Allegato B
Seduta n. 747 dell'8/2/2006


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ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA

Interrogazione a risposta scritta:

TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
con decreto ministeriale fine 2004 è stata istituita commissione per la riforma


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degli esami di abilitazione alla professione di odontoiatra;
a questo tavolo hanno partecipato rappresentanti degli odontoiatri della federazione dell'ordine dei medici chirurghi e rappresentanti del collegio di docenti delle facoltà di odontoiatria;
il 18 ottobre 2005 la commissione su indicata ha stilato una bozza di regolamento che modifica le modalità di accesso alla professione di odontoiatra;
nella bozza è prevista una riforma dell'esame di stato post-laurea che di fatto introduce un ulteriore sbarramento per l'accesso alla professione e introduce la nuova figura del medico odontoiatra tirocinante;
in particolare, è previsto un tirocinio da parte del laureato di 9 mesi da effettuare presso policlinici universitari, aziende ospedaliere, presidi ospedalieri di aziende ASL, istituzioni private accreditate e convenzionate con l'università e studi libero professionali convenzionati con l'Università ed iscritti in un elenco predisposto dalle CAO degli Ordini professionali della Regione competente per territorio;
non è del tutto chiaro se viene introdotto anche l'obbligo di frequentare nuovamente il tirocinio per ulteriori 9 mesi in caso di non superamento della prova entro due sessioni;
la figura del tirocinante non è giuridicamente definita in quanto è soggetto laureato ma non ancora iscritto all'albo dei medici ed odontoiatri, non sono chiare le mansioni e i compiti che dovrebbe svolgere, quali le tutele previdenziali ad esso attribuite, né tanto meno risulta chiaro come e da chi verranno disciplinati i nove mesi di tirocinio;
dopo aver espletato tale tirocinio, ripartito in tre periodi di tre mesi l'uno nelle branche di odontoiatria generale, di chirurgia orale e di odontoiatria pediatrica e preventiva, il candidato che abbia ottenuto un giudizio finale positivo deve accedere a prova scritta e successivamente allo svolgimento di una ulteriore prova orale-pratica;
l'accesso alla facoltà di odontoiatria è a numero chiuso, che sul territorio nazionale vengono banditi annualmente circa 800 posti a fronte di circa 15 mila domande di accesso le prove selettive per l'accesso alle facoltà di odontoiatria appaiono quindi già fortemente selettive;
durante la frequenza dell'università lo studente della facoltà di odontoiatria è obbligato a frequentare l'80 per cento delle lezioni e delle cliniche le quali prevedono un cospicuo monte ore di tirocinio formativo con assegnazione di pazienti e terapia da effettuare sugli stessi;
i neo-laureati in medicina e in odontoiatria sono già obbligati al conseguimento annuo di crediti con l'E.C.M. (educazione continua in medicina) comportando questo una continua formazione in campo medico a partire dal primo anno di esercizio della professione;
secondo l'interrogante, le norme introdotte con regolamento di fatto determineranno un inasprimento del monopolio degli odontoiatri presenti sul territorio, porteranno ad una ripresa del cosiddetto abusivismo odontoiatrico, determineranno un restringimento dell'offerta in campo con relative ricadute sia sul piano della qualità che sul piano del costo per i pazienti in un settore già particolarmente oneroso per questi ultimi;
l'introduzione di queste nuove regole per l'accesso alla professione odontoiatrica riguarda circa 5 mila studenti delle facoltà interessate;
introduce una ulteriore forma di precariato, ad alta specializzazione, nel mondo del lavoro;
un problema analogo si configura anche per i medici chirurghi per quanto con modalità diverse -:
se non ritengano che le procedure previste per l'accesso alla professione di


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odontoiatra per i neo laureati non determini un ritardo della possibilità di esercizio della professionale e relativo ingresso nel mondo del lavoro con conseguente rafforzamento di posizioni di monopolio, l'incremento dell'abusivismo e conseguenze sulla qualità del servizio;
in caso affermativo se non ritengano di dover rivedere il provvedimento sopra menzionato, aprendo un tavolo di incontro e confronto con i soggetti direttamente interessati per arrivare aduna soluzione condivisa.
(4-19855)