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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2436-B sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la VI Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni.
ETTORE ROMOLI, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere contrario sull'articolo aggiuntivo Grandi 08.01, nonché sugli emendamenti Gambini 8.1 e Grandi 8.2 e 8.5.
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Grandi 08.01.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, siamo all'esame di un altro simpatico argomento!
Si tratta di una delle questioni che hanno destato molto interesse e che hanno fatto maggiormente discutere in occasione delle scalate estive: il conflitto di interessi tra banca ed impresa e, soprattutto, i limiti relativi al credito che può essere concesso ai componenti degli organi societari o ai detentori di quote di una banca.
La scelta compiuta dal Senato è stata quella di smontare l'articolato che era stato votato dalla Camera, articolato che sembrava fatto apposta per fotografare gli abusi e gli illeciti che sono stati commessi per agevolare le scalate nei confronti della banca Antonveneta.
Si tratta di questioni assai delicate perché sono stati ottenuti crediti per poter acquisire quote della banca scalata e, tali quote della banca scalata, sono state date in pegno per i crediti ricevuti. Vogliamo fare nomi e cognomi? Non li facciamo i nomi e i cognomi, ma voi li conoscete tutti perché sono stati scritti sui quotidiani del nostro paese, fanno parte della storia del malaffare e delle scalate finanziarie di questa estate. Quelle norme che dovevano servire ad impedire questo tipo di comportamenti vengono smantellate e la stessa cosa avviene per le sanzioni relative.
Che cosa ci sta fare un Parlamento se non per deliberare e per introdurre norme che siano in grado di frenare e colpire questo tipo di comportamenti? Io non vedo la ragione per la quale dovremmo blindare questo testo se abbiamo l'intenzione di rispondere alle esigenze di trasparenza del mercato finanziario italiano. È questo che ci sta a cuore? È la credibilità di questo mercato finanziario? Allora bisogna combattere questi comportamenti, altrimenti ci riempiamo la bocca di belle dichiarazioni, andiamo a fare i «fenomeni» nelle trasmissioni televisive e, quando si tratta di votare le cose serie, invece, votiamo come ci ordina il Governo.
Io credo che varrebbe la pena di cambiare orientamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, come ricordava poc'anzi il collega Gambini questo è un articolo molto delicato proprio perché riguarda vicende che abbiamo vissuto nei mesi scorsi e che stanno ancora interessando l'opinione pubblica, i mercati e anche la magistratura alla quale, comunque, riteniamo di dover dare la
nostra solidarietà, invitandola a fare chiarezza fino in fondo.
Io vorrei che i colleghi leggessero il testo di questo nostro emendamento: parla di limiti di valore per il compimento di operazioni con parti correlate. Abbiamo visto, soprattutto nella Banca Popolare di Lodi, quanto abbiano pesato, per certe operazioni di scalata finanziaria, i cosiddetti «correntisti clienti privilegiati». Queste sono vicende - noi non siamo magistrati - che non intendo assolutamente ripercorrere, ma la stampa ci ha doviziato di particolari che hanno messo in luce un sistema di malaffare e di intrecci gravissimi.
Questo nostro emendamento pone un punto fermo, dicendo che tra le parti correlate le operazioni non possono superare l'importo di 100 mila euro. Questa è una norma di una limpidezza unica per chi vuole effettivamente che questo mondo, marcio come si è rivelato, si normalizzi. A tal proposito non voglio generalizzare, perché ci sono anche banche che sono gestite correttamente e che sono apprezzate all'estero quando vanno a fare acquisizioni, come pure ce ne sono altre, come la Banca Popolare di Lodi, che hanno dimostrato di avere un «marciume» nella gestione e nelle scelte compiute dai vari amministratori. Ripeto, vogliamo mettere un punto fermo che obblighi a rispettare certi limiti che in questo caso noi proponiamo in 100 mila euro; altrimenti, ci renderemo complici delle eventuali future vicende oscure e di malaffare.
Oltretutto, i colleghi si sono già pronunciati su questo argomento nella prima versione, in occasione della prima approvazione da parte di questa Assemblea. Mi dovete consentire di fare un richiamo, in particolare, ai deputati dell'UDC che, spesso, hanno la pretesa, almeno quando si rivolgono alla pubblica opinione, di fungere da elemento di chiarezza in questa vicenda. Questi colleghi hanno utilizzato alcune posizioni del presidente Tabacci per dire: «Noi certe battaglie le abbiamo combattute». Le battaglie le combatte non soltanto il singolo ma il gruppo - in questo caso l'UDC - che, invece, non l'ha voluto fare. In questo caso, voglio verificare - mi sia consentito - come voteranno, cioè se voteranno a favore dell'emendamento che tende a mettere un paletto di trasparenza oppure se, ancora una volta, per l'ennesima volta, anche il gruppo dell'UDC, come gli altri gruppi della maggioranza, piegherà la testa dinanzi alla volontà del Governo, ...
ALFREDO BIONDI. Dell'«Altissimo»!
MARIO LETTIERI. ...dell'«Altissimo»!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.
ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, anzitutto ricordo che la Camera dei deputati aveva votato un testo diverso da questo. Evidentemente, la maggioranza si è convinta, non tanto riguardo al testo approvato dal Senato, quanto piuttosto con riferimento alla richiesta del Governo di abbandonare ogni capacità di dialogo con l'opposizione. Questo argomento è molto importante perché riguarda un tema delicatissimo, il cui respiro noi dovremmo approfondire meglio, cioè il rapporto tra la banca e l'impresa, in una fase in cui, a seguito delle politiche di questi anni, le imprese sono state spinte verso le banche, tra le braccia delle banche, molto più di prima. Si tratta di un articolo molto delicato perché significa che coloro i quali sono spinti ad acquisire parti importanti di proprietà delle banche potrebbero usare questa loro capacità azionaria per avere, per così dire, favori o trattamenti di riguardo, per di più con operazioni che potrebbero essere molto spigliate, anche quanto all'uso dei finanziamenti bancari. È del tutto evidente che questo argomento meriterebbe di essere affrontato in un altro modo, non respingendo le osservazioni che - come ripeto - avevano peraltro trovato, in precedenza, anche nella maggioranza, una attenzione diversa. Questa attenzione, oggi, è sconfessata semplicemente perché l'ordine di scuderia è
quello di respingere gli emendamenti per arrivare al voto di fiducia, alla fine, sui due articoli ritenuti fondamentali.
Aggiungo un'ultima considerazione, signor Presidente. Probabilmente, ci appresteremo a subire un voto di fiducia sul riordino della Banca d'Italia. È un mistero, perché nessuno sa come il Governo intenda proporre l'argomento. Faccio osservare che, una volta approvata l'istituzione di alcuni poteri che riguardano la Banca d'Italia, si renderà inevitabilmente più difficile parlare dei rapporti tra la stessa Banca ed altre autorità. Come potete pensare di dividere questo provvedimento «a fette», ignorando che su questo articolo bisogna svolgere una discussione che, in tal modo, attraverso la ripulsa degli emendamenti, è impedita e riservando, poi, ad articoli da votare successivamente argomenti che, invece, meriterebbero di essere affrontati insieme? Insomma, siamo di fronte ad un articolo che non tutela; i risparmiatori ringrazieranno, purtroppo, con la bocca amara una legge che non li tutela. Nello stesso tempo, siamo di fronte al rischio di un autentico pasticcio dal punto di vista delle competenze e del funzionamento del provvedimento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Grandi 08.01, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 453
Astenuti 1
Maggioranza 227
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 245).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 8.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 457
Maggioranza 229
Hanno votato sì 210
Hanno votato no 247).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 8.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, recita il comma 4-septies: «I possessori di partecipazioni rilevanti in una banca non possono dare in pegno, a garanzia di crediti loro concessi da banche o da società appartenenti a un gruppo bancario, partecipazioni nella stessa o in altra banca o in una società che la controlli (...)».
Vi ricorda qualcosa, colleghi? Vogliamo fare gli amici dei «furbetti del quartierino»...? Di ciò si tratta! Era il testo che abbiamo approvato alla Camera, e che al Senato è stato modificato.
Trovo irragionevole ed incomprensibile la ragione per la quale non dovremmo votare questo testo; si tratta esattamente della norma che consente di contrastare i «furbetti del quartierino»: mi spiegate perché non dovremmo votarla (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti)?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, purtroppo al Senato è stata condotta un'azione di scientifico smontaggio delle disposizioni che noi, con una certa saggezza, avevamo approvato in prima lettura e, in materia di operazioni con parti correlate e di conflitto di interessi in
genere, tale operazione scientifica compiuta al Senato allarga di molto le maglie al malaffare. Ricordo le operazioni di questi mesi fatte dai famosi «furbetti del quartiere», da quegli immobiliaristi che sono stati, da un lato, ben remunerati e, dall'altro, ben «intrecciati» con un sistema di governance marcia della banca in questione; a fronte di ciò, noi riproponiamo il testo approvato dalla Camera, che sostanzialmente recita così: «Ferma restando l'applicazione del comma 4 e delle disposizioni di cui all'articolo 136, i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso una banca, i quali detengano una partecipazione nel capitale della medesima, nonché i soggetti che siano sottoscrittori di patti previsti dall'articolo 122 del testo unico di cui al decreto (...) n. 58 (...) non possono essere debitori nei riguardi della stessa banca per un ammontare che superi il valore dei tre quarti delle partecipazioni detenute».
Si tratta di un limite importante che può bloccare o frenare quelle operazioni di cui siamo venuti a conoscenza. La Camera l'aveva già approvato; ritengo che compirebbe un'opera saggia se riapprovasse il suo testo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 457
Votanti 456
Astenuti 1
Maggioranza 229
Hanno votato sì 213
Hanno votato no 243).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 454
Astenuti 2
Maggioranza 228
Hanno votato sì 211
Hanno votato no 243).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 458
Astenuti 1
Maggioranza 230
Hanno votato sì 249
Hanno votato no 209).
Prendo atto che l'onorevole Carra ha espresso erroneamente un voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
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