Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 738 del 26/1/2006
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(Blocco dei lavori di adeguamento della strada statale n. 99 Matera-Altamura - n. 2-01796)

PRESIDENTE. L'onorevole Piglionica ha facoltà di illustrare l'interpellanza Adduce n. 2-01796 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4), di cui è cofirmatario.

DONATO PIGLIONICA. Signor Presidente, signor sottosegretario, dobbiamo rilevare che non siamo soli, perché a rispondere sarà un'asettica nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, non essendo il sottosegretario Valentino competente nello specifico settore. Quindi, anche l'interlocuzione non può non risentire di questo limite.
Comunque, il tema di cui vogliamo parlare è stato già oggetto di altri atti di sindacato ispettivo. Mi permetto di estendere il ragionamento dal tratto di statale Matera-Altamura (denominato strada statale n. 99) al complesso della strada che porta da Matera a Bari. Snodandosi per poco più di 50 chilometri, la statale in parola mette in collegamento un bacino di circa 600 mila cittadini (anzi, siamo anche al di sopra di tale cifra). Essa collega due regioni, la Basilicata e la Puglia e quest'ultima alla statale ionica, che, a sua volta, collega la Puglia alla Calabria e alla Sicilia.
Si tratta, dunque, di una strada di primaria importanza, che ha visto crescere enormemente il volume di traffico, anche perché nel territorio murgiano, quello servito da Matera fino a Bari, è cresciuta un'attività imprenditoriale importante (nella zona c'è il famoso distretto del mobile imbottito, con centinaia di imprese che debbono raggiungere il porto di Bari o altri, o aeroporti e stazioni ferroviarie).
Sebbene sia di vitale importanza, l'arteria è, per molti tratti, ancora a due corsie e ciò provoca un numero di incidenti e di vittime assolutamente insopportabile. Da tempo sono in atto progetti di ammodernamento e di adeguamento che consentirebbero non soltanto uno scorrimento più veloce del traffico, ma soprattutto l'abbattimento significativo del numero degli incidenti.
Voglio solo ricordare che, nell'unico tratto, di 6 chilometri, che è stato ampliato e portato a quattro corsie con una barriera di separazione tra i due sensi di marcia, sono scomparsi del tutto gli incidenti mortali, mentre, negli altri tratti, i problemi rimangono sostanzialmente immutati.
Pochi giorni fa, ho interrogato, in sede di Commissione ambiente, il viceministro Martinat su quello che, forse, è il destino dei due tratti della strada statale n. 96 che vanno da Altamura a Bari. Non voglio rammentare la vicenda relativa a questi tratti perché è estremamente complessa, sia per quanto riguarda il conseguimento della valutazione di impatto ambientale, sia per quanto concerne la stesura definitiva della progettazione, che ha registrato una serie di vicissitudini davvero grandi. Il dato è che, finalmente, i due progetti definitivi erano in dirittura di arrivo, in quanto l'uno è praticamente completo, l'altro ancora da completare.


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Anche la vicenda del finanziamento è stata piuttosto controversa, in quanto un tratto era finanziato mentre l'altro non lo era. Con una intesa tra ANAS e regione Puglia si è deciso che sarebbero stati finanziati entrambi.
Quindi, si aspettava con ansia che, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fosse convocata la conferenza dei servizi, presso la Dicoter, per avviare la fase che prelude alla progettazione esecutiva o, in alternativa, all'appalto integrato con affidamento all'impresa esecutrice anche del perfezionamento della progettualità e della progettazione. Sapevamo che questo passaggio non sarebbe stato decisivo perché, per il tratto di cui specificamente ci occupiamo quest'oggi, un'altra parte di questa arteria, la relativa conferenza dei servizi risale, addirittura, al 31 ottobre 2001. In quella fase, in sostanza, era stato dato, in sostanza, il «via libera» da parte di tutti gli altri enti incaricati di occuparsi delle cosiddette interferenze. L'appalto è stato perfezionato soltanto nel 2005. Capirete come ognuno di noi immaginasse che, anche per l'altro tratto, sarebbero trascorsi diversi anni prima che fossero avviati i lavori. Tuttavia, era un momento importante. La risposta del viceministro Martinat, al di là della formalità, è stata, sostanzialmente: non siamo nelle condizioni di effettuare previsioni, anche per via del disastroso stato di finanziamento della stessa ANAS.
Non intendo ripercorrere tutta la vicenda relativa all'approvazione della legge finanziaria, agli interventi sull'ANAS ed alle difficoltà che quest'ultima incontra nel finanziare gli stati di avanzamento delle opere già appaltate ed in corso di realizzazione. Il sottosegretario comprenderà bene l'allarme lanciato riguardo ad un'opera ancora in via di perfezionamento. Infatti, le difficoltà finanziarie dell'ANAS sono sotto gli occhi di tutti. Voglio ricordare che un giornale non certamente vicino al centrosinistra ipotizzava difficoltà nel progredire dei lavori sul tratto Reggio Calabria-Salerno, sulla statale ionica, sulla Asti-Cuneo e nel famoso quadrilatero che interessa le Marche, ipotizzando anche la cassa integrazione per 30 mila lavoratori.
Ebbene, dato tale quadro, in questi giorni abbiamo assistito alla improvvisa sospensione dei lavori sulla statale n. 99, che aveva un vantaggio di diversi anni sugli altri due tratti. Abbiamo cercato di raccogliere informazioni e ci è stato detto che ci sono difficoltà negli espropri e, forse, anche difficoltà legate alle basse temperature che, in questo periodo, rendono più problematici i lavori. Tuttavia, il signor sottosegretario comprenderà come l'allarme sia dovuto anche al fatto che, probabilmente, ci sono difficoltà finanziarie, non sappiamo se dell'ANAS o dell'azienda. Le altre motivazioni che abbiamo citato, infatti, non giustificano il ricorso massiccio alla cassa integrazione per tutti i lavoratori per la bellezza di 13 settimane! Fossimo stati in ambienti siberiani, avremmo potuto pensare che le difficoltà climatiche perdurino ancora per 13 settimane; ma siamo nel sud d'Italia ed è evidentemente difficile immaginare che, tra 13 settimane, nel mese di aprile, ci saranno difficoltà a procedere nei lavori stradali.
Quindi, siamo preoccupati anzitutto per il blocco dei lavori; chiediamo al Governo di informarci su quali siano le reali motivazioni di tale blocco e su quale sia l'azione dell'ANAS e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per superare tali difficoltà e ridurre al minimo il periodo di cassa integrazione. Un periodo la cui durata ci sembra - lo ribadisco - assolutamente spropositata rispetto ai problemi denunciati.
Vogliamo comprendere quale sorte avranno, a questo punto, gli altri due tratti già appaltati ad imprese aggiudicatarie di un appalto integrato ed in fase di progettazione esecutiva da parte delle imprese vincitrici della gara di appalto. Dobbiamo attenderci anche su quei due tratti appaltati delle difficoltà? È peraltro chiaro che i tratti in fase di progettazione esecutiva in attesa della Conferenza dei servizi, a questo punto, si allontanano pericolosamente da una realizzazione concreta.


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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di rispondere.

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, con riferimento alle problematiche evidenziate dagli onorevoli interpellanti con l'atto ispettivo cui si risponde, l'ANAS ha riferito che i lavori di adeguamento della strada statale n. 99 Matera-Altamura sono in corso di esecuzione e rientrano nelle previsioni della legge obiettivo e sono inseriti nel contratto di programma 2003-2005.
In merito alla cassa integrazione guadagni che ha interessato alcuni operai, l'ANAS rappresenta che la stessa è da porre in relazione a talune lavorazioni, quali il movimento di materie, che non possono essere eseguite a regola d'arte per le attuali avverse condizioni meteorologiche e non per difficoltà connesse agli espropri o di altro genere. L'ANAS ritiene che, decorsa la stagione invernale, tali lavorazioni di movimentazioni di materie potranno essere riprese ed i lavoratori riassorbiti nel cantiere.
Per quanto attiene, infine, ai due lotti del versante pugliese, l'ANAS fa presente che, trattandosi di appalti integrati, sono in corso le progettazioni esecutive a cura delle imprese assuntrici dei lavori.

PRESIDENTE. L'onorevole Adduce ha facoltà di replicare.

SALVATORE ADDUCE. Signor Presidente, devo dire che siamo in grado di fornire noi qualche informazione in più all'illustre rappresentante del Governo. Quindi, non solo devo esprimere una certa insoddisfazione, ma devo anche lamentare la circostanza: per così dire, siamo venuti per avere «grazia» e, invece, «giustamente», abbiamo «giustizia»!
In verità, la sospensione dei lavori per tredici settimane, avendo praticamente comportato la messa in cassa integrazione di tutti i lavoratori che in questo momento lavorano nei cantieri aperti per l'adeguamento della strada statale n. 99 Matera-Altamura, non è giustificabile esclusivamente con le ragioni addotte dall'onorevole Valentino. Infatti, le previsioni meteorologiche, in tali casi, non si fanno né a tre, né a due e neanche ad un mese di distanza: se ci si accorge che vi sono problemi di tale genere - e nel settore dell'edilizia e delle costruzioni ciò avviene normalmente -, si sospendono i lavori per due settimane al massimo. La cassa integrazione, nel settore edilizio - mi spiace, sottosegretario, ma non so se se ne intenda -, si applica anche per alcune ore: i lavoratori si recano nel cantiere, si rendono conto che nevica o che piove copiosamente e vengono messi in cassa integrazione per ventiquattro ore (tale è il normale andamento dei lavori nel settore edilizio).
La verità è che proprio la lunga durata della cassa integrazione ha messo in allarme le istituzioni locali, i sindacati e le associazioni dei consumatori. Nella nostra interpellanza abbiamo citato tali associazioni, onorevole sottosegretario, per una ragione precisa; vi è una grande attenzione su un'arteria che, come abbiamo sostenuto nell'atto di sindacato ispettivo e come ha ribadito l'onorevole Piglionica, serve un bacino molto grande: oltre 600 mila abitanti, un distretto industriale tra i primi nel Mezzogiorno, con 14 mila addetti ed un traffico significativo di merci.
Il volume di traffico in questo caso è poderoso: parliamo di 800 veicoli all'ora, e forse di più. Quindi, ci rendiamo conto di come, alla già difficile situazione precedente, oggi, con il blocco dei cantieri, si aggiungano le difficoltà ulteriori che sono immaginabili. Ci sono deviazioni e noi sappiamo che, quando si abbandona un cantiere, si creano problemi perché le stradine che servono le nuove strade di accesso si logorano facilmente: quindi, ci sono difficoltà che si aggiungono ad altre difficoltà.
Vede, signor rappresentante del Governo, noi eravamo contenti di come andavano le cose su quella strada perché l'avanzamento dei lavori - lo abbiamo anche noi verificato - risulta del 30 per cento, in linea con i programmi; visto che


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i lavori sono iniziati il 26 gennaio 2005, essi dovrebbero terminare il 26 gennaio 2008. Tre anni: il 30 per cento significa che siamo, praticamente, a circa un terzo, e si stava andando avanti abbastanza bene. La sospensione per 13 settimane, cioé tre mesi e mezzo, di per sé inciderà per un buon 10 per cento sul cronoprogramma. Vi sarà già un ritardo, dovuto a questo blocco, per un buon 10 per cento e la nostra preoccupazione aumenta. Non si tratterà di espropri e spero proprio che non siano problemi legati a questioni burocratiche. Abbiamo però il sospetto che problemi di carattere finanziario ve ne siano.
Devo ricordare all'onorevole rappresentante del Governo che, nella legge finanziaria per il 2006, l'ANAS è obbligata a non sfondare il tetto di 1,7 miliardi di euro di spesa complessiva per gli investimenti. Questo determinerà certamente gravi difficoltà nell'avanzamento dei lavori; quindi, ci aspettiamo, purtroppo - ed è per questo che vogliamo mettere in allarme il Governo -, un ulteriore ritardo nell'avanzamento dei lavori. Ciò determinerà sicuramente problemi sui bilanci delle imprese e ripercussioni sui lavoratori.
Non è per amore di polemica, ma siamo in una fase delicata, in quanto si è praticamente aperta la campagna elettorale; va quindi detto che già da tanti mesi, se non da anni, avete gestito, signor rappresentante del Governo, con una propensione alla grande propaganda il tema delle grandi opere pubbliche, mentre l'Italia ha bisogno di molta attenzione, molto lavoro e grandi investimenti, perché servono ingenti risorse per realizzare tante piccole opere che risolvono i tanti grandi problemi del nostro paese. Voi vi siete appassionati all'effetto annuncio: la storia del ponte sullo Stretto, la storia del MOSE, e così via. Non voglio discutere se sono opere pubbliche buone o no: diamo per scontato che sono tutte buone. Tuttavia, nel frattempo, siete costretti nella legge finanziaria a ridurre il tetto di spesa per l'ANAS.
Allora, a che gioco giochiamo? Quali sono i termini entro i quali voi vi adoperate per risolvere i problemi in ogni parte d'Italia? Noi parliamo di un'area, la nostra, nella quale si sono determinate queste situazioni. Voglio ricordare, a proposito dei problemi meteorologici, che nei nostri territori (siamo a Matera, a ridosso di Bari) abbiamo la propensione a difenderci dal caldo, non a difenderci dal freddo. Abbiamo il problema della scarsità di precipitazioni meteorologiche, non il problema contrario. Pertanto, come può giustificare l'ANAS una interruzione per 13 settimane per difficoltà che hanno a che fare con previsioni di cattivo tempo? Da noi, il cattivo tempo dura giusto - come si dice - fino alla Candelora, dopodiché non ci sono più problemi. D'altra parte, l'impresa ha lavorato fino all'altro giorno, nei mesi in cui normalmente si registra una grande piovosità.
Ecco perché, signor rappresentante del Governo, insistiamo su questo problema. Veda, onorevole Valentino, la nostra insoddisfazione deriva non tanto dalla sua risposta, quanto nel fatto che il Governo ha incontrato problemi nel far intervenire, sull'interpellanza che abbiamo presentato, un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale, peraltro, in questi anni si è distinto per una certa difficoltà nello stare al passo con le esigenze del paese.
A proposito della realizzazione di grandi opere e dell'esigenza di effettuare piccoli, ma importantissimi interventi, vorrei ricordare che siamo sempre alle prese con il fatto che, quando si verifica qualche nevicata (o, comunque, vi è qualche problema di maltempo), nel nostro paese si bloccano strade ed autostrade. Come è possibile conciliare tutto ciò, allora, con gli annunci delle grandi e luminose «magnifiche sorti e progressive»?
Credo vi sia bisogno, invece, di una direzione politica all'interno dei ministeri - in questo caso, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - che sia capace di impostare programmi in grado di produrre risultati visibili, perché, nella situazione attuale, ciò è indispensabile.
È questo il motivo per cui mi trovo costretto a dichiarare - non me ne voglia


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il sottosegretario Valentino - la mia totale insoddisfazione per la risposta che il Governo è venuto a riferire in questa sede.

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