imbottito, da cui è emersa la grave crisi del distretto, che ha portato, in collaborazione con diversi Ministeri (MEF, Lavoro, Trasporti e Infrastrutture), alla sottoscrizione di un Protocollo d'Intesa per il consolidamento del comparto industriale del Mobile Imbottito dell'area Murgiana (Puglia e Basilicata).
Tale Protocollo aveva come obiettivo prioritario di sostenere e rafforzare, attraverso l'attivazione delle procedure per la definizione di un apposito Accordo di Programma, «la competitività del distretto del mobile imbottito e del territorio delle regioni Puglia e Basilicata».
Inoltre, con l'articolo 37 della legge 23 febbraio 2006, di conversione con modificazioni del decreto-legge n. 273 del 2005, è stata disposta l'estensione degli interventi di reindustrializzazione di cui alla legge n. 181 del 1989 e successive modificazioni ed integrazioni, fra gli altri, ai territori individuati dalla Regione Puglia nei comuni delle aree del PIT (Programma Integrato territoriale) n. 4 (Area della Murgia), pur senza prevedere una specifica dotazione finanziaria.


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Le politiche nazionali attuate dal Ministero dello Sviluppo economico in questi anni possono incontrare le esigenze del territorio con riferimento ai seguenti strumenti:
1) Credito d'imposta, con il quale le imprese del Mezzogiorno possono contare su un articolato sistema di sgravi fiscali che agiscono in particolare su investimenti, nuova occupazione, ricerca e innovazione;
2) Progetti di innovazione industriale, con i quali si vuole sostenere la riorganizzazione delle filiere produttive appartenenti al settore del Made in Italy (all'interno del quale è compreso il comparto del mobile), incentivando l'innovazione dei prodotti, l'innovazione dei processi, l'innovazione del sistema di commercializzazione;
3) Azioni connesse, con le quali le Regioni possono sviluppare programmi in sintonia con i progetti di innovazione industriale approvati, sostenendo lo sviluppo del territorio in riferimento ai temi del trasferimento tecnologico e della crescita e sviluppo del sistema delle PMI, utilizzando lo strumento degli Accordi di Programma Quadro di intesa con il MSE a valere sulle risorse del FAS così come stabilito dalla delibera CIPE del 2 aprile 2008;
4) Progetti in favore dei distretti produttivi, adottati dalle regioni e cofinanziati al 50 per cento da risorse del Ministero dello Sviluppo economico;
5) Legge n. 181 del 1989, che prevede ulteriori stanziamenti per il periodo 2007-2013 nell'ambito delle misure del «Quadro strategico nazionale 2007-2013 per le regioni della convergenza - Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Competitività e nell'ambito del Programma Attuativo FAS Nazionale (PAN) Ricerca e Competitività, approvato dal CIPE nella seduta del 2 aprile 2008.

Tenuto conto, pertanto, del quadro di riferimento delineato, si ritiene opportuno, riprendendo gli obiettivi del Protocollo di intesa del 2006 e, come richiesto dagli onorevoli Interroganti, assicurare l'impegno del Ministero nell'ambito di un progetto che abbia un respiro sovraregionale e che rappresenti un'iniziativa forte per il rilancio del comparto del mobile imbottito in termini di competitività nel confronto internazionale.
A tal riguardo, questo Ministero avvierà un tavolo tecnico di coordinamento con il compito di individuare i contenuti per la definizione di uno specifico Accordo di Programma che dia indicazione delle misure e delle risorse che, congiuntamente, il MSE e le Regioni interessate potranno destinare all'attuazione dell'Accordo medesimo.
In tale sede, si ritiene, potranno essere tenuti in considerazione anche gli esiti del protocollo programmatico sottoscritto nell'aprile scorso dalle principali imprese del salotto dell'area Murgiana.


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ALLEGATO 2

5-00075 Raisi: Sulla ristrutturazione in corso dell'Enea

TESTO DELLA RISPOSTA

Come già riferito ieri in Aula Camera, in occasione della risposta all'interpellanza n. 2-00002 presentata dall'onorevole Garagnani, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
In via preliminare, si evidenzia che, l'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) è stato riordinato con decreto legislativo n. 257 del 3 settembre 2003. Lo stesso decreto all'articolo 2, secondo comma, prevede che detto ente sia dotato di un ordinamento autonomo, adottato conformemente ai decreti legislativi n. 257 del 2003 e n. 204 del 1998 sulla base degli indirizzi definiti dal Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché con il Ministero degli affari esteri.
Si fa presente, quindi, che il Consiglio di Amministrazione dell'Enea con la delibera n. 11 del 2008 del 14 marzo 2008 ha deliberato di istituire le strutture organizzative di secondo livello dei dipartimenti e delle direzioni centrali secondo gli indirizzi specificati nelle stessa deliberazione.
Nel definire la articolazione organizzativa, è stata prevista la possibilità di individuare posizioni di responsabilità per significative realtà territoriali e progettuali che la Direzione Generale dell'Enea dovrà sottoporre di volta in volta al voto del Consiglio di Amministrazione. A tal proposito, si evidenzia, inoltre, che tale delibera si inserisce nell'ambito di un processo di riorganizzazione dell'ente già avviato dalla gestione commissariale e dà attuazione a quanto previsto dal regolamento di organizzazione e funzionamento.
Il processo di riorganizzazione dell'ente è stato preordinato al superamento di due criticità più urgenti: da un lato, la necessità di garantire una maggiore focalizzazione delle attività dell'ente sui grandi obiettivi delle politiche pubbliche in un settore di grande delicatezza; dall'altro, l'esigenza di dare una necessaria dimensione organizzativa interna di secondo livello ai dipartimenti che oggi comprendono centinaia di persone.
Si segnala, inoltre, che la stessa delibera tiene conto, esplicitamente, di due elementi rilevanti non ancora definiti, quali la mancata approvazione del documento di programmazione triennale, ancora alla valutazione dei ministeri, e il processo di transizione verso il comparto contrattuale della ricerca.
In questo contesto, non del tutto definito, il Consiglio di Amministrazione, anche su sollecitazione della Corte dei conti, ha ritenuto, comunque, di dover adottare degli indirizzi organizzativi per applicare quanto prescritto dal regolamento di organizzazione e funzionamento.
In particolare gli indirizzi organizzativi approvati dal Consiglio di Amministrazione si riferiscono ai seguenti aspetti:
valorizzare il ruolo dei centri territoriali al fine di stimolare la capacità dell'Ente di realizzare iniziative a livello regionale e locale in collaborazione con università, istituzioni ed imprese;
dare centralità ai progetti dell'ente al fine di garantire una maggiore focalizzazione delle attività dell'Istituto su temi interdipartimentali su cui si registra una forte domanda esterna. Tali progetti afferiscono alle 4 grandi aree o direttrici: client energy,


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energia, ambiente e territorio, tecnologie emergenti e ricadute di tecnologie ENEA. All'interno di queste 4 grandi aree sono inseriti al massimo 18 progetti individuati dopo ampio confronto con le strutture dell'Ente;
stimolare una cultura del risultato anche attraverso un decentramento delle responsabilità gestionali ed amministrative;
semplificare i procedimenti interni e snellire la strutture organizzative.

Ai sensi del regolamento di organizzazione e funzionamento spetta, quindi, al Direttore generale, in collaborazione con i capi dipartimento, l'individuazione delle posizioni di secondo livello e la proposta al Consiglio di Amministrazione dell'istituzione di responsabilità analoghe come il responsabile dei centri territoriali o dei progetti.
Allo stato attuale il Direttore generale sta predisponendo gli atti propedeutici per sottoporre a manifestazione di interesse l'attribuzione degli incarichi di secondo livello. Alla luce delle informazioni fornite dall'Ente non è prevista all'ordine del giorno della riunione del Consiglio di Amministrazione del prossimo 12 giugno alcuna decisione sul processo di riorganizzazione.
In questo contesto, il nuovo Governo aggiornerà gli indirizzi dell'Ente, non solo attraverso l'ordinaria attività di vigilanza, ma anche in occasione dell'approvazione del piano triennale e annuale dell'Ente.
A tal fine, il Ministero dello sviluppo economico ha «sospeso», con lettera del 26 maggio 2008 al Presidente dell'Enea, la procedura di approvazione del piano triennale, riservandosi di far prevenire nelle prossime settimane indirizzi di azione di cui l'Ente dovrà tener conto nella definizione dei Piani operativi e delle linee di attività, alla luce delle priorità delle politiche pubbliche in materia di energia, ambiente, innovazione tecnologica e ricerca di sistema.


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ALLEGATO 3

5-00076 Polledri: Sulla situazione della centrale di Caorso

TESTO DELLA RISPOSTA

In via preliminare, si evidenzia che la SOGIN S.p.a è stata costituita dalla società ENEL nel novembre del 1999, in attuazione dell'articolo 13, comma 2, lettera e), del decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999, affinché provvedesse allo «smaltimento delle centrali elettronucleari dismesse, alla chiusura del ciclo del combustibile ed alle attività connesse e conseguenti».
Ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del citato decreto legislativo, tutte le azioni della SOGIN S.p.a sono assegnate al Ministero dell'economia e delle finanze e la società si deve attenere agli indirizzi formulati dal Ministero dello sviluppo economico.
Pertanto competono al Ministero dell'economia e delle finanze, in qualità di azionista unico, le funzioni di nomina delle cariche di vertice della struttura e l'approvazione dei bilanci annuali della SOGIN, in sede di Consiglio di Amministrazione.
Il Ministero dello sviluppo economico ha il compito di fornire gli indirizzi operativi e strategici secondo i quali la SOGIN definisce i propri programmi pluriennali: tali indirizzi sono stati definiti con decreti del Ministro (del 7 maggio 2001 e del 2 dicembre 2004 che ha sostituito il precedente decreto del 2001).
Per quanto riguarda, in specie, la materia della radioprotezione, il combinato disposto del decreto legislativo n. 230 del 1995, con i decreti n. 187 e 241 del 2000, e n. 257 del 2001, fornisce una visione complessiva delle disposizioni vigenti.
Dai citati provvedimenti emerge, infatti, che le funzioni di controllo e vigilanza per la sicurezza nucleare e la protezione sanitaria sono assegnate all'APAT alla quale compete anche l'approvazione, sentita la Commissione tecnica per la sicurezza nucleare e la protezione sanitaria ex articolo 9, del «Regolamento di esercizio» degli impianti nucleari, ivi inclusi quelli attualmente eserciti da SOGIN.
In particolare, sulla base di informazioni acquisite presso la stessa Sogin, si fa presente che l'attuale Capo centrale (responsabile della centrale) è in possesso delle deleghe previste dalla normativa vigente e dal vigente Regolamento di esercizio, conferitegli con procura rilasciata in suo favore ed autenticata ai rogiti del dottor Antonio Vullo, notaio in Piacenza, il 4 dicembre 2007, repertorio n. 26782.
In merito a quanto affermato dall'onorevole Interrogante sulla rimozione del responsabile della centrale, si precisa che l'attribuzione di incarichi interni alla società SOGIN rientra tra le funzioni dei vertici societari, essendo di competenza del Ministero dello sviluppo economico unicamente la formulazione degli indirizzi strategici.
Sarà, in ogni caso, cura del Ministero dello sviluppo economico operare in stretto raccordo con APAT per il pieno rispetto delle norme al fine di garantire la sicurezza dell'impianto di Corso.
Al riguardo, si precisa, comunque, sulla base delle informazioni fornite dal Ministero dell'ambiente che dalle attività ispettive svolte dall'APAT, risulta che, presso la Centrale di Caorso sono, oggi, pienamente attribuite, secondo quanto previsto dal regolamento di esercizio, le deleghe necessarie all'esercizio della centrale stessa. Le responsabilità generali della Direzione di Impianto sono, infatti, attribuite al capo


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Centrale a cui l'Agenzia fa riferimento nello svolgimento dei propri compiti di vigilanza.
Si evidenzia, inoltre, che solo a seguito della predetta verifica l'APAT ha rilasciato gli atti autorizzativi di propria competenza concernenti la movimentazione del combustile irraggiato ai fini del suo trasporto a cui si fa riferimento nel testo dell'interrogazione.
Si segnala, infine, che il Ministero dello sviluppo economico è impegnato nella verifica di attuazione degli indirizzi formulati con il citato decreto del 2 dicembre 2004, sia per procedere, laddove opportuno, all'aggiornamento dei medesimi indirizzi, sia per valutare, congiuntamente al Ministero dell'economia e delle finanze, l'efficacia dell'azione degli organi di amministrazione della Società.