Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 722 del 20/12/2005
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(Dichiarazioni di voto - Doc. IV, n. 12-A)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gironda Veraldi Ne ha facoltà.

AURELIO GIRONDA VERALDI. Signor Presidente, vi è una verità storica da ristabilire subito. Due parole, tante bastano per definire la vicenda.
La prima verità storica: non è esatto dire che in sede di discussione presso la Giunta ci siano stati assensi o dissensi da parte della maggioranza. Ci dobbiamo sottrarre al sospetto che ci sia un veto all'autorizzazione per un'eventuale preoccupazione di responsabilità del Martinat.
Mi permetto di ricordare a tutti quanto scritto nella relazione di maggioranza: l'onorevole Martinat non avrebbe influenzato alcunché, incapace ed impotente, ancorché viceministro.
Ecco la ragione per cui invitiamo questa volta a votare «rosso», anche se non è un colore molto gradito (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Grazie signor Presidente, credo che il relatore di minoranza ed il collega che ha parlato ora abbiano parlato sottovoce perché si vergognavano di quanto stavano dicendo!

GIUSEPPE LEZZA, Relatore di minoranza. Ma cosa dici!

LAURA CIMA. Mi auguravo fosse vero ciò che i due relatori per la maggioranza, onorevoli Mantini e Kessler, avevano detto, cioè che una parte della maggioranza in Giunta avesse avuto il buon senso di dissentire dalla posizione ora annunciata.
Cari colleghi, siamo in un periodo (che credo tutti abbiano chiaro) particolarmente delicato, visto lo scandalo emerso a livello finanziario e bancario che ha portato alle dimissioni del Governatore della Banca d'Italia. Il nostro paese sta facendo una pessima figura a livello internazionale per la situazione drammatica in cui il Governo e questa maggioranza spesso ci hanno portato.
Stiamo parlando di una situazione che è nell'occhio di tutti i mass media, che


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quotidianamente determina manifestazioni, l'ultima delle quali ha visto la partecipazione anche di sindaci francesi. Stiamo parlando di una situazione delicatissima in Val di Susa, di appalti che riguardano la TAV e di un «sottosegretario» che si fa chiamare «ministro», Martinat, indagato. Stiamo parlando di applicare per la prima volta una norma che non abbiamo condiviso, in particolare l'articolo 6 della legge n. 140 del 2003. Inoltre, la magistratura chiede soltanto l'autorizzazione ad utilizzare intercettazioni di conversazioni telefoniche su queste vicende, già compiute. E noi abbiamo il coraggio, in quest'aula, di dire «no», senza vergognarci? Senza vergognarci...

ENZO RAISI. Vergognati tu!

LAURA CIMA. Signor Presidente, richiamo ogni collega alla propria coscienza. Hanno ragione le popolazioni della Val di Susa a ribellarsi come stanno facendo.

ROBERTO MENIA. Smettila!

LAURA CIMA. Sta succedendo come per la Impregilo nella vicenda riguardante la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina; il Governo ha sempre avuto connessioni, in prima persona l'onorevole Martinat, con situazioni «poco pulite» (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Unione).

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cima.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Sarò brevissimo, signor Presidente. Siamo alle solite; si tratta di portare all'attenzione dell'Assemblea un «voto» non inerente al merito, ma che rappresenta la salvaguardia di un principio. Siamo al paradosso che, nella Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione, il centrosinistra vota in un senso o in un altro a seconda del nome dell'onorevole per il quale è richiesta l'autorizzazione a procedere.
Questa votazione, maturata per un mero accidente procedurale, era inizialmente legata ad un diniego dell'autorizzazione a procedere nei confronti del viceministro Martinat. I motivi che ci inducono a negare l'autorizzazione sono chiari: si tratta di intercettazioni irrilevanti, del tutto irrilevanti, per il procedimento. La magistratura ha abbondante materiale probatorio per tentare di sostenere in sede dibattimentale le proprie accuse contro gli imputati laici. La posizione dell'onorevole Martinat è chiaramente marginale alle vicende in questione ed irrilevante sotto il profilo penale. Gli si imputa di avere avuto frequenti contatti con imprenditori, politici, amministratori locali. Si tratta di un viceministro delle infrastrutture e dei trasporti: cosa dovrebbe fare se non mantenere i contatti per sanare, verificare e controllare determinate situazioni?
Inoltre, e concludo signor Presidente, mi spiace rilevare un'ulteriore discrasia, cioè il fatto che oggi il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo sia schierato per concedere l'autorizzazione a procedere mentre in una situazione analoga, riguardante l'onorevole Carbonella, ha votato esattamente al contrario.

GIOVANNI CARBONELLA. Era per conto terzi!

ANTONIO LEONE. Mettetevi d'accordo. Noi siamo contrari alla concessione dell'autorizzazione a procedere. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Provera. Ne ha facoltà.

MARILDE PROVERA. Signor Presidente, credo che, di tanto in tanto, si debba avere il senso della necessità e questa è una situazione nella quale sarebbe salutare, considerato ciò che è accaduto


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attorno alla vicenda della Val di Susa, che si agisse nella massima trasparenza, chiarezza e serenità.
Questa chiarezza e questa serenità non si evidenziano per la sordità riscontrata in ordine a tale vicenda in tutto il mondo politico, in modo assolutamente bipartisan. Pertanto, è salutare per il sistema politico nazionale e locale che, in ordine a tutte le vicende legate in modo particolare, all'assegnazione degli appalti, vi sia la massima trasparenza e comunicazione nei confronti dell'opinione pubblica. Dico ciò anche per il corpo politico, anche per la possibilità di valutare con attenzione gli interventi effettivamente necessari nella valle, che non dovrebbero essere consegnati ad interessi di natura privatistica, magari non necessariamente del sottosegretario (o ministro, come ama farsi chiamare Martinat in Piemonte), ma sicuramente legati agli imprenditori che in quella valle operano.
Abbiamo sentito poc'anzi che l'impossibilità di intervenire farebbe venire meno anche una parte dei procedimenti di chiarimento rispetto agli imprenditori. Sarebbe, quindi, utile che il sottosegretario stesso - non ministro - dicesse di essere interessato a far pulizia rispetto a quanto a tutti viene detto e rilanciato, a causa della sordità che non consente trasparenza e chiarezza.
Per tale motivo, annunzio l'espressione di un voto favorevole, perché ciò è necessario per la salute di tutti, prima di tutto del sottosegretario Martinat.

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