Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 748 del 9/2/2006
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Si riprende la discussione.

(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 6323 )

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzuca Poggiolini. Ne ha facoltà.

CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, a nome dei deputati del MRE-Movimento Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati, dichiaro «no» a questo ulteriore voto di fiducia al Governo; un Governo che ha richiesto la proroga della legislatura per porre la fiducia su un decreto denominato «mille proroghe», che rappresenta il più lampante biglietto da visita delle capacità del Governo stesso. A parte i numerosi profili di incostituzionalità, che la forza numerica dell'attuale maggioranza non ha voluto apprezzare, questo decreto, le cui norme sono state raddoppiate nel suo passaggio al Senato, racchiude in sé, infatti, una serie di atti di accusa relativi alle incapacità del Governo Berlusconi.
In questi scarni minuti che ho a disposizione, voglio sottolineare in particolar modo le misure relative al sistema della sicurezza, che questo Governo, nella campagna elettorale del 2000, ha «sventolato» essere una delle emergenze alle quali si era impegnato a dare risposta. Invero, per tale settore, in questi ultimi giorni di legislatura, vi è l'affannoso ricorso del Governo proprio a questo decreto «mille proroghe» per varare misure che scaricano sui comuni talune spese necessarie per la sicurezza. Peggio ancora, si intende superare la delusione indotta nel mondo delle Forze armate e nel mondo della polizia dall'ultima finanziaria cercando di ripristinare le indennità di trasferta già soppresse o recepite in accordi sindacali; ma tutto ciò, naturalmente, senza alcuna copertura finanziaria.
Tale situazione rappresenta - è evidente - un'ulteriore presa in giro dei cittadini che chiedono sicurezza; un'ulteriore presa in giro di quelle Forze dell'ordine che, con roboante retorica, proprio in questa Assemblea, il centrodestra ha più volte tentato inutilmente di ingraziarsi.
Ancora una volta, quindi, noi neghiamo la fiducia e con questo «no», che come Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati ripetiamo con fermezza e convinzione, sappiamo di interpretare profondamente il sentimento di delusione e di rivolta di milioni di cittadini e di elettori rispetto alle bugie di questo Governo, che ha saputo proficuamente operare soltanto in settori di suo diretto interesse (vale a dire, di interesse del suo Presidente del Consiglio, dei suoi amici e dei suoi più diretti sostenitori).
Anche altri Governi in passato, a fine legislatura, hanno emanato e fatto convertire decreti di necessaria proroga dei termini; ma l'impudenza del Governo Berlusconi, relativa a molti dei contenuti presenti in cotale provvedimento, e la violazione di tanti principi costituzionali impongono al MRE, ovvero al Movimento Repubblicani Europei, di negare con ancora maggiore convinzione il nostro voto favorevole sulla questione di fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Misto-MRE-Movimento Repubblicani Europei e del deputato Zanella).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, la componente politica Verdi-l'Unione del gruppo Misto negherà la fiducia al Governo. Ci troviamo in presenza, infatti, di un decreto-legge di proroga di termini che era già giunto al Senato, per la sua conversione in legge, nella forma di un coacervo di norme eterogenee, che nulla hanno a che vedere con questioni riguardanti, per l'appunto, il differimento di termini.
Esso, inoltre, è stato completamente modificato ed ampliato fino all'inverosimile, attraverso l'approvazione di un maxiemendamento presentato dal Governo, nel passaggio presso l'altro ramo del Parlamento. Ricordo che detto maxiemendamento, fortunatamente, è stato successivamente «soppresso» per il 70 per il cento e che su tale proposta emendativa, dopo la «cura dimagrante», è stata posta, infine, la questione di fiducia.
Si tratta di una richiesta di fiducia che alla Camera dei deputati, invece, chiude


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completamente la possibilità di svolgere un confronto vero in Assemblea. La Camera ne esce umiliata ed è costretta, di fatto, a ratificare quanto deciso dall'altro ramo del Parlamento. Si assiste, dunque, allo stravolgimento di regole formali da parte di una maggioranza che dovrebbe ritirarsi con maggior dignità, e ciò avviene in contrasto sia con il dettato costituzionale, sia con la stessa prassi parlamentare.
Infatti, se è vero che esistono, anche nelle passate legislature, precedenti di posizione della questione di fiducia da parte del Governo e di conseguenti votazioni «in blocco» sull'articolo unico di un disegno di legge di conversione, è altrettanto noto che il voto di fiducia veniva richiesto su un testo licenziato dalle Commissioni competenti dopo un approfondito esame. In questo caso, invece (come nei troppi precedenti dell'attuale legislatura), si pone la questione di fiducia - in altri termini, «prendere o lasciare»! - sull'approvazione di un testo che il Governo ha modificato e stravolto a suo piacimento, introducendovi addirittura disposizioni contenute in altri provvedimenti d'urgenza. Ciò in totale violazione del principio costituzionale della omogeneità dei contenuti dei decreti-legge.
Si tratta di un provvedimento composto da decine di disposizioni, recante misure prive di una reale urgenza e perfino di copertura finanziaria. Vi sono proroghe che arrivano fino al 2010 o al 2012, e vorrei altresì rilevare che sono trattate le materie più disparate. Si va, infatti, dal trasporto pubblico locale al personale universitario, dal codice della strada alla proroga per la presentazione delle integrazioni alla domanda di condono, dagli impianti di incenerimento dei rifiuti alla tutela del made in Italy, arrivando fino alle missioni militari all'estero, compresa la stessa missione in Iraq.
A proposito della tutela dei prodotti italiani, vorrei evidenziare che, con buona pace dei proclami sulla necessità di salvaguardare il made in Italy e di garantire i consumatori riguardo all'origine dei prodotti, nel testo del decreto-legge in esame scopriamo la proroga di un anno dell'obbligo di indicare il paese d'origine all'interno dell'etichetta per i beni prodotti fuori dall'Unione europea. Disponete, inoltre, un'ulteriore proroga di un anno per l'adeguamento degli impianti esistenti di incenerimento e coincenerimento. Vale la pena sottolineare che detto termine, previsto originariamente per il 2005 ed ora prorogato di un anno, era stato fissato dalla direttiva 2000/76/CE e che lo Stato italiano ha già subito una condanna da parte della Corte di giustizia delle Comunità europee per il mancato recepimento di detta direttiva.
Vorrei altresì osservare che avete introdotto nuove misure in materia di rimborsi elettorali ai partiti e movimenti politici, innalzando, tra l'altro, la soglia dei contributi ricevuti da privati per la campagna elettorale che possono non essere dichiarati. Ricordo, infatti, che la legge n. 659 del 1981 prevedeva un limite pari a 5 milioni di vecchie lire che, indicizzate, corrisponderebbero oggi a 6.600 euro. Con la nuova normativa, invece, il tetto sale a 50 mila euro: in altri termini, è di circa venti volte superiore!

PRESIDENTE. Onorevole Zanella...

LUANA ZANELLA. Alcune «perle» che avevate tentato di inserire nel provvedimento al nostro esame sono state fortunatamente eliminate nel corso dell'esame da parte del Senato. Mi riferisco, ad esempio, alla sanatoria per le case abusive costruite sulle aree demaniali del comune di Caorle, oppure alle norme che avrebbero vergognosamente avvantaggiato inquilini «eccellenti» di immobili pregiati con affaccio sul Colosseo!
Avete tentato di non prorogare l'indennità di disoccupazione dei lavoratori agricoli e, successivamente, l'avete ripristinata, senza garantirne la copertura finanziaria. Insomma, una vera vergogna!

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Zanella.

LUANA ZANELLA. Concludo, signor Presidente, mi scusi ma non avevo avvertito il segnale di conclusione...


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PRESIDENTE. Onorevole Zanella, mi dispiace interrompere...

LUANA ZANELLA. La ringrazio, signor Presidente.
Concludo esprimendo alcune considerazioni in merito alla norma sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero, comprese quelle in Iraq, cui è stato cambiato il nome da «Antica Babilonia» a «Missione umanitaria per la stabilizzazione della situazione in Iraq». È vergognoso che tale norma sia stata inserita nel decreto «mille proroghe», impedendo - ancora una volta - una dialettica democratica su una questione cruciale che sarebbe stato giusto affrontare in modo più adeguato in Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Unione e della Margherita, DL-L'Ulivo).

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