Allegato B
Seduta n. 747 dell'8/2/2006


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DIFESA

Interrogazioni a risposta scritta:

NUVOLI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
l'arsenale navale militare di La Maddalena (Sardegna) è stato in larghissima misura dismesso con gravissime conseguenze sul piano dell'occupazione;
coloro che ancora vi sono occupati versano in una preoccupante incertezza economica e giuridica;
l'agenzia delle imprese, attivata dal Ministero della Difesa, dovrebbe aver ricevuto ormai da tempo dei progetti di riconversione dell'arsenale -:
quale sia il contenuto di tali progetti al fine di capire se veramente, in tempi rapidi, come ritiene l'interrogante, si possano dare risposte rassicuranti ai lavoratori dell'arsenale e all'intera città di La Maddalena.
(4-19863)

BULGARELLI e ZANELLA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa - vedi Il Giornale di


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Vicenza in data 21 dicembre 2005 - il settore civile dell'aeroporto «Dal Molin» di Vicenza sarebbe in procinto di passare sotto il controllo delle forze armate statunitensi, che intenderebbero concentrare a Vicenza nuovi contingenti in arrivo da altre zone d'Italia e di Europa; a fronte della corresponsione della cifra di 80 milioni di euro - la metà dei quali andrebbe al comune di Vicenza - gli Usa prenderebbero in gestione per un numero imprecisato di anni buona parte dell'area civile dell'aeroporto, all'interno della quale dovrebbero essere costruiti alloggi per 2000 militari o, in alternativa, un magazzino per lo stoccaggio di materiali; la somma destinata al Comune di Vicenza dovrebbe essere utilizzata per opere di viabilità, in particolare per il prolungamento di via Moro, in modo da collegare funzionalmente il «Dal Molin» alla caserma Ederle;
inoltre, sarebbe in progetto l'inversione delle due aeree - una civile, l'altra militare - dell'aeroporto, in modo da agevolare il piano di ricongiunzione funzionale tra l'area del «Dal Molin» sotto il controllo americano e la caserma Ederle;
si evince dunque che il territorio sarebbe profondamente sconvolto da tale progetto, con conseguente collasso delle viabilità sia per tutto il tempo dei lavori che successivamente, per l'intenso traffico militare che verosimilmente dovrebbe riversarsi nell'area;
non è chiaro, inoltre, che tipo di materiali andrebbero stoccati se prevalesse il progetto di costruzione di magazzini nell'ex area civile dell'aeroporto -:
se risponda al vero quanto riportato dagli organi di stampa e oggetto di un'interrogazione presentata da alcuni consiglieri comunali;
se non ritenga, in tal caso, che il territorio avrebbe grave pregiudizio dai lavori di ristrutturazione della zona, con gravi disagi per la popolazione civile;
di quale natura sarebbero i materiali eventualmente da stoccare nei magazzini di nuova costruzione e se essi possano costituire un pericolo per la cittadinanza.
(4-19867)

BRIGUGLIO. - Al Ministro della difesa, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
a seguito di ricerche condotte tra mille difficoltà da familiari e parenti, e sulla base di fonti storiche, culturali e giornalistiche, è stato possibile accertare che numerosi cittadini della provincia di Messina, in gran parte militari in servizio nei territori teatro di questa sanguinosa pagina della storia d'Italia, furono gettati nelle foibe;
dopo oltre 60 anni di oblio dell'accadimento dei tragici fatti, a seguito del cambiamento del clima politico e culturale finalmente è emersa la verità storica per molti episodi rimasti per troppo tempo senza memoria;
si è manifestata da parte di familiari numerosi delle vittime delle foibe originari della provincia di Messina, nonché da parte di enti locali e associazioni la volontà di farsi promotori di iniziative per ricordare il sacrificio di quanti furono barbaramente assassinati in quelle drammatiche circostanze -:
se il Governo intenda d'intesa con le comunità locali e le associazioni dei familiari, assicurare interventi operativi e di sostegno per completare le operazioni di ricerca dei casi di vittime delle foibe originari della provincia di Messina e dare luogo a iniziative (manifestazioni, pubblicazioni, monumenti etc.) per onorare adeguatamente la memoria;
se il Governo, a tal fine, intenda portare a termine anche sulla base dei dati in proprio possesso, una ricognizione completa di tutti i suddetti casi.
(4-19868)

CAPARINI, ROMELE, ALBONI, ARRIGHI, BELLOTTI, BIANCHI CLERICI, CAMPA, RICCARDO CONTI, DE GHISLANZONI


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CARDOLI, DEODATO, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, LUCIANO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, GAMBA, GHIGLIA, GIBELLI, LUSSANA, MAGGI, MANINETTI, MARTINELLI, MESSA, MISURACA, PAGLIARINI, PAOLONE, PAROLO, PECORELLA, RICCIUTI, RIZZI, SCHMIDT, AIRAGHI, BONDI, CUCCU, DI VIRGILIO, JACINI, LAINATI, LAVAGNINI, MARINELLO, MASINI, MILANATO, MINOLI ROTA, PAROLI, MARIO PEPE, POLLEDRI, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, SERGIO ROSSI, SAGLIA, SAPONARA, SCHERINI, STUCCHI, VERRO e ZANETTA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
la Lombardia vanta una gloriosa tradizione di adesione e fattiva partecipazione al corpo militare degli alpini il cui sacrificio e spirito di abnegazione è universalmente riconosciuto e attestato dal Labaro Nazionale sul quale sono appuntate 211 Medaglie d'Oro;
è in atto, col passaggio dalla leva al reclutamento professionale, il processo di ristrutturazione e riforma delle forze armate che coinvolge tutte le strutture operative. In modo del tutto naturale sono coinvolte in tale progetto di ristrutturazione anche, le truppe alpine;
la prima fase di reclutamento dei volontari ha ridotto la partecipazione delle popolazioni locali residenti nell'arco alpino storicamente fonte principale del reclutamento di leva. È da cogliere l'opportunità di mantenere la presenza di truppe alpine nelle località che tradizionalmente le hanno ospitate e dove in passato hanno operato sin dalla prima guerra mondiale. È necessario mantenere il forte legame identitario che le contraddistingue e per assecondare le esigenze di addestramento che solo questi territori possono garantire;
nel corso delle numerose calamità naturali che si sono abbattute sul nostro Paese l'A.N.A. si è distinta per l'altruismo e lo slancio con cui ha prestato il proprio soccorso alle popolazioni colpite, grazie ad una operatività che si fonda, oltre che sul personale di leva, anche su volontari in grado di coordinare con efficienza e tempestività tutte le attività di intervento e di soccorso;
tale valore è stato solennemente riconosciuto dal Presidente della Repubblica che ha insignito l'A.N.A. della Medaglia d'Oro al valor civile per l'opera prestata nell'alluvione del novembre 1994 in Piemonte dove l'Associazione si è distinta per qualità, numero di persone, di mezzi, di energie e di risorse profuse;
negli ultimi anni, nonostante l'attaccamento mostrato a questa forza militare, la Lombardia è stata privata delle maggiori rappresentanze militari che operavano sul territorio;
il 7 settembre 1999 presso il Comando Truppe Alpine ha avuto luogo un incontro informale tra il Tenente Generale De Salvia ed il Presidente della sezione ANA di Brescia Sandro Rossi avente come oggetto la possibilità di insediare una caserma degli Alpini a Brescia. Il risultato di tale incontro è inviato per conoscenza al sindaco di Brescia;
il 10 marzo 2000 il consiglio regionale della Lombardia ha approvato un ordine del giorno che impegna la Regione ad individuare un'area per l'insediamento di una caserma degli Alpini oltre che finanziare la rinascita della fanfara Tridentina. Il 27 marzo 2000 l'ordine del giorno è stato comunicato alla sede Nazionale Nazionale dell'A.N.A.;
il 29 maggio 2000 l'ordine del giorno viene trasformato in mozione;
il 17 novembre il sindaco di Bergamo Cesare Veneziani scrive al Presidente Formigoni sollecitando un calendario di incontri operativi ed assicurando la disponibilità della sua Amministrazione Comunale all'iniziativa segnalando nel contempo un possibile sito nella caserma cittadina già sede di un altro comando militare;
il 19 febbraio 2001 constatando che le candidature più autorevoli sono quelle delle province di Brescia e di Bergamo il Presidente della regione Lombardia Formigoni


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convoca una riunione con i presidenti delle province Brescia e Bergamo, i sindaci dei comuni capoluogo di Brescia e Bergamo, i consiglieri regionali e, per l'A.N.A., il Presidente Nazionale Pedrazzini, il Vice Presidente Vicario Perona e il Tesoriere Biondo. Viene redatto un protocollo per la definizione delle modalità operative dell'iniziativa, i requisiti e le caratteristiche tecniche che l'infrastruttura dovrà avere al fine di valutare le candidature sul piano della fattibilità;
il 28 marzo 2001 il Tenente Generale Giulian Ferrari inoltra il documento con le caratteristiche tecniche e i parametri di riferimento dell'infrastruttura;
il 9 maggio 2001 il protocollo d'intesa predisposto dal Generale Silverio Vecchio firmato dal presidente della regione Lombardia Formigoni e dal presidente A.N.A. Parazzini è trasmesso ai sindaci di Brescia e Bergamo oltre che ai presidenti dei relativi consigli provinciali. La scelta di queste due province è condivisa dall'A.N.A. in quanto tradizionalmente aree di maggior reclutamento alpino della regione Lombardia;
l'11 giugno 2001 il Presidente della regione Lombardia Formigoni scrive ai presidenti delle province di Brescia e Bergamo e ai rispettivi sindaci dei capoluoghi sollecitando l'individuazione dei possibili siti per l'insediamento dell'infrastruttura militare;
il 6 maggio 2002 il Presidente Nazionale il Presidente Nazionale e il Vice Presidente Vicario dell'A.N.A. incontrano il Ministro della difesa Martino formalizzando la richiesta di istituzione di un reparto Alpino in Lombardia;
nel maggio 2002 in occasione della sfilata nazionale del corpo degli alpini tenutasi a Catania il Ministro della difesa e il presidente dell'A.N.A. concordano la disponibilità dello Stato Maggiore Esercito di studiare la fattibilità per la realizzazione di una caserma per un reparto Alpino;
il 17 maggio 2002 viene inviata al Vice Capo di Gabinetto del Ministro della difesa Brig. Gen. Biagio Abrate la documentazione illustrativa delle modalità per la collaborazione tra lo Stato Maggiore Esercito e A.N.A.;
il 28 maggio 2002 l'A.N.A. certifica la formale richiesta scritta al Ministero della difesa;
il 3 luglio 2002 il Ministro della difesa comunica all'A.N.A. di aver inoltrato allo Stato Maggiore della difesa la richiesta per il motivato parere tecnico;
la proposta operativa della regione Lombardia è quella dell'istituzione di un tavolo con i presidenti delle province Brescia e Bergamo, i sindaci dei comuni capoluogo Brescia e Bergamo, i responsabili dell'A.N.A. e una rappresentanza del Ministero della difesa per la stesura di un accordo ex articolo 15/241 che coinvolga i soggetti interessati con il finanziamento della regione Lombardia tramite i fondi della legge sulla montagna e un DOCUP apposito per le aree depresse qualora il comune interessato rientrasse in tale ambiti agevolativi;
le aree individuate sono in grado di offrire i necessari spazi per le esercitazioni e, in base alle specifiche richieste dal Ministero della difesa, consentirebbe la realizzazione di una cittadella militare con i requisiti dei moderni reparti operativi. La collocazione in prossimità delle grandi vie di comunicazione (stradali e ferroviarie) includerebbe non solo il corpo della caserma, ma anche gli edifici amministrativi e le aree di addestramento e di supporto per la protezione civile;
19 luglio 2002 il Presidente A.N.A. Parazzini e il 13 settembre 2002 il direttore Generale dell'A.N.A. Manca hanno sollecitato la regione Lombardia sottolineando la disponibilità espressa dallo Stato Maggiore dell'Esercito;
il 23 maggio 2003 il presidente Nazionale dell'A.N.A. scrive al Ministro della difesa per evidenziare la mancanza di comunicazioni in merito alle richieste;


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il reperimento di un'infrastruttura militare, anche in considerazione della consistente disponibilità di aree ed immobili demaniali presenti sul territorio lombardo, non solo consentirebbe l'utilizzo ed il ripristino di edifici che attualmente giacciono in un deprecabile stato di abbandono, ma costituirebbe il giusto e meritato riconoscimento alla dedizione che da sempre gli Alpini hanno nutrito verso il nostro Paese attestata da unanimi apprezzamenti per la generosità e la professionalità testimoniate in tutto il mondo -:
quali misure il Ministro della difesa intenda adottare per far sì che la Lombardia possa contemplare tra le sue infrastrutture l'apertura e piena funzionalità di una nuova caserma per un reggimento Alpino;
se, sulla base degli elementi a disposizione1intenda adottare i necessari provvedimenti per dare rapida attuazione all'istituzione dell'infrastruttura militare autorizzando lo Stato Maggiore Esercito interessati ad operare di intesa con gli enti locali coinvolti e l'A.N.A.
(4-19874)