Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 714 del 30/11/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5964 )

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.

LUCA MARCORA. Signor Presidente, il gruppo della Margherita esprimerà un voto favorevole sul disegno di legge di ratifica in esame. Naturalmente, l'istituzione nella città di Parma dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare costituisce un titolo onorifico per il nostro paese. È un grande orgoglio ospitare un'Autorità così importante nel panorama delle agenzie europee.
La ratifica di questo accordo, in realtà, non solleva questioni di particolare criticità. Stiamo parlando della personalità giuridica dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), del sostegno generale dello Stato a questo insediamento, della responsabilità per danni e pregiudizi, dell'immunità dell'Autorità, di varie questioni legate alla titolarità della sede e via dicendo. Quindi, non ci sono argomenti ostativi rispetto alla ratifica e all'esecuzione di questo Accordo, anzi siamo sicuramente favorevoli, perché ci consente di avere in Italia un'Autorità così importante.
Fatta questa premessa, vorrei soffermarmi su due aspetti.


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Sono state destinate risorse congrue per la realizzazione delle opere che renderanno possibile l'insediamento (mi riferisco alle opere urbane e di viabilità, alle infrastrutture e ai trasporti). Il finanziamento di 6 milioni 450 mila euro quindicennale, a decorrere dall'anno 2005, sicuramente è capiente per realizzare queste opere e per predisporre tutte le strutture necessarie affinché l'operatività della sede sia la migliore possibile.
Si prevede, tuttavia, un altro stanziamento di circa 75 mila euro riguardante la realizzazione di opere che non sembrano così indispensabili per l'operatività dell'Autorità. Tali opere sono tutte concentrate sul comune di Parma, in una visione un po' ristretta dell'insediamento dell'Autorità. Non solo la città di Parma deve beneficiare dell'insediamento dell'Autorità, ma...

PRESIDENTE. Onorevole Marcora, lei ha tutta la mia ammirazione; tuttavia, i colleghi dovrebbero consentire ad un collega di parlare serenamente, facendo meno rumore. Non è corretto provocare questo brusio!
Onorevoli colleghi, vi invito ad avere un po' di considerazione delle ragioni di chi parla: non dico di chi ascolta, ma almeno di chi parla!
Prego, onorevole Marcora.

LUCA MARCORA. Grazie, Presidente, sono molto sereno lo stesso. Non si preoccupi.

PRESIDENTE. Questa è una dote dello spirito, ma anche l'acustica ha le sue esigenze.

LUCA MARCORA. Grazie ancora, Presidente.
Gli interventi disposti con il decreto-legge 3 maggio 2004, n. 113 e quelli stabiliti nel corso del dicembre 2003 riguardano investimenti importanti ed interessanti. Tuttavia, tali investimenti sono stati focalizzati tutti sul comune di Parma.
L'istituzione in Italia dell'Autorità deve riguardare non solo il comune di Parma, ma anche tutto il territorio della provincia e delle province limitrofe (penso a Piacenza, a Reggio, a Modena e alla stessa Bologna). Di più: deve servire tutta la nazione italiana.
Quindi, la logica secondo la quale i finanziamenti per la costruzione delle opere infrastrutturali e per mettere l'agenzia in condizioni di operatività dovrebbero tutti essere concentrati sul comune di Parma riflette un'ottica miope; ribadisco, infatti, che il beneficio dell'istituzione dell'agenzia in Italia deve riguardare tutto il territorio circostante e, più in generale, tutta la nazione. Non si sono attivate anche per il resto del territorio - e, soprattutto, per tutta la nazione italiana - quelle sinergie e quelle potenzialità che sono insite nell'insediamento dell'agenzia; ecco, ciò è mancato. Dunque, noi non possiamo pensare che l'insediamento dell'agenzia si riduca a duecento dipendenti europei che da Bruxelles si spostano a Parma, con qualche beneficio dal punto di vista economico, ma anche con qualche problema insediativo per la città stessa. Dobbiamo invece tenere presente che vi sono strutture di ricerca ed università - per esempio, la stazione sperimentale per le conserve alimentari e diverse realtà istituzionali di ricerca universitaria - che devono essere messe in rete con questa agenzia affinché possa prodursi tutto il beneficio della localizzazione della sede in Italia, con tutte le sinergie e le capacità di fare sistema conseguenti. Ecco, ritengo che ciò sia mancato. A proposito del disegno di legge di ratifica, ovviamente non si può portare tale argomento, ma sicuramente questo Governo ha fallito nel compito di valorizzare al massimo l'istituzione di detta agenzia in Italia creando quelle condizioni di sinergie e di sistema che, come notavo poc'anzi, potrebbero, invece, essere molto utili all'agroalimentare italiano. Quest'ultimo è conosciuto ed imitato in tutto il mondo, e si imita, naturalmente, ciò che piace, ciò che è apprezzato dal mercato; avere la sede dell'agenzia dovrebbe essere un ulteriore titolo di merito, un'ulteriore blasone di cui le merci dell'agroalimentare italiano potrebbero fregiarsi


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nella conquista dei mercati del mondo globalizzato. Ecco, tutto ciò finora non vi è stato; l'authority è a Parma, ha spostato duecento nuovi dirigenti da Bruxelles ma non ha potuto, fino ad ora, esprimere tutte le sue potenzialità in termini di benefici per il nostro paese.
La seconda osservazione è la seguente, signor Presidente; siamo l'unico paese in Europa che, pur avendo ottenuto la sede dell'agenzia europea, non ha ancora costituito un'agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Faceva bene allora la collega Nardini a ricordare l'importanza del tema della sicurezza alimentare per i nostri cittadini; dopo la sicurezza personale e la sicurezza internazionale sul versante della lotta al terrorismo, la sicurezza alimentare è uno dei problemi più sentiti dai nostri concittadini. È un dovere dello Stato assicurare la sicurezza alimentare nell'interesse di tutti i cittadini, e quindi per tutti gli alimenti venduti o commercializzati in Italia; è diritto dei cittadini vedere riconosciuto l'interesse alla sicurezza alimentare.
L'Italia non ha una agenzia nazionale, anche se una sorta di segretariato unisce Ministero delle politiche agricole e Ministero della salute; abbiamo dunque adempiuto all'obbligo europeo di creare un focal point nazionale di riferimento per l'agenzia europea, ma sicuramente siamo in difetto perché è stata costituita non un'agenzia ma semplicemente un segretariato di coordinamento tra i due ministeri. Siamo quindi l'unico paese che, pur avendo visto riconosciuta la propria importanza sul piano della sicurezza alimentare - tanto che, appunto, la sede europea è stata istituita a Parma -, non ha tuttavia ancora costituito una vera e propria agenzia nazionale per la sicurezza alimentare.
Il tema della sicurezza alimentare è sicuramente molto sentito dai nostri concittadini; è un tema che tra l'altro, purtroppo, ha avuto modo di essere all'ordine del giorno sia nel caso dell'influenza aviaria sia in quello del latte in polvere per bambini contaminato. Dunque, è evidentemente necessaria un'agenzia nazionale forte, con l'autorità e l'indipendenza necessarie a garantire lo svolgimento con gli strumenti necessari del compito di controllo sulla sicurezza alimentare.
Noi della Margherita abbiamo presentato, già tre anni fa - ma una proposta molto simile è stata avanzata anche dai Democratici di sinistra - un progetto di legge per la costituzione dell'agenzia per la sicurezza alimentare nazionale; l'iter in Commissione affari sociali era giunto quasi alla conclusione, ma poi inspiegabilmente tutto è stato bloccato in attesa che il professor Sirchia, l'allora ministro della salute, ed il ministro Alemanno si mettessero d'accordo.
Siamo dunque rimasti senza un'agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Sicuramente ciò rappresenta un grave neo per quanto riguarda anche l'operatività dell'agenzia europea che ha sede a Parma.
Noi chiediamo quindi al Governo di porre rimedio a tale deficit. Tuttavia, le nostre speranze che tale appello venga accolto sono sicuramente ridotte, e dunque dovremmo pensarci noi, quando andremo al Governo, nella prossima legislatura (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.

VALDO SPINI. Signor Presidente, vorrei segnalare che il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo non ha alcuna intenzione di dilazionare o di ostacolare la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo in esame. Sappiamo, infatti, che per l'Italia è veramente importante ospitare la sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare.
Mi sia consentito di rilevare, tuttavia, che vorremmo vi fosse una maggiore consapevolezza della posta in gioco da parte di tutte le istituzioni preposte ad una corretta attuazione di tale Accordo: del resto, quanto testè segnalato dall'onorevole Marcora circa l'assenza di un'agenzia nazionale in questa materia è molto eloquente.
Pertanto, nel ribadire il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo


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sul disegno di legge di ratifica in esame, vorrei anche fare un deciso richiamo, affinché il processo di attuazione ed esecuzione del presente Accordo sia veramente all'altezza dei compiti che esso richiede.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Landi di Chiavenna. Ne ha facoltà.

GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, preannunzio che il gruppo di Alleanza Nazionale voterà convintamente a favore del disegno di legge di ratifica in esame, poiché testimonia il ruolo specifico svolto dal nostro Governo nel sostenere l'impegno italiano nel settore agroalimentare, e dunque il riconoscimento attribuito, da parte dell'Unione europea, al nostro paese nel confermarlo quale sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Si tratta, altresì, di una gratificazione nei confronti del ruolo, della strategia e dell'impegno politico profusi sia dal nostro Governo, sia dal ministro delle politiche agricole e forestali, onorevole Alemanno.
Siamo assolutamente certi, pertanto, che la presenza di questa importante Autorità europea per la sicurezza alimentare non solo non potrà che beneficiare il territorio, per l'alto valore che tale organismo potrà rappresentare, nel settore agroalimentare, anche dal punto di vista scientifico e della ricerca, ma darà altresì nuovo vigore, nuovo impulso e nuova forza contrattuale al nostro paese, grazie all'azione forte e premiante che è stata compiuta, anche attraverso il ministro Alemanno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Motta. Ne ha facoltà.

CARMEN MOTTA. Signor Presidente, le chiedo di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto finale, a causa delle difficoltà che incontrerei a svolgerla verbalmente.

PRESIDENTE. Onorevole Motta, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti, ringraziandola altresì per la sua iniziativa.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, annuncio che anche il gruppo della Lega Nord Federazione Padana voterà più che convintamente a favore del disegno di legge di ratifica in esame, che rappresenta l'impegno italiano a favore del settore agroalimentare e della sicurezza alimentare.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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