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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2436-B sezione 12).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la VI Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni.
ETTORE ROMOLI, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 11.
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, anche il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 11.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 470
Maggioranza 236
Hanno votato sì 216
Hanno votato no 254).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 11.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 466
Astenuti 3
Maggioranza 234
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 254).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 11.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 470
Astenuti 2
Maggioranza 236
Hanno votato sì 215
Hanno votato no 255).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 11.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, affrontiamo un altro bell'argomento: in questo caso stiamo parlando, non dell'estate, ma di Cirio e di Parmalat, ossia, di come i prodotti finanziari destinati agli investitori istituzionali sono arrivati al risparmiatore e, molte volte, al piccolo risparmiatore. Stiamo parlando, insomma, delle centinaia di migliaia di risparmiatori che in questo paese sono stati truffati nelle vicende dei crack Parmalat e Cirio.
Nel corso dell'esame del provvedimento alla Camera avevamo deciso due cose piuttosto importanti. La prima era che per far circolare questi prodotti finanziari dagli investitori istituzionali al pubblico fosse necessario il prospetto. In altre parole, vi doveva essere una corretta informazione perché fosse possibile anche al piccolo risparmiatore capire cosa metteva nel portafoglio. La seconda cosa che avevamo previsto era che, nel momento in cui l'investitore istituzionale trasferiva questi prodotti finanziari al risparmiatore, doveva garantirne la solvenza per un anno. In altre parole, non avrebbe potuto fare quanto era successo, come ben sappiamo, in alcune di quelle vicende scandalose nelle quali la banca o l'intermediario finanziario, appena «sentito odore» che stava per saltare Cirio o Parmalat, si erano liberati di quei prodotti, scaricandoli al risparmiatore, magari un mese o due mesi prima del crack. Infatti, attraverso la norma che avevamo introdotto alla Camera, si sarebbe dovuto garantire almeno per un anno la solvenza di quei titoli o di quei prodotti finanziari.
Ebbene, colleghi, queste previsioni scompaiono dal testo approvato dal Senato e non abbiamo più la possibilità di tutelare e difendere il piccolo risparmiatore; attraverso queste norme, invece, finiamo per difendere i grandi intermediari finanziari. Mi sembra che dovremmo andare nella direzione opposta e tutelare il risparmiatore. Per questo motivo, credo che il mio emendamento 11.6 debba essere approvato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, credo che molti colleghi sappiamo che in tutta Italia presso i tribunali sono pendenti cause intentate nei confronti delle banche collocatrici dei vari bond argentini o delle obbligazioni Parmalat e Cirio. Molto spesso i tribunali si stanno pronunciando a favore dei risparmiatori perché si trovano dinanzi ad una evidente truffa, ossia al collocamento al dettaglio di prodotti finanziari che, come veniva ricordato poc'anzi, dovevano invece restare presso le banche stesse o presso altri investitori professionali.
Voglio ricordare un solo caso: ad una vecchietta di ottantaquattro anni è stato venduto un certo quantitativo di bond
argentini di durata trentennale! La mala fede del venditore mi sembra sia in re ipsa.
Ebbene, noi, con molta serenità ed oggettività, avevamo previsto quei due vincoli ai quali faceva riferimento, poc'anzi, il collega Gambini: l'obbligo del prospetto e quello di detenere, almeno per un anno, da parte della banca, quei titoli che eventualmente fossero stati acquistati da emittenti estere. Ciò non è avvenuto; la saggezza dovrebbe consigliarci di approvare questa norma, che è di effettiva tutela dei risparmiatori, la cui solitudine porta a drammi veri e propri. Ho visto persone piangere: si tratta di persone che hanno investito i loro risparmi, la liquidazione delle loro pensioni, dopo una vita di lavoro! Voi avete ricevuto, cari colleghi, quotidianamente, nelle vostre caselle di posta elettronica - come le ricevo io - missive di tal genere.
Non possiamo rimanere indifferenti nei confronti della disperazione di chi ha subito già un danno: abbiamo l'obbligo di essere previdenti nell'approvare le norme, per evitare che, in futuro, si ripetano situazioni di questo tipo. Altrimenti, le banche e gli intermediari finanziari continueranno, al di là delle nostre declamazioni, a fare il bello e il cattivo tempo, così che i loro bilanci diventeranno sempre più ricchi e i risparmiatori sempre più poveri (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 11.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 444
Maggioranza 223
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 243).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 11.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.
ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, è un'informazione che può servire anche a lei: questa mattina, sui quotidiani della sua città - che, poi, è anche la mia - è scritto che la magistratura ha deciso il rinvio a giudizio di una ventina di funzionari di banca, accusati di avere venduto ai risparmiatori i bond Parmalat alcune settimane prima dell'evidenza del crack della stessa Parmalat. Le banche - questa è l'accusa - si sono liberate dei bond, rivendendoli ai risparmiatori. La norma prevista dall'articolo di cui stiamo trattando dice, in sostanza, che coloro che debbono vendere al pubblico, devono «tenere in tasca» i titoli per un anno. Senonché, il testo licenziato dal Senato non solo ha operato uno scambio tra l'obbligo del prospetto e l'obbligo di «tenere in saccoccia» i titoli per un anno, ma addirittura ha trovato il modo di stabilire che è tutto in regola quando si rifila un «pezzo di carta», ed il pezzo di carta stesso può essere costituito da trenta, quaranta o anche cento cartelle: si è giunti a prospetti di quattrocento pagine, quindi difficili da leggere non solo per la vecchietta di turno, ma anche per molti noi.
Diciamolo pure tranquillamente: è del tutto evidente che questa è una vera e propria omissione che consente, in sostanza, a coloro che rivendono di aggirare il vincolo di tenere i titoli per un anno rifilandoli alla sola condizione di pagare il prezzo della stampa cartacea di un plico voluminoso, ossia del prospetto informativo. Questa mi pare una contraddizione insopportabile, perché ai risparmiatori viene detto che sta per essere approvata una legge tesa a ristorare in parte i danni subiti - e, soprattutto, ad evitarne in futuro -, ma in realtà tale legge non consente di offrire le garanzie necessarie agli stessi risparmiatori. Infatti, questi ultimi avranno ancora di fronte a se la tutela costituita dall'obbligo per le banche di tenere i titoli almeno per un anno, ma
tale obbligo sarà aggirato dall'escamotage per cui, con un «pezzo di carta», ancorché lungo, si potrà eludere la norma di garanzia. Ecco perché non si capisce la ragione che ha indotto i relatori ed il Governo a respingere emendamenti che tendono a ripristinare il testo che anche la maggioranza aveva votato in quest'aula.
Francamente, questa è una presa in giro. Anziché «tutela dei risparmiatori», potremmo chiamarla «legge per consentire l'aggiramento della tutela dei risparmiatori».
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, vorrei richiamare la vostra attenzione ai fini dell'approvazione dell'emendamento illustrato dal collega Grandi, che stabilisce l'obbligo di mantenere il titolo almeno per un anno prima di venderlo alla clientela «minuta», per così dire. Altrimenti, si sancisce il diritto di chiedere l'annullamento del contratto da parte di chi è stato ingannato, nonché il risarcimento del danno subito.
La disperazione dei risparmiatori italiani è reale. Vorrei ricordare un dato: non si era mai verificato che i risparmiatori andassero a protestare dinanzi alla Banca d'Italia: erano alcune migliaia. Volete che vengano a protestare nei nostri confronti, magari quando usciamo dalla Camera? Questo paese si è impoverito! Vogliamo consentire che dalle tasche dei singoli cittadini risparmiatori vengano tolti anche quei pochi soldi che riescono a risparmiare? Credo che dobbiamo essere molto attenti, perché la sfiducia è pericolosa e mette in discussione la convivenza civile. E noi, che rappresentiamo questo paese, abbiamo il dovere di non fare la politica dello struzzo!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 11.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 444
Astenuti 2
Maggioranza 223
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 243).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 11.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 448
Astenuti 2
Maggioranza 225
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 247).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 463
Astenuti 3
Maggioranza 232
Hanno votato sì 256
Hanno votato no 207).
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, c'è qualcosa che non funziona. Innanzitutto, signor Presidente, dovrei dire che siamo alle solite. Mentre stiamo votando in modo costruttivo gli articoli di questo provvedimento, si susseguono all'esterno dichiarazioni di questo o quel ministro sugli emendamenti del Governo, che dovrebbero essere uno, due o tre...
PRESIDENTE. Sono pronti, stanno per essere messi in distribuzione. Sono al vaglio di ammissibilità e, tempo cinque minuti, saranno distribuiti ai gruppi. Si tratta di cinque minuti di orologio...
ANTONIO BOCCIA. Lo so, signor Presidente; ma sarebbe bene che non facessimo sempre la figura di quelli che dipendono da quanto succede fuori dall'aula. Comunque, la ringrazio per l'informazione.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, le assicuro che mi sono già fatto carico dell'esigenza da lei rappresentata.
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