Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 714 del 30/11/2005
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(Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine in Val di Susa - n. 3-05203)

PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-05203 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

FRANCESCO GIORDANO. L'intera Val di Susa è presidiata dalle Forze dell'ordine, è completamente militarizzata. Ieri non la si poteva percorrere né a piedi né in auto. Non si poteva andare al lavoro né a scuola: impedite tutte le attività! Le chiedo, signor ministro: sono stati per caso sospesi i diritti costituzionali dei cittadini della Val di Susa?
Chiediamo un'immediata fine di questa odiosa occupazione della Valle. Ma vi è di più. Una delegazione istituzionale dell'Unione europea, con presenza pluralistica, è stata fermata e sono stati aggrediti alcuni parlamentari europei. Ci sono dei testimoni. Le dichiarazioni di questi parlamentari europei - alcuni sono del suo gruppo, signor ministro per i rapporti con il Parlamento - sono incredibili: dicono che è stato perpetrato un affronto alla popolazione locale e un insulto all'integrità della delegazione parlamentare.
Questa è l'immagine concreta, che abbiamo dato in quella realtà, della democrazia nel nostro paese.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Il Governo ritiene che si debbano tutelare i diritti di 56 milioni di cittadini italiani, naturalmente compresi quelli della Val di Susa, ma anche il diritto dovere di questo paese ad avere uno sviluppo e a non perdere posti di lavoro, così come il diritto a mantenere anche un rapporto con la concorrenza internazionale e ad avere un rinnovamento delle nostre strutture, come giustamente - lo dirò dopo - ha detto ieri il Capo dello Stato.


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Occorre quindi tutelare in complesso la libertà di tutti, come sta avvenendo in Val di Susa, dove nella giornata di ieri sono accaduti fatti denunciati dall'onorevole Agnoletto, ma ai quali...

FRANCESCO GIORDANO. Anche da altri!

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Ho con me il testo della dichiarazione di un sindacato insospettabile, la CGIL SILP, che ha contestato la versione di Agnoletto, parlando di semplicistico e strumentale impianto accusatorio e smentendo categoricamente le affermazioni fatte da Agnoletto. Non dico la polizia, dico il sindacato CGIL-SILP, che si è pronunciato su questo episodio. Ma questo, ieri, non è stato l'unico episodio che è avvenuto.
Dalle 11 e per una ventina di minuti, 150 manifestanti hanno invaso la carreggiata nord dell'autostrada Torino-Bardonecchia ed hanno effettuato un presidio dinanzi al casello di accesso dell'autostrada, bloccando il traffico. Un altro presidio, a cui hanno partecipato circa 200 persone, si è svolto in mattinata sulla statale n. 25, causando anche in questo caso disagi al traffico.
Per quanto concerne il personale di Polizia, vi è una programmazione definita in modo flessibile che tiene conto di due necessità: quella di permettere la libera espressione dei dissensi per chi dissente rispetto a questo tipo di iniziativa, ma anche quella di effettuare la sperimentazione, i carotaggi e le verifiche ambientali volti a vedere se sia possibile o no, in condizioni di sicurezza, realizzare il traforo in un momento successivo.
È evidente che l'impegno della Polizia è ingente. Sono state assegnate alla questura di Torino 899 unità di personale, di cui 450 unità della Polizia di Stato, 349 dell'Arma dei carabinieri e 100 della Guardia di finanza per servizi di ordine pubblico. Per gli stessi servizi sono state assegnate per oggi, 30 novembre, 1089 unità di rinforzo, per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni di protesta, ma anche l'apertura del cantiere. È certo che preferiremmo tutti che non fosse necessario impiegare centinaia e centinaia di poliziotti, di carabinieri e di finanzieri per garantire tutto ciò, ma questa è la situazione che si è venuta a creare nella Val di Susa.

PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà di replicare.

FRANCESCO GIORDANO. Visto che lei non crede a me, ministro Giovanardi, le cito quello che hanno detto i componenti della delegazione parlamentare europea, non solo dei verdi o di rifondazione comunista, ma aderenti al partito popolare e al partito socialista europeo. Hanno parlato di un affronto alla popolazione locale, di un insulto all'integrità della delegazione parlamentare europea. Addirittura, Hammerstein ha detto, in un'intervista di oggi, che una tale sospensione dei diritti personali non l'aveva mai vista! Questa è l'immagine che voi date, in Europa, a questi parlamentari.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Hanno detto una cosa falsa!

FRANCESCO GIORDANO. Aggiungo che sono parlamentari anche del suo gruppo.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Hanno detto una cosa falsa!

FRANCESCO GIORDANO. Hanno detto una cosa falsa, certo. Loro c'erano, lei non c'era, e loro hanno detto una cosa falsa?
Vorrei anche aggiungere che non è in discussione - lo vorremmo dire al Capo dello Stato: non è nelle sue prerogative istituzionali indicare qual è l'ipotesi di sviluppo nel nostro paese ...

FRANCESCO STORACE, Ministro della salute. Questo è grave, molto grave.


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FRANCESCO GIORDANO. Dicevo che non è in discussione una modalità di efficacia del sistema dei trasporti. Noi chiediamo il blocco dei lavori di Venaus perché, al contrario di quanto lei ha detto in quest'aula - cioè il falso -, i carotaggi a Venaus non servono per garantire una tutela e per verificare se lì, come sanno tutti, ci sono l'uranio e l'amianto, che è fortemente dannoso per le popolazioni: quei carotaggi sono l'inizio dei lavori. Per questo noi chiediamo che quei lavori siano bloccati e che tutto il progetto sia discusso con i sindaci e le popolazioni locali. Essi hanno una alternativa, anche economica, perché non intendono in alcun modo isolarsi ed hanno un modello di sviluppo compatibile con le risorse straordinarie, di memoria e di natura, che esistono in quella valle, visto che ci vivono ed hanno tutto l'interesse a costruire un'alternativa economica adeguata.
Per questa ragione, noi continueremo a batterci, politicamente, insieme a tutta la popolazione. Vorrei aggiungere che, così come ha detto oggi un editorialista del Corriere della sera, Paolo Franchi, non esistono riforme, né scelte fatte contro il popolo. Ricordatevelo sempre!

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