Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 747 dell'8/2/2006
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6314 )

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantovani. Ne ha facoltà.

RAMON MANTOVANI. Signor Presidente, ci sono due trattati che insistono sulla stessa materia: quella di EUROPOL. Rinvio tutte le colleghe ed i colleghi ai numerosi interventi che nel corso di questa legislatura, ed anche nel corso della scorsa, abbiamo svolto per esprimere il senso della nostra contrarietà ad EUROPOL. Del resto, anche da voci autorevoli della maggioranza sono venute parole di contrasto al provvedimento riguardante EUROPOL e ad alcuni aspetti specifici che lo riguardano.
Oggi siamo all'ennesima tappa. EUROPOL, come sapete, è una polizia europea costituita da polizie nazionali che si sono organizzate - dico io - in una superpolizia europea sulla quale, però, non incombe alcuna autorità né giudiziaria, né politica. EUROPOL, cioè, è priva di qualsiasi controllo in linea di fatto e, per


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alcuni versi, anche in linea di principio. Il suo personale è provvisto di immunità e di prerogative di gran lunga superiori a quelle di qualsiasi deputato, europeo o nazionale, di qualsiasi degli Stati membri. Si tratta di immunità totali e non vi è un organismo che possa provvedere a far venire meno quelle immunità. Solo l'arbitrio del direttore generale di EUROPOL potrebbe provvedere a togliere l'immunità ad un funzionario che abbia commesso un delitto di qualsiasi natura, anche quello più grave, anche un omicidio premeditato.
EUROPOL si dedica all'investigazione ed alla persecuzione di alcuni reati. Nel corso del tempo la fattispecie dei reati si è andata allargando ed oggi vi è una definizione che abbraccia la gran parte del codice penale di qualsiasi paese europeo. Abbiamo una polizia che, senza il mandato del giudice, può indagare, investigare, raccogliere informazioni ed archiviarle senza che nessuno possa controllare che ciò viene fatto nel rispetto della legge. Anzi, viene teorizzato che anche ove ciò sia fatto al di fuori del rispetto della legge si provvede con l'immunità. Voi credete che io esageri, ma basta leggere il testo e la relazione tecnica che lo accompagna. Ne leggo poche righe: in particolare viene riconosciuta l'immunità giurisdizionale per la responsabilità rispetto al trattamento di dati illecito o effettuato in modo non corretto, nonché l'immunità dei beni di EUROPOL da perquisizione, sequestro, confisca ed altre forme di violazione.
Sappiamo, perché ce lo dice una letteratura che ormai insiste su questo punto da anni, che decine di milioni di cittadine e cittadini europei sono schedati secondo i loro gusti sessuali, secondo i loro orientamenti politici, secondo i loro orientamenti religiosi. Tutto ciò in Italia è illegale: infatti, viene fatto in quella sede, ed in quella sede chi lo fa è protetto da una totale immunità.
Chiedo agli spiriti liberi e garantisti, a coloro i quali hanno sempre in bocca la difesa della libertà, a coloro i quali si scagliano ad ogni piè sospinto contro il giustizialismo, a coloro i quali pensano che sia sacra ed inviolabile la libertà delle persone: dove siete? Dove sarete quando si voterà questo provvedimento?
So che siamo quasi soli nell'affermare ciò e nell'opporci a questa tendenza.
Qualcuno sosterrà che è pur necessario reprimere i crimini a livello transnazionale. Siamo d'accordo a reprimere alcuni crimini a livello internazionale, come la criminalità organizzata, il traffico delle presone e così via, ma non accettiamo che, per tale finalità, si costituiscano superpoteri fuori dal controllo di parlamenti e persino di governi, perché ciò si può ritorcere in qualsiasi momento contro le migliori intenzioni che hanno animato molti colleghi e contro chiunque.
Non intendiamo mettere sotto i piedi lo Stato di diritto ed una lunghissima tradizione di difesa della libertà per eventuali contingenti necessità di lotta alla criminalità. Non vi è alcun fine che giustifichi il mezzo della violazione delle libertà individuali, personali e collettive, per nessun motivo al mondo.
Signor Presidente, vi sono molti altri aspetti presenti in questo provvedimento ed in quello successivo - che insiste sugli stessi temi - sui quali non mi dilungo. Tengo solo a precisare che ho fatto un'affermazione sbagliata nel dibattito in Commissione, quando ho attribuito un'immunità a collaboratori del personale di polizia. Ritiro tale affermazione, avendone verificato l'inesattezza grazie alla collega Paoletti Tangheroni.
Per tutto il resto, colleghe e colleghi, esprimo convintamene il voto contrario del gruppo di Rifondazione comunista al provvedimento in esame, contro lo scempio della libertà e della democrazia nel nostro continente (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.

VALDO SPINI. Il Protocollo contenuto nel disegno di legge di ratifica in esame non istituisce l'EUROPOL o i privilegi degli appartenenti all'EUROPOL, ma intende disciplinare


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la loro partecipazione alle squadre investigative comuni, fatto largamente auspicato. Anzi, in questo senso, afferma il contrario di quanto abbiamo sentito, cioè che gli agenti dell'EUROPOL, quando partecipano alle squadre investigative comuni, sono soggetti, per quanto riguarda i reati che dovessero subire o commettere, alla legislazione nazionale dello Stato membro in cui si svolge l'operazione.
Fermo restando che con l'onorevole Mantovani abbiamo rispettabilissimi dissensi sull'utilità di organizzare l'EUROPOL nelle modalità attuali, non mi sembra che la modifica della Convenzione del Protocollo possa aggravare le preoccupazioni da lui espresse.
Annuncio, quindi, il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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