Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 738 del 26/1/2006
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(Partecipazione di un magistrato ad una manifestazione sul tema delle unioni di fatto - n. 2-01784)

PRESIDENTE. L'onorevole Francesca Martini ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01784 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 5).

FRANCESCA MARTINI. Signor Presidente, in data 14 gennaio 2006 in piazza Farnese, a Roma, si è tenuta una manifestazione provocatoria, finalizzata alla pressoché totale equiparazione al matrimonio delle unioni di fatto, con particolare riferimento alle persone omosessuali. A tale manifestazione hanno partecipato anche esponenti delle istituzioni (si tratta di rappresentanti, a vario titolo, del centrosinistra).
La manifestazione si è svolta ispirandosi - ritengo mendacemente - al rito del matrimonio civile, ed era diretta a dare un'investitura di tipo pseudoformale all'unione di alcune coppie dello stesso sesso.
Stando a quanto riportato dagli organi di stampa, a conferire solennità a questa palese messa in scena è intervenuto, nel ruolo di officiante, il magistrato padovano Giovanni Palombarini, già membro del Consiglio superiore della magistratura e attualmente avvocato generale presso la Corte di cassazione.
Vorrei ricordare, a tale riguardo, che la normativa vigente sul diritto di famiglia fa capo al principio generale sancito dall'articolo 29 della Costituzione: «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio».
È inaccettabile, a mio avviso, che un magistrato, con quello che, secondo gli interpellanti, è un abuso dell'esercizio delle proprie funzioni, si sia prestato, anche se apparentemente in modo inefficace e simbolico, ad una procedura che è apertamente in contrasto con le leggi dello Stato e, ancor di più, con i principi sanciti dalla Carta costituzionale.
Con l'interpellanza si chiede di sapere, quindi, se il ministro della giustizia, nell'esercizio delle proprie facoltà, secondo il disposto del comma 2 dell'articolo 107 della Costituzione, non ritenga opportuno promuovere un'azione disciplinare nei confronti del magistrato Palombarini, in relazione ai fatti esposti nelle premesse della stessa interpellanza.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di rispondere.

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, gli onorevoli interpellanti pongono all'attenzione del ministro della giustizia l'inopinata partecipazione del dottor Giovanni Palombarini, avvocato generale presso la procura generale della Corte di cassazione, alla manifestazione provocatoria, tenutasi in data 14 gennaio 2006 in piazza Farnese, a Roma, a sostegno della pressoché totale equiparazione al matrimonio delle unioni di fatto.
Come auspicato nei giorni precedenti la manifestazione, non solo dal ministro della giustizia, ma anche dal presidente del Consiglio superiore della magistratura, il dottor Palombarini ha rinunziato ad officiare, contro la legge italiana, taluni «matrimoni» tra coppie «di fatto», cerimonia, questa, che avrebbe sicuramente offeso la sensibilità della maggioranza degli italiani e sarebbe andata contro principi costituzionali ed etici del nostro paese.
Risulta, in particolare che la mattina del 9 gennaio 2006 il procuratore generale della Suprema Corte, dottor Favara, abbia convocato il dottor Palombarini, ricevendo la rassicurazione che il medesimo non avrebbe celebrato o officiato alcunché. Come riferito dal procuratore generale, inoltre, in tale circostanza, il dottor Palombarini ha precisato che il suo intervento alla manifestazione pomeridiana sarebbe stato a titolo personale.
Sulla base degli elementi acquisiti dalla competente articolazione ministeriale, risulta


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che effettivamente il dottor Palombarini, nel corso della manifestazione a Palazzo Farnese, non ha svolto il «ruolo di officiante», ma si è, nella specie, «limitato ad articolare talune considerazioni de iure condendo, dopo essersi presentato come Giovanni Palombarini, di Magistratura democratica».
Il magistrato ha, inoltre, espresso in tale circostanza la sua solidarietà a coloro che, nella mattina dello stesso giorno, avevano manifestato a Milano in difesa della legge sull'interruzione di gravidanza, ha premesso che scopo della manifestazione era quello di chiedere al prossimo Parlamento di approvare una legge che assicuri alle coppie, eterosessuali od omosessuali, la possibilità di stabilire tra di loro un accordo riconosciuto a livello pubblico, al fine di regolare i rapporti patrimoniali e personali relativi alla loro vita in comune. Il dottor Palombarini ha, infine, sostenuto la validità di tale richiesta con vari argomenti.
Preso atto di quanto avvenuto in piazza Farnese il 9 gennaio ultimo scorso e delle precisazioni rese sul punto dal procuratore generale, dottor Favara, evidenzio che una manifestazione di tal genere, che ha connotati chiaramente politici, è certamente lecita per un libero cittadino, ma assume tutt'altra rilevanza se tale cittadino è anche magistrato della Repubblica.
La partecipazione del dottor Palombarini a quella manifestazione, fortemente connotata da ideologia e, dunque, politicità, è stata oltremodo inopportuna. Il ministro della giustizia si riserva conseguentemente di valutare se, con la sua condotta, il dottor Palombarini sia venuto meno al dovere di terzietà, anche apparente, che un magistrato deve sempre possedere.

PRESIDENTE. L'onorevole Francesca Martini ha facoltà di replicare.

FRANCESCA MARTINI. Signor Presidente, nel ringraziare il sottosegretario Valentino per il chiarimento, voglio evidenziare come diventi molto difficile per un magistrato assumere posizioni assolutamente in contrasto con le leggi dello Stato, dichiarando di farlo a titolo personale. La Costituzione stessa stabilisce che la magistratura debba assolutamente garantire i cittadini italiani circa l'alterità rispetto alle ideologie politiche dei magistrati e la capacità da parte di questi ultimi di essere super partes e, quindi, di poter giudicare, evitando completamente di «sposare» alcuna situazione di parte.
Con ciò vorrei di nuovo sollecitare il ministero ad assumere, senza indugio, gli atti ed i filmati dell'evento richiamato nell'interpellanza, per valutare, se sarà necessario, se detto comportamento non abbia in alcun modo inciso od offeso il ruolo che un magistrato assume nei confronti tutti gli altri cittadini.
La ringrazio nuovamente, onorevole Valentino.

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