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PRESIDENTE. L'onorevole Galante ha facoltà di
SEVERINO GALANTE. Signor ministro, come lei ben sa, il regolamento della Camera dei deputati prevede che a sedute come questa, nell'ambito di ciascun calendario dei lavori, per due volte debbano venire a rispondere il Presidente o il Vicepresidente del Consiglio e, per una volta, il ministro o i ministri competenti.
PRESIDENTE. Onorevole Galante, la prego di concludere!
SEVERINO GALANTE. ... egli sarebbe sicuramente venuto in Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galante...
SEVERINO GALANTE. Lei sa che non è stato così.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, le interrogazioni alle quali questo Governo ha risposto, nelle sedute dedicate al question time, sono state, in totale, 1109, rispetto alle 1044 della precedente legislatura, con un incremento di 65 risposte a tali atti, per un totale di 138 sedute contro le 102 della scorsa legislatura (anche se bisogna tener conto del fatto che, nella passata legislatura, lo svolgimento del question time era iniziato più tardi).
ROLANDO NANNICINI. Ne ha già troppe, da altre parti, di dirette!
PRESIDENTE. L'onorevole Galante ha facoltà di
SEVERINO GALANTE. Signor Presidente ho l'impressione che il ministro faccia finta di non capire. Signor ministro, il tema che le ho posto non era quello riguardante le risposte del Governo, ma la presenza, dovuta per regolamento, del Presidente del Consiglio. Questo è il quesito cui lei non ha risposto. Evidenziando il fatto che il Presidente del Consiglio «dilaga» in radio e televisioni in questi giorni, lei non ha fatto altro che «mettere il dito nella piaga». Infatti, il Presidente del Consiglio ha tempo per andare in radio ed in televisione, ma non ha tempo - non ha mai avuto tempo - per venire in quest'aula a rispondere, doverosamente, al Parlamento.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Siamo qui! Siamo qui!
SEVERINO GALANTE. Invece, sarebbe un vostro dovere e un dovere che non rispettate: così stanno le cose! Per paura e per disprezzo, i suoi maggiori colleghi,
signor ministro, sfuggono al confronto con il Parlamento e si «nascondono» dietro la sua immagine, sorta di modernissima figura di «donna dello specchio» di dantesca memoria, ma con altre virtù.
In questa legislatura, che sta finendo, secondo i miei calcoli il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto intervenire, alternandosi con il suo vice, almeno 92 volte, ma non è mai venuto in aula; il Vicepresidente del Consiglio, invece, si è presentato esclusivamente 6 volte.
Le chiedo pertanto il motivo, signor ministro, ricordandole che, esattamente due anni fa, rispondendo ad alcuni colleghi che avevano allora presentato un'analoga interrogazione a risposta immediata, lei sostenne che la «latitanza» del Presidente del Consiglio era dovuta al fatto che egli ricopriva il doppio ruolo di Presidente del Consiglio e di ministro degli affari esteri, ma che, finita quella «sovrapposizione»...
Sottolineo tale dato per evidenziare come il Governo abbia tenuto in altissima considerazione tale istituto. Infatti, dalle cifre esposte emerge che, seppur in tempi ristrettissimi, e con soli 180 secondi a disposizione, il Governo ha sempre fornito precise ed immediate informazioni, attraverso la diretta televisiva, anche alle aspettative di conoscenza dei cittadini, non facendo mai mancare la sua voce per questo tipo di informazione succinta. Essa, naturalmente, richiede, in ventiquattr'ore, una preparazione, con gli uffici, molto accurata, anche se ciò avviene in tempi brevissimi.
Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio, non posso che esprimere, di fronte ad una questione formale e non di sostanza - perché la sostanza è che il Parlamento è sempre stato informato dal Governo puntualmente e non si è mai disatteso ad alcuna interrogazione - il rammarico, che ho già manifestato, che lo stesso Presidente del Consiglio non abbia ritenuto opportuno essere presente al question time.
Tuttavia, con un po' di «malizia» - chiamatela come volete -, nel momento in cui il Presidente del Consiglio viene contestato per le sue apparizioni televisive e l'opposizione si «straccia le vesti» perché il medesimo Presidente del Consiglio appare troppo, mi sembra un poco paradossale che venga sollevato il problema per cui il Presidente del Consiglio non viene alle dirette televisive durante il question time [Commenti di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Applausi dei deputati del gruppo dell'UDC Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (CCD-CDU)]!
La verità, signor ministro, è che il Presidente del Consiglio, per un verso, ha paura del libero Parlamento e, per altro verso, lo disprezza, e lo stesso fanno i principali ministri. La verità è, signor ministro, che per voi venire in Parlamento a rispondere al paese è una perdita di tempo.
Questa sistematica e spudorata prevaricazione rivela lo scopo vero del Presidente del Consiglio, ossia aggirare il Parlamento, per imbonire la gente dallo schermo televisivo (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


