Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 729 del 12/1/2006
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(Esame dell'articolo 8 - A.C. 458 ed abbinate)

PRESIDENTE. Passiamo dunque all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 458 ed abbinate sezione 8).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

NINO MORMINO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 8.

PRESIDENTE. Il Governo?

LUIGI VITALI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Boccia 8.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, vorrei esprimere alcune considerazioni, a scopo di chiarificazione, relativamente al punto in cui siamo arrivati, anche al fine di una decisione più consapevole.
Come volevasi dimostrare, non vi è stato il voto del centrodestra sul provvedimento, sia pur limitato, di indulto. Vi sono state molte chiacchiere, vi è stato un fumoso gioco al rialzo, nonché un po' di giustizia «creativa», dopo i fallimenti della finanza «creativa» da parte dell'onorevole Vito, il quale ha affermato che Forza Italia vuole sia l'amnistia sia l'indulto. Poi però, nonostante si trattasse di un'amnistia totalmente inutile, quando si è trattato di votare l'indulto, ha votato contro! Bell'esempio di coerenza e di politichese in ordine ai problemi della popolazione carceraria detenuta in condizioni incostituzionali!
Anche sull'indulto il centrosinistra ha votato coerentemente unito ed il centrodestra si è espresso coerentemente contro.


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Mi auguro non sia più scomodato alcun riferimento al discorso del Sommo Pontefice e che, perlomeno, siano ben chiare dinanzi al paese non solo le responsabilità di questo voto, ma anche le mistificazioni, i giochetti, le ipocrisie che lo hanno accompagnato.
L'articolo 8 riguarda un'ipotesi graduata di condono, cioè un'ipotesi minore di indulto, poiché si prevede il condono di un anno per alcune categorie di reati, in particolare i reati di rapina, di cui all'articolo 628, di estorsione, di usura e di alcuni delitti relativi alla pubblica amministrazione.
Riteniamo sia abbastanza assurdo votare una misura di condono limitata ad un anno solo per alcune specifiche categorie di reati (è forse anche incostituzionale) e per tale motivo il gruppo della Margherita si asterrà.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sgarbi. Ne ha facoltà.

VITTORIO SGARBI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse questa è l'ultima occasione di dibattito politico e morale all'interno di questo Parlamento.
Avevo sperato che nelle parole dell'onorevole Mantini vi fosse un'apertura, un segnale, pur estremo, pur rarefatto e senza entrare nel merito dei grandi valori di un'amnistia che avrebbe dovuto essere concessa all'inizio della legislatura e contro la quale insistono quei sistemi parlamentari che richiedono i due terzi per la sua concessione, non omologando, quindi, il voto alla volontà di un Governo e determinando veti incrociati che durano ormai da più di dieci anni; avevo sperato che questo estremo appiglio potesse essere un segnale che il Parlamento non ha lavorato invano, che Pannella non ha fatto appelli invano, che il Papa non è entrato in quest'aula invano. Tutto ciò mi sembra una buona ragione per chiedere all'amico Mantini di ribaltare il suo proposito e di votare perché l'indulto, sia pure ridotto, sia consentito almeno per un anno.
Altrimenti, queste conversazioni, la totale mancanza di segnali umanitari e di testimonianza di una volontà costruttiva rispetto al mondo delle carceri sarebbe devastante anche sul piano etico. Quindi, spero che il voto sia contrario alla soppressione dell'articolo 8.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, non avrei preso la parola se il collega della Margherita non avesse ritenuto di svolgere un intervento per la verità incomprensibile. In questi casi credo che il silenzio sia la cosa migliore!
Ci avete costretto a passare alcuni giorni qui, ci avete imposto di sottolineare una nostra coerente e chiara posizione espressa fin dal primo minuto, avete insistito affinché si votasse e si creassero aspettative in quel mondo carcerario che a parole dite tanto di voler difendere, quando anche un bambino di quinta elementare avrebbe potuto capire che non vi erano le condizioni politiche di fine della legislatura perché un simile provvedimento potesse essere approvato. Abbiate la cortesia di far calare un sipario di silenzio su questa incredibile vicenda che avete ammannito all'intero corpo elettorale e alla nazione (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!
Per quanto riguarda l'ultimo articolo, l'onorevole Sgarbi, non abbiamo concesso l'indulto per coloro che hanno commesso reati meno gravi e adesso riconosciamo un indulto ridotto a coloro che hanno commesso i reati più gravi? Lasciamo stare! Credo che nessuno pensi neanche lontanamente a questa possibilità!
Intendo sottolineare che la mia parte politica, che ha espresso un voto contrario sia sull'amnistia sia sull'indulto, si pone tanto quanto gli altri, forse di più, il problema delle condizioni di vita dei detenuti nelle carceri. Tuttavia, colleghi, sapete meglio di me che non era possibile approvare ora questi provvedimenti di clemenza e che se ciò fosse avvenuto si sarebbe trattato di un «pannicello caldo».


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Noi, al contrario, vogliamo che all'inizio della prossima legislatura, quale che sia la maggioranza di Governo - anche all'esito degli effetti della legge Cirielli, che impone una maggiore severità nei confronti dei recidivi e che mi auguro tenga di più in carcere chi è abituato a commettere reati a ripetizione -, sia discusso un provvedimento a favore di chi veramente non rappresenta un pericolo per la società. Ci impegniamo pertanto ad essere disponibili alla discussione di un provvedimento all'inizio della legislatura e non quando serve per motivi di bassa propaganda elettorale.
Colleghi, ve lo avevamo detto che era meglio votare prima i provvedimenti più importanti come quello sulla legittima difesa e, a maggior ragione, quello sul riordino delle carriere delle forze dell'ordine (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista)!

COSIMO GIUSEPPE SGOBIO. Cinque anni avete avuto!

IGNAZIO LA RUSSA. Lo so che a voi non interessano le forze dell'ordine, lo so che per voi non contano niente, ma per noi rimangono l'impegno principale (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kessler. Ne ha facoltà.

GIOVANNI KESSLER. Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole sull'emendamento in esame, soppressivo dell'articolo 8.
Abbiamo appena perso una grande occasione per approvare l'indulto, poiché la maggioranza dell'Assemblea ha respinto l'articolo 6 che noi fin dall'inizio avevamo sostenuto. Ora, giustamente, viene posta in votazione una seconda parte dell'indulto che, dal punto di vista strettamente tecnico, sta ancora in piedi. Non contestiamo, anzi condividiamo la decisione del Presidente, che è una decisione tecnico-procedurale, ma come gruppo dobbiamo assumere delle decisioni politiche.
Il nostro gruppo, da sempre favorevole all'indulto, non può certo votare l'articolo 8, che, rimasto da solo, avrebbe il seguente significato: l'indulto non lo si dà a nessuno, perché questo è stato il voto della maggioranza sull'articolo 6, tranne che a coloro i quali hanno commesso rapine aggravate, estorsioni aggravate, usura o i reati più gravi contro la pubblica amministrazione. Paradossalmente l'articolo in esame, che aveva un senso nel contesto dell'indulto, per ridurre l'indulto nei confronti dei reati più gravi, se dovesse ora essere approvato da solo, darebbe la possibilità di beneficiare dell'indulto soltanto ai condannati per i reati più gravi. Si tratterebbe di una vera beffa, e dunque, non per responsabilità nostra, dobbiamo chiudere qui il discorso su un indulto che a questo punto rimarrebbe un indulto beffa, solo per i grandi delinquenti.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, dopo la conclusione dell'esame di questo provvedimento, dobbiamo riprendere l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di emergenza rifiuti. Sono previste pochissime votazioni...

Una voce dai banchi dell'opposizione: No!

PRESIDENTE. Ma come «no»? «No» lo dice lei!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.

GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che occorra avere un po' di coerenza. È stato appena respinto un provvedimento di indulto estremamente limitato, che riguardava i soggetti più deboli, gli emarginati, i tossicodipendenti, la detenzione sociale. Ora ci viene proposto, con l'articolo in esame, un indulto di un anno per i rapinatori, per chi è stato condannato per estorsione aggravata, per usura, per rivelazione di segreti d'ufficio. Ritengo che l'approvazione di tale norma costituirebbe non soltanto un danno gravissimo per la giustizia,


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ma anche una beffa per il lavoro che tutti noi, rispettando le posizioni di ciascuno, abbiamo svolto finora.
È stato un dibattito duro, serio, importante. Purtroppo credo che non abbia vinto la ragionevolezza, ma ritengo doveroso per questo Parlamento approvare l'emendamento soppressivo in esame, evitando così una vera e propria vergogna per il Parlamento stesso.

PRESIDENTE. Avverto che sono stati ritirati dai rispettivi presentatori gli emendamenti Boccia 8.20 e Buemi 8.1.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Boccia 8.2 e Gamba 8.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lucidi. Ne ha facoltà.

MARCELLA LUCIDI. Signor Presidente, intendo semplicemente reagire alle parole pronunciate poco fa dall'onorevole La Russa. Non ammettiamo che qualcuno in quest'aula possa ritenersi paladino esclusivo delle Forze di polizia, che non appartengono a questa o a quella forza politica, ma appartengono a tutti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani. Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!
Mi si consenta solo una nota: visto che Alleanza nazionale parla molto di riordino, poteva essere presente stamattina alle nove meno un quarto in Commissione giustizia a votare il parere relativo a questo provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-La Rosa nel Pugno - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Boccia 8.2 e Gamba 8.3, interamente soppressivi dell'articolo 8, non accettati dalla Commissione e sui quali il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 359
Votanti 356
Astenuti 3
Maggioranza 179
Hanno votato
sì 353
Hanno votato
no 3).

Avverto che, a seguito della soppressione dell'articolo 8, risultano preclusi tutti i restanti articoli in materia di indulto.
Poiché, a seguito delle votazioni effettuate, risultano respinti o preclusi tutti gli articoli recanti la disciplina sostanziale per la concessione dell'amnistia e dell'indulto, non procederemo alla votazione della proposta di legge al nostro esame, in quanto essa si intende respinta nel suo complesso.

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