Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 747 dell'8/2/2006
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(Iniziative per contrastare l'intolleranza e la violenza nei confronti dei cattolici e per promuovere il rispetto della libertà religiosa - n. 3-05344 )

PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-05344 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, la nostra interrogazione a risposta immediata fa seguito a molte altre interrogazioni che abbiamo rivolto su questa materia in questi ultimi anni al Governo e, in particolare, prende spunto dal tragico assassinio di padre Santoro, che ricorderemo nella basilica di San Giovanni a Roma, tra pochi giorni. Tra l'altro, sono ventisette i religiosi cattolici italiani morti nel solo 2005 e continuano gli atti di intolleranza nei confronti sia dei cattolici sia dei cristiani praticanti in molte regioni dell'Asia, quotidianamente.
Chiediamo pertanto al Governo se e quali tipi di iniziative idonee possa, e voglia, adottare per scoraggiare tali episodi. Chiediamo in particolare se il Governo stesso voglia raccogliere l'appello che viene da quest'aula, ed anche dal presidente Ciampi, di sollecitare un'azione comune a livello europeo nei confronti di tali paesi; ed inoltre, unilateralmente, ma anche a livello europeo, di indicare se sia possibile...

PRESIDENTE. Onorevole Volontè, purtroppo ha esaurito il tempo a sua disposizione.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, la vicenda del barbaro assassinio di padre Santoro ripropone in maniera drammatica il delicato tema della condizione delle comunità cristiane nei paesi di religione islamica.
In attesa dell'esito delle indagini, desidero esprimere apprezzamento per il fatto che le più alte autorità turche non solo hanno subito condannato con fermezza l'accaduto, ma hanno dimostrato, anche con le indagini, di arrivare a risultati positivi, con l'arresto di un giovane che ha ammesso di essersi macchiato dell'omicidio di padre Santoro. Oltre alle immediate dichiarazioni pubbliche del primo ministro turco e alla telefonata del ministro degli esteri turco Gul al ministro Fini, per esprimere il cordoglio di Ankara, voglio ricordare che ieri sera il presidente Berlusconi ed il premier turco Erdogan, in un lungo colloquio, hanno concordato sulla necessità di non lasciare spazio alle provocazioni e di favorire, invece, il dialogo tra le religioni e civiltà dei diversi popoli.
Il Governo italiano ha sempre condannato con forza episodi di violenza di cui sono state vittime comunità e religiosi cristiani.
Questa nostra posizione viene perseguita con determinazione nei rapporti bilaterali, in sede europea, nell'ambito delle Nazioni Unite. In occasione dei lavori della sessantunesima sessione per i diritti umani svoltasi a Ginevra nella primavera scorsa è stata approvata, per consenso, una risoluzione dal titolo «Eliminazione di ogni forma di intolleranza religiosa», copresentata dall'Italia. La risoluzione condanna tutte le forme di intolleranza religiosa e raccomanda agli Stati di adottare una legislazione che assicuri efficacia e garanzia per la libertà di pensiero e di credo religioso, senza distinzione ed eccezioni, prevedendo, fra l'altro, specifici rimedi nel caso in cui il diritto a praticare liberamente un credo religioso - incluso il


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diritto individuale a cambiare la propria religione - sia violato. La risoluzione esorta gli Stati ad intraprendere ogni azione necessaria a contrastare gli atti di violenza, di intimidazione e di coercizione motivati dall'intolleranza religiosa, a garantire il diritto di associazione, di assemblea e di culto.
Il Governo è consapevole che l'attuale scenario internazionale, purtroppo, offre elementi di inquietudine per la crescente intolleranza verso appartenenti alla religione cristiana. In considerazione di questa delicata situazione, riteniamo che debba essere valutata con cautela, in tutte le sue possibili implicazioni, l'ipotesi di ricorrere a sanzioni economiche o all'annullamento di finanziamenti o contributi concessi sulla base di accordi bilaterali. Sembra, infatti, necessario prima verificare se misure di questo tipo possano realmente costituire uno strumento efficace per favorire la tolleranza nei confronti delle minoranze religiose o se, al contrario, colpendo gli strati più poveri della popolazione civile, rischino di suscitare ritorsioni, acuendo un clima di intolleranza popolare ostile alla possibilità di dialogo.
In ogni caso, desidero ribadire con grande chiarezza che, nella definizione delle nostre direttrici di politica estera, l'Italia continuerà a porre come fattore essenziale nei confronti dei paesi interessati da fenomeni di intolleranza o di violenza verso i cristiani l'aspetto della libertà religiosa nelle relazioni bilaterali e in quelle fra la Comunità europea e i paesi terzi.

PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di replicare.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, signor ministro, sono assolutamente soddisfatto per le sue parole. Nello stesso tempo, però, tengo a ribadire due concetti. È vero: non vi è alcuna prova che la riduzione degli aiuti economici possa, in qualche modo, contribuire all'educazione alla libertà religiosa in quei paesi in cui l'aspetto dei diritti umani, insieme a tutti gli altri, evidentemente, non è tenuto in considerazione dai rispettivi Governi. Ma non vi è alcuna prova del contrario.
Soprattutto, in un contesto come quello in cui stiamo vivendo in queste ultime settimane in Europa ed a fronte di quanto accade nei paesi asiatici e mediorientali, ritengo opportuno invitare per l'ennesima volta il Governo a riflettere anche sull'opportunità - già emersa nel colloquio tra il Presidente Ciampi ed i leader di altri sei paesi europei qualche giorno fa - che l'Europa parli con una sola voce in questa direzione.
Ci conforta che il Governo stia facendo tutto quanto necessario in questa direzione, ma sarebbe importante mettere a disposizione della pubblica opinione, non solo italiana, ma anche europea, quanto meno un'attività di controllo. Sappiamo che molti finanziamenti europei inviati in quei territori e destinati all'Autorità indipendente palestinese sono utilizzati per l'educazione, l'infanzia e la tutela dei diritti fondamentali; sappiamo anche che molti di questi soldi, in qualche modo, attraverso pubblicazioni, servono ad acuire l'odio nei confronti dei cristiani e degli ebrei. Mi sembra improponibile non svolgere un controllo di questo tipo e mi sembra, d'altro canto, opportuno che l'Unione europea si muova in questa direzione al più presto (sicuramente non attraverso una decisione presa oggi e per sempre), affinché si percorra anche questa strada, che indurrebbe quei Governi ad impiegare meglio tali risorse, non utilizzandole certamente per fomentare l'odio.

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