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PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà di
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, nel panorama italiano la società Datamat opera da 30 anni nella progettazione e nella realizzazione di soluzioni in multiformi segmenti di mercato: difesa, spazio, pubblica amministrazione, banche, finanza, assicurazioni, telecomunicazioni, media e utilies.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Aprea, ha facoltà di
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, con l'interpellanza urgente n. 2-01797, l'onorevole Giordano, premesso che la società Datamat è stata rilevata da Finmeccanica, chiede quali iniziative si intendano adottare per garantire i livelli occupazionali e per impedire che le eventuali scelte strategiche possano indebolire la struttura industriale della società stessa.
di Finmeccanica, che permetterà a Datamat di inserirsi in mercati internazionali altrimenti difficilmente aggredibili, sia attraverso lo sviluppo di sinergie con attività industriali e tecnologiche già presenti in varie aziende del gruppo.
PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà di
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, come avvenuto per l'interpellanza urgente appena svoltasi, sappiamo perfettamente che il sottosegretario Aprea non si occupa di questa materia. In ciò, si evidenzia un aspetto che assume un rilievo politico.
in quest'aula, alla mia interpellanza, sembra non avere alcun rispetto per le condizioni di vita dei lavoratori interessati: nessuna assicurazione, nessuna prospettiva! Ma questo è un problema di prima grandezza. Si tratta di gente che ha lavorato per tanto tempo, che vanta anche un certo bagaglio professionale in un settore produttivo di altissimo livello (informatica), ma che non può riversare il know how acquisito in altre attività lavorative perché Datamat, come si è visto, investe in altri settori. È per questo che le abbiamo chiesto un mutamento radicale di indirizzo della politica industriale.
Proprio la diversificazione di questa azienda, la polifunzionalità dei suoi settori ha permesso, nel corso della sua storia, di superare brillantemente anche diverse e multiformi congiunture economiche negative; credo che tutto ciò abbia determinato non solo la difesa, ma anche l'accrescimento dei livelli occupazionali.
Ad un certo punto della storia di questa azienda vi è stato un elemento di grande novità: infatti, nel luglio 2005 la Finmeccanica Spa ha rilevato, dai soci fondatori, la quota di maggioranza, divenendo di fatto l'azionista di riferimento; è proprio per questo motivo che oggi mi sto rivolgendo al Governo. Sin dall'inizio dell'ufficializzazione del perfezionamento della vendita le organizzazioni sindacali hanno chiesto, invano, di incontrare i rappresentanti dell'azienda per avere informazioni e garanzie sul futuro dei lavoratori. Stiamo parlando di un numero molto alto di occupati, quindi la questione interessa direttamente la vita concreta e materiale di settori ingenti delle maestranze.
Il 23 novembre 2005, con l'inizio del periodo di adesione all'OPA obbligatoria, nel documento di accompagnamento il nuovo azionista ha reso nota da una parte l'intenzione di acquistare l'intero capitale sociale dell'emittente dei titoli oggetto dell'OPA stessa, e dall'altra ha reso nota la sua linea strategica basata sulla focalizzazione del core business, rafforzando, quindi, con l'acquisto di Datamat il proprio posizionamento relativamente a: spazio, difesa e pubblica amministrazione. Sempre nel documento allegato all'offerta, al punto G 3.1, l'offerente ha dichiarato testualmente che, coerentemente con la strategia di focalizzazione sul core business, potrebbe valutare eventuali opportunità di valorizzazione, anche tramite dismissione - in quanto non strategiche per il gruppo Finmeccanica - delle attività svolte da Datamat nei settori: banche e finanza; telecomunicazioni civili e commerciali; sanità. Ad oggi Finmeccanica, secondo le ultime notizie stampa, detiene quasi il 90 per cento del capitale di Datamat S.p.A.
Il punto è questo. Si è ormai creato un clima di voci di vendita dei settori non strategici ad acquirenti più o meno conosciuti e «chiacchierati» del panorama informatico nazionale e, naturalmente, vi sono le preoccupazioni dei lavoratori dipendenti di questa azienda che sono occupati nei settori ritenuti da Finmeccanica non strategici.
Ovviamente, a noi pare del tutto evidente come l'atteggiamento di politica industriale tenuto da Finmeccanica sia miope dal punto di vista degli assetti industriali, perché, come si è visto in questi anni, la forza di Datamat stava proprio nella diversificazione, ed è pertanto sbagliato ed ingiusto nei confronti dei lavoratori l'atteggiamento assunto. In particolar modo vorrei segnalare che anche le assicurazioni del presidente di Finmeccanica, il dottor Guarguaglini, nelle indicazioni di mercato sono tutte tese ad esplicitare con grande chiarezza il fatto che ci si voglia disfare di quelli, che vengono definiti rami improduttivi per l'assetto strategico, esattamente come è stato fatto con la Elsag di Genova.
Voglio specificare, poiché ho avuto segnalazioni in materia, che in Datamat, tra l'altro, vi sono lavoratori impiegati in Capitalia, ex Banca di Roma, da più di dieci anni. Questi lavoratori sono particolarmente danneggiati, perché la loro professionalità è compromessa, in quanto il lavoro ripetitivo e prettamente bancario non ha dato a questi dipendenti la possibilità di rinnovarsi. Si tratta di lavoratori impiegati da trent'anni con la Datamat, che all'improvviso vedono preclusa ogni possibilità di sviluppo della loro attività occupazionale, minacciato il proprio posto di lavoro. Stiamo parlando di lavoratori che hanno 40 o 50 anni, che in alcuni segmenti sono lontani dalla pensione anche se non sono più spendibili nel mercato. È un problema drammatico. Visto che si tratta di Finmeccanica, mi chiedo quali misure intendete prendere per difendere l'assetto industriale di questa azienda, che finora era andata splendidamente, e cosa intendete fare per evitare che questi lavoratori siano messi in una difficoltà così grande, secondo quanto loro stessi affermano anche in virtù delle intenzioni dichiarate da Finmeccanica.
Sulla questione, la società Finmeccanica ha, innanzitutto, evidenziato la valenza industriale, per entrambe le società, dell'operazione di acquisizione della società Datamat Spa da parte di Finmeccanica. Tale operazione, nell'ambito della strategia Finmeccanica, mira a consolidare il settore aereospazio e difesa, in quanto rafforza le capacità di integratore di sistemi, la presenza in attività complementari sul piano della matrice tecnologie-prodotti e lo sviluppo della posizione sul mercato.
Inoltre, Datamat all'interno di Finmeccanica, potrà rafforzare le competenze nel campo della information technology; consolidare il posizionamento nei sistemi di comando, controllo e comunicazione; consolidare il posizionamento nei servizi di logistica integrata; rafforzare la presenza sul programma Eurofighter; acquisire una posizione di leadership nei sistemi di pianificazione delle missioni; consolidare le competenze nell'area dei sistemi per centri di controllo satellitare, acquisendo, al contempo, competenze nei sistemi di elaborazione e gestione dei dati satellitari per l'osservazione della terra. Pertanto, Datamat, inserendosi nel gruppo potrà valorizzare le proprie attività aziendali, già parte del core business di Finmeccanica, sia utilizzando il posizionamento internazionale
Per quanto riguarda, poi, il riferimento all'annunciata dismissione di attività non rientranti nel core business di Finmeccanica, quest'ultima ha precisato che essa viene perseguita secondo un criterio che consente la migliore allocazione delle attività interessate, ai fini del loro sviluppo e della salvaguardia dei relativi livelli occupazionali. Infatti, la strategia di sviluppo delle attività industriali, non core business di Finmeccanica, può essere meglio realizzata in realtà produttive che dedicano a tali settori una maggiore attenzione manageriale, crescenti volumi di investimenti e migliori sinergie commerciali.
Sottosegretario Aprea, se la stima nei suoi confronti rimane immutata per il lavoro che lei svolge nelle materie di sua competenza, è del tutto evidente che il giudizio politico sull'attenzione che il Governo - che, a me pare, essere ai saldi di fine stagione: ci chiede una proroga dei lavori parlamentari di due settimane per portare a compimento improrogabili impegni - presta su materie di grande rilievo, come sono quelle occupazionali, è tale per cui se io introducessi una variante qualsiasi nell'illustrazione della mia interpellanza ciò non farebbe mutare la risposta che gli uffici hanno preparato e che il sottosegretario Aprea ha letto. Questo, sottosegretario Aprea, rappresenta un problema. Ed è un problema grave! La mia stima nei suoi confronti, come detto, rimane immutata, ma il giudizio politico sul Governo è drastico! Di una irresponsabilità totale!
Sottosegretario Aprea, nell'illustrare l'interpellanza urgente, ho rivolto, non a lei perché non è di sua competenza, ma a chi di competenza in seno al Governo, due domande: che tipo di politica industriale intende adottare Finmeccanica? E che tipo di assicurazione Finmeccanica dà ai lavoratori? Il sottosegretario Aprea, per entrambe le domande, non ha fatto altro che ripetere «pezzi» del contenuto della mia interpellanza! Mi ha cioè confermato l'interesse strategico per alcuni settori e il disinteresse per altri. Ciò dimostra che quello che per noi rappresentava una ricchezza - l'unicità produttiva di Datamat - viene ad essere, nei fatti, distrutta dalla politica industriale adottata da Finmeccanica. Ciò, faccio notare, si riverbera immediatamente sui livelli occupazionali! Difatti, la sorte dei lavoratori che non sono impegnati in questi settori, quale sarà? Lavoratori che, come ho spiegato, hanno difficoltà a reinserirsi nel ciclo produttivo.
Sottosegretario Aprea, le chiedo: in base alla sua risposta, ad esempio, tutti coloro che lavoravano in Capitalia, alcuni dei quali sono stati nel frattempo assunti da Capitalia, saranno assunti? Da quello che lei mi ha detto con la sua risposta, debbo dedurre che Datamat assicura che quei lavoratori saranno assunti da Capitalia? Ma provi a chiedere ai lavoratori di Capitalia momentaneamente sistemati in tale società (ex Banca di Roma) se non avvertono angoscia in queste ore! La avvertono di sicuro, perché sanno perfettamente che saranno assunti con il misurino e che, di conseguenza, la maggior parte di essi sarà ancora in difficoltà. Eppure, si tratta di lavoratori che hanno alle spalle trent'anni di contratto con la Datamat! È questo il punto. Di fronte abbiamo un'azienda che è la Finmeccanica, alla quale fa capo, ormai, il 90 per cento delle azioni di Datamat. Si tratta di centinaia di lavoratori.
Francamente, sottosegretario Aprea, il tono burocratico della nota che l'azienda Finmeccanica le ha predisposto per rispondere,
La verità è che non mi dite niente, e non dite niente a questi lavoratori, perché non avete una politica industriale. Non esiste un Governo che dà lettura di una nota dell'azienda: il Governo deve fare una politica industriale, deve rassicurare i lavoratori e deve orientare l'indirizzo dell'azienda. Scusate, ma, se fa tutto il mercato, voi che cosa ci state a fare?


