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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame della proposta di costituzione dei Comitati di lavoro di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 27 ottobre 2006, n. 277. Ricordo che la proposta in esame è stata approvata all'unanimità dall'ufficio di presidenza. Dobbiamo ora approvarne la costituzione in sede plenaria, in modo che i Comitati possano insediarsi e cominciare a lavorare.
Sottopongo alla Commissione la seguente proposta di costituzione di 15 Comitati, concordata dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione del 16 gennaio 2007, così denominati:
I - Testimoni e collaboratori di giustizia; II - Presenza e natura della criminalità organizzata in aree e settori
diversi da quelli tradizionali; III - Inquinamento mafioso nel settore degli appalti di opere pubbliche e flussi di finanziamento nazionali ed europei; IV - Riciclaggio; misure patrimoniali e finanziarie di contrasto; utilizzazione dei beni confiscati; V - Racket e usura; VI - Processi di internazionalizzazione della criminalità organizzata e nuove attività internazionali; VII - Mafie straniere e loro insediamento sul territorio nazionale; VIII - Criminalità organizzata, questione minorile e sfruttamento; IX - Rapporto con gli enti locali; X - Verifica della normativa antimafia, adeguamento ed elaborazione di un testo unico legislativo; XI - Regime degli atti; XII - Forme tradizionali e forme nuove nel rapporto tra mafie e istituzioni; XIII - Mafie; libertà di informazione; vittime; XIV - Mafie; migranti; tratta degli esseri umani; nuove forme di schiavitù; XV - Sportello scuola e università.
Segnalo al riguardo che successivamente alla costituzione si provvederà alla nomina dei componenti dei Comitati, sulla base della designazione dei gruppi, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del regolamento interno. Chiedo a tutti i gruppi parlamentari, una volta formalizzata la decisione, di indicare i nominativi entro la prima seduta della prossima settimana. Come si evince anche dalle denominazioni dei Comitati stessi, si è raccolto molto dell'impostazione emersa nel dialogo tra la Commissione e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. In altre parole, anche nelle denominazioni dei Comitati e nella scelta dei filoni di indagine che dovranno svolgere, si sono individuate le tematiche emerse in questa sede.
Do la parola all'onorevole Incostante.
MARIA FORTUNA INCOSTANTE. Signor presidente, intervengo per avere un chiarimento sulla denominazione di alcuni Comitati. Noto che il termine «nuovo» ricorre abbastanza frequentemente, e mi domando se non sia il caso di precisarlo meglio. Ad esempio, mentre per quanto riguarda i «processi di internazionalizzazione della criminalità organizzata e nuove attività internazionali» la dicitura appare abbastanza comprensibile, non si può dire altrettanto laddove si parla di «presenza e natura della criminalità organizzata in aree e settori diversi da quelli tradizionali». Che cosa si vuole intendere?
PRESIDENTE. Ad esempio, le mafie fuori dalle aree tradizionali: il nord del paese e i settori di attività diversi da quelli tradizionali.
MARIA FORTUNA INCOSTANTE. Allora si potrebbe precisare «in aree e settori geografici diversi da quelli tradizionali».
PRESIDENTE. Il termine «settori» lascia intendere una gamma più ampia delle attività e degli ambiti di intervento.
MARIA FORTUNA INCOSTANTE. Lo dico perché questa espressione ritorna spesso. Leggo, ad esempio, «forme tradizionali e forme nuove nel rapporto tra mafia e istituzioni».
Comunque, vedo che non c'è un clima adatto per la discussione...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
MARIA FORTUNA INCOSTANTE. La ringrazio, signor presidente, e ringrazio anche i commissari per l'attenzione. Siccome è stato già deciso tutto in ufficio di presidenza, non c'è problema...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. L'onorevole Incostante ha posto una questione alla quale voglio rispondere in base a come se ne è discusso in ufficio di presidenza. «Aree e settori non tradizionali» è l'espressione classica che si usa in tutti i livelli investigativi, per indicare non solo le aree geografiche ma anche i filoni di attività diversi da quelli tradizionalmente intesi: dunque, il racket, l'usura e le quattro aree geografiche a più alta presenza mafiosa.
Quanto alla formulazione «forme tradizionali e nuove nel rapporto tra mafia e istituzioni», la si è scelta perché ci sono forme nuove di relazioni nel rapporto tra mafia e politica, così come emerse in questi anni, che anche il procuratore nazionale antimafia ha sottolineato. Siamo passati dalla collusione alla presenza diretta nelle istituzioni, siamo passati a sistemi elettorali diversi, che hanno modificato i rapporti, e via dicendo. Insomma, con questa sintesi si è inteso fotografare un ambito di inchiesta. Questa era l'intenzione che si è voluto esprimere.
Pongo in votazione la proposta di costituzione dei Comitati di lavoro di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 27 ottobre 2006, n. 277, concordata dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione del 16 gennaio 2007.
(È approvata).
Dichiaro conclusa la seduta.
La seduta termina alle 13,20.
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