Allegato B
Seduta n. 747 dell'8/2/2006


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INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interpellanza:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
sono estremamente precarie le condizioni delle carrozze ferroviarie utilizzate nella tratta Agrigento-Palermo;
tale materiale rotabile è vetusto, in precarie condizioni igieniche e spesso privo di riscaldamento, il che penalizza in particolare i pendolari che spesso utilizzano il treno nelle prime ore del mattino, quando la temperatura in inverno è molto bassa -:
quali urgenti iniziative si intendano adottare presso Ferrovie dello Stato al fine di eliminare tali inaccettabili disservizi e rendere i treni nella tratta citata in premessa, degni di un Paese moderno.
(2-01816)«Marinello».

Interrogazioni a risposta immediata in Commissione:
IX Commissione:

DUCA, META e TIDEI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la CGIL, Camera del Lavoro di Viterbo ha espresso recentemente la preoccupazione per la situazione in cui versa l'impresa SO.CO.FER srl (Società Costruzioni Ferroviaria di Gallese, Viterbo), che a causa di carenze di commesse di lavoro, sta per avviare le procedure per la Cassa Integrazione e per la riduzione di 15 lavoratori che perderebbero il proprio posto di lavoro e il sostentamento delle proprie famiglie;
la situazione si sarebbe aggravata anche a seguito della decisione della Direzione Manutenzione Approvvigionamenti e Logistica Negoziale di RFI di aggiudicare, a trattativa privata, la fornitura di 50 scambi intersezione 60 UNI/170/0,12 DP ad altre due imprese per un importo complessivo di euro 2.610.000,00;
l'ultima gara effettuata dall'azienda ferroviaria risale al 1999 e da allora le


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imprese italiane specializzate in tale settore, come la SO.CO.FER srl, hanno licenziato molti lavoratori;
considerato che RFI dovrebbe approvvigionarsi di ulteriori 150 scambi -:
se e per quale motivo non sia stata effettuata una nuova gara per la fornitura dei predetti 50 scambi e se come intenda procedere per la fornitura dei 150 previsti anche per consentire alle imprese italiane di rispondere alle esigenze dell'impresa ferroviaria italiana.
(5-05179)

ROSATO e PASETTO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la Regione Friuli-Venezia Giulia ha deciso in data 4 febbraio 2006 di revocare contributi per 2,6 milioni di euro a Trenitalia a causa del mancato rispetto da parte della società Ferroviaria dell'accordo sottoscritto con la regione nell'ottobre 2004 relativo al cofinanziamento del rinnovo del materiale rotabile per i servizi di trasporto pubblico regionale;
in particolare, il suddetto accordo prevede che la Regione Friuli-Venezia Giulia partecipi con un contributo di 15,5 milioni di euro all'acquisto da parte di Trenitalia di cinque treni a trazione diesel e di cinque treni a trazione elettrica (tutti del tipo «Minuetto») e di otto locomotive del tipo «E 464» da utilizzare sulle tratte regionali;
la revoca di parte dei contributi è stata decisa dalla Regione Friuli-Venezia Giulia a seguito di inadempienze contrattuali in relazione all'utilizzo di alcune delle locomotive cofinanziate lungo le tratte extraregionali senza che la Regione ne fosse informata;
il contratto fra Regione e Trenitalia prevede, infatti, che «il materiale rotabile cofinanziato debba essere impiegato esclusivamente nell'ambito della regione e lungo le tratte interregionali Trieste-Venezia e Udine-Venezia». Mentre, come hanno ammesso gli stessi dirigenti di Trenitalia, è accaduto che l'azienda ferroviaria abbia impiegato locomotive cofinanziate lungo la tratta Venezia-Bologna. Il contratto prevede, inoltre, che Trenitalia debba informare immediatamente la direzione Trasporti della Regione di ogni singolo cambiamento nel programma di utilizzo del materiale cosa che, come ha assicurato l'assessore regionale ai trasporti, non è avvenuta;
la Direzione centrale dei trasporti della Regione Friuli-Venezia Giulia ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica, e alla Procura regionale della Corte dei conti, segnalando l'eventualità che la società ferroviaria Trenitalia possa essere incorsa nella interruzione di pubblico servizio. Copia delle segnalazioni è stata inviata anche al Ministero dei trasporti che è il soggetto firmatario del contratto di servizio con la società;
l'esposto riguarda la soppressione di oltre 100 treni del servizio regionale nel periodo tra la metà di dicembre e la metà di gennaio -:
quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere nei confronti di Trenitalia per assicurare dalle direzioni regionali il rispetto dei contratti di servizi di trasporto regionali e per promuovere che gli enti territoriali abbiano maggiori possibilità e siano prontamente informati dalle direzioni regionali ogni qualvolta queste adottano provvedimenti extracontrattuali che incidono sul sistema dei trasporti locali e, in particolare, quanto ancora debba attendere la Regione Friuli-Venezia Giulia per la definizione del contratto di servizio, come previsto dalla normativa vigente.
(5-05180)

Interrogazioni a risposta scritta:

SAVO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
in data 22 luglio 2005 è stata data risposta all'interrogazione n. 4-14702, pubblicata sul Resoconto sommario del 25


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maggio 2005, in senso negativo rispetto a quanto da me prospettato con riferimento ai lavori di spostamento del Casello di Ceprano dell'Autostrada A1;
in particolare, nella precedente interrogazione, si faceva presente che questi lavori di spostamento essendo stati iniziati a distanza di molti anni rispetto alla loro progettazione iniziale, erano intervenuti in una situazione di fatto completamente mutata e tale da non rendere più idonea la localizzazione dell'opera che incideva sulla proprietà di 15 famiglie, mentre un semplice ulteriore spostamento a nord di 500 metri, avrebbe risolto il problema, in quanto avrebbe inciso su un territorio demaniale con conseguente diminuzione dei costi;
in particolare i lavori iniziavano oltre il termine massimo previsto dalla legge per l'esproprio, indicato dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 1 del 1978;
con sentenza n. 761 del Tribunale di Frosinone, in data 13 gennaio 2006, si dava pienamente ragione alle affermazioni contenute nell'ultima parte della citata interrogazione. Nel fare ciò il Tribunale ha ordinato il sequestro giudiziario del terreno su cui si sta realizzando il nuovo Casello di Ceprano -:
se non si ritenga assolutamente indispensabile ed urgente intervenire perchè siano sospesi i lavori e riconsiderata la traslazione del progetto lungo l'asse autostradale, ancora 500 metri più a nord su terreno di proprietà demaniale, con riduzione del danno all'erario da parte degli enti coinvolti e soddisfazione dei cittadini di Ceprano.
(4-19857)

PISCITELLO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il Presidente della regione Sicilia con propriodecreto n. 368 del 14 dicembre 2005 ha nominato il dottor Giovanni Cosentini Autorità i gestione per il Porto di Pozzallo (Ragusa);
tale decreto fa seguito alla legge regionale 3212000 recante «Disposizioni per l'attuazione del POR 2000-2006 e di riordino dei regimi di aiuto alle imprese» e segnatamente all'articolo 10 intitolato «Gestione dei porti», che testualmente recita: «Nelle more dell'approvazione di una legge organica sui porti in Sicilia e al fine di consentire l'utilizzazione dei fondi comunitari per il periodo 2000-2006 il Presidente della Regione, su delibera di Giunta, nomina per i porti di preminente interesse regionale un'autorità di gestione portuale con le attribuzioni previste dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84. Per i porti d'importanza minore il Presidente della Regione attribuisce le funzioni amministrative ad organi decentrati della Regione o dello Stato ovvero affida in concessione la realizzazione e/o la gestione delle opere e/o dei porti a privati o a società miste»;
il Porto di Pozzallo è classificato dalla Regione Sicilia di preminente interesse regionale;
in atto il predetto porto è gestito dalla Capitaneria di Porto Pozzallo e che le aree in esso ricadenti vengono assegnate all'Assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente per il tramite della suddetta Capitaneria;
la Giunta regionale di governo della Sicilia, in data 2 agosto 2005 e con Deliberazione n. 375, nell'istituire l'Autorità di gestione del Porto di Pozzallo definisce la stessa «pilota» e «con le competenze di cui all'articolo 6 della legge 28 gennaio 1984 n. 84»;
l'articolo 4 della legge n. 84 del 1994 recita testualmente: «I porti marittimi nazionali sono ripartiti nelle seguenti categorie e classi: a) categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; b) categoria II, classe I: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica internazionale; c) categoria II, classe II: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica nazionale; d) categoria II, classe III: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica regionale e


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interregionale. I porti sede di autorità portuale appartengono comunque ad una delle prime due classi della categoria II», escludendo esplicitamente i porti regionali come sedi di autorità portuali e di conseguenza da quelli disciplinati proprio dalla legge n. 84 del 1994;
la Giunta regionale di governo della Sicilia, nella sopradetta Deliberazione n. 375, riferendosi all'istituenda Autorità di gestione precisa che «tale Autorità, anche al fine di evitare soluzioni nell'azione amministrativa si raccorderà con la Capitaneria di Porto territorialmente competente»;
l'articolo 3 della legge n. 84 del 1994 recita testualmente: «L'Ispettorato generale delle Capitanerie di porto è costituito in comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, senza aumento di organico né di spese complessive, dipende dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nei limiti di quanto dispone l'articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 31 marzo 1947, n. 396 (6), e svolge le attribuzioni di cui al regio decreto 19 febbraio 1940, n. 194 (7), e successive modificazioni ed integrazioni; esercita altresì le competenze in materia di sicurezza della navigazione attribuite al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Ministero dell'Ambiente si avvale delle capitanerie di porto», sancendo che il suddetto è un Corpo dello stato e come tale non può «raccordarsi» con altri soggetti o autorità diversi da quelli statali se non secondo l'interrogante in presenza di esplicite deroghe;
nessun provvedimento prevede e disciplina la fase transitoria intercorrente fra la preesistente gestione del Porto di Pozzallo e la nuova, né stabilisce norme relative ai rapporti fra i soggetti istituzionali interessati al porto stesso; l'Autorità di gestione esclude gli enti locali da qualsiasi forma di partecipazione alla vita del porto;
alla Provincia regionale di Ragusa si era costituito un tavolo cui prendevano parte tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati al Porto di Pozzallo che aveva esaminato diverse soluzioni per garantire una gestione del porto condivisa e partecipata da parte del territorio;
l'Amministrazione comunale di Pozzallo ha svolto una notevole, ed impegnativa attività nel campo della programmazione, del completamento e della promozione del corpo messa in sicurezza del porto, talvolta, come per il Piano regolatore portuale e per la messa in sicurezza della struttura, su delega della Regione;
l'Amministrazione comunale di Pozzallo ritiene illegittima la costituzione dell'Autorità di gestione, promuovendo conseguentemente atti impugnativi della stessa nelle sedi competenti;
nel 2000 venne istituito, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, un tavolo tecnico per il rilancio del Porto di Pozzallo cui partecipavano tutti i soggetti istituzionali interessati al porto stesso e il predetto tavolo tecnico nel maggio 2001 concluse i suoi lavori con l'approvazione di un Protocollo di Intesa, non sottoscritto dalla Regione Sicilia che pure aveva partecipato ai lavori preparatori dell'intesa stessa, nel quale si mettevano a punto strumenti utili per una gestione condivisa e competitiva del porto medesimo;
il Porto di Pozzallo è stato realizzato dall'ex Cassa per il Mezzogiorno tramite il FIO e successivamente ceduto alla Regione Sicilia;
sono ancora in itinere opere di completamento della struttura portuale che utilizzano fondi dello Stato, cosìcome previsto da nota autorizzativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 24 novembre 2005 al Consorzio per l'area di sviluppo «industriale di Ragusa, delegato dal suddetto Ministero alla costruzione e al completamento della struttura stessa;
la scelta di istituire un'Autorità di gestione facente capo ad un solo porto, sia pure esso di importanza strategica notevole quale è il Porto di Pozzallo, contrasta secondo l'interrogante con le recenti e


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consolidate politiche di creazione dei sistemi portuali che cercano di porre sotto un'unica guida più porti in modo da garantire maggiore competitività ad essi rispetto alla concorrenza internazionale;
pur riconoscendo l'autonomia legislativa della Regione Sicilia, quali provvedimenti intenda adottare per dirimere il conflitto con lo Stato aperto dalla serie di provvedimenti della Regione Sicilia sull'argomento visto che la legge n. 84 del 1994, cui il richiamato Decreto del Presidente della Regione Sicilia rinvia per il conferimento delle attribuzioni all'Autorità di gestione, non si applica nella gestione dei porti regionali -:
come intenda tutelare il prestigio e il ruolo della Capitaneria di Porto di Pozzallo, da tempo in prima fila nell'affrontare l'emergenza dovuta ai continui sbarchi di immigrati clandestini nella zona, dal momento che, essendo posto alle dipendenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dunque dello Stato, il Corpo delle Capitanerie di Porto non può svolgere compiti sotto altre autorità, come previsto invece unilateralmente dalla Deliberazione della Giunta regionale di governo della Sicilia con cui si istituisce l'Autorità di gestione «pilota» per il Porto di Pozzallo;
come intenda intervenire per tutelare le prerogative dello Stato che continua a concedere risorse proprie per la costruzione e il potenziamento del Porto di Pozzallo, di sicura importanza strategica per il traffico merci e passeggeri al centro del Mediterraneo e che, proprio per le attività di completamento in corso, non è da considerarsi nella piena ed esclusiva disponibilità della Regione;
se non ritenga di riavviare un confronto con la Regione siciliana sulla gestione del porto di Pozzallo e sulle questioni attinenti alla portualità siciliana in genere.
(4-19879)

TABORELLI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la Navigazione Laghi della Provincia di Como ha deciso di ottemperare alle direttive dettate dalla nuova Legge Finanziaria 2006, che conferma un taglio del 30e sulle sovvenzioni statali destinate a questo servizio;
la decisione che causerà la cancellazione di diverse corse di battelli e aliscafi, a partire dai primi giorni di febbraio, con conseguenze controproducenti per il nostro territorio essendo il mezzo utilizzato esclusivamente per il trasporto turistico, ma soprattutto per il trasporto pubblico;
la perdita di efficienza nei collegamenti causerà inevitabili problemi agli utenti e all'immagine turistica del Lago di Como;
la scelta aggrava ancor di più la situazione viabilistica dei Comuni del Lago, aumentando maggiormente il carico di mezzi, che si troveranno a transitare in particolare sulla Statale Regina, unica via di comunicazione con il capoluogo di provincia;
la stampa locale ha riportato la notizia evidenziando il malcontento causato espresso sia dai residenti dei comuni lacuali sia dagli operatori turistici -:
se il Ministro interrogato non ritenga di dover intervenire per evitare che i tagli sulle sovvenzioni, aggravino maggiormente la situazione, già precaria, del trasporto pubblico locale oltrechè creare possibili future ricadute sull'occupazione.
(4-19883)

FILIPPO MARIA DRAGO e GIUSEPPE GIANNI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
la Sac SpA, società gestore dell'aeroporto di Catania, attraversa una fase confusa;
le vengono contestate da alcuni enti soci e da alcune categorie, sul piano della


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legittimità, le ultime recenti nomine: sia sotto il profilo legale che sotto il profilo politico;
il perdurare di questa situazione produce un danno all'efficienza della gestione dell'aeroporto di Catania e alle sue prospettive di sviluppo;
secondo l'interrogante, l'ingresso nel capitale sociale della Sac del Comune e della Provincia di Catania, oggetto di una recente e contestata delibera della Sac in questa fase, prima del deposito della stima relativa al valore dell'azienda aeroportuale, è intempestiva e idonea a generare ulteriore confusione sull'assetto proprietario dell'aeroporto di Catania;
a giudizio dell'interrogante, in considerazione della limitata capacità finanziaria e patrimoniale dell'Asac e degli enti soci dell'Asac, che non è noto se siano in grado di affrontare gli impegni finanziari del piano quarantennale di sviluppo dell'aeroporto, previsti in oltre seicento milioni di euro, dovrebbe essere valutata con tutte le garanzie di legge la privatizzazione dello scalo catanese prima di ogni altro passaggio -:
se da parte dell'Enac non debbano avviarsi procedure ispettive per accertare se di recente siano state effettuate nuove operazioni nella Sac e nella Sac Service, che risultino in contrasto con le attuali esigenze gestionali delle aziende e con l'equilibrio dei bilanci delle società;
se il collegio sindacale della Sac, composto anche da soggetti di espressione ministeriale, abbia esercitato tutti i controlli sulla legittimata degli atti relativi alle vicende connesse sulla consistenza patrimoniale della società,alla luce del recente aumento di capitale sociale effettuato con fondi già esistenti nelle casse della Sac, e degli altri impegni finanziari (piano quarantennale e decreto sui requisiti di sistema) della società stessa; a chi, infine, sarà affidata la valutazione del patrimonio della suddetta azienda.
(4-19885)