Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 754 del 23/2/2006
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6360 )

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Reduzzi. Ne ha facoltà.

GIULIANA REDUZZI. La materia del decreto-legge in esame è di quelle che pesano parecchio sulla vita delle persone - si parla di politiche abitative, di disagio dei nuclei familiari di fronte al costo degli affitti -, una materia tra le più importanti ed onerose nell'ambito del governo di una nazione perché si tratta di garantire ai cittadini la possibilità di un'abitazione dignitosa e, comunque, con un costo commisurato al loro reddito.
È un ambito di intervento delicato e complesso, che chiama in causa aspetti e campi diversi. Si tratta di tutelare i diritti di fasce diverse di cittadini. È ovvio che un tale settore richiede una programmazione attenta, competente, predisposta sul lungo periodo; un'azione coraggiosa e lungimirante che non abbia timore di impegnare risorse economiche, nella consapevolezza che dalla serenità abitativa nasce buona parte del benessere di una famiglia.
Nulla di tutto ciò è stato fatto in cinque anni di Governo: nessuna programmazione, nessun piano complessivo, ma solo una serie ininterrotta di proroghe tampone,


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che hanno rimandato il problema senza mai affrontarlo, lasciando così che le situazioni si aggravassero.
Il decreto sulla proroga degli sfratti esecutivi per famiglie con particolari disagi è stato tra i primi provvedimenti del Governo Berlusconi. All'inizio, si trattava di un provvedimento doveroso, una proroga necessaria per poter approntare interventi strutturali riguardo al problema della casa. Peccato, però, che tali interventi non siano mai stati posti in essere e che ci si sia limitati a prorogare di sei mesi in sei mesi il provvedimento, senza considerazione alcuna per i destinatari, che vivono con la spada di Damocle sul capo di uno sfratto che, da un giorno all'altro, potrebbe diventare esecutivo.
Quest'ultima proroga introduce una nuova norma. Di fatto, ora la proroga dello sfratto viene concessa solo agli abitanti di comuni con più di un milione di abitanti; ciò significa che il provvedimento in esame riguarda, quasi esclusivamente, i cittadini residenti di Roma, Milano e Napoli. In pratica, siamo di fronte ad un provvedimento che, come hanno denunciato l'ANCI e l'associazione degli inquilini, riguarda solo 2 mila famiglie su 200 mila casi segnalati. Se fossimo maliziosi, penseremmo subito alle prossime elezioni comunali e al fatto che tutte le città sopracitate sono considerate appetibili dai «pezzi grossi» candidati a sindaco.
Per questi motivi, il gruppo della Margherita esprimerà un voto di astensione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, il gruppo dei Democratici di sinistra esprimerà un voto di astensione sul provvedimento in esame. Il motivo principale che ci induce ad astenerci è che esso interessa pur sempre 3 mila famiglie; conseguentemente, riteniamo che non si debba mai sbattere la porta in faccia a nessuno.
Quello in questione è un provvedimento frutto della politica adottata dall'attuale Governo nel corso di questa legislatura: una norma piccola piccola, per un problema grande grande. Voi in questi anni avete sprecato tempo; non avete adottato alcuna politica per la casa, avete dimezzato le risorse del fondo per il sostegno alla locazione, e vi accorgete soltanto in questi giorni della necessità di affrontare l'argomento, per cui preparate uno spot elettorale come è quello del cosiddetto regalo delle case.
Il provvedimento in esame ha, inoltre, un primato: insieme al cosiddetto mille proroghe, è quello più reiterato. E quando si procede alla reiterazione di un provvedimento, ciò significa, e questo vale per chiunque, che il problema non si è affrontato. È sufficiente ciò per avere un'idea di quanto è avvenuto nel corso di questi anni.
Mi auguro che nei prossimi mesi e, in particolare, con la legge finanziaria per l'anno 2007, il tema della casa sia - e mi rivolgo al relatore, onorevole Stradella - tra i primi ad essere affrontato dal prossimo Governo, di qualunque colore politico esso sia. È comunque del tutto evidente che tale problema non si può affrontare come ha fatto il viceministro Martinat, cioè con l'accentramento delle competenze presso il ministero che rappresenta e con l'adozione di provvedimenti sporadici, come quello in esame.
Nei prossimi mesi, chiunque si troverà al Governo del paese, dovrà affrontare tale problema. Speriamo lo faccia nel migliore dei modi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Verdi-l'Unione).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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