VIII Commissione - Resoconto di giovedý 29 maggio 2008


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SEDE REFERENTE

Giovedì 29 maggio 2008. - Presidenza del presidente Angelo ALESSANDRI. - Intervengono il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ed i sottosegretari di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, Guido Bertolaso e Carlo Giovanardi, e per la giustizia, Giacomo Caliendo.

La seduta comincia alle 14.30.

Sull'ordine dei lavori.

Stefano ESPOSITO (PD) intende segnalare la pesante situazione che si sta creando in queste ore nei territori della provincia di Torino, a causa di gravi eventi alluvionali in atto, che stanno anche provocando ingenti danni in alcune valli e, in particolare, in Valchisone. Invita, pertanto, il Governo ad effettuare le necessarie verifiche e ad intervenire con la massima tempestività, preannunciando la presentazione di un atto di sindacato ispettivo urgente, sul quale chiede anche la disponibilità alla convergenza da parte dei rappresentanti in Commissione dei gruppi di maggioranza provenienti dal territorio piemontese.

Angelo ALESSANDRI, presidente, assicura che i rappresentanti del Governo forniranno i necessari chiarimenti nel corso dell'esame del provvedimento all'ordine del giorno della seduta odierna.

DL 90/08: Misure straordinarie per l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania.
C. 1145 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Angelo ALESSANDRI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Ricorda, quindi, che il disegno di legge in esame non risulta ancora iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea; al


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riguardo, fa presente che si è convenuto che le modalità per il seguito dell'esame del provvedimento siano stabilite nella riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, che avrà luogo al termine della seduta odierna.

Agostino GHIGLIA (PDL), relatore, osserva che il decreto all'esame della Commissione reca misure straordinarie per fronteggiare e finalmente risolvere la penosa emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché ulteriori disposizioni connesse al complessivo funzionamento del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri in relazione ai maggiori compiti assegnati dal provvedimento: si soffermerà, quindi, sulle principali misure introdotte, riservandosi di svolgere ulteriori approfondimenti in seguito, anche in relazione al dibattito in Commissione.
In particolare, ricorda che l'articolo 1 introduce un nuovo modello per la gestione dell'emergenza campana, che abbandona il ricorso a commissari delegati e alle relative strutture, cui subentra un apposito Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. È quindi attribuito al Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri il coordinamento della complessiva azione di gestione dei rifiuti nella regione Campania per la durata del periodo emergenziale (prorogato fino al 31 dicembre 2009). Rileva, poi, che l'articolo 2 affida al Sottosegretario il compito di provvedere all'attivazione dei siti da destinare a discarica. In tale ambito, il Sottosegretario di Stato può utilizzare procedure espropriative per l'acquisizione di siti per lo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti, nonché disporre l'acquisizione di ogni bene mobile funzionale al corretto espletamento delle attività di propria competenza. Ai siti, alle aree e agli impianti comunque connessi all'attività di gestione dei rifiuti è attribuita la qualifica di «aree di interesse strategico nazionale»; chiunque vi si introduca abusivamente o ne ostacoli l'accesso autorizzato è punito con l'arresto da 3 mesi ad un anno o l'ammenda da 51 a 309 euro.
Osserva che i poteri di urgenza sono esercitati dalle autorità competenti, d'intesa con il Sottosegretario di Stato, mentre viene previsto il coinvolgimento delle forze di polizia e delle forze armate al fine di assicurare piena effettività agli interventi ed alle iniziative per fronteggiare l'emergenza. Il Sottosegretario di Stato può richiedere alle autorità competenti l'adozione di ogni provvedimento necessario all'esercizio delle prerogative di pubblica sicurezza. È punito con la reclusione fino ad un anno chiunque impedisce, ostacola o rende più difficoltosa la complessiva azione di gestione dei rifiuti. I capi, i promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da 1 a 5 anni. Chi «distrugge, deteriora o rende inservibili, in tutto o in parte, componenti impiantistiche e beni strumentali connessi con la gestione dei rifiuti» è punito con reclusione da 6 mesi a 3 anni. Il delitto è perseguibile d'ufficio.
Segnala che il Sottosegretario di Stato può inoltre disporre la precettazione dei lavoratori a qualsiasi titolo impiegati nell'attività di gestione dei rifiuti. In caso di indisponibilità, anche temporanea, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti derivante da qualsiasi causa, egli è altresì autorizzato al ricorso di interventi alternativi anche attraverso il diretto conferimento di incarichi ad altri soggetti idonei. Viene quindi definita, ai sensi dell'articolo 3 - in via transitoria e fino al termine dello stato emergenziale - la competenza dell'autorità giudiziaria nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti nella regione Campania. Sono pertanto demandate al Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli le funzioni di PM per i procedimenti penali relativi ai reati in materia di gestione dei rifiuti e, più in generale, in materia ambientale nel territorio della regione Campania. Le funzioni di GIP e GUP sono esercitate da magistrati del tribunale di Napoli. È attribuita al tribunale in composizione collegiale la competenza


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sulle richieste di misure cautelari personali e reali. Nel corso delle indagini preliminari, è fatto divieto a PM e ufficiali di polizia giudiziaria di disporre il sequestro preventivo di cose pertinenti al reato o la cui libera disponibilità possa aggravarne le conseguenze. Resta invece salva l'applicabilità delle disposizioni sull'attività di coordinamento del Procuratore nazionale antimafia, quando le indagini dimostrino il coinvolgimento della criminalità organizzata. La nuova disciplina è applicabile anche ai procedimenti in corso per i quali non sia stata ancora esercitata l'azione penale. Inoltre, le misure cautelari già disposte dal PM o convalidate dal GIP perdono efficacia se non sono convalidate, entro 20 giorni dalla trasmissione degli atti, dal tribunale collegiale.
Fa presente che, per ovviare alle accresciute esigenze di organico degli uffici giudiziari di Napoli, sono adottate misure di ridistribuzione dei magistrati e di riallocazione di personale amministrativo. Per tutta la durata dell'emergenza le aree destinate a discarica e a sito di stoccaggio possono essere oggetto di sequestro preventivo qualora sussistano gravi indizi di reato o sia impossibile contenere altrimenti il pregiudizio alla salute dei cittadini. Osserva, inoltre, che l'articolo 4 disciplina la tutela giurisdizionale relativa alle controversie attinenti alla gestione dei rifiuti, anche qualora tale azione sia posta in essere con comportamenti dell'amministrazione pubblica o dei soggetti alla stessa equiparati. Le suddette controversie sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, la quale si estende anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati.
Illustra le misure che, al fine di consentire il pieno rientro dall'emergenza, autorizzano il conferimento ed il trattamento di una serie di rifiuti (tra cui le cosiddette «ecoballe») presso il termovalorizzatore di Acerra per un quantitativo massimo complessivo annuo pari a 600.000 tonnellate. Sono quindi autorizzati l'esercizio del termovalorizzatore di Acerra e la realizzazione del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa (articolo 5). Segnala, poi, che l'articolo 6 dispone una valutazione in ordine al valore di alcuni impianti di selezione e trattamento dei rifiuti, ai fini di una eventuale conversione in impianti per il compostaggio di qualità e per le attività connesse alla raccolta differenziata ed al recupero, mentre con l'articolo 7 si riduce da 60 a 50 il numero dei componenti della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale. Viene poi istituita, presso il Ministero dell'ambiente, la figura del Segretario generale.
Segnala che, ai sensi dell'articolo 8, il Sottosegretario di Stato è autorizzato alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel comune di Napoli. Ai fini dell'individuazione del sito ove ubicare l'impianto, il sindaco vi provvede entro trenta giorni; in caso di mancato rispetto del predetto termine, il Consiglio dei ministri delibera in via sostitutiva. È prorogato per un triennio l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento. Viene, poi, autorizzata la realizzazione di 10 siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Sant'Arcangelo Trimonte (BN) - località Nocecchie; Savignano Irpino (AV) - località Postarza; Serre (SA) - località Macchia Soprana; Serre (SA) - località Valle della Masseria; Andretta (AV) - località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) - località Pozzelle; Terzigno (NA) - località Cava Vitiello; Napoli località Chiaiano (Cava del Poligono - Cupa del cane); Caserta - località Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE) - località Ferrandelle. Ai fini dello smaltimento in tali discariche, i rifiuti urbani oggetto di incendi dolosi o colposi sono assimilati ai rifiuti urbani non differenziati. Presso le discariche presenti nel territorio della regione Campania è autorizzato anche il pretrattamento del percolato da realizzarsi tramite appositi impianti ivi installati.


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Fa presente che, per l'apertura delle discariche e l'esercizio degli impianti, il Sottosegretario di Stato convoca una conferenza dei servizi che è tenuta a rilasciare il proprio parere entro e non oltre sette giorni dalla convocazione. È inoltre prevista l'emanazione di apposita ordinanza di Protezione civile per la definizione, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, delle discipline specifiche in materia di benefici fiscali e contributivi in favore delle popolazioni residenti nei comuni sedi di impianti di discarica. È infine previsto che le ordinanze contingibili e urgenti adottate dalle autorità locali per il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti possono essere reiterate per un periodo non superiore a 18 mesi per ogni speciale forma di gestione.
Osserva che il decreto autorizza, altresì, le attività di trattamento e smaltimento del percolato prodotto dalle discariche regionali presso gli impianti di depurazione delle acque reflue e - in deroga alle disposizioni in materia di disciplina degli scarichi - l'immissione nei corpi idrici ricettori degli scarichi provenienti dagli impianti di depurazione in una misura non superiore al 50 per cento rispetto ai limiti fissati dal Codice ambientale, previa valutazione da parte di un apposito gruppo di lavoro istituito dal Sottosegretario di Stato. Sono quindi definite misure volte ad incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti nella regione Campania, quali: la definizione di obiettivi minimi di raccolta; il monitoraggio dei dati di raccolta; lo scioglimento dei consorzi di bacino delle Province di Napoli e Caserta e loro riunione in un consorzio; l'affidamento al CONAI di campagne di comunicazione; la definizione di un piano di raccolta differenziata per il comune di Napoli; stanziamento di 47 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 per la realizzazione di misure di compensazione ambientale.
Espone, dunque, le norme che autorizzano i capi missione a provvedere - per un importo massimo pari a quaranta milioni di euro - alle attività solutorie nei confronti di creditori, subappaltatori, fornitori o cottimisti delle società affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti, e che attivano nuove iniziative volte a garantire l'informazione e la partecipazione dei cittadini e degli pubblici e privati sui temi ambientali e in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti. In tale quadro, ritiene che vada segnalato che i provvedimenti adottati a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza non sono soggetti al preventivo controllo di legittimità della Corte dei conti.
Infine, rileva che, per assicurare la complessiva funzionalità dell'Amministrazione, l'articolo 15 reca alcune misure di potenziamento e organizzazione delle strutture facenti capo al Sottosegretario di Stato e al Dipartimento della Protezione civile, anche ai fini della determinazione degli emolumenti del personale impegnato nelle attività di gestione dell'emergenza rifiuti (inclusi forze di polizia, forze armate e vigili del fuoco). Vengono inoltre sottratte al pignoramento e al sequestro le risorse finanziarie destinate all'emergenza rifiuti e resi privi di effetti i pignoramenti già notificati (articoli 15 e 16). Per far fronte alle spese derivanti dalle nuove disposizioni, è istituito un Fondo per l'emergenza con una dotazione per l'anno 2008 pari a 150 milioni di euro, di cui un importo pari al 10 per cento (15 milioni di euro) è destinato alle spese di parte corrente finalizzate alla risoluzione dell'emergenza. Ricorda, in conclusione, che si autorizzano il Sottosegretario di Stato e i capi missione a derogare - nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, dell'ambiente e del patrimonio culturale - alle disposizioni in materia ambientale, igienico-sanitaria, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali.

Il ministro Stefania PRESTIGIACOMO, nell'augurare un proficuo lavoro alla Commissione, assicura anzitutto che è sua intenzione mantenere sempre costante la presenza del Governo ai lavori parlamentari, manifestando la disponibilità a svolgere, nella terza settimana del mese di giugno, una audizione in Commissione


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sulle linee programmatiche del suo dicastero, secondo le determinazioni che l'ufficio di presidenza riterrà di assumere.
Quanto al provvedimento in esame, svolge quindi un articolato intervento - con il quale illustra le linee-guida del decreto-legge approvato dal Governo - di cui il presidente dispone la pubblicazione integrale in calce al resoconto della seduta odierna (vedi allegato).
Con riferimento, infine, agli eventi calamitosi in corso nei territori piemontesi, fa presente che il Governo è fortemente impegnato a fronteggiare le emergenze in atto, secondo le modalità che potranno puntualmente essere illustrate dal sottosegretarioBertolaso.

Il sottosegretario Guido BERTOLASO, riferendosi all'intervento sull'ordine dei lavori del deputato Esposito, sottolinea anzitutto la delicatezza dell'impegno a cui è chiamata in queste ore la Protezione civile, con incendi in Sicilia (12 solo nella giornata di ieri) e con esondazioni di fiumi e torrenti in Piemonte e in Val d'Aosta. Fornisce, quindi, dettagliate e aggiornate informazioni sulle tragiche conseguenze provocate da una frana nel Pinerolese e sul persistente rischio di esondazione del Po nella zona a Nord di Torino. Rassicura, peraltro, sulla tempestività e adeguatezza dell'intervento della Protezione civile e degli altri organi competenti, già da ieri allertati sulla criticità della situazione. Informa, inoltre, che - poiché permangono forti rischi di esondazioni e di frane, almeno fino a domani sera - ha disposto la convocazione del Comitato di crisi della Protezione civile, la cui attività seguirà personalmente; informa, inoltre, di avere mobilitato al massimo livello le risorse tecniche e materiali disponibili per fronteggiare al meglio la grave situazione determinatasi nelle ultime ore.
Venendo, quindi, al provvedimento legislativo d'urgenza sull'emergenza rifiuti in Campania, ricorda preliminarmente che esso fa seguito a ben quattro decreti-legge emanati nelle due ultime legislature e che il suo incarico viene dopo che nell'ultimo anno si sono avvicendati ben quattro Commissari straordinari di Governo. Ritiene che la situazione in Campania non sia affatto migliore di un anno fa e che la stessa sia ben raffigurata dalle 30 mila tonnellate di rifiuti sparsi nelle strade campane, soprattutto nelle province di Napoli e di Caserta, e dagli oltre 100 incendi registrati nella sola nottata di ieri, cui hanno cercato di fare fronte come ogni notte, i vigili del fuoco con ammirevole abnegazione.
Sulla vicenda giudiziaria che si è aperta in questi giorni, si limita ad osservare che molte delle questioni sollevate sono già da tempo note agli organi di governo e alla stessa magistratura, anche perché più volte e pubblicamente da lui segnalate e discusse, anche con le autorità giudiziarie. Sottolinea, inoltre, che, se in passato vi sono state «parole forti» sulla situazione in atto, esse erano dettate solo dall'esasperazione di chi, da servitore dello Stato, si è trovato ad affrontare un compito gravosissimo, con l'unico scopo di dare una risposta positiva alla gravissima emergenza in atto. Nel richiamare, poi, i propri giudizi negativi sulla vicenda relativa alla individuazione di alcuni siti per discariche, precisa che tali giudizi erano da lui stati puntualmente e tempestivamente riferiti anche alla magistratura.
Tornando alla situazione attuale dell'emergenza rifiuti in Campania, informa che, a fronte di una produzione quotidiana di circa 7 mila tonnellate di rifiuti, c'è spazio per accogliere non più di 130-140 mila tonnellate a Macchia Soprana e non più di 40-50 mila tonnellate a Ferrandelle. Informa, inoltre, che la gravità di tale situazione è solo parzialmente attenuata dal positivo lavoro condotto dal Commissario De Gennaro, che dovrebbe consentire a breve l'apertura dei siti di Sant'Arcangelo Trimonte e di Savignano Irpino. Segnala, infine, che a complicare ulteriormente la situazione è intervenuta nella giornata di ieri la decisione della società FIBE di ritirarsi dalla gestione degli impianti di CDR e di fermare gli impianti stessi. Quanto alla situazione relativa al sito di Chiamano, rivendica il buon lavoro di dialogo e di confronto con


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i cittadini e le istituzioni locali, esprimendo al tempo stesso una forte preoccupazione che l'intervento della magistratura e il «ritorno mediatico» della vicenda giudiziaria possano compromettere il clima di fiducia e di rispetto che si era riusciti a costruire, anche nel territorio di Terzigno.
Infine, considera necessario sottolineare un elemento, quello relativo alle ragioni di fondo che sono alla base della qualificazione dei siti delle discariche come siti di interesse strategico nazionale, che a suo giudizio merita di essere enfatizzato molto più di quanto non sia stato fatto. Esso, infatti, al di là del suo essere strumento per una più efficace tutela dell'integrità e della piena funzionalità dei siti, vuole essere in primo luogo e soprattutto uno strumento di protezione e di tutela delle popolazioni e del loro fondamentale diritto alla salute, giacché consente di porre le basi concrete per porre chiaramente fine alle illegalità nella gestione delle discariche, a cominciare dallo sversamento illegale di rifiuti tossici e pericolosi.

Ermete REALACCI (PD) intende preliminarmente assicurare che il suo gruppo non si sottrarrà alla responsabilità di affrontare una situazione di grave difficoltà per l'intero Paese, come quella che riguarda l'emergenza dei rifiuti nella regione Campania, secondo uno spirito di condivisione che ha sempre caratterizzato i lavori della VIII Commissione. Nel rilevare che le responsabilità politiche di questa situazione vanno condivise tra tutte le forze politiche, ad eccezione forse del solo gruppo della Lega Nord, dichiara l'intenzione di non aprire facili polemiche su punti di dettaglio ed esprime un giudizio positivo sul «ritorno in campo» del sistema della Protezione civile, che ha sempre considerato un elemento di eccellenza del Paese che deve fare onore all'Italia intera.
Al riguardo, peraltro, segnala l'esigenza di affrontare sin d'ora i punti di criticità che - a giudizio del suo gruppo - riguardano il provvedimento in esame. Un primo elemento problematico è costituito dalle bonifiche, che devono essere chiaramente portate avanti secondo una linea di indirizzo politico che affronti con coraggio l'emergenza nel settore dei rifiuti in Campania, dando importanti segnali di fiducia ai territori più colpiti dall'inquinamento e, al contempo, messaggi chiari di lotta alla malavita organizzata. Rileva, inoltre, la necessità di rafforzare le politiche per l'avvio della raccolta differenziata, da un lato premiando i comuni virtuosi (e non solo penalizzando chi non compie il proprio dovere), dall'altro tenendo separati i profili occupazionali da quelli dei costi dell'attività di raccolta.
Prende atto, inoltre, dei chiarimenti forniti dai rappresentanti del Governo sull'individuazione dei siti di interesse strategico, che sembrano risolvere le ambiguità iniziali del testo, escludendo l'utilizzo dell'Esercito per funzioni di ordine pubblico. Dichiara, poi, la disponibilità del suo gruppo a ragionare con attenzione sui profili giurisdizionali, per i quali occorre individuare soluzioni che - pur mettendo al riparo dal compimento di atti inutilmente dilatori, che talvolta hanno complicato le situazioni di emergenza - non indeboliscano, tuttavia, le iniziative della magistratura avviate nei confronti della criminalità organizzata.
Invita, infine, il Governo a valutare con prudenza le misure del decreto-legge che riguardano l'organizzazione del Ministero dell'ambiente (e, in questo ambito, l'introduzione della figura del Segretario generale e l'azzeramento della Commissione VIA), facendo in modo che la logica della qualità prevalga su quella delle appartenenze.

Il sottosegretario Guido BERTOLASO, intervenendo per una precisazione, fornisce ulteriori aggiornamenti sull'emergenza alluvionale attualmente in corso nei territori piemontesi, soffermandosi sulla specifica situazione di crisi in Val Pellice.

Maurizio LUPI (PdL), nel ringraziare i rappresentanti del Governo per la massiccia presenza alla seduta odierna, ritiene


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che il provvedimento in esame costituisca per il Parlamento una grande occasione per trasferire un metodo di confronto sui problemi reali del Paese, dando un forte segnale di serietà all'opinione pubblica. Giudica, pertanto, opportuno non guardare ossessivamente alle responsabilità del passato, mirando invece alle nuove scelte adottate dal Governo come esempi di condivisione di fronte ad una emergenza che pone in gioco la credibilità dello Stato e la fiducia dei cittadini.
Si dichiara convinto che il dibattito in Commissione farà emergere questioni che possono essere affrontate in uno spirito di collaborazione, scongiurando il rischio che incomprensibili atteggiamenti parlamentari possano fornire facili alibi a coloro che sono interessati al fallimento della coraggiosa iniziativa assunta dal Governo. In tal senso, ritiene che vi siano tutti gli elementi per consolidare un provvedimento di natura strutturale: per questi motivi, auspica che la magistratura svolga liberamente il suo lavoro, ma non precostituisca le condizioni per un'opposizione strumentale alla soluzione di problemi seri che interessano il Paese.

Mauro LIBÈ (UdC), nell'apprezzare lo sforzo del Governo e il clima costruttivo del dibattito odierno, ribadisce che anche per il suo gruppo quello che oggi è in gioco è, prima di tutto, la credibilità dello Stato e la sua capacità di dare risposte positive all'emergenza in atto. Ritiene indispensabile che tutte le forze politiche si adoperino per chiarire alle popolazioni e ai territori coinvolti che oggi, per tutti, l'obiettivo irrinunciabile è quello di uscire dall'emergenza e di dare una soluzione definitiva al problema della gestione dei rifiuti. Proprio per questo, pur ravvisando che il provvedimento all'esame presenta alcuni punti che, a suo giudizio, necessitano di un approfondimento, si limita in questa sede a segnalare criticamente due questioni: la prima riguarda le annunciate penalizzazioni per le comunità che non si adegueranno agli indicati standard di raccolta differenziata; la seconda è relativa all'incompletezza degli strumenti individuati per la bonifica dei siti inquinati. Se è vero, infatti, che oggi in Campania è in gioco il fondamentale rapporto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni, allora è necessario - a suo avviso - che si dimostri allo stesso tempo una concreta capacità di dare risposte alle giuste richieste dei cittadini per la bonifica dei siti inquinati, a cominciare dal territorio di Acerra, evitando di penalizzarli per le cattive scelte degli amministratori locali.

Francesco NUCARA (Misto), annunciata la propria disponibilità ad approvare il provvedimento anche nel testo attuale, segnala tuttavia l'opportunità di procedere ad un approfondimento, quantomeno su due punti: il primo relativo all'ampliamento dell'applicabilità di alcune sanzioni penali, in presenza di diffuse proteste da parte delle popolazioni; il secondo relativo alla necessità di procedere con esattezza, e nel solco di una impostazione pienamente garantista, alla definizione e ripartizione delle competenze fra gli organi giudiziari. Manifesta, inoltre, la propria perplessità sull'opportunità che nel provvedimento d'urgenza in esame siano contenute norme organizzative di non poco conto, quale quella relativa all'istituzione della figura del Segretario Generale nel Ministero dell'ambiente. Segnala, infine, che nel provvedimento mancano alcune misure dirette a tutelare le legittime aspettative delle popolazioni ed a favorire la loro tranquillità, sia con riferimento all'esigenza di garantire la bonifica dei siti inquinati che per quanto riguarda la garanzia di un continuo e completo monitoraggio dei rischi ambientali per la salute dei cittadini.
Nell'esprimere, infine, il proprio apprezzamento per l'opera svolta dal sottosegretario Bertolaso alla guida della Protezione civile, esprime il proprio convincimento che il Paese abbia più che mai bisogno di una efficace e moderna politica di difesa del suolo, l'unica che possa ridurre i rischi e le emergenze, quantomeno di natura idrogeologica.

Il sottosegretario Giacomo CALIENDO illustra sinteticamente le ragioni che


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stanno alla base della legittimità di alcune scelte in materia giurisdizionale, assunte dal Governo con il decreto-legge in esame, sottolineando, al riguardo, che unicamente in ragione dell'eccezionalità dell'emergenza in atto il provvedimento contiene alcune limitate misure derogatorie rispetto alla normativa codicistica. Si sofferma, in particolare, sulla questione della competenza «regionale» per i reati riferiti alla gestione dei rifiuti, sulle misure cautelari e sulla durata delle norme giurisdizionali in esame. Pur riconoscendo la delicatezza di tali misure e nel manifestare la piena disponibilità del proprio dicastero ad approfondire il loro esame in sede parlamentare, fa tuttavia presente che tali misure non rappresentano una novità assoluta per l'ordinamento italiano. Richiamata, in proposito, la normativa contenuta nel decreto-legge n. 245 del 2005 - la cui legittimità è stata riconosciuta con la sentenza n. 237 del 2007 della Corte Costituzionale - , ribadisce la volontà del Governo di trovare in Parlamento soluzioni condivise, purché in linea con l'obiettivo irrinunciabile della chiusura dell'emergenza e del ritorno ad un'ordinaria gestione del ciclo dei rifiuti in Campania.

Guido DUSSIN (LNP) ritiene che, con il provvedimento in esame, si debba consentire alla Campania di arrivare ad una situazione di normalità, non soltanto nel settore dei rifiuti, ma anche in quello dei finanziamenti ad essi collegati. Per queste ragioni, giudica positivo l'intervento del ministro Prestigiacomo, invitando il Governo a promuovere una spesa corretta del denaro pubblico.
Fa presente, inoltre, che il suo gruppo non intende sostenere le misure che prevedono l'intervento delle Forze Armate nei siti individuati, per i quali sono sufficienti le risorse umane di Polizia e Carabinieri. Preannuncia, quindi, la presentazione di emendamenti che vadano anzitutto a penalizzare le amministrazioni che non riescono a raggiungere gli obiettivi assegnati, rilevando come il commissariamento debba essere adoperato per arrivare a risultati concreti e non per trasferire finanziamenti «a pioggia», nell'ottica della piena responsabilizzazione degli enti locali. Quanto alla realizzazione degli impianti indicati dal provvedimento, ritiene poi che sia assente dal percorso della filiera dei rifiuti qualche importante passaggio, che allo stato non fa pensare alla reale possibilità di impiantare stabilmente una efficiente raccolta differenziata: l'esame parlamentare del decreto-legge, quindi, rappresenta una ottima occasione per colmare queste lacune.

Il sottosegretario Carlo GIOVANARDI, intervenendo per una precisazione relativa all'intervento testé svolto dal deputato Guido Dussin, intende segnalare che anche i Carabinieri appartengono a pieno titolo alle Forze Armate.

Guido DUSSIN (LNP), con riferimento alla precisazione del sottosegretario, ribadisce che il suo gruppo è disponibile a sostenere - con proposte di modifica migliorative - l'impianto del decreto-legge in esame, ma senza alcun compromesso sulla possibile «militarizzazione» dei siti per lo smaltimento dei rifiuti.

Mauro PILI (PdL) sottolinea positivamente una novità culturale e politica, prima che tecnica, contenuta nel provvedimento in esame, ossia il principio secondo il quale l'emergenza va affrontata e risolta nei territori nei quali si è manifestata. Intende, pertanto, esprimere talune perplessità, sotto questo profilo, circa i provvedimenti che nel recente passato hanno disposto il trasferimento di alcuni quantitativi di «rifiuti campani» in Sardegna, chiedendo al sottosegretario Bertolaso, di cui riconosce l'autorevolezza e le capacità, di impegnarsi affinché a tali trasferimenti - l'ultimo dei quali disposto proprio in queste ore - non si debba più fare ricorso in futuro.

Carlo MONAI (IdV), nel riconoscere al sottosegretario Bertolaso il forte impegno sempre profuso per gli aiuti ai territori colpiti da calamità naturali, rileva che il provvedimento in esame presenta due caratteristiche:


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la prima, legata alla soluzione della fase emergenziale, per la quale - pur preannunziando una valutazione positiva del suo gruppo - manifesta talune perplessità, soprattutto in relazione ad alcune deroghe alla normativa vigente; la seconda, legata alla fase strutturale, per la quale riterrebbe utile un ampliamento di alcune misure anche alle restanti parti del Paese, in particolare per quanto concerne le iniziative culturali, l'informazione scolastica e la realizzazione delle bonifiche.

Paolo RUSSO (PdL) ritiene che la situazione attuale e il dibattito di oggi in Commissione siano la più chiara conferma della fondatezza dei rilievi mossi nella passata legislatura all'allora maggioranza di governo, nel corso dell'esame dei decreti-legge sull'emergenza dei rifiuti in Campania, allorché aveva denunciato sia l'esiguità delle risorse messe in campo che la necessità di abolire il concerto fra autorità di governo e presidente della regione Campania.
Giudica, quindi, indispensabile che il provvedimento in esame superi i limiti che hanno sempre interessato il regime commissariale, unificando le responsabilità politiche e gestionali del settore. Invita, inoltre, il Governo a realizzare ogni possibile sforzo per individuare forme innovative - che possono rivelarsi anche meno costose - per il completamento delle bonifiche dei siti inquinati, che rappresentano una questione centrale per l'intera Campania, poiché riguardano 200.000 ettari di territorio.
Rileva, infine, l'esigenza che le forze dell'ordine si impegnino per impedire - soprattutto nelle ore notturne - lo sversamento, da parte della criminalità organizzata, di rifiuti pericolosi nei siti individuati come strategici dal provvedimento in esame, segnalando altresì la necessità di fare chiarezza sul ruolo dei consorzi, molti dei quali sono - a suo avviso - responsabili di una gestione e di una politica occupazionale alquanto dubbie.

Giuseppe SCALERA (PdL), nell'invitare anzitutto il Governo a continuare a prestare la massima attenzione agli aspetti connessi alla salute dei cittadini residenti, pone talune questioni preliminari, sulle quali intenderebbe ricevere - anche nelle prossime sedute - opportuni chiarimenti da parte dei soggetti competenti. In primo luogo, si domanda quale sia stata l'istruttoria condotta per la localizzazione delle discariche e dei termovalorizzatori e se le aree individuate siano già state interessate, anche in passato, da attività di carotaggio. Segnala, inoltre, l'esigenza di comprendere se e come la struttura tecnica del Commissariato per i rifiuti sia cresciuta nel corso degli anni, nonché di acquisire dai rappresentanti del Governo l'esatta impressione circa il peso degli interessi della malavita organizzata nel campo della gestione dei rifiuti. Intende, infine, conoscere quale sia lo stato dei rapporti tra le strutture governative e il sindaco di Napoli.

Antonino Salvatore GERMANÀ (PdL), nel ringraziare i rappresentanti del Governo per la collaborazione prestata alla Commissione sul provvedimento in esame, intende manifestare il forte disagio delle popolazioni siciliane che in queste ore sono colpite da incendi devastanti, che lambiscono i centri abitati. Auspica, pertanto, un forte impegno del Governo per gli aiuti al territorio siciliano, dichiarandosi certo che soprattutto il ministro dell'ambiente saprà rispondere all'emergenza in atto con un potenziamento di risorse e mezzi.

Giulia COSENZA (PdL) dichiara di apprezzare la sensibilità del ministro Prestigiacomo sugli aspetti legati all'educazione ambientale, riconoscendo come soprattutto in Campania vi sia la necessità - per uscire dalla crisi in corso - di una preparazione dei cittadini al cambiamento culturale in materia di rifiuti, tramite il potenziamento di iniziative di formazione, informazione e conoscenza ambientale.

Angelo ALESSANDRI, presidente, avverte che il dibattito in Commissione sul provvedimento in titolo proseguirà la prossima settimana, con la piena collaborazione


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del Governo, che potrà fornire gli eventuali elementi di dettaglio in ordine alle questioni emerse nel corso della seduta odierna.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.25.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 29 maggio 2008.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.25 alle 16.40.