Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 748 del 9/2/2006
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6323 )

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, esprimo il voto contrario del gruppo della Margherita sul decreto-legge cosiddetto mille proroghe.
La tentazione di far ricorso a decreti omnibus e a voti di fiducia è antica e mortifica il ruolo del Parlamento a vantaggio degli esecutivi. Voi, peraltro, ne avete abusato, usando il voto di fiducia in questa legislatura ben 46 volte, a fronte delle 29 volte della precedente. Ma oggi il Governo ha raggiunto l'acme della degradazione. È proprio vero che - come diceva Goethe - comandare è facile, governare è difficile!
Avete preteso la riapertura del Parlamento oltre la data concordata con il Capo dello Stato per invadere meglio le televisioni con una inquinante ed iniqua propaganda, che ha provocato un richiamo preoccupato dello stesso Presidente della Repubblica. Ma ne avete approfittato anche per inquinare il paese con una pioggia di misure elettoralistiche prive di copertura finanziaria e persino prive della relazione tecnica obbligatoria, senza discussione alcuna da parte del Parlamento.
Novanta articoli, nel complesso, sulle materie più diverse, una fusion di decreti diversi: dalle norme fiscali ai servizi di motorizzazione, dalla polizia alle fondazioni liriche, dalle missioni in Iraq e all'estero fino al finanziamento dei partiti politici. Della Costituzione, avete violato l'articolo 72, sul procedimento legislativo; l'articolo 77, sulla decretazione d'urgenza; l'articolo 81, sull'obbligo di copertura finanziaria delle leggi.
Non ho tempo per soffermarmi sul merito specifico di questo orribile patchwork legislativo, ma, almeno sul punto relativo al trasferimento a carico dei cittadini dei debiti dei partiti politici, lasciatemi manifestare sconcerto ed indignazione. Dovevate diminuire le tasse e rinnovare la politica, e vi riducete invece a rubare per decreto nelle tasche dei cittadini per finanziare clientele e partiti politici e per oscurare le fonti del finanziamento della politica: è davvero la degna conclusione di questa legislatura e delle vostre dissennate politiche, così almeno noi ci auguriamo, insieme alla maggioranza degli italiani che non ne può più!
Il ministro Tremonti ha affermato che il maxiemendamento del Governo a questo


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decreto è stato presentato per arginare l'azione dei «topi nel formaggio». Un'immagine cruda, ma reale; eppure, devo ricordare che i topi ancora si affannano, ma il formaggio, grazie a voi, è assai più scarso. L'Italia è preoccupata per il suo presente e per il suo futuro in ogni campo. È la nostra stessa preoccupazione. Per questo, non cederemo alla provocazione delle risse elettorali. Votiamo oggi, ancora una volta, contro la vostra arroganza, perché votiamo a favore di un'Italia più serena e democratica, che, voltata pagina, ritrovi presto le ragioni del suo sviluppo e della sua credibilità nel mondo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontanini. Ne ha facoltà.

PIETRO FONTANINI. Intervengo soltanto per annunciare il voto favorevole del gruppo della Lega Nord su questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.

ELETTRA DEIANA. Presidente, concentrerò la mia dichiarazione di voto sull'articolo 39-vicies semel, che integra, nel patchwork di questo provvedimento, le missioni militari, compresa quella relativa all'Iraq. Avete fatto la scelta di trascinare il nostro paese in una guerra veramente devastante per i rapporti internazionali con il mondo arabo, in un'occupazione militare dell'Iraq che sta producendo e produrrà in maniera crescente frutti avvelenati.
La vostra scelta pesa come un macigno su questa legislatura, legislatura di guerra, dall'Afghanistan all'Iraq, che ha segnato un vero e proprio salto di qualità nei processi di adattamento dell'Italia alle nuove strategie di dominio e di controllo occidentale del mondo. Voglio aggiungere di più: ha segnato anche un adattamento alla guerra preventiva e alla teoria dei Rogue States sostenuta dall'amministrazione Bush, nonchè alla logica dello scontro di civiltà che da tutto questo consegue. Voi avete fomentato indirettamente questo scontro con la partecipazione all'impresa irachena e, direttamente, con le irresponsabili esternazioni di cui si rendano protagonisti vostri esponenti, tra cui, negli ultimi giorni, un ministro della Repubblica, il ministro Calderoli, che invita Papa Ratzinger ad organizzare la crociata contro l'Islam.
Avete ostinatamente difeso la vostra scelta di guerra chiudendo gli occhi e sottraendovi di fronte all'evidenza dei fatti, al dissolversi di tutte le accuse messe in scena dall'amministrazione Bush e dal Pentagono per giustificare la guerra a Baghdad: dissolvenze peraltro ammesse anche da alti esponenti degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.
Avete chiuso gli occhi di fronte al protrarsi di una scia infinita di atti di guerra messi in atto dagli Stati Uniti d'America per annientare ogni forma di legittima resistenza all'occupazione. Non tutto quanto è successo e sta accadendo in Iraq è riducibile a terrorismo come, ancora una volta, esponenti degli USA e della Gran Bretagna ammettono.
Avete chiuso gli occhi di fronte all'escalation di violenza che l'intreccio tra guerra e terrorismo ha prodotto e le cui responsabilità ricadono, con peso equo e reciproco, su chi ha scatenato la guerra e su chi in quella guerra ha trovato le condizioni ottimali per sviluppare le proprie autonome strategie di potere in quella parte del mondo; mi riferisco, da una parte, agli Stati Uniti e, dall'altra, alla rete di Al Qaeda.
La vostra ostinazione è stupefacente ed è la conferma di una irresponsabilità politica sul terreno internazionale che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica. Analogamente, è davvero stupefacente la scelta di collocare le missioni militari, compresa quella irachena, in questo provvedimento cosiddetto mille proroghe, vero e proprio «fritto misto» di tutto;


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indifferenziato contenitore in cui tutto diventa indifferente, che priva il Parlamento del diritto-dovere di disporre di un bilancio appropriato su una scelta politica che ha diviso profondamente sia il Parlamento sia il paese. Una scelta che ha posto l'Italia in una posizione fortemente diversificata rispetto ai più importanti paesi europei ed ha fatto morire troppi militari italiani per una guerra ingiusta, ed ha, infine, reso responsabili le nostre Forze armate di veri e propri atti di guerra.
Che cosa è stata, ad esempio, se non un atto di guerra, la battaglia cosiddetta dei tre ponti, su cui nessun ministro o sottosegretario o esponente della maggioranza ha mai pronunciato una parola di responsabilità? La procura militare di Roma sta ancora indagando su un episodio legato a quella battaglia, avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 agosto del 2004, nel corso della quale i soldati italiani ricevettero l'ordine di fare fuoco contro un'ambulanza; almeno cinque furono le vittime, tra cui una donna incinta. In quell'episodio si è consumata la violazione della norma, contenuta nell'articolo 19 del codice penale militare di guerra, che vieta di sparare alle ambulanze. Questa è l'ipotesi al vaglio della procura militare. Per noi, quella battaglia è stata la conferma della vera natura della missione Antica Babilonia: una missione non di pace, come avete continuamente ripetuto secondo una solfa che convince soltanto voi, ma di guerra.
Oggi voi volete chiudere quella partita, e la state chiudendo di fronte al Parlamento e al paese con l'articolo 39-vicies semel. Voi, infatti, con il provvedimento in esame, tra norme relative al Corpo della Guardia di finanza e alle Forze di polizia e altre riguardanti la formazione del personale autorizzato all'impiego di defibrillatori in ambienti intra ed extra ospedalieri, avete inserito la norma che autorizza il proseguimento di tutte le missioni militari italiane all'estero, compresa anche Antica Babilonia.
Voi sperate che in questo modo il paese dimentichi e che il grande popolo della pace, che comprende anche parte del vostro elettorato, creda alla rappresentazione di comodo, bonaria, autoreferenziale e autoassolutoria che voi continuate a mettere in scena: pace, democrazia e stabilizzazione grazie al nostro intervento. Dimenticate, però, che tutto il Medio Oriente sta divampando sotto la spinta di dinamiche che rischiano di divenire incontrollabili.
Credete che non ci sia un nesso tra la guerra in Iraq e la vittoria delle forze integraliste e estremiste in Iran e in Palestina? Credete che quella guerra non abbia contribuito ad attizzare l'odio che oggi muove migliaia di persone a rispondere, con la violenza della devastazione contro le ambasciate occidentali, alla violenza delle vignette satiriche contro l'Islam? Credete che la guerra non abbia alimentato la radicalizzazione degli opposti fondamentalismi che dominano oggi la scena mondiale, da una parte quello islamico, dall'altro quello identitario americano e occidentale, che autorizza vignette irresponsabili e irresponsabili esternazioni, come quella che prima ricordavo del ministro Calderoli?
Se credete che non ci siano nessi, se non vedete questi nessi, delle due, l'una: o non capite nulla del mondo, e siete quindi degli irresponsabili a fare quello che fate, oppure avete fatto un'opzione precisa di politica estera e volete costringere il nostro paese su questa scia, e quindi siete lo stesso doppiamente irresponsabili.
Noi lavoriamo perché con le prossime elezioni cambi la scena, ed il ritiro sarà il primo passo perché questa scena cambi nelle nostre relazioni internazionali, certamente non risolutivo per riparare i danni enormi provocati dalla vostra guerra e dalle vostre scelte, ma indispensabile per ricominciare ad operare con responsabilità politica sullo scenario internazionale (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.

SESA AMICI. Il voto contrario del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo


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è stato motivato nel corso dell'esame delle questioni pregiudiziali che abbiamo presentato per evidenziare l'eterogeneità del contenuto del provvedimento. Constatiamo come questo modo di procedere, che ormai dura dall'inizio della legislatura, abbia comportato che gran parte degli atti provenienti dal Senato via via si arricchisce di emendamenti e di maxiemendamenti, sui quali oltretutto il Governo chiede la fiducia, a testimonianza di una politica e di un'azione del Governo del tutto inadeguate ed anche offensive nei confronti del Parlamento.
In questo decreto «mille proroghe» ci sono una serie di aspetti - alcuni li ricordava poc'anzi la collega Elettra Deiana - riguardanti questioni di merito discusse ampiamente, come, ad esempio, quelle attinenti alla guerra in Iraq, quindi, elementi di grande discussione su cui siamo stati impegnati per lungo tempo. Altre questioni concernono, invece, aspetti particolari, che testimoniano di una incapacità da parte di questo Governo in una produzione legislativa assai più articolata.
Da troppo tempo assistiamo ad una espropriazione oggettiva, che sta avvenendo nelle sedi della formazione delle leggi da parte di un esecutivo che sottrae poteri al Parlamento. Si tratta di un rilievo che abbiamo spesso richiamato anche nelle nostre questioni pregiudiziali perché testimonia di come l'invocazione dei requisiti della necessità e dell'urgenza, oltretutto seguita anche dalla richiesta di fiducia, rappresenti un dato che andrebbe sottoposto ad una riflessione attenta, considerato che, come legislatori, siamo chiamati, di fronte al paese, ad approvare norme ispirate all'efficacia e all'efficienza degli interventi.
Un eccessivo potere da parte del Governo crea di fatto una irresponsabilità di fronte ad un lavoro che invece merita articolazione dialettica e capacità di rispetto e di ascolto. Troppo spesso, in queste aule, tale rispetto non è stato garantito, ed anche la volontà da parte dell'opposizione di migliorare i testi legislativi si è infranto sul muro di una maggioranza sorda ed arrogante.
Arrivare a fine legislatura al decreto «mille proroghe» o al decreto-legge sulla pubblica amministrazione, che discuteremo la prossima settimana e che presenta elementi completamente oscuri, che sono solo un segnale all'elettorato della maggioranza, riteniamo sia grave ed offensivo nei confronti di tutti noi, di tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione, perché in questo modo viene disconosciuta una funzione precisa e vengono alterate le regole del rispetto, in nome della democrazia e dell'efficienza delle istituzioni.
Questi sono gli elementi che, unitamente alle ragioni di merito che abbiamo illustrato in sede di discussione sulle linee generali, motivano il nostro voto contrario (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Amici.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Falanga. Ne ha facoltà (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Colleghi, per cortesia! Ma che modo...! Il collega desidera parlare e questo è un Parlamento, non un «urlamento» (Si ride)!
Prego, onorevole Falanga.

CIRO FALANGA. Signor Presidente, mi dispiace per l'onorevole Vito: forse, il collega non sa che è stata autorizzata, da ieri, la formazione, nell'ambito del gruppo parlamentare Misto, della componente politica del Movimento Repubblicani Europei (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e dell'UDC Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (CCD-CDU)) ...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Una forza politica manifesta la sua presenza ...!
Prosegua pure, onorevole Falanga.

CIRO FALANGA. Avete tanta fretta di licenziare i provvedimenti e poi chiedete le proroghe per la loro attuazione: non vi tradite neanche in questa occasione (Commenti)!


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PRESIDENTE. Onorevole Falanga, si rivolga al Presidente e sia incurante dei commenti.

CIRO FALANGA. Signor Presidente, se mi usa la cortesia ...

PRESIDENTE. Certamente ...

CIRO FALANGA. ... di invitare i colleghi ad evitare sghignazzi che poco si coniugano con la rispettabilità di quest'aula (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) ... Allora, io mi rivolgo a lei, signor Presidente: se lei non ritiene di farlo, lo farò io direttamente, perché non temo il confronto!

PRESIDENTE. L'ho già fatto, onorevole Falanga, ma la disciplina, in questa sede, risponde ad una visione non proprio da caserma ...
Colleghi, ora lasciate che l'onorevole Falanga continui il suo intervento! Prego, onorevole Falanga.

CIRO FALANGA. Signor Presidente, non ho chiesto la parola per parlare a titolo individuale: per mio tramite, i Repubblicani Europei esprimono la loro opinione e dichiarano il loro voto sul provvedimento in esame.

Una voce dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale: Traditore!.

CIRO FALANGA. Il provvedimento sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia rappresenta un ennesimo scossone della maggioranza e dello stesso Governo alla Carta costituzionale: «Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese (Commenti) ...

PRESIDENTE. Ora, però, non è giusto quello che sta succedendo! Onorevoli colleghi, sta parlando un collega e sta dicendo ciò che ritiene, com'è suo diritto. Vi prego di non infastidirlo, altrimenti sospendo la seduta (Commenti)! Sapete che posso farlo!
Prego, onorevole Falanga.

CIRO FALANGA. Signor Presidente, stavo leggendo ai colleghi l'ultimo comma dell'articolo 81 della Costituzione, ma mi rendo conto che della Carta costituzionale, ancorché letta da questo modestissimo parlamentare, a loro non gliene frega nulla, sia in punto di sostanza, quando provvedono a votare testi di siffatto genere, sia sotto il profilo della cortesia e della buona educazione istituzionale: vi mancano sia l'una sia l'altra cosa (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-MRE-Movimento Repubblicani Europei, Misto-La Rosa nel Pugno e della Margherita, DL-L'Ulivo - Commenti)!

TEODORO BUONTEMPO. Giuda! Traditore!

CIRO FALANGA. Signor Presidente, come dicevo, stavo dando lettura dell'ultimo comma dell'articolo 81 della Carta costituzionale, il quale recita: «Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte». Così recita, testualmente, l'articolo 81 della Costituzione. Ebbene, il provvedimento in esame viola chiaramente l'articolo 81 appena citato, perché prevede servizi a carico di enti ancorché non siano state previste le relative coperture.
Inoltre, nei decreti-legge non si possono inserire norme di carattere ordinamentale; invece, sono diverse le disposizioni del decreto-legge che hanno tale natura.
Ancora, la legge n. 400 del 1988 vieta di introdurre proroghe di termini per l'esercizio di deleghe legislative con decreto-legge. Nel provvedimento in esame, invece, si prevedono proroghe di termini per l'esercizio di deleghe legislative.
Insomma, si tratta di violazioni palesi che, nell'ambito di una cultura della serietà di una forza di opposizione, sono state evidenziate molto adeguatamente e chiaramente in fase di esame delle questioni pregiudiziali. Tuttavia, la maggioranza non ne ha tenuto alcun conto ed ha ritenuto di andare avanti.
Per altro verso, questo provvedimento rappresenta il mascheramento di un fallimento: un fallimento totale del programma di Governo.


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Permettetemi di soffermarmi brevemente su alcune disposizioni inerenti al settore della giustizia, materia alla quale ho prestato una qualche attenzione. L'attività frammentaria di rivisitazione delle norme processuali civilistiche - mi pare che sia presente il sottosegretario Vitali che fu relatore sul provvedimento in materia - fu prevista nell'ambito delle modificazioni delle misure urgenti che modificavano alcune regole processuali civilistiche del nostro ordinamento. Ebbene, quell'urgenza, che fu posta alla base dell'esigenza di legiferare con riferimento al codice di procedura civile, oggi è sfumata, sicché non c'è più l'urgenza e quelle norme non sono più attuate dal 1o gennaio di quest'anno ma sono state prorogate successivamente.
Inoltre, si prevedono ancora proroghe negli incarichi dei giudici gregari ed onorari, la qual cosa determina una dannosissima precarietà, un grave nocumento al settore giustizia, malamente organizzato, con giudici provvisori e precari, anche a causa dei tempi che si prorogano di volta in volta, con i processi che restano appesi.
Insomma, ritengo che il provvedimento abbia un solo scopo: quello di prorogare quelle finalità non realizzate in questi cinque anni. Per questo motivo, si chiedono altre proroghe, nella consapevolezza che, anche alla scadenza dei successivi termini, ancora non sarà possibile attuarle. Quindi, si tratta di una proroga che serve, ancora una volta, soltanto per mascherare un fallimento e - ciò è ancor più grave - per fungere da cartello elettorale nell'intento di ingannare ancora il popolo italiano.
Se ci riuscirete, se ci riuscirete anche questa volta, dai banchi di quest'aula o dagli ambienti di casa mia, credo che sarò costretto ad applaudirvi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-MRE-Movimento Repubblicani Europei - Applausi polemici dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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