Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 729 del 12/1/2006
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 809 ed abbinate)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leoni. Ne ha facoltà.

CARLO LEONI. Molto brevemente, vorrei dichiarare che voteremo a favore di questo provvedimento, per le motivazioni già esposte dai colleghi di gruppo Calzolaio, in discussione generale, e Spini, in fase di intervento sulle proposte emendative. Faccio pertanto riferimento alle argomentazioni già addotte per annunciare il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zaccaria. Ne ha facoltà.

ROBERTO ZACCARIA. Anch'io, rapidamente, preannuncio, a nome del gruppo della Margherita, che il nostro voto sarà favorevole. Come avevo già auspicato in sede di discussione sulle linee generali, alcune modifiche da noi proposte sono state accolte: si tratta di una ragione in più per esprimere il voto favorevole su un provvedimento che si giustifica in quanto temporaneo e che naturalmente richiederà, nella prossima legislatura, un intervento più organico e complessivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rivolta. Ne ha facoltà.

DARIO RIVOLTA. Nell'intervenire a titolo personale, credo che vada rivolto un plauso al collega Ramponi e agli altri colleghi firmatari di queste proposte di legge, per aver giustamente posto il problema del voto degli italiani temporaneamente all'estero. Già nella scorsa legislatura, con il ministro Martino, io stesso presentai una proposta di legge in questa direzione. Purtroppo, essa non ebbe storia, perché qualcuno, sbagliando, temette che essa avrebbe potuto inficiare l'altra proposta di legge, quella che riguardava il voto degli italiani residenti all'estero per lunghi periodi.
In questo caso specifico, penso che non stiamo facendo altro che riconoscere doverosamente l'esercizio vero di un diritto di voto per chi sta all'estero anche temporaneamente. Purtroppo - questo è il motivo del mio intervento a titolo personale -, le modalità con cui viene riconosciuto questo diritto mi sembrano del tutto incongrue, rispetto al giusto obiettivo che ci si era posti.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 11,07).

DARIO RIVOLTA. Sono incongrue essenzialmente per due motivi. Il primo


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motivo, già segnalato da altri colleghi, è l'assurdità - forse è incostituzionale - di prevedere un diritto di voto attivo ma non anche un diritto di voto passivo.
Si tratta di cittadini italiani a tutti gli effetti, che svolgono normalmente la loro attività professionale sul territorio nazionale e che solo temporaneamente, per brevi periodi, sono all'estero. Noi neghiamo loro questo diritto.
L'altro aspetto rende surreale questo provvedimento e riguarda la possibilità offerta a questi cittadini che si trovano temporaneamente all'estero (e, magari, si trattengono dopo il voto per un periodo di dieci, quindici, venti giorni) di votare per la circoscrizione Estero che non ha alcuna possibilità di commistione elettorale con le circoscrizioni presenti sul territorio nazionale. Vorrei richiamare, al riguardo, l'esempio dei resti che, per l'elezione alla Camera dei deputati, vengono calcolati al livello nazionale ed il voto di un cittadino che, per motivi di malattia o di degenza, si trova in una regione diversa dalla propria, comunque, avrebbe un influenza sull'intero sistema nazionale.
In questo caso, in base al provvedimento in esame, il voto nella circoscrizione Estero, anche davanti alla presenza di resti, si esaurisce ed il calcolo dei resti viene fatto nella stessa circoscrizione Estero, non avendo alcuna influenza a livello nazionale.
Per questi motivi, ribadisco la necessità di trovare una soluzione per dare ai cittadini italiani temporaneamente all'estero l'esercizio del diritto di voto reale; tuttavia, giudico il metodo individuato del tutto incongruo. Di conseguenza, non mi resta che esprimere una posizione di astensione sul provvedimento nel suo complesso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, sarò molto breve per due ragioni. Innanzitutto, perché ho espresso alcune perplessità in occasione del voto favorevole sull'emendamento Leoni 1.1. La seconda ragione non la potevo prevedere, quando mi sono iscritto a parlare. Ho ascoltato con attenzione (come faccio sempre) il collega dello schieramento a me contrapposto, ossia l'onorevole Rivolta, e, cercando di liberarmi da qualunque pregiudizio ideologico, mi trovo a condividere, parola per parola, dalla prima all'ultima, ciò che, poco fa, lo stesso ha dichiarato, tra l'altro - lo devo riconoscere - con molto equilibrio e con molta razionalità.
Anche l'onorevole Rivolta ha sottolineato l'aspetto di incostituzionalità presente nella scelta di prevedere l'elettorato attivo sulla circoscrizione Estero, ma non quello passivo e ha definito (forse ha usato un termine ancora più forte) surreale il fatto che gli italiani temporaneamente all'estero (il presupposto da cui tutti partiamo è che è giusto garantire loro il diritto al voto) votino per candidati per la circoscrizione Estero che nulla hanno a che fare con il loro ruolo e la loro attività, poiché queste persone si trovano all'estero solo temporaneamente. Logico sarebbe stato farli votare all'estero con riferimento alle circoscrizioni e alle regioni italiane.
Il collega Rivolta ha sottolineato, altresì, l'incongruità del metodo con cui tutto questo avviene; incostituzionale, surreale ed incongruo sono i tre aggettivi che ha utilizzato e che io riprendo.
Lo ripeto: non è una questione di schieramento politico. Siamo sul terreno dei diritti politici fondamentali. Tali questioni prescindono o dovrebbero prescindere dagli schieramenti e dovrebbero garantire, certamente, l'esercizio del diritto di voto (fortunatamente, su tale aspetto, in quest'aula, siamo unanimi), ma con modalità che siano costituzionalmente, istituzionalmente e giuridicamente razionali, conseguenti ed equilibrate. Questo, purtroppo, non è avvenuto e per questo motivo esprimerò una posizione di astensione anche a nome dei colleghi della componente dei Verdi.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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