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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione di un documento in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Ricordo che per l'esame del documento è assegnato a ciascun gruppo un tempo di cinque minuti (dieci minuti per il gruppo di appartenenza del deputato interessato). A questo tempo si aggiungono cinque minuti per ciascuno dei relatori, cinque minuti per richiami al regolamento e dieci minuti per interventi a titolo personale.
PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Richiesta di deliberazione ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Cicchitto (Doc. IV-ter, n. 17-A).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Cicchitto nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare la relatrice, onorevole Mazzoni.
ERMINIA MAZZONI, Relatore. Signor Presidente, la richiesta di deliberazione che abbiamo in discussione è stata avanzata dall'onorevole Fabrizio Cicchitto. La richiesta è pervenuta in data 12 settembre 2005 dal GIP del tribunale di Roma, Barbara Callari, con ordinanza in data 8 agosto del 2005, con la quale il GIP ha sospeso il procedimento penale n. 12591/05 nei confronti dell'onorevole Cicchitto.
L'onorevole Cicchitto, nell'ambito di questo procedimento, ha eccepito l'applicabilità della regola dell'insindacabilità parlamentare, ex articolo 68 della Costituzione, ma non avendo il giudice accolto tale richiesta, ha trasmesso gli atti alla Camera dei deputati.
La querela che dà origine al procedimento è stata sporta dalla dottoressa Mariaclementina Forleo, magistrato addetto alle funzioni di giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Milano.
La dottoressa Forleo aveva, in data 24 gennaio 2005, emanato una sentenza nella quale, all'esito di un giudizio abbreviato a carico di cinque imputati accusati della violazione del testo unico delle leggi sull'immigrazione, di ricettazione, di associazione con finalità di terrorismo, aveva ritenuto non sussistere l'ipotesi di reato di terrorismo. In particolare, la dottoressa Forleo aveva distinto la nozione di terrorismo da quella di resistenza e di guerriglia, ritenendo quindi sussistere unicamente la seconda e la terza ipotesi nel caso dei cinque imputati.
L'onorevole Cicchitto ha avuto occasione di intervenire con una dichiarazione all'ANSA, all'esito di questa sentenza, molto discussa - peraltro l'onorevole Cicchitto non è il solo ad aver commentato quella sentenza - e nel formulare la sua dichiarazione alle agenzie di stampa ha tra l'altro affermato che: «la sentenza rappresenta un colpo durissimo alla lotta al terrorismo, dà prospettive di impunità a quei fondamentalisti che tuttora lavorano in Italia per fare proselitismo (...) una sentenza così aberrante (...) determinata da una forte motivazione politica fondata sulla solidarietà con la resistenza irachena, tipica dei gruppi politici più estremi che evidentemente hanno trovato una sponda anche in qualche esponente della magistratura, (...) è legittimo porsi l'interrogativo su quale ruolo stia svolgendo la dottoressa Forleo (...)». Sicuramente sono affermazioni forti, ma non si può negare il collegamento stretto e funzionale, per essere più tecnici, con il ruolo politico ed istituzionale ricoperto dall'onorevole Cicchitto.
Egli è, infatti, deputato e vicecoordinatore nazionale di Forza Italia ed ha avuto più volte occasione di intervenire doverosamente, in quest'aula e al di fuori di essa, sugli argomenti gravissimi e delicatissimi legati alla minaccia del terrorismo internazionale.
Indubbiamente, questa vicenda è legata alla grande difficoltà che oramai, da anni, il Governo italiano e, a livello internazionale, gli altri Governi stanno cercando di affrontare per difendere le democrazie di tutti paesi del mondo.
L'interpretazione contenuta in quella sentenza è stata, peraltro, successivamente posta in discussione, tant'è vero che tale decisone è stata anche annullata. Chiaramente, ciò rappresenta un motivo aggiunto rispetto alla fondatezza dei rilievi formulati dall'onorevole Cicchitto, sebbene con espressioni forti, nei confronti della sentenza.
Il riferimento alla dottoressa Forleo si può definire, nel caso di specie, solo casuale; le considerazioni che l'onorevole Cicchitto ha formulato sono chiaramente riferite ad un caso politico grave, di cui anche le aule parlamentari si sono ulteriormente occupate, promuovendo un intervento modificativo dell'articolo del codice penale richiamato nel processo che vedeva imputati i cinque extracomunitari, per precisare ed approfondire la nozione di reato di terrorismo.
Credo, quindi, che, nel caso di specie, sussistano tutti gli elementi per accogliere la richiesta di insindacabilità avanzata dall'onorevole Fabrizio Cicchitto.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
Dovremmo ora passare al voto...
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo chiedo la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Innocenti.
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