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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Anna Maria Leone.
ANNA MARIA LEONE. Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole del gruppo dell'UDC sul disegno di legge in esame, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione del testo del mio intervento in calce al resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Onorevole Anna Maria Leone, la Presidenza lo consente, sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.
LUIGI GIACCO. Signor Presidente, preannuncio, a nome del mio gruppo, l'espressione di un voto favorevole sul disegno di legge in esame. Voteremo a favore perché riteniamo importante far sì che le persone disabili possano avere risposte significative anche a livello normativo.
Colgo questa occasione anche per porre in rilievo quella che potrebbe essere una discrepanza tra, da un lato, le affermazioni di principio e i riconoscimenti giuridici, e, dall'altro, i comportamenti reali. Da tale punto di vista, questo Governo ha lasciato molti dubbi in ordine alla politica
adottata in tema di disabilità. A tale riguardo, desidero ricordare alcune questioni fondamentali.
Se per principio noi affermiamo i diritti di tali soggetti e, poi, nella vita di tutti giorni, questi diritti li neghiamo, ciò a me pare un comportamento estremamente negativo. A questo proposito, desidero ricordare il «taglio» operato al fondo per le politiche sociali e porre in rilievo come, per il «dopo di noi», non ci sono più finanziamenti e come per l'inserimento lavorativo di tali soggetti la legge esistente è stata o non applicata o applicata con difficoltà, anche con riferimento alle barriere architettoniche e quant'altro. Si potrebbero citare altri esempi, ma l'elenco sarebbe molto lungo. Ritengo, comunque, che l'approvazione del presente disegno di legge, che conferma in maniera importante il principio della non discriminazione delle persone disabili, possa consentire di far registrare un riscontro pratico, in termini di qualità della vita di tali soggetti, nella vita di tutti i giorni (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gianni Mancuso. Ne ha facoltà.
GIANNI MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento in esame è volto a rafforzare ulteriormente il processo di integrazione dei soggetti disabili nella vita politica, sociale ed economica. Questa finalità è esplicitata molto bene all'articolo 1, che fa comunque salve le garanzie già previste dall'ordinamento a favore dei disabili che vogliono accedere al mondo del lavoro e per coloro che già prestano un'attività lavorativa.
Sebbene si possa affermare che la tutela delle persone disabili sia nel nostro paese estremamente avanzata anche a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 104 del 1992, i dati statistici dimostrano ancora oggi come questa componente, particolarmente svantaggiata, della popolazione rimanga troppo spesso fuori dal circuito della vita pubblica sociale, politica ed economica a causa della persistenza di barriere sia materiali sia immateriali. È necessario, quindi, introdurre strumenti giuridici idonei a garantire l'effettiva parità di trattamento e promuovere la pari opportunità per le persone disabili qualora si trovino a subire, a causa della loro disabilità, discriminazioni anche in ambiti di vita diversi da quella lavorativa.
Il disegno di legge si propone di estendere la particolare tutela giurisdizionale, già accordata ai disabili vittime di discriminazioni nel contesto lavorativo, a tutte quelle situazioni in cui il disabile risulti destinatario di trattamenti discriminatori al di fuori del rapporto di lavoro che consenta, da un lato, di fornire un'efficace risposta alla forte aspettativa rappresentata da numerose categorie di disabili e, dall'altro, di soddisfare un'esigenza di completezza del sistema al fine di garantire alle persone disabili una piena parità di trattamento in ogni settore della vita.
Infine, appare di particolare rilievo la previsione contenuta nell'articolo 4 che estende la legittimazione ad agire in giudizio nei casi di discriminazione ad associazioni ed enti costituiti a tutela dei disabili. Una tale estensione della legittimazione ad agire è prevista sia su delega sia nell'ipotesi in cui i suddetti organismi abbiano interesse ad intervenire nei giudizi per danni subiti dal disabile o ritengano di ricorrere, in sede di giurisdizione amministrativa, per l'annullamento di atti illegittimi.
Per tutte le ragioni testé illustrate, dichiaro, anche a nome del gruppo di Alleanza nazionale, il voto favorevole su tale provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del gruppo della Margherita su un provvedimento che risponde alle esigenze di tutela dei diritti umani nel nostro paese.
È vero, l'Italia, come diceva poc'anzi il collega Giacco, dispone di una delle più avanzate legislazioni per la tutela dei diritti delle persone disabili anche in virtù della entrata in vigore della legge n. 104 del 1992 (legge quadro per l'assistenza all'integrazione sociale e per i diritti delle persone diversamente abili). Il nostro sistema sociale è stato ulteriormente ammodernato con la legge n. 328 del 2000; tuttavia, l'evoluzione della nostra società ha messo in luce gli inevitabili limiti e lacune tali che, per i diversamente abili, il diritto di cittadinanza, sancito dall'articolo 3 della nostra Carta costituzionale, non è ancora pienamente accessibile.
I diversamente abili devono sopportare ancora oggi, quotidianamente, molte criticità, relative alla opportunità di accesso, di uso e di fruibilità dei diritti e delle prestazioni.
I problemi dunque permangono: nei luoghi di lavoro, nella scuola (anzi, nella scuola si sono ulteriormente aggravati), nei mezzi di trasporto pubblico, negli stadi, al cinema e nei luoghi della ricreazione e del tempo libero. Dunque, senza voler fare demagogia, rimane un fatto: troppo spesso i diritti delle persone disabili rischiano di rimanere tali solo sulla carta. Purtroppo, questa difficile e complessa situazione assume a volte vesti ancora più gravi: rilevazioni statistiche mettono in luce come i diversamente abili siano ancora vittime di vere e proprie discriminazioni.
Per questo motivo, siamo favorevoli a tale provvedimento, che rafforza materialmente e sostanzialmente i principi di eguaglianza e attribuisce ad ogni persona pari opportunità. Siamo soprattutto favorevoli all'introduzione nel nostro ordinamento della nozione giuridica di discriminazione, che include anche quella indiretta (spesso più subdola), ossia la discriminazione che priva effettivamente la persona dell'accesso al diritto previsto.
Infine, questo provvedimento incontra il nostro parere favorevole perché legittima ad agire le associazioni dei disabili, le quali potranno intervenire anche per un singolo soggetto che abbia avuto leso il proprio diritto. Noi avremmo voluto introdurre anche altri aggiustamenti; esprimiamo comunque la soddisfazione e il ringraziamento alla relatrice per aver accolto alcuni emendamenti che abbiamo presentato per dare un contributo positivo al provvedimento. Approviamo questo disegno di legge perché fa crescere seriamente il livello di civiltà del nostro paese (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Massidda. Ne ha facoltà
PIERGIORGIO MASSIDDA. In questi giorni voi avete ribadito che questo Governo non ha fatto niente per la disabilità. Noi non chiacchieriamo; noi facciamo, creiamo. Questo disegno di legge ci onora, e voi stessi lo voterete perché avete partecipato, avete lavorato, ma siete stati incapaci di farlo quando avete governato voi. E allora, bisogna avere anche la franchezza, l'onestà di accettare che, se è vero che questa nazione è orgogliosa di avere una delle normative migliori e più moderne a tutela della disabilità, è altrettanto vero che questo provvedimento è necessario perché un'integrazione reale non è ancora avvenuta. Per questa ragione (Commenti dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Forza Italia)...
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, calma!
PIERGIORGIO MASSIDDA. Concludendo, credo che anche gli amici della Lega saranno orgogliosi di aver lavorato, come tutto il Parlamento, per una legge che qualifica l'azione politica, qualifica il Parlamento ma, se permettete, qualifica anche un Governo che risponde con i fatti e non con le parole, con gli slogan della sinistra. (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, buongiorno e ben arrivato.
Lo spot pubblicitario che abbiamo ascoltato poco fa spingerebbe a cambiare atteggiamento di voto, ma poichè io voglio essere coerente (Commenti dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Forza Italia)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego...
MARCO BOATO. Sto parlando pacatamente e tutti hanno ascoltato il tono con cui è stato svolto il precedente intervento. Il tono e il contenuto. Ripeto, abbiamo ascoltato uno spot pubblicitario fuori tempo, diciamo: dal punto di vista elettorale può aspettare ancora qualche settimana!
Al contrario, poiché noi verdi, e non solo noi verdi ma tutto il centrosinistra, condividiamo il contenuto di questo disegno di legge, anche con i miglioramenti apportati con larga convergenza dalla Commissione, annuncio il nostro voto favorevole.
Si tratta delle misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità che siano vittime di discriminazioni. Opportunamente, il disegno di legge delimita finalità ed ambito di applicazione dell'intervento, introduce la nozione di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e, nel dettare disposizioni relative alla tutela giurisdizionale, riconosce la legittimazione ad agire in giudizio alle associazioni ed agli enti esponenzialmente rappresentativi degli interessi offesi delle persone disabili.
Pertanto, al di là delle polemiche strumentali che abbiamo ascoltato poco fa, dichiaro con soddisfazione il voto favorevole dei Verdi sul disegno di legge in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Unione).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, sinteticamente e molto pacatamente, desidero dire che non si può non votare a favore del provvedimento in esame, che esplicita, di fatto, ciò che è già previsto dall'articolo 3 della Costituzione: nella nostra Repubblica non sono ammesse discriminazioni, di qualsivoglia tipo esse siano.
Pertanto, nel plaudire all'avvenuta approvazione dell'emendamento che conteneva un riferimento proprio all'articolo 3 della Costituzione, garanzia e base, nel nostro paese, del divieto di discriminazioni, ritengo che il disegno di legge in esame sia estremamente importante là dove prevede la tutela giudiziaria (implicitamente già prevista, ma ora esplicitata). Credo sia importantissimo stabilire che le associazioni e gli enti di tutela delle persone disabili abbiano legittimazione ad agire ogni qualvolta vedano messa in forse da una discriminazione, di tipo diretto o indiretto, l'uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini.
Ripeto che, essendo il provvedimento in esame estremamente importante, noi contribuiremo alla sua approvazione, pur facendo notare che il voto favorevole che ci accingiamo ad esprimere non avrà senso se le disposizioni in oggetto rimarranno sulla carta, se la legge positiva continuerà a prevedere, di fatto, discriminazioni. Ne citerò una per tutte: sebbene il Presidente del Consiglio, fin dal momento del cosiddetto contratto con gli italiani, abbia più volte affermato che tutti i cittadini avrebbero ricevuto il famoso milione di pensione al mese, 516 euro nella moneta attuale (mi dicono che attualmente sono 600 euro), non è stato previsto l'aumento della pensione agli invalidi civili.
Quindi, stiamo affermando di essere contro le discriminazioni soltanto in teoria:
in pratica, nella prossima legge finanziaria, ancora non viene previsto l'adeguamento delle pensioni degli invalidi civili all'importo delle altre pensioni, con un'evidente, plateale e concreta discriminazione. Nel nostro paese, la pensione di invalidità civile è ancora ferma a 230 euro, cifra che, come comprendiamo tutti, è assolutamente inadeguata a garantire la sopravvivenza di una persona normale e, ancora di più, di chi ha bisogno di assistenza per compiere gli atti ordinari della vita.
Sono molto contenta che la Camera, tra pochi minuti, approvi all'unanimità un provvedimento contro la discriminazione delle persone disabili, ma credo che quest'Assemblea si accinga a votare ben sapendo di farlo con ipocrisia, dal momento che non esistono norme positive idonee a fare in modo che i cittadini con disabilità non vengano discriminati (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
FRANCESCA MARTINI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCA MARTINI, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che il nostro paese, come ho già detto, a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 104 del 1992 (la legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate), vanta una delle più avanzate normative a livello internazionale nell'ambito della tutela dei diritti delle persone disabili, non si può, allo stesso tempo, negare che la persona disabile è ancora, dal punto di vista sociale, un soggetto debole.
Risultano, infatti, concretamente esistenti alcuni nodi critici. Penso alla capacità del mondo della scuola di offrire una didattica all'avanguardia, modellata sulle specifiche aree di vantaggio degli studenti certificati, e alla piena attuazione dei processi di formazione lavorativa e di avviamento attraverso il collocamento mirato, per poter sviluppare al meglio le potenzialità, soprattutto lavorative. Penso alle scarse occasioni di far sentire le proprie opinioni e ad una pressoché totale assenza di rappresentanti disabili nelle istituzioni e negli organi di rappresentanza.
È evidente come, troppo spesso, i diritti delle persone disabili corrano il rischio di rimanere inattuati.
In modo molto diretto, mi sento di affermare che la discriminazione avviene spesso in una maniera molto semplice e dai contorni lapidari: una barriera architettonica come qualche gradino, l'impossibilità di salire su un mezzo di trasporto, l'assenza di servizi igienici adeguati o di personale in aiuto divengono drammaticamente fattori di esclusione sociale.
Purtroppo, questa già drammatica situazione, a volte, assume delle vesti ancora più gravi. Le rilevazioni statistiche mettono in luce come, ancora oggi, i disabili siano vittime di vere e proprie discriminazioni nella società e di limitazioni oggettive di accesso ai diritti.
La normativa delle pari opportunità, nata in Italia, storicamente, per garantire il pieno rispetto della parità tra uomo e donna, deve offrire uno strumento di strategica importanza quale impulso diretto a rispettare le capacità individuali, senza discriminare, in ragione della condizione fisica, al di là delle differenze di genere.
Si è ravvisata, quindi, la necessità di affrontare il problema della tutela giuridica delle persone in un'ottica più generale, introducendo strumenti giuridici diretti a garantire la parità di trattamento e le pari opportunità di tutte le persone disabili che si trovino a subire discriminazioni dirette e indirette.
Il provvedimento in esame è volto a rafforzare ulteriormente il processo di integrazione dei soggetti disabili nella vita politica, sociale ed economica, dando, quindi, concreta attuazione al disposto dell'articolo 3 della Costituzione che prevede, tra i doveri fondamentali della nostra Repubblica, la rimozione degli ostacoli che impediscono una piena partecipazione di tutti i cittadini.
Considerato, quindi, l'ottimo lavoro svolto in Commissione al fine di perfezionare
il testo, grazie alla collaborazione di tutti colleghi, sono certa che questo provvedimento sia fondamentale per conferire nuova linfa vitale e maggiore concretezza ai dettami normativi che innalzano il nostro paese ad un alto grado di civiltà giuridica.
Esprimo coerentemente il voto favorevole del gruppo della Lega Nord Federazione Padana.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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