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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cirielli. Ne ha facoltà.
EDMONDO CIRIELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi nascondo un certo imbarazzo nel mio intervento, perché non soltanto sono originario della stessa provincia dell'onorevole De Luca, ma sono anche una persona che lo stima molto. Dico ciò non per piaggeria, ma perché l'onorevole De Luca, oltre ad essere un deputato come tutti noi, è stato - e rappresenta ancora - una persona dotata di una grande leadership nella menzionata provincia, che lo ha condotto, nel corso degli anni, ad espugnare una delle roccaforti più di destra d'Italia, ossia la città di Salerno. Ovviamente, proprio per tale motivo e senza entrare assolutamente nel merito della vicenda giudiziaria - anzi, a titolo personale, per ciò che può contare, sono anche convinto di ciò che ha detto il relatore - vi invito a considerare che per coloro che vivono nella nostra provincia, questa vicenda è stata vissuta, anche per un'esposizione mediatica dovuta alla gravità
della vicenda stessa ed alla leadership della persona indirettamente chiamata in causa, con estremo interesse.
Vi è dell'altro: stanno accadendo fatti strani a Salerno. È in atto uno scontro micidiale all'interno della magistratura, in cui i magistrati si accusano vicendevolmente in relazione a tale vicenda, chi di aver tentato di «insabbiare» e chi di aver cercato di perseguitare l'onorevole De Luca. Vi è ancora dell'altro, tutto ampiamente riportato dai giornali: quest'estate, nel corso di una serie di manifestazioni politiche importanti, l'onorevole De Luca ha denunziato, con ampio risalto anche sulla stampa nazionale, uno scandalo della regione Campania, chiamando in causa il presidente della medesima regione - il «governatore», come egli si fa chiamare - Antonio Bassolino, additando al sistema politico creato in Campania un grave squilibrio dal punto di vista etico.
Detto ciò, appare sicuramente strano che tutti questi scandali siano scoppiati pochi mesi dopo, così come appare strano che un magistrato, ossia il titolare dell'inchiesta, denunzi con anni di ritardo di essere stato vittima di pressioni da parte di altri magistrati.
Lo ricordo a me stesso: credo che, se tali fatti fossero veri, sarebbero reati, e questo pubblico ministero non avrebbe dovuto denunciarli con anni di ritardo, bensì al momento opportuno.
Dopo aver ascoltato le parole del ministro Alemanno, credo che lo stesso onorevole De Luca, proprio per il ruolo quasi quindicennale di indiscussa leadership che ha ricoperto nella città più grande della provincia e considerati i risultati conseguiti su tutto il territorio, abbia il diritto - dovere di chiedere che si vada in fondo a questa vicenda.
Oltretutto, credo vi sia anche il rischio, paventato in questi giorni, che possa esistere una sorta di consorteria mista tra destra e sinistra che possa volere l'insabbiamento della verità.
Al di là dell'abuso o dell'uso che si è fatto in questi anni dell'istituto delle autorizzazioni e, in particolare, delle autorizzazioni per l'utilizzo di atti processuali riguardanti i magistrati, credo che la vicenda specifica concernente la nostra provincia (mi permetto di rivolgermi soprattutto al mio collega) metta in evidenza la necessità di fare chiarezza e di andare fino in fondo. Sono convinto che il collega potrà dimostrare appieno la sua estraneità; ma proprio per la leadership e per l'importanza dell'attività politica svolta negli anni, non è pensabile che l'opinione pubblica possa rimanere nel dubbio, chiedendosi se tali fatti dovessero o meno essere perseguiti.
Per questo motivo, annuncio il mio voto in dissenso rispetto alla proposta avanzata dalla Giunta per le autorizzazioni.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
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