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PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha informalmente preannunziato di voler rendere comunicazioni all'Assemblea in ordine al decreto-legge in esame.
Poiché non è ancora in aula il ministro per la funzione pubblica, che era impegnato in una riunione del Consiglio dei ministri - so che sono in corso incontri, anche con l'opposizione, in ordine al prosieguo dell'iter del provvedimento in esame -, se non vi sono obiezioni riterrei di sospendere la seduta, anche per consentire il decorso dei regolamentari termini di preavviso, al fine di comprendere in quali termini sia possibile proseguire l'esame del disegno di legge di conversione in discussione e se ne sarà mantenuta l'attuale versione.
ROBERTO GIACHETTI. E con questo ministro...!
PRESIDENTE. Infatti, per agevolare la conversione in legge del provvedimento d'urgenza il testo del decreto-legge potrebbe risultare, per così dire, «asciugato».
Sospendo la seduta.
La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,30.
MARIO BACCINI, Ministro per la funzione pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO BACCINI, Ministro per la funzione pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono particolarmente lieto di prendere la parola su un provvedimento che ritengo rilevante e significativo per l'interesse del nostro paese. Tra l'altro, ritengo che il dibattito in quest'aula sia stato comunque importante, perché ha sottolineato, per la prima volta in questo Parlamento, l'interesse verso la funzione pubblica e la pubblica amministrazione quale motivo anche di dialettica politica tra gli schieramenti. Ciò, debbo dire, è un elemento importante di valutazione. Tra l'altro, il dibattito di queste settimane ha fatto emergere come da parte dell'opposizione, su questo provvedimento, vi sia un atteggiamento ostruzionistico forte ed una contrarietà altrettanto forte - peraltro dichiarati -, per ragioni che abbiamo dibattuto anche in quest'aula.
Questa mattina sarei tentato, considerata la complessità del ragionamento politico, di ritirare la mia firma dal provvedimento in questione, tenuto conto anche che si tratta di un provvedimento che va analizzato nella sua complessità e che rimette al centro della competitività gli interessi non solo del pubblico impiego, ma anche del cittadino e delle imprese.
Sono consapevole che dietro ogni scelta amministrativa vi è una persona in carne ed ossa e proprio questa considerazione mi dà l'opportunità di affermare che la possibilità di accordi su alcune norme che ritengo molto importanti possa rappresentare una strada che ci potrebbe portare a salvare un lavoro che il Governo ed il Ministero della funzione pubblica hanno svolto nel corso di un anno.
In particolare, onorevoli colleghi - mi riconoscerete la franchezza anche nell'espressione di questa mia considerazione - una ragione fondamentale che mi continua a legare a questo provvedimento è il tentativo di salvare una norma importante tra le altre, ossia quella della semplificazione
amministrativa per i portatori di handicap, che ritengo rappresenti anche una parte rilevante del mio impegno politico e che mi consente ancora di mantenere un legame, sia pure esile, con il provvedimento in esame.
Quindi, onorevoli colleghi, ritengo comunque utile per il nostro paese e per le categorie interessate raggiungere un accordo, che sarà possibile laddove sarà operata una sintesi anche sulle norme che riterremo di portare ad approvazione in Parlamento.
Per tali ragioni, sono convinto che, indipendentemente dall'ostruzionismo su molte altre norme da parte dell'opposizione, anche soltanto una piccola iniziativa simbolica sul problema dei portatori di handicap, che risolverebbe una grande questione, possa essere utile per la semplificazione nel nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDC Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (CCD-CDU)).
PRESIDENTE. Signor ministro, la conosco da lungo tempo e mi sembra che lei stamattina abbia parlato «in prosa», nel momento in cui ha enunziato, sostanzialmente, la disponibilità - per così dire - ad «asciugare» il decreto-legge. Naturalmente, le relative motivazioni le abbiamo capite.
Ora vorrei comprendere se siamo già nelle condizioni di procedere immediatamente nei nostri lavori - a tal fine, per orientarmi, chiederò un aiuto anche ai colleghi dell'opposizione e darò, quindi, la parola all'onorevole Boccia, che ne ha fatto richiesta - o se abbiamo bisogno di «tempi supplementari» per realizzare quest'opera di «liposuzione legislativa» (non saprei come definirla).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Boccia.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, va in scena l'ennesima commedia in vista delle elezioni e se ne comprende anche la finalizzazione. La Presidenza, giustamente, va in soccorso del Governo e del ministro amico, e si capisce anche questa parte della commedia.
Tuttavia, signor Presidente, vorrei che fosse chiaro, nella scenografia complessiva, che noi, fin dal primo momento, abbiamo fatto presente al Governo, al ministro e al cortesissimo sottosegretario Saporito, che si è reso più volte disponibile, che, se questo provvedimento fosse stato epurato da tutte le norme di favore che contiene, non avremmo avuto alcuna difficoltà ad approvarne quella parte che effettivamente punta a migliorare la qualità della pubblica amministrazione.
È stato detto che si trattava di un provvedimento generico: i colleghi Leoni, Zaccaria e il vicepresidente del gruppo dei Democratici di sinistra, onorevole Innocenti, intervenuto anche a nome nostro, hanno indicato gli articoli che siamo disposti a sostenere e quelli che - come ho più volte detto - consideriamo di bassa cucina preelettorale.
Il ministro Baccini mi consenta di rilevare, senza enfatizzare l'importanza ed il significato di questo decreto-legge, considerandolo come un provvedimento che cambia il volto della pubblica amministrazione in Italia, che vi sono norme riferite ad alcune «partite» che, probabilmente, in chiusura di legislatura, hanno bisogno di essere sistemate dal Governo che le ha determinate, e vi sono altre norme che non c'entrano niente.
Signor Presidente, siamo ancora una volta disponibili al dialogo; ma deve essere chiaro alla Presidenza che i termini della questione sono noti al ministro Baccini da quindici giorni. Tuttavia, se si tratta di riprovare, noi siamo disponibili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei riassumere i termini della questione.
Anzitutto, onorevole Innocenti, onorevole Boccia, vorrei precisare che ho cercato di venire incontro all'opposizione ed alla maggioranza, al fine di verificare se vi fosse il modo per realizzare un accordo affinché l'esame del disegno di legge di conversione non rimanesse in sospeso.
A questo punto, proporrei di sospendere la seduta, affinchè il Comitato dei nove possa riunirsi (Commenti). Onorevoli colleghi, non c'è altro verso...! Non c'è
un'alternativa a questa ipotesi; altrimenti, rischiamo di stare qui a discutere per ore. Onorevole Fontanini, quanto tempo presume possa essere necessario al Comitato dei nove?
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Due ore!
PIETRO FONTANINI, Vicepresidente della I Commissione. Signor Presidente, servirebbe mezz'ora.
PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, onorevole Boccia, colleghi, poiché vi è la necessità di procedere nei nostri lavori, proporrei, mentre il Comitato dei nove si riunisce, di passare alla trattazione dei punti 4, 5 e 6 dell'ordine del giorno, recanti l'esame di documenti presentati ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione. In questo modo, il Comitato dei nove si può riunire e noi andiamo avanti rapidamente con i nostri lavori.
Non essendovi obiezioni, ritengo si possa procedere nel senso che ho testé indicato.
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