Allegato B
Seduta n. 747 dell'8/2/2006


Pag. 23631


...

INTERNO

Interrogazione a risposta orale:

VOLONTÈ. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
secondo agenzie di stampa, confermate da articoli apparsi sui maggiori quotidiani nazionali e locali, sarebbero stati sequestrati i passaporti di cinque consiglieri regionali della Calabria coinvolti in alcune inchieste giudiziarie insieme ad altri sei consiglieri regionali;
la notizia, se confermata, risulterebbe particolarmente grave ed inquietante anche per un sereno svolgimento della vita democratica ed istituzionale di una regione, la Calabria, che sta vivendo un momento molto difficile sul piano dell'ordine pubblico e della sicurezza ad oltre tre mesi dall'omicidio del vicepresidente della Regione, Francesco Fortugno -:
se i fatti esposti corrispondano al vero e, in caso affermativo, se non ritenga che vi siano gli elementi e gli estremi per promuovere lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale della Calabria.
(3-05350)

Interrogazioni a risposta scritta:

LUCIDI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
con circolare n. 559/C22103.12015 del 2 luglio 1996 l'Amministrazione dell'Interno emanava delle disposizioni per disciplinare il regime delle licenze ex articolo 115 TULPS rilasciate alle agenzie di recupero crediti. La Circolare scaturiva dall'esigenza di uniformare, da un lato, i criteri per il rilascio di autorizzazioni di competenza dell'Autorità locale, e dall'altro lato, la disciplina di un settore in rapida espansione suscettibile di un forte impatto sulla dimensione privata delle persone;


Pag. 23632


le prescrizioni della Circolare del 1996, la più rilevante limita l'ambito territoriale dell'operatività delle singole agenzie alla provincia ove veniva rilasciata la licenza, hanno dato luogo a numerosi problemi applicativi e ad un vasto contenzioso, non escluso quello sollevato dalla Commissione europea, oggi arrivato in Corte di Giustizia;
l'obbligo di disporre di una licenza, per di più di validità circoscritta al territorio della sola provincia considerata restringe, secondo la Commissione europea, sensibilmente l'esercizio dell'attività di recupero crediti;
a detta della Commissione, infatti, i requisiti territoriali dell'attività in parola sono contrari agli articoli 43 e 49 del trattato CE. Risulta, infatti, da una giurisprudenza consolidata che, quando dette misure si applicano a persone o imprese che esercitano un'attività nel territorio dello Stato membro ospitante, esse sono giustificabili qualora rispondano a motivi imperativi d'interesse pubblico, purché siano idonee a garantire il conseguimento dello scopo perseguito e non vadano oltre quanto necessario per il raggiungimento di questo (confronta, in questo senso, sentenza Commissione contro Italia del 15 gennaio 2002 causa C. 433/99 p. 23);
secondo la Commissione inoltre, i principi di necessità e di proporzionalità nel caso di specie non sono soddisfatti dalla normativa italiana, così come peraltro interpretata dalle autorità nazionali competenti;
non solo, l'eccezione di ordine pubblico (il cui concetto può essere richiamato solo in caso di minaccia effettiva e grave ad uno degli interessi fondamentali della collettività) così come ogni altra deroga ad un principio fondamentale del trattato, deve essere interpretata in modo restrittivo (confronta sentenza Calfa del 19 gennaio 1999 causa C. 348/99 pp. 21 e 23) e pertanto non applicabile a questo specifico settore;
negli anni l'attività di recupero crediti in Europa, ed in Italia in particolare, è stata sempre di più appannaggio di imprese fondate o gestite con criteri di spiccata imprenditorialità per rispondere ad una domanda del servizio proveniente da grandi imprese nazionali di servizi e dei più importanti gruppi bancari. Sempre secondo la Commissione, la serie di vincoli imposti dalla circolare di cui si chiede la riforma (tra i quali primo è il limite di esercizio nei locali e nella provincia dove viene rilasciata la licenza) sono eccessivi e potrebbero essere sostituiti da misure di controllo da parte delle autorità nazionali;
da ultimo, nel disegno di legge del Governo, afferente la sicurezza sussidiaria, e l'attività di recupero in particolare, si trattava del tema, ma la limitazione territoriale alla Provincia non compariva. Compariva invece la nuova figura del progetto dell'attività, inteso come indicazione, riservata al richiedente, dell'ambito territoriale nel quale è previsto lo svolgimento dell'attività soggetta ad autorizzazione. Indicazione che poteva essere mutata in più o in meno, sempre a iniziativa del richiedente. In tal modo, l'estensione dell'ambito territoriale di operatività della licenza, pur essendo lasciata alla scelta del privato, rimaneva comunque sempre conosciuta dall'Autorità di P.S. -:
quali siano le valutazioni del Ministro interrogato in ordine alla pendente procedura di infrazione e quali iniziative intenda adottare per prevenire una sentenza che riconosca l'illegittimità delle disposizioni del TULPS in materia di recupero crediti;
se il Ministro interrogato non ritenga dare indicazioni alle Questure perché, nel rilasciare le nuove licenze, e nel dettare condizioni integrative a quelle in essere (in tal caso, d'ufficio o su richiesta egli interessati), richiedano semplicemente l'indicazione dell'ambito di operatività prevalente dell'agenzia, con la prescrizione che qualsiasi successiva modificazione dell'ambito territoriale (che non sia occasionale, episodica e limitata nel numero di interventi) debba essere depositata e soggetta ad una specifica integrazione della licenza;


Pag. 23633


se conseguentemente, sempre per assolvere all'esigenza del controllo in ordine alla correttezza dello svolgimento dell'attività e del rispetto della dignità e dei diritti di personalità dei cittadini, non ritenga che sia prescritta alle imprese di recupero crediti l'indicazione, anche mediante semplice comunicazione, delle Province nelle quali operano i singoli collaboratori o dipendenti di ciascuna agenzia di recupero crediti.
(4-19861)

SGOBIO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il Comune di Casandrino (Napoli) - 13.500 abitanti - tempo fa è balzato alla cronaca nazionali perché il proprio Consiglio Comunale è stato sciolto diverse volte a causa di infiltrazioni e condizionamenti di natura camorristica;
negli anni '90, il Comune è stato retto più volte da Commissioni Straordinarie nominate in seguito ai relativi scioglimenti, con decreti del Presidente della Repubblica;
il Consiglio Comunale di Casandrino, è stato oggetto dei provvedimento di scioglimento, adottato con decreto del Presidente della Repubblica del 2 agosto 1991, ai sensi dei decreto-legge del 31 maggio 1991, n. 164, convertito dalla legge 22 luglio 1991, n. 221;
in seguito al primo commissariamento, le elezioni amministrative successive, svolte in un clima molto teso e caratterizzato da denunce di scorrettezze e di intimidazioni presentate alle forze dell'ordine locali, hanno riportato alla guida della città soggetti che erano amministratori o consiglieri all'epoca dello scioglimento per infiltrazione mafiosa;
l'organo elettivo del Comune di Casandrino, dopo un periodo di gestione commissariale, conseguente al provvedimento di scioglimento, adottato con decreto del Presidente della Repubblica del 19 dicembre 1996, ai sensi dell'articolo 39 della legge 8 giugno 1990, n. 142, è stato rinnovato nelle consultazioni amministrative del 27 aprile 1997, ma anche in questo caso, è seguito un nuovo decreto di scioglimento, adottato con il decreto del Presidente della Repubblica del febbraio 1998;
anche in riferimento all'attuale composizione del Consiglio Comunale, si è registrato il ritorno alla guida amministrativa del paese di Casandrino, di personaggi già coinvolti nei precedenti provvedimenti di commissariamento, ed, in particolare, si evidenzia che il Sindaco Antimo Silvestre, è stato membro del Consiglio Comunale sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1991, in qualità di allora consigliere comunale;
l'assessore esterno Tammaro Migliaccio è stato membro dei Consiglio Comunale sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1991, con delega di vice Sindaco dell'allora Sindaco Alfredo Di Lorenzo; lo stesso era membro anche del Consiglio Comunale sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1998, ricoprendo in quell'anno l'incarico di consigliere comunale;
l'assessore Salvatore Picardi, con delega all'ecologia ed ambiente, nel Consiglio Comunale sciolto nel 1991;
l'attuale vice Sindaco con delega al personale e cimitero, William Di Lorenzo, fratello del più noto Alfredo (sindaco del Consiglio Comunale sciolto nel 1991 per infiltrazioni mafiose, arrestato nell'ambito dell'operazione denominata «Terra bruciata» e condannato a 3 anni di reclusione ed alla interdizione perpetua dai pubblici uffici) è stato ch'egli membro del consiglio comunale sciolto nel 1998;
gli assessori Michele Tauletta e Pasquale Pezzella, unitamente al consigliere Antonio Marrazzo e all'attuale Presidente del consiglio comunale, Vincenzo Marrazzo, sono stati membri del consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1998;
in questi anni, si sono succeduti altri commissariamenti del Comune, a causa di alcuni scioglimenti consiliari per motivi politici, determinando una pesantissima


Pag. 23634

instabilità amministrativa che è causa oggi di una esposizione del paese sul piano della sicurezza pubblica e della legalità in generale;
numerosi in questi ultimi mesi, sono stati gli episodi di criminalità e di diffusione dell'illegalità, verificati nel territorio del Comune di Casandrino;
in particolare, sono stati registrati incidenti presso una farmacia, con decine di colpi d'arma da fuoco esplosi contro le serrande;
altre intimidazioni con spari, sono state effettuate ad un supermercato;
alcuni mesi fa, si è verificato il sequestro e il successivo incendio dell'automezzo di una ditta che si occupa di raccolta e trasporto a discarica dei rifiuti, mentre nei giorni scorsi è arrivato un ulteriore «avvertimento» alla ditta stessa, con il sequestro di un ulteriore automezzo;
così come denunciato dal Gruppo Consiliare «Uniti per Casandrino», anche all'interno dell'amministrazione comunale, si è recentemente registrato un caso di operato illegittimo della Giunta comunale unitamente al responsabile dell'Area Tecnica Geom. Michele Marrazzo;
nel caso in questione, in riferimento ad una delibera della Giunta Comunale (n. 62 del 19 maggio 2005) avente ad oggetto: «Lavori di completamento pubblica illuminazione ultimo tratto via P. Borsellino-direttiva per conferimento incarico professionale», seguita da una determina del dirigente dell'Area Tecnica (UTC n. 148 del 29 luglio 2005 e n. 376 del 4 agosto 2005) nella quale veniva conferito l'incarico all'ingegnere Giovanni Genovese, per la suddetta progettazione, si rileva che dall'elenco dei professionisti, risulta che l'ingegnere Genovese ha presentato domanda di ammissione all'elenco fuori termine (15 luglio 2005 con prot. n. 7809) ed inserendo una tipologia di lavoro diversa da quella prevista dalla delibera;
con delibera di giunta comunale n. 191 del 14 dicembre 2005 si è approvata una transazione con il dott. Domenico Marrazzo e Germani in relazione ad una fattispecie di occupazione di suolo demaniale, transazione che a parere l'interrogante provoca dei danni erariali consistenti all'ente;
dai fatti sopra citati, risulta evidente la violazione da parte dell'Amministrazione Comunale delle norme e delle leggi sul buon funzionamento della macchina comunale per favorire un amico del Presidente del consiglio comunale, ed in particolare, della legge n. 109 del 1994 articolo 17 comma 4 -:
se, alla luce dei fatti esposti, non ritenga opportuno avviare con urgenza, le procedure per inviare, una Commissione di accesso agli atti amministrativi nel Comune di Casandrino, al fine di valutare la necessità di procedere allo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa.
(4-19862)

NUVOLI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nelle ultime settimane a Olbia si sono verificate ben cinque rapine al ritmo di una settimana;
recentemente numerosissimi atti intimidatori sono stati commessi nella stessa città gallurese;
il pericolo di una crescita dei fenomeni malavitosi è avvertito con grande preoccupazione dai cittadini;
neanche un euro è stato stanziato dal governo per realizzare la questura e la prefettura nonostante Olbia sia diventata nuova provincia;
le forze dell'ordine fanno in pieno il loro dovere, ma i loro organici sono carenti e quindi è gravissimo che anche nell'ultima legge finanziaria ci siano stati pesanti tagli;
la politica del governo anche in materia dell'ordine pubblicoele dichiarazioni


Pag. 23635

del Ministro dell'interno Pisanu, appaiono, a giudizio dell'interrogante, inadeguate e anche beffarde rispetto ai dati reali sulla criminalità in Italia, in Sardegna e a Olbia sempre più preoccupanti -:
se non ritenga utile e urgente, come appare all'interrogante, assumere le opportune iniziative per rinforzare gli organici delle Forze dell'ordine e istituire a Olbia la Questura e la Prefettura.
(4-19864)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il comune di Palermo dopo anni di continue e pressanti sollecitazioni ha concesso alla Missione di Speranza e Carità la disponibilità di alcuni locali dell'ex Opera Pia S. Caterina ubicati in via Garibaldi con l'obbligo di intervenire con lavori di consolidamento rendendoli fruibili prima della utilizzazione;
la Missione accoglie donne singole o con i loro bambini ed in atto più di cento ospiti vivono all'interno della Missione e quotidianamente molte donne in difficoltà, quasi tutte extracomunitarie, si rivolgono ad essa per essere accolte ed aiutate;
i locali utilizzati sono diventati insufficienti a garantire idonei spazi ed un vivere in maniera dignitosa anche per la continua e pressante richiesta di ospitalità;
nel 2004 la Missione ha formalizzato l'ennesima richiesta al comune di Palermo per la totale disponibilità dell'immobile dichiarandosi disponibile ad affrontare tutti i lavori atti a rendere agibile e fruibile nella sua interezza la struttura anche in considerazione che secondo quanto dichiarato nella cessione della struttura dalla regione al comune i locali non ceduti alla Missione dovevano essere ristrutturati e consolidati come locali di accoglienza per gli studenti partecipanti alle Universiadi del 1997;
l'edificio non è stato consolidato e mai utilizzato per le Universiadi da parte dell'Assessorato al Centro Storico e si prevedono tempi lunghi per la progettazione, le varie approvazioni, la gara e l'inizio dei lavori e non è dato sapere se a conclusione dell'iter i locali saranno mantenuti nella piena disponibilità della missione -:
come sarà affrontata la problematica che riveste carattere di ordine e sicurezza pubblica, e richiede una decisione e una risoluzione immediata del problema anche per la mancanza di altre strutture a gestione pubblica.
(4-19869)

DALLE FRATTE, ZUIN e NICOTRA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
le modifiche apportate al Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'Immigrazione hanno introdotto alcune rilevanti novità anche nel settore sportivo;
precedentemente l'ingresso di sportivi extracomunitari in Italia era libero equindi il numero di atleti extracomunitari che entravano nel Paese era certamente rilevante;
attualmente il limite massimo annuo di ingresso degli sportivi stranieri viene determinato con decreto del Ministro dei Beni e le Attività culturali su proposta del Comitato Olimpico nazionale;
dopo avere regolamentato il problema dell'ingresso incontrollato di atleti che, dopo ere ottenuto il permesso di soggiorno, potevano dedicarsi ad attività lavorative diverse dallo sport, la norma ha mantenuto solo per i lavoratori dello spettacolo e quindi anche per gli atleti il divieto di cambiare attività e qualifica;
tale divieto impedisce ad una atleta di svolgere altra attività lavorativa diversa da quella sportiva, salvo che non chieda un diverso visto di ingresso o permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo;
tale divieto, secondo gli interroganti, risulta ingiustificato e vessatorio per gli atleti, tenendo conto che la retribuzione


Pag. 23636

percepita come atleta dilettante risulta spesso modesta, e quindi lo stesso è costretto a non svolgere altra attività lavorativa regolare -:
se non ritengano di adottare le opportune iniziative normative affinché sia consentito agli atleti dilettanti autorizzati ad entrare in Italia per svolgere attività sportiva di svolgere anche attività di lavoro subordinato o autonomo previo rilascio delle necessarie certificazioni e nei limiti e nel tempo per i quali si svolge l'attività sportiva dilettantistica.
(4-19878)

SERENA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante che da anni a Verona diversi esponenti e militanti in partiti e movimenti di destra sono stati inquisiti per reati di opinione;
sempre a Verona magistratura e polizia sembrano invece incontrare non poche difficoltà nell'individuare ed assicurare alla giustizia gli autori di aggressioni, esplosioni, danneggiamenti, reati a mezzo stampa e occupazioni abusive di edifici, ad esempio quello gestito dal Centro sociale «La chimica», sito in Piazza Zagata. Si segnalano, in particolare, alcuni episodi di violenza rimasti impuniti:
27 marzo 2003: vetrina sfondata al «Black Brain» di proprietà di Francesco G. Mancini. L'episodio è firmato dalla contemporanea affissione in loco di un manifesto con l'annuncio di un convegno svoltosi ai Centro sociale «La Chimica»;
30 aprile 2003: danneggiamento del negozio «Camelot» in via IV novembre, di proprietà di Alessandro Castorina, segretario provinciale del M.S. Fiamma tricolore ed ennesimo sfondamento delle vetrine del «Black Brain»;
19 luglio 2005: un aderente del M.S. Fiamma Tricolore di Verona, Francesco G. Mancini, viene aggredito da una ventina di autonomi alcuni dei quali con il volto coperto da fazzoletti e, pare, armati di coltelli, mentre sta accompagnando il padre ferito in un incidente al Pronto soccorso dell'Ospedale di Borgo Trento;
23 luglio 2005: durante una manifestazione del CSOA «La Chimica» un centinaio di giovani incappucciati provocano danni (vetrine in frantumi) in P.zza Corrubio ed in via Roma fanno esplodere una bomba carta contro il negozio «Territorio», colpevole di esporre abbigliamento della squadra di calcio Hellas Verona;
12 settembre 2005: una bomba ad alto potenziale esplode al «Camelot», il negozio di Castorina, sventrando la vetrata centrale e provocando danni per 50.000 euro;
23 ottobre 2005: nel corso di una aggressione ad un militante di Fiamma Tricolore che si sta recando al «Black Brain», viene aggredito ed accoltellato il segretario prov. dello stesso partito Alessandro Castorina che era intervenuto in suo soccorso. Nell'occasione, la polizia arresterà tale Giorgio Brighenti, esponente del Centro Sociale «La Chimica», in casa di un altro frequentatore del centro;
4 febbraio 2006: esplosione di un grosso petardo (o bomba carta) posto all'ingresso dell'attività commerciale di proprietà di Francesco, G. Mancini, in Corso Milano -:
se non ritenga di adottare iniziative per evitare ulteriori episodi criminosi e se non ritenga di procedere ad un'ispezione presso gli uffici giudiziari competenti.
(4-19884)