Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 722 del 20/12/2005
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(Esame dell'articolo 1 - A.C. 2436-B )

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 2436-B sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la VI Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni.

ETTORE ROMOLI, Relatore per la VI Commissione. Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere contrario sull'emendamento Benvenuto 1.1.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, con questo emendamento, iniziamo a valutare una serie di modifiche apportate dal Senato al testo approvato dalla Camera.
In sè, il cambiamento prodotto dal Senato potrebbe apparire poco interessante, ma se leggiamo questo mutamento alla luce di quanto è avvenuto questa estate e dei tentativi che sono stati messi in opera durante le scalate estive, allora, anche questo cambiamento assume una diversa importanza.
I colleghi ricorderanno quale grande impegno sia stato assunto dalla CONSOB per ricercare le prove dei concerti e dei patti occulti che sono stati stabiliti per poter attuare quelle scalate.
È chiaro che se il voto per gli organismi societari viene reso segreto, si rende assai più difficile per la CONSOB appurare quei concerti o quegli accordi occulti. Questa è la ragione per la quale proponiamo, attraverso questo emendamento, di ritornare al testo della Camera. È una posizione assolutamente ragionevole, che punta a dare tutte le armi agli organi di vigilanza per mantenere la trasparenza del mercato finanziario italiano.
Potremmo dire che, se non fosse successo ciò che è successo, si sarebbe potuto chiudere un occhio, ma poiché le scalate ci sono state e gli abusi sono stati accertati, sarebbe bene che il Parlamento inserisse


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una norma capace di fornire agli organi di vigilanza le armi necessarie per tutelare la trasparenza dei mercati finanziari.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, mi permetto di dissentire rispetto all'osservazione che ha fatto precedentemente sulle modalità di voto di questo provvedimento. Questo provvedimento ha certamente delle autonomie, ma anche dei legami molto forti. Con questo articolo 1, iniziamo a ragionare sulle modalità con cui deve funzionare una società e sul modo di decidere all'interno della stessa. Non dimentichiamo, infatti, che gli organi di controllo, anche i più importanti, intervengono su atti presi da altri. Ecco la ragione in base alla quale questo emendamento e questo articolo non sono slegati, a se stanti; al contrario, hanno un preciso rapporto con il contesto del provvedimento.
Aggiungo che, probabilmente, il «no» dei relatori - non so quello del Governo, ma certamente conosco quello dei relatori - ha un che di malinconico, perché la provocazione di questo comma 2, in realtà, costituisce un'opinione condivisa anche da deputati della maggioranza. Non c'è dubbio, infatti, che questo voto segreto sia molto discutibile, che si presti a qualche «comunella» di troppo o a qualche legame incestuoso tra affari finanziari di vario tipo e, di conseguenza, probabilmente sarebbe bene che venisse cassato, come chiede l'emendamento.
Infatti, se la minaccia del voto di fiducia non incombesse su due articoli certamente fondamentali (gli articoli 19 e 30), su questo emendamento o, comunque, su questo testo, potremmo trovare una soluzione condivisa anche da settori della maggioranza.
Purtroppo, ci troviamo in questo clima e, quindi, anche ciò che è ragionevole e persino, forse, condiviso, viene oggi bocciato e questo - permettete - è un grave errore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, camminando per la città di Roma ho visto un bel manifesto che porta il suo bel viso, in cui c'è scritto: la responsabilità tiene unito il paese.
Devo dire che nella vicenda di questa legge è mancato il senso di responsabilità, cui il Parlamento era stato chiamato all'indomani dello scandalo della Parmalat, della Cirio, della Giacomelli, della Banca 121 e dei bond argentini.
È una legge che avrebbe dovuto vedere al centro i risparmiatori, che sono stati truffati, non solo per tentare una forma di ristoro, ma anche per dare loro la certezza che quelle truffe e quei crack per il futuro sarebbero stati evitati. Da un lato, era necessario organizzare meglio la struttura delle authority con una netta individuazione delle loro competenze e, dall'altro, sanzionare con maggiore rigore gli amministratori, i sindaci, i revisori e tutti coloro che si sono resi complici della falsificazione dei documenti di bilancio e delle comunicazioni al mercato.
Ebbene, la proposta della maggioranza è davvero sconcertante, se è vero che il parere espresso dai relatori è contrario, finanche su quelle parti che erano già state approvate da quest'aula. Ciò vuol dire che l'operazione di peggioramento del testo del Senato, che, oggettivamente, è stato annacquato rispetto a quello approvato da noi in precedenza, è una scelta del tutto grave e non condivisibile.
Finanche, si vuole ripristinare - lo ricordava poc'anzi il collega Grandi - il voto segreto. La trasparenza assoluta deve essere l'obiettivo di questa legge, se vogliamo che i mercati siano trasparenti, ma iniziamo già con il primo emendamento ad annegare l'obbligo di trasparenza.
Pertanto, invito i colleghi a riflettere e a votare a favore del nostro emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Benvenuto 1.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 439
Maggioranza 220
Hanno votato
192
Hanno votato
no 247).

Prendo atto che l'onorevole Frigato non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 448
Votanti 278
Astenuti 170
Maggioranza 140
Hanno votato
253
Hanno votato
no 25).

Prendo atto che l'onorevole Meduri ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto astenersi.
Prendo atto altresì che l'onorevole Frigato non è riuscito a votare ed avrebbe voluto astenersi.

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