Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 722 del 20/12/2005
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(Esame dell'articolo 6 - A.C. 2436-B )

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2436-B sezione 7).
Invito il relatore per la VI Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni.

ETTORE ROMOLI, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere contrario sugli emendamenti Grandi 6.2, 6.1, 6.3, 6.4 e 6.5. Le Commissioni, inoltre, invitano l'onorevole Scherini a ritirare il suo emendamento 6.6 e, subordinatamente, esprimono parere contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello espresso dal relatore per la VI Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 6.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, intervengo facendo riferimento anche agli altri emendamenti a mia firma, che sono tutti rispondenti ad una logica unica. Per la verità, potrei parlare anche a nome dell'onorevole Scherini, che viene invitato a ritirare il suo emendamento, perché anche l'onorevole Scherini, curiosamente, si colloca nella stessa logica. Ma probabilmente l'onorevole Scherini ritirerà il suo emendamento, e forse non avrebbe piacere di farsi rappresentare in questo modo.
Gli emendamenti in esame sono volti a rafforzare un aspetto importante. Non dimentichiamo che lo scandalo Parmalat è particolarmente correlato a situazioni finanziarie all'estero: uso dei paradisi fiscali, ma non solo, anche uso improprio di società collocate in altri paesi che a volte sono più benevoli, comunque lucrando sulle differenze di natura legislativa. Il provvedimento in esame dovrebbe cercare di tutelare i risparmiatori, affinché siano garantiti rispetto alla possibilità di far girare vorticosamente, fra società italiane e società collocate all'estero, i capitali, in modo tale da far trovare il povero risparmiatore in una condizione di difficoltà o, peggio, di truffa. Per affrontare un problema di questo tipo bisogna cercare di costruire norme più forti, cogenti, in grado di determinare obblighi. Gli emendamenti in esame sono diretti a rafforzare gli obblighi, cercando di fare in modo che laddove si dice «si può» si dica «si deve», affinché gli obblighi siano maggiormente garantiti.
Si tratta, in sostanza, di una logica di rafforzamento degli obblighi per dichiarare il collegamento con società estere e per garantire linearità di comportamenti e trasparenza per i risparmiatori. Il fatto che le Commissioni abbiano espresso parere contrario sugli emendamenti in esame è largamente incomprensibile, perché tali proposte godevano certamente, nel lavoro fin qui svolto, se non di una simpatia, quanto meno di un'accoglienza parziale. Purtroppo, quella sorta di cortina che è calata dal momento in cui è stata preannunciata la fiducia sui due passaggi fondamentali, costituiti dall'articolo 19 e dall'articolo 30, rende di fatto impercorribile qualunque rapporto e anche le proposte migliorative di buonsenso vengono respinte senza alcuna possibilità di accettazione.
Ritengo si tratti, signor Presidente, di un fatto abbastanza grave. Lei nei giorni scorsi si è molto «sbracciato», anche lodevolmente, chiedendo al Parlamento di superare antiche rivalità sulla materia della tutela del risparmio. Mi dispiace, ma la sua maggioranza, purtroppo, sembra non percorrere il disegno da lei auspicato.
Prendiamo atto che anche le proposte minime in questo caso vengono semplicemente respinte.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, ricordo a me stesso che l'articolo 47 della nostra Costituzione afferma che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. Questo è uno degli articoli centrali se effettivamente si vuole tutelare il risparmio, perché riguarda le società estere aventi sede legale in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria. È importante inserire il massimo di norme stringenti in questo articolo per evitare quelle famose truffe cui ho fatto riferimento nei precedenti interventi.
Ritengo che questo non sia il cuore del provvedimento, ma quasi: come abbiamo già detto, il cuore che sta negli articoli 19 e 30, ma questo articolo è altrettanto importante se vogliamo veramente tutelare i risparmiatori. Non dimentichiamo che il signor Tanzi per emettere i suoi bond si rivolgeva appunto a società collocate all'estero, molte delle quali erano allocate nei cosiddetti paradisi fiscali. Ricordo che anche l'immobiliarista Ricucci aveva le sue società sparse per il mondo. Ora viene fuori anche che il povero Fiorani, di cui non parlerò perché ciò spetta ai magistrati e non a noi che in questa sede facciamo politica, aveva qualche miliarduccio in giro per questi paesi che sfuggono al regime di trasparenza.
Anche in questo punto noi ripristiniamo con una serie di emendamenti ciò che era stato già deciso da questa Assemblea, la quale farebbe veramente un grave danno ai risparmiatori e, soprattutto, a se stessa se non confermasse il testo precedentemente approvato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 6.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 461
Votanti 460
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato
207
Hanno votato
no 253).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 6.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 456
Votanti 455
Astenuti 1
Maggioranza 228
Hanno votato
209
Hanno votato
no 246).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 6.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 467
Votanti 466
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato
214
Hanno votato
no 252).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Grandi 6.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
214
Hanno votato
no 250).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 6.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 471
Votanti 469
Astenuti 2
Maggioranza 235
Hanno votato
216
Hanno votato
no 253).

Prendo atto che l'onorevole Scherini accede all'invito al ritiro rivoltogli dal relatore per la VI Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 469
Votanti 467
Astenuti 2
Maggioranza 234
Hanno votato
254
Hanno votato
no 213).

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