Allegato B
Seduta n. 747 dell'8/2/2006


Pag. 23624


GIUSTIZIA

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia - per sapere, premesso che:
con la finanziaria 2006 gli stanziamenti destinati ai capitoli informatici del Ministero della Giustizia sono stati ridotti drasticamente, rispetto all'esercizio 2005; in termini percentuali i tagli effettuati ammontano a circa il 42 per cento;
non esiste un documento di programmazione che dia conto delle ragioni che hanno portato a questi tagli. In particolare le direttive impartite dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (circolare 13/2005) individuavano, per i consumi intermedi (nei quali rientrano gli stanziamenti per l'informatica giudiziaria) una riduzione del 3 per cento rispetto alle corrispondenti previsioni iniziali 2005 e il solo capitolo di spesa (1501), destinato alla gestione dell'informatica del Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, è stato ridotto per oltre 37 milioni di euro;
i 44.285.199 euro stanziati per il 2006 sono già tutti esauriti e, circostanza aggravante, esistono debiti nei confronti delle società che hanno prestato assistenza informatica negli anni trascorsi pari a circa 27 milioni di euro, con più che probabili ricadute negative sulle sorti delle società di assistenza informatica e sulla stabilità dei posti di lavoro degli oltre 1.000 tecnici da queste impiegate, tanto che, con un documento comune, queste hanno dichiarato che è impossibile proseguire le attività oltre il 28 febbraio 2006;
è del tutto evidente che l'attuale situazione non è più sostenibile; infatti, non è possibile garantire il servizio di assistenza tecnica, nemmeno per i soli interventi urgenti e il parco elaboratori è costituito, per oltre il 90 per cento, da macchine obsolete e fuori garanzia mentre le stampanti risultano addirittura più vecchie degli elaboratori;
tale drammatica situazione stride vistosamente con quanto dichiarato dal Ministro indicato in epigrafe in occasione della relazione al Parlamento sull'amministrazione della giustizia, il 18 gennaio 2006 alla Camera dei Deputati, nel corso della quale vantava la più ampia efficienza del sistema informatico, nonché di aver fornito tutti magistrati di computer e di aver «ideato e realizzato, anche con la collaborazione del Consiglio Superiore della Magistratura, un potente strumento per la valutazione dell'efficienza degli uffici giudiziari, denominato "Cruscotto"» -:
quale valutazione dia della situazione sopra delineata, e in più sedi denunciata, e quali urgenti provvedimenti intenda adottare, principalmente di natura finanziaria, al fine di scongiurare il blocco dei sistemi informatici e la conseguente paralisi di ogni attività degli uffici giudiziari, anche considerando i più che probabili effetti inflattivi dei recenti interventi legislativi in materia di prescrizione dei reati e di recidiva e in materia di stupefacenti.
(2-01818)
«Violante, Agostini, Innocenti, Montecchi, Calzolaio, Raffaella Mariani, Nicola Rossi, Ruzzante, Finocchiaro, Bonito, Carboni, Grillini, Kessler, Lucidi, Magnolfi, Mussi, Siniscalchi».

Interrogazioni a risposta scritta:

BUEMI. - A1 Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
per la copertura della pianta organica per ufficiali giudiziari C1 e cancellieri C1 fu indetto un concorso con decreto ministeriale l'8 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 13 dicembre 2002;


Pag. 23625


le graduatorie del concorso, dal quale risultarono 443 vincitori e 750 idonei, furono approvate nel novembre 2004;
in varie fasi, dal luglio 2004 al 3 agosto 2005 il Consiglio dei ministri ha autorizzato l'assunzione di 598 ufficiali giudiziari C1, tra vincitori ed idonei al concorso;
all'articolo 1, comma 97 della legge finanziaria 2005 si prevedeva che «è prioritariamente considerata l'immissione in servizio: ... c) per la copertura delle vacanze organiche nei ruoli degli ufficiali giudiziari C1 e nei ruoli di cancellieri C1 dell'amministrazione giudiziaria, dei vincitori e degli idonei al concorso pubblico per la copertura di 443 posti di ufficiale giudiziario C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 98 del 13 dicembre 2002...»;
in data 27 luglio 2005, il Governo nella persona del sottosegretario onorevole Learco Saporito, nell'accettare l'ordine del giorno n. 9/6016/11, assumeva l'impegno a reperire le risorse necessarie ad assumere i vincitori e gli idonei del concorso in oggetto;
tra il 2004 e il 2005, vi sono state circa sessanta interrogazioni che hanno sollecitato, vista la necessità di coprire la pianta organica in un settore vitale della giustizia, le assunzioni dei vincitori e degli idonei al concorso di cui sopra;
in data 15 dicembre 2005, il Governo accettava come raccomandazione, l'ordine del giorno n. 9/6177/157, presentato dall'interrogante, affinché si risolvesse questa vicenda con il completamento delle assunzioni previste;
alla data odierna, visto che nel frattempo vi sono state 33 rinunce, restano da assumere 555 idonei;
non va dimenticato, inoltre, che in base all'articolo 17 della legge 13 luglio 2005, n. 155 (misure urgenti contro il terrorismo) è stata sottratta al PM e al giudice la possibilità di far notificare gli atti urgenti tramite polizia giudiziaria (salvo nel caso di indagine che la stessa è delegata a compiere) ed ha affidato i compiti di notifica esclusivamente agli ufficiali giudiziari;
tale situazione necessita, di conseguenza, una tempestiva riorganizzazione degli uffici unici notifiche esecuzioni e protesti;
attualmente, nell'ambito delle piante organiche previste dal concorso in oggetto, vi è una disponibilità di 431 posti, senza tenere conto dei pensionamenti del 2005 e di quelli previsti nel prossimo periodo, né dei 759 posti vacanti come ufficiali giudiziari C2 -:
per quale motivo, stante la situazione di estrema gravità in cui versano gli uffici giudiziari e visti gli impegni più volte presi da vari esponenti del Governo, non si è operato in conformità a quanto previsto dall'articolo 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e se non si intenda, prima della fine dell'attuale legislatura, porre rimedio a questa grave mancanza.
(4-19856)

MAROTTA, PALMA, LUSSANA, COLA e EMERENZIO BARBIERI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
apprendiamo dagli organi di stampa che nel processo «Talpe della Procura di Palermo», celebrando innanzi al Tribunale di Palermo, nelle udienze del 16 e 17 gennaio, per l'occasione a Firenze, si sia dato corso ad una prassi giudiziaria, secondo gli interroganti singolare ed in contrasto con le regole fondamentali del processo, che avrebbe consentito al Pubblico Ministero di rivolgere al collaboratore di giustizia, Francesco Campanella, specifiche domande sul conto di alcuni parlamentari (On. Romano ed altri), senza che peraltro la questione affrontata riguardasse il tema per cui è processo e nella considerazione che né l'On. Romano, né altri parlamentari hanno veste in quel processo ed alcuna possibilità di contraddittorio. Quanto detto, al di là della utilizzabilità delle


Pag. 23626

dichiarazioni rese in pregiudizio dei deputati, non imputati, pone un grave problema per i riflessi che prassi siffatte, secondo gli interroganti gravemente scorrette, hanno sul piano mediatico in danno di soggetti estranei al processo;
secondo gli interroganti sarebbe ancor più grave scoprire che attraverso l'incontrollato sistema degli omissis o del mancato deposito di alcuni atti, di fatto risultassero occultate anche fonti di prove a favore degli imputati;
tale prassi, secondo gli interroganti, realizza una vera e propria distorsione del processo, nel senso che l'unico vero dominus rimane il pubblico ministero che, purtroppo, non di rado esercita quella che di fatto appare una discrezionalità insindacabile, in violazione del precetto - sancito dal codice di rito e dall'ordinamento giudiziario - secondo il quale il pubblico ministero è tenuto a svolgere attività anche a favore dell'imputato, suscitando così il naturale sospetto che, con tale modo di procedere, si intenda precludere al giudicante e alla parte di apprezzare notizie decisive sotto il profilo della discolpa dell'imputato -:
se, accertata la veridicità di quanto esposto in premessa, non ritenga di attivarsi, sia sotto il profilo della valutazione dei presupposti di un'eventuale azione disciplinare a carico dei magistrati procedenti, sia sul piano di iniziative normative volte ad eliminare prassi che di fatto si traducono in una violazione del principio della parità delle parti e del contraddittorio.
(4-19880)