Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 706 del 16/11/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6150 )

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, noi voteremo contro la conversione in legge di questo decreto-legge e cercherò di motivarne le ragioni.
Noi riteniamo che il codice della strada - assieme ad altri provvedimenti che citerò in seguito - abbia quale «bussola» la sicurezza. Deve trattarsi di un codice moderno, ma che abbia allo stesso tempo la capacità di durare nel tempo, di essere assestato e duraturo, sia nelle norme, sia nelle tabelle dei punti. Riguardo a queste ultime, quando fu introdotta la patente a punti - raccogliendo, pur con un ritardo di sedici mesi, un'indicazione precisa contenuta in una legge delega voluta dal centrosinistra ed approvata da questo Parlamento nel marzo 2001, che aveva quale punto essenziale, tra gli altri, proprio


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l'introduzione della patente a punti - essa fu percepita come un vero elemento deterrente (oltre alle sanzioni finanziarie) rispetto agli incidenti stradali. Tali incidenti continuano a rappresentare seppure in un quadro di riduzione, un fenomeno che si configura come una vera e propria strage (Commenti)... Alcuni colleghi sono un po' in difficoltà, signor Presidente!
La necessità di una stabilità, di evitare continue manomissioni, di dare certezze sia ai cittadini sia agli operatori, sia infine a coloro che devono esercitare un controllo è l'elemento essenziale di una legge che deve avere quale obiettivo la sicurezza (Commenti).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia! Consentite all'onorevole Raffaldini di proseguire il suo intervento. Onorevole Raffaldini, prosegua pure.

FRANCO RAFFALDINI. Noi avevamo individuato tre punti essenziali sui quali indirizzare i nostri orientamenti e le nostre indicazioni: le strade, i veicoli e le persone.
Per quanto riguarda le strade (Commenti). Signor Presidente...

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Raffaldini. Onorevole Sanza, per cortesia, si sieda al tavolo del Comitato dei nove!
Prego, onorevole Raffaldini, può proseguire.

FRANCO RAFFALDINI. Le infrastrutture, ossia le strade, sono il primo elemento sul quale intervenire, perché siano sicure e, quindi, ben costruite, ben mantenute, ben asfaltate, ben illuminate, ben segnalate e ben controllate. Infatti, la legge delega di riforma del codice della strada varata dal centrosinistra nella scorsa legislatura fu immediatamente accompagnata da un piano nazionale sulla sicurezza stradale dotato di consistenti finanziamenti, in modo che tutti i titolari delle strade - ANAS, regioni, province o comuni - con un'iniziativa concertata, nell'ambito del piano nazionale della sicurezza stradale, concorressero, per l'aspetto specifico delle infrastrutture, a diminuire i morti, i feriti e gli invalidi permanenti causati dagli incidenti stradali.
Il secondo punto è quello relativo ai veicoli. Si tratta di capire come intervenire per moltiplicare i meccanismi di sicurezza sui veicoli circolanti sulle nostre strade, anche formalmente: penso ai sistemi di frenata, all'ABS, agli airbag, alle cinture di sicurezza ed al casco, che danno, appunto, più sicurezza a chi deve guidare un mezzo.
Il terzo punto riguardava le persone: da una parte, abbiamo considerato il profilo preventivo ed educativo (mi riferisco al patentino per i ragazzi, all'educazione alla sicurezza stradale); dall'altra, abbiamo pensato anche a degli elementi dissuasivi (non a caso, intervenimmo sulla patente a punti, che era una riforma sentita da molti cittadini).
Veniamo dunque alle strade, ai veicoli e alle persone. Per quanto concerne le strade e, in particolare, il famoso piano nazionale sulla sicurezza stradale, dal 2001 ad oggi, ogni legge finanziaria ha operato tagli del 30 per cento. Praticamente, siamo in una situazione difficilissima!
Vorrei ricordare, a tal proposito, quanto detto pochi giorni fa dal ministro Lunardi a Verona, nel corso della riunione informale dei ministri dei trasporti dell'Europa allargata, degli Stati Uniti e dell'Unione sovietica. Egli ha affermato: «Per la sicurezza stradale spendiamo 15 milioni di euro all'anno, che provengono dalle multe. So benissimo che è ben poca cosa». Sono parole testuali del ministro Lunardi. Ci troviamo in questa situazione e quante chiacchiere si stanno facendo al riguardo! Quanto alla questione delle infrastrutture, non c'è niente da fare.
Vi è una grande contraddizione tra le continue promesse di nuove riforme, che ogni tanto nascono, muoiono e risorgono. Si parla di una riforma del codice della strada che vada nel senso della semplificazione: pochi articoli (circa quaranta) e, poi, tutto il resto delegificato. Ogni tanto ritorna questa proposta, ma tutto rimane nel cassetto.


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Da una parte, si parla di riforme e semplificazione, ma, dall'altra, guardiamo all'iter di questo provvedimento! Tale provvedimento, che originariamente constava di un articolo, è diventato un libro, un groviglio intricato. Addirittura, è stato trasmesso alla Camera con ulteriori aggiunte, ed i colleghi della maggioranza hanno presentato emendamenti di tutti i colori. Ne ricordo uno, senza citarne l'autore, che addirittura intendeva regolamentare il caso in cui un'infrazione fosse compiuta dagli ambasciatori o dai consoli onorari. Siamo arrivati a questo punto! Ciò per dimostrare come la confusione regni su tale argomento.
Per questo motivo scegliemmo la legge delega; altrimenti, vi sarà sempre una baraonda. Fra poche settimane, ci sarà la necessità di apportare modifiche a questo provvedimento, perché non è stato predisposto in modo razionale. Bisognerà subito correggere alcune disposizioni.
Ed è vera l'osservazione svolta dall'onorevole Rosato. Egli ha affermato che, se qualcuno uscendo da questa aula dovesse dire ai giornalisti cosa è stato votato oggi, potrebbe dare una o due risposte. Ma qui ci sono 50, 60, 70 articoli! Se ci si chiedesse conto di cosa è stato approvato oggi, probabilmente si scuoterebbe la testa, si balbetterebbe, non si saprebbe cosa dire; guardando l'orologio si direbbe: non ho tempo, ci vediamo domani. Ciò per sfuggire alla domanda. Altre volte sappiamo dire cosa abbiamo approvato; ciò per dimostrare quanta confusione vi sia.
Il problema della sicurezza riguarda certo le norme, ma esse vanno accompagnate da altri provvedimenti, come abbiamo fatto noi del centrosinistra, e non mi riferisco solo al piano nazionale sulla sicurezza stradale. Visto che la stragrande maggioranza degli incidenti avviene nelle aree urbane, per la congestione, per l'inquinamento, per la mancanza di sicurezza, si avviò una grande riforma - allora finanziata - sul trasporto pubblico locale. Tale riforma era mirata a spingere le persone all'utilizzo del mezzo pubblico ed a limitare la congestione e gli incidenti, che in questo caso coinvolgono anche le fasce deboli, i ragazzi, le persone anziane, quelli che si trovano sui marciapiedi o sulle linee di attraversamento. Questa è la realtà! Avete portato questo comparto alla crisi finanziaria e con il disegno di legge finanziaria avete ulteriormente ridotto le risorse per il trasporto pubblico locale. Questa è la realtà!
In che modo, allora, affrontate il problema della sicurezza, che è il faro essenziale?
L'ultima cosa: si potevano coinvolgere regioni e province e lavorare con loro, senza manomettere le loro competenze, ad un grande piano che coinvolgesse tutti sulla partita della sicurezza.
Per quanto riguarda l'autotrasporto, avete rimandato per sei mesi il problema dei retrorifrangenti, perché pensavate così di andare incontro alle esigenze degli autotrasportatori. Gli autotrasportatori, però, hanno ben altri problemi in tema di sicurezza. In questi giorni dovete dare risposte ben più efficaci agli autotrasportatori, non solo sulla semplice questione delle strisce retroriflettenti.
Infine, in questo provvedimento avete usato soprattutto il sistema di alzare la voce, che significa alzare le pene e basta. Non avete affrontato il problema dei controlli. Viva le sanzioni! Mettiamo in galera la gente, bevesse anche mezza birra! Blocchiamo tutto! Contemporaneamente, già nei mesi passati, avete aumentato di oltre 2 euro e mezzo, ossia più di cinquemila lire, il costo di tutte le operazioni per immatricolare il veicolo, ottenere la patente di guida, effettuare il cambio della targa, per il trasferimento di proprietà, la revisione, il rinnovo della patente, il duplicato dei documenti, i contrassegni...

PRESIDENTE. Onorevole Raffaldini, concluda!

FRANCO RAFFALDINI. Questa è la situazione che noi non condividiamo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

EUGENIO DUCA. Bravo, Franco!


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, noi Socialisti democratici italiani voteremo contro questo provvedimento. Lo faremo non perché siamo contro le norme sulla sicurezza stradale, anche perché siamo fortemente convinti, come tutti i cittadini italiani ed europei, che vi sia la necessità di intervenire in modo organico e sostanziale sui problemi che riguardano la sicurezza e, conseguentemente, la riduzione delle vittime sulle strade italiane, il cui numero, purtroppo, è notevole. Come si diceva precedentemente, le vittime sono circa 7 mila all'anno. Notevoli sono gli invalidi e gli incidenti che producono effetti devastanti nella vita quotidiana dei nostri cittadini.
Quindi, come tutti i cittadini, riteniamo necessario intervenire sulle cause oggettive e soggettive, per fare in modo che questi problemi e le conseguenze che si verificano giorno per giorno sulle strade siano, se non eliminate, almeno ridotte, come indicano le direttive europee.
Il dato vero è che questo provvedimento, purtroppo - lo diciamo in virtù delle questioni che ho sottolineato in precedenza -, non agisce in modo strutturale sulle cause oggettive e soggettive della mortalità e delle invalidità permanenti.
Noi avremmo preferito che si potesse discutere tranquillamente, in modo approfondito, di queste problematiche, pur in presenza di un provvedimento che è stato sostanzialmente modificato anche al Senato, dove si è partiti da un articolo unico per giungere ad un testo composto di più articoli. Speravamo che si potesse discutere per fare in modo che questo provvedimento disorganico, presentato dal Governo, almeno fosse modificato sostanzialmente. Tali modifiche le avevamo sottoposte all'attenzione della maggioranza e dell'Assemblea, affinché si attutissero le problematiche relative all'inorganicità del provvedimento stesso.
Con questo vogliamo dire che non vi è semplicemente la necessità di inasprire da un punto di vista sanzionatorio (amministrativo e pecuniario) le modifiche apportate nella tabella dei provvedimenti, ma vi è la necessità oggettiva di intervenire con riferimento alle difficoltà che, giorno per giorno, si incontrano sulle strade della nostra nazione. Non è pensabile che non si possa definire un piano organico di interventi per migliorare la viabilità e le infrastrutture sostanziali del nostro paese. Se pensiamo che moltissimi incidenti avvengono all'interno delle cinte urbane, vi sarebbe stata la necessità di migliorare la cosiddetta mobilità urbana, che invece è stata oggettivamente penalizzata; e peraltro lo è ancora oggi, se pensiamo alle misure previste nella finanziaria, che nelle prossime settimane discuteremo dettagliatamente, mi auguro con risultati positivi per una sua modifica.
Vi è la necessità di definire un piano sistematico e non contraddittorio con riferimento alla normativa in materia di trasporto pubblico urbano, un provvedimento rispetto al quale, purtroppo, non si vede ancora la possibilità che sia discusso in questa Assemblea. Non vi sono risorse per dare più efficienza e sicurezza al trasporto ferroviario, così come certamente non vi è possibilità di migliorare le cosiddette autostrade del mare; anzi, in quest'ultimo caso vi è una riduzione sostanziale dei finanziamenti. Ciò significa, in buona sostanza, che tutto il traffico è oggi concentrato notevolmente sulle nostre arterie urbane, extraurbane e autostradali.
Quindi, in presenza di un aumento del trasporto su gomma, vi sarebbe stata la necessità di impegnarsi, investendo delle risorse, sui cosiddetti percorsi alternativi; mi riferisco sia alle strade ferrate, sia alle strade e alle autostrade del mare. Ciò al fine di diminuire l'incidenza del trasporto sulle strade urbane, extraurbane e autostradali. Questo invece non accade, perché non è stato assolutamente preso in considerazione da questo Governo. Quindi, conseguentemente, non vi è una diminuzione dei drammi della strada.
Dal nostro punto di vista, non vi è neanche il contemperamento tra le sanzioni applicate ed una migliore e maggiore


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sorveglianza sulle nostre strade. Su questo aspetto, il Governo, invece che aumentare le sanzioni previste (come ha fatto in questo provvedimento), avrebbe dovuto - com'è accaduto all'inizio, quando fu introdotta la patente a punti (peraltro sottolineiamo che essa non è merito di questo Governo, dato che fu approvata dal Governo di centrosinistra) - migliorare la sorveglianza sulle strade, una misura che determinò in quel periodo un notevole abbattimento dell'incidenza sia della mortalità, sia delle invalidità permanenti.
Tuttavia, ciò non è possibile, perché, come emerge dai dati richiamati nella legge finanziaria, si ripropone, come negli anni passati, una riduzione degli interventi finanziari per fare in modo che le Forze dell'ordine siano più presenti, con un ruolo più continuo, sulle strade italiane.
Questi motivi e tanti altri, sottolineati e sviscerati ampiamente dai colleghi del centrosinistra, ci inducono convintamente a non esprimere un voto favorevole sul provvedimento in esame; anzi, come affermato precedentemente, i Socialisti democratici italiani sono convinti di votare contro il provvedimento in esame, perché è della stesse veste di tanti altri provvedimenti, presentati da questo Governo al Parlamento, che sono risultati impropri e disorganici. In particolare, in questo momento e con questo specifico provvedimento, non si interviene sulle cause per diminuire la mortalità e l'invalidità permanente dei cittadini italiani.
Per tali motivi, preannunzio l'espressione di un convinto voto contrario sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-SDI-Unità Socialista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zeller. Ne ha facoltà.

KARL ZELLER. Signor Presidente, nella generale distrazione dell'Assemblea è stata approvata una norma che, a mio parere, inasprisce oltre misura le sanzioni per guida in stato di ebbrezza. Non solo viene triplicata la sanzione dell'arresto (da uno a tre mesi) e si aumenta l'ammenda (si quadruplica la sanzione già esistente), ma si prevede addirittura la confisca dell'automobile o del trattore o del motociclo.
Lo stato di ebbrezza si determina quando sono stati bevuti tre bicchieri di alcool e si registra oltre lo 0,5 di tasso alcolemico; ne consegue la sanzione della confisca della macchina, salvo che sia intestata a terzi, ma possiamo immaginare cosa accadrà a migliaia di cittadini? In futuro, quando entrerà in vigore questa norma, verrà confiscato il mezzo e non si tratterà di un fermo, perché l'automezzo verrà messo all'asta! Non voglio difendere chi guida in stato di ebbrezza, ma vi è un limite a tutto!
Non esiste paese al mondo in cui si preveda la sanzione della confisca della macchina e la sua vendita all'asta, dopo aver bevuto tre bicchieri di alcool! Verranno puniti, come accade quasi sempre, i semplici cittadini che non possono permettersi di intestare la macchina alla propria società.
Inoltre, il periodo di sospensione della patente è stato aumentato (per conseguire la patente vi saranno vari test psicologici).
Credo, comunque, che il Parlamento abbia esagerato nella sanzione della confisca, peraltro in controtendenza rispetto all'indirizzo adottato per quanto riguarda la confisca dei motocicli. Sono state attenuate le sanzioni nel caso si circoli in due sugli stessi e non è più prevista la sanzione della confisca del mezzo, ma solo nel caso si commetta un reato con il motociclo e adesso introduciamo per il conducente in stato di ebbrezza la confisca della macchina. Non credo che questa sia una cosa ragionevole e ritengo che il Parlamento avrebbe dovuto decidere diversamente. Sono anche convinto che la maggior parte dei colleghi non sanno cosa hanno votato, perché non penso che la maggior parte dell'Assemblea sia stata consapevole della conseguenza di questo voto.
Noi della componente politica Minoranze linguistiche del gruppo misto - credo di poter parlare anche a nome degli altri colleghi - votiamo convintamene contro questa norma sapendo che, essendo


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prossimo alla scadenza, questo decreto-legge difficilmente potrà essere modificato al Senato. Tuttavia, speriamo in una modifica successiva perché crediamo che in questo caso il Parlamento abbia davvero esagerato (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Minoranze linguistiche e Misto-SDI-Unità Socialista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guido Dussin. Ne ha facoltà.

GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, solo due parole per dare forza a quanto appena affermato dal collega Zeller. Credo che nell'esame di questo decreto-legge ci sia stato un errore fondamentale da parte un po' di tutti i gruppi, come dimostra in questo momento la sanzione della confisca del mezzo. Spero peraltro che da parte del Governo ci sia la possibilità di intervenire, in altra occasione o in altro provvedimento, per porre rimedio agli errori commessi.
Riguardo al provvedimento, voteremo in senso favorevole perché sono numerose le iniziative che ci hanno soddisfatto. Tuttavia, ci riteniamo ancora insoddisfatti per quanto riguarda una possibile sanatoria che poteva consentire di riprendere in modo corretto la via della sicurezza.
Siamo invece soddisfatti - e di questo ringraziamo il Governo - per due iniziative che sono state promosse dal nostro gruppo: quella di dare la possibilità ai giovani di 17 anni, accompagnati dai loro genitori, di adoperarsi alla guida per migliorare la loro pratica prima di sostenere l'esame di guida una volta raggiunta la maggiore età, e quella di non sottrarre i punti se si commette un'infrazione ai limiti di velocità nei centri abitati entro i venti chilometri orari.
In conclusione signor Presidente, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, vorrei richiamare un momento l'attenzione di tutti i colleghi per il rispetto che porto alla nostra presenza in quest'aula, alla dignità di questo Parlamento e per il ruolo che abbiamo verso il paese. Credo che, tutti insieme, abbiamo fatto una grande brutta figura: abbiamo fatto una cosa che sarebbe bene evitare d'ora in avanti, con un impegno formale da parte di tutti. Su un decreto-legge che avrebbe richiesto dieci righe, abbiamo aggiunto, prima, venti pagine inventate di codice della strada, e poi quaranta pagine di emendamenti veri, in una situazione paradossale, compiendo gravissimi errori, senza confrontarsi con nessuno, subendo l'attacco di tutte le lobby italiane, avendo dovuto dire dei «sì» e dei «no» a seconda delle convenienze, anziché a seconda dei valori che volevamo salvaguardare.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 17,35)

GIORGIO PANATTONI. Siamo incorsi in errori clamorosi, come quello relativo alla confisca del mezzo se si beve un bicchiere di più! Il tutto perché, in questo modo, si è voluto affrontare il problema di un equilibrio degli interessi esterni a questo Parlamento nella maniera più sbagliata.
Ritengo che tutti insieme si debba svolgere una riflessione e decidere che un'avventura di tale natura non vogliamo più ripeterla e che, quando si emanano leggi come il codice della strada, esiste un'etica a monte, superiore a quella degli interessi presenti nel paese, che dovremmo rispettare a priori. Ne va della nostra dignità, del nostro modo di lavorare, della brutta figura che abbiamo fatto oggi e di quelle che continueremo a fare se non assumiamo un impegno di questa natura.
Non credo si tratti di un impegno di destra o di sinistra, ma di un impegno che


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il Parlamento deve assumere prima con se stesso e poi nei confronti del paese. Se lo farà, sarà un Parlamento che ha ancora qualcosa da dire, se continuerà a lavorare in questo modo, bisogna augurarsi che dimostri un minimo di professionalità e di etica nell'affrontare problemi così gravi, che vengono considerati in un modo così scriteriato e fuori da ogni logica (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Laurentiis. Ne ha facoltà.

RODOLFO DE LAURENTIIS. Signor Presidente, intervengo per esprimere l'apprezzamento del mio gruppo per il lavoro svolto dal viceministro Tassone, dal relatore e dalla Commissione che, rispetto a punti di forte criticità, è riuscita a trovare soluzioni adeguate all'obiettivo.
Siamo di fronte ad un miglioramento sostanziale del testo proposto alla nostra attenzione, attraverso il quale si era riusciti a risolvere i nodi cruciali nel segno e con l'obiettivo prioritario dell'aumento della sicurezza della circolazione nel nostro paese. Sono queste le linee guida cui si è ispirato il lavoro della Commissione trasporti e del Governo. Per tale motivo preannuncio il voto favorevole del gruppo dell'UDC sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, ritengo non sia inutile ricordare anche in quest'occasione il fatto che, da alcuni mesi, in quest'aula procediamo soltanto a colpi di decreti-legge o di provvedimenti approvati a seguito della posizione della questione di fiducia.
Occorre evidenziare un'alterazione del procedimento legislativo, un uso strumentale di tale procedimento oltre che del prodotto legislativo. In questi anni, abbiamo osservato l'uso strumentale della legge rispetto a grandi questioni relative ai temi della giustizia e dell'economia; uso strumentale che oggi registriamo anche se su un provvedimento, tra virgolette, minore.
Il provvedimento presentato dal Governo, che avrebbe dovuto avere il solo scopo di porre rimedio ad un errore legislativo censurato dalla Corte costituzionale e di intervenire sulla norma per restituirle correttezza costituzionale, al Senato si è «gonfiato» in modo abnorme, passando da 2 a ben 24 articoli. Si tratta di articoli che contemplano peraltro le materie più eterogenee. Si va dal tentativo di intervenire normativamente sulla questione dei trasporti eccezionali ai telepass, dalle misure relative alla confisca degli autoveicoli alle macchine agricole. Una congerie di interventi assolutamente eterogenei e disorganici e, soprattutto, assolutamente inappropriati allo strumento del decreto-legge, cui si è fatto ricorso. Le dichiarazioni rese poco fa dal collega Dussin in merito alla confisca degli autoveicoli nel caso di guida in stato di ebbrezza evidenziano l'inadeguatezza di questo strumento rispetto alla complessità e alla delicatezza delle materie trattate, che avrebbero richiesto un approfondimento, un dibattito, un confronto molto più approfondito e serio tra maggioranza e opposizione. Emerge chiaramente l'inadeguatezza e la contraddittorietà dello strumento del decreto-legge rispetto alla tipologia dell'intervento.
L'impianto e lo spirito del provvedimento, nonostante gli sforzi compiuti, i miglioramenti ottenuti e il paziente lavoro di tessitura condotto anche con molto buonsenso, bisogna riconoscerlo, dal relatore, onorevole Pezzella, resta quello licenziato dal Senato. L'impianto e lo spirito del provvedimento restano decisamente sanzionatori e decisamente vessatori, per quanto riguarda l'aumento delle sanzioni pecuniarie, per quanto riguarda l'inasprimento delle sanzioni amministrative accessorie e per quanto riguarda l'aumento delle tariffe, che si pongono sostanzialmente


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in linea con le misure già adottate da questo Governo nel giugno 2005. In quell'occasione, come ha ricordato l'onorevole Raffaldini e come ha altresì ricordato, nel corso di numerosi interventi svolti sia nella giornata di oggi sia in quella di ieri, l'onorevole Duca, abbiamo registrato aumenti di circa 2,66 euro per tutte le pratiche automobilistiche che attengono ad esempio ai cambi di proprietà, all'immatricolazione, ai cambi di targa. Si tratta di una serie di tariffe, di balzelli e di tasse che i cittadini debbono versare per poter gestire la propria automobile e il proprio trasporto su gomma.
A questi interventi, che non sono andati neppure a rimpinguare le casse della Motorizzazione, ma che sono stati assorbiti dal Ministero dell'economia delle finanze e che sono stati quindi utilizzati per altri obiettivi e altre finalità diverse dal trasporto, si aggiunge oggi un ulteriore intervento molto pesante, pari a ben 24 milioni di euro annui, per finanziare il CED, il Centro di elaborazione dati, che è lo strumento fondamentale e indispensabile per far funzionare l'intero sistema della patente a punti.
Questo significa che sino ad oggi il CED non è stato finanziato ed il sistema non ha funzionato così come avrebbe dovuto. Ora, per attivare il funzionamento del Centro elaborazione dati si mettono ancora una volta le mani nelle tasche dei contribuenti e, oltre le tassazioni ed i balzelli introdotti nel giugno del 2005, si aumenta ancora di 24 milioni di euro all'anno l'intervento nelle tasche dei cittadini per finanziare il tutto. Si tratta quindi di un intervento sbagliato sia nella logica che nella sostanza, un intervento sbagliato dal punto di vista dell'impianto stesso del provvedimento.
Ciononostante alcuni miglioramenti significativi sono stati apportati grazie al confronto che comunque si è tenuto in questa Assemblea, grazie al confronto e alle modifiche che l'opposizione ha imposto al provvedimento. Penso alle norme relative ai trasporti eccezionali, rispetto alle quali probabilmente qualche interesse lobbistico di troppo aveva prodotto una normativa che rischiava di essere fortemente lesiva degli interessi della nostra industria; penso ad alcune figure non ben identificate neanche dalla letteratura sui trasporti e neanche dagli approfondimenti del nostro Servizio studi, a figure o forme di autoveicoli non ancora ben identificate, quali, ad esempio, il cosiddetto carrello dolly, un neologismo inserito in questo testo normativo che abbiamo provveduto ad eliminare. Penso alla restituzione d'ufficio dei punti, altra cosa fondamentale che abbiamo ottenuto noi dell'opposizione, per i titolari degli autoveicoli estranei alla commissione dell'infrazione essendo la stessa imputabile ad un terzo in quel momento alla guida. In questo caso la restituzione dei punti della patente deve essere fatta d'ufficio e non a seguito di una richiesta del soggetto leso nel proprio diritto, evitando altre incombenze a carico del cittadino.
Insomma, si tratta di una serie di aggiustamenti che sicuramente hanno mitigato l'impatto di questo provvedimento, ma che non hanno risolto i nodi di fondo del sistema dei trasporti e del sistema della sicurezza nell'ambito della mobilità attraverso il trasporto su gomma, che era e resta il grande obiettivo da perseguire. I sistemi di controllo non sono rafforzati, i finanziamenti alle Forze dell'ordine, alla polizia stradale in particolare, sia per gli organici sia per le attrezzature, sono decurtati considerevolmente. Le tecnologie e le strumentazioni tecniche atte a favorire sistemi di controllo più efficienti non sono state attivate. Il CED è finanziato con ulteriori esborsi estorti ai cittadini. Il piano nazionale sulla sicurezza stradale, come ha ricordato l'onorevole Raffaldini, viene finanziato con appena 15 milioni di euro, ritenuti dallo stesso ministro Lunardi assolutamente insufficienti affinché si possa avere un piano nazionale sulla sicurezza stradale efficace, tale da poter rispondere, appunto, alle esigenze dei cittadini e della sicurezza.
Per queste ragioni noi riteniamo questo provvedimento sbagliato sia nella sua impostazione


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e nel suo rigore formale sia nella sua sostanza e, quindi, voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meroi. Ne ha facoltà.

MARCELLO MEROI. Signor Presidente, intervengo brevemente per ricordare che il provvedimento giunto al nostro esame esigeva di essere rivisto in alcune sue parti. A questo fine, in Commissione è stato svolto un buon lavoro che ci ha consentito sia di adeguarlo alla pronuncia della Corte costituzionale in materia di restituzione dei punti ai cittadini, sia di modificare la norma in ordine alla confisca dei ciclomotori, che adesso prevediamo unicamente per la commissione di gravi reati, sia anche di riorganizzare il Centro elaborazione dati e alcune strutture periferiche e centrali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Infine, in questi ultimi giorni, siamo riusciti, con un faticoso lavoro, condiviso anche dall'opposizione, ad introdurre nel testo delle modifiche migliorative che ci hanno consentito di eliminare alcuni aspetti sanzionatori che potevano sembrare, e forse lo erano, un po' troppo esagerati.
Il lavoro è stato incentrato su due aspetti fondamentali. Il primo è quello della sicurezza. Quello al nostro esame è un provvedimento concernente un tema che viene da lontano. Il fatto di essere riusciti a ridurre il numero degli incidenti stradali e delle vittime ritengo possa considerarsi un vanto per questo Parlamento e, in particolare, per tutte le forze politiche che si sono riconosciute nel provvedimento originario. Il secondo aspetto, che considero molto positivo, è di evitare che quella di cui si discute possa essere considerata una normativa a carattere meramente sanzionatorio. Quando si discute di viabilità e si cerca in qualche maniera di educare i cittadini, bisogna fare soprattutto attività di prevenzione ed educazione alla guida dei veicoli, ma non solo. Quello in esame è un provvedimento che abbiamo modificato proprio con questo spirito e credo che siamo riusciti, alla fine, a raggiungere l'obiettivo.
Per tutti questi motivi, dichiaro convintamente il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, alla luce delle dichiarazioni di voto fin qui svolte, in particolare di quella del collega Tuccillo, mi limiterò a svolgere solo alcune osservazioni.
Mi preme innanzitutto dire che è ora di dire basta con questo sistema! Dico ciò con chiarezza, in quanto ne sono profondamente convinto. Basta procedere così! Non si può legiferare in questa maniera! Quello che sarà trasmesso al Senato è un testo confuso: era stato trasmesso alla Camera un testo già confuso ed ora viene inviato al Senato in una formulazione che forse è meno confusa di quella giunta qui alla Camera, ma che rimane comunque confusa.
Il provvedimento, a mio avviso, sarà di difficile applicazione in quanto contiene norme discordanti e non c'è nulla che chiarisca quale sia la politica di questo Governo in termini di sicurezza stradale. Con questo provvedimento sono state «toccate» anche le tabelle dei punti, cosa che, in precedenza, tutti avevamo dichiarato in Commissione di non voler fare, e su questo era d'accordo anche il Governo. Purtroppo, sono state toccate le tabelle dei punti, che con difficoltà in questi anni eravamo riusciti a spiegare ai nostri concittadini.
Sui temi della sicurezza stradale si sono compiuti dei passi indietro. In precedenza, avevo posto in rilievo che ogni pattuglia della polizia stradale si trova a dover controllare 500 chilometri di strade stradali ma, nonostante ciò, con questo provvedimento si prevede di togliere alla polizia stradale, nell'espletamento di questo servizio, il supporto della polizia municipale. Questo, a mio avviso, è stato un errore e ciò non solo nel rapporto con i


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comuni ma anche in termini di allentamento della sicurezza.
Sono stati previsti aumenti delle tariffe dei servizi, che ricadranno sui cittadini, al fine di raccogliere risorse destinate a far funzionare il Centro di elaborazione dati. A questo proposito, abbiamo offerto al Governo il nostro sostegno allo scopo di consentire che tale Centro funzionasse, ma non eravamo d'accordo che ciò dovesse avvenire aumentando le tariffe dei servizi.
Ricordo che qui alla Camera, in passato, si è discusso su un altro provvedimento. In quell'occasione, sono stato uno dei più forti sostenitori della necessità di intervenire sugli spot per gli alcolici in televisione. La lobby dell'alcol ha impedito in quell'occasione di far approvare gli emendamenti con i quali si chiedeva che tali spot venissero messi in onda durante le trasmissioni per i bambini. Oggi abbiamo approvato, con il consenso del Governo e della maggioranza, una norma che prevede la confisca degli autoveicoli dopo aver bevuto un bicchiere di grappa. Credo che in tutto debba esserci una misura.
Oggi, insieme all'arresto, insieme ai 4 mila euro di multa, abbiamo introdotto la misura della confisca, mentre avevamo concordato sul fatto che tale strumento dovesse essere utilizzato in maniera diversa. La confisca dell'autoveicolo è un errore!
Il nostro giudizio resta complessivamente negativo perché, in questa materia, non c'è stata una politica di sicurezza e nemmeno una politica di rigore, ma soltanto una politica confusa, dalla quale non viene un messaggio chiaro al paese. Noi, invece, ritenevamo e riteniamo giusto dare un messaggio chiaro al paese in materie che, come quella della quale ci stiamo occupando, riguardano in maniera molto marcata la vita dei nostri cittadini.
Quindi, il nostro voto sarà convintamente contrario.
Dovremo ritornare sulla materia per riparare ai molti errori che sono stati commessi. Mi dispiace perché, in questa materia, era necessario un lavoro comune. Ciò detto, desidero comunque riconoscere il lavoro svolto dal viceministro Tassone, il quale ha cercato di collaborare su tutte le questioni sulle quali si poteva collaborare, e dai colleghi della Commissione, con il contributo dei quali siamo riusciti a risolvere questioni complesse, migliorando il testo in esame. Ciò non toglie che, per le motivazioni già illustrate, esprimeremo un voto contrario sul provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, vorrei partire da una questione che è stata trattata dai colleghi Zeller e Dussin, in quanto essa palesa gli errori che presentate agli italiani approvando un provvedimento fatto di corsa e, quindi, raffazzonato.
Avete detto, colleghi, della confisca dell'automobile anche nel caso di leggerissimo superamento del tasso alcolemico. Ebbene, caro collega Dussin, non vi è colpa di tutti! Dovrebbe anche lei essere più attento! Al riguardo, la prego di rileggere gli emendamenti Raffaldini 1-vicies.16 e Mazzarello 1-vicies.14, che proponevano la soppressione di questa misura sbagliata.
Siamo in una situazione in cui, anziché occuparvi della sicurezza dei cittadini, avete approvato una disposizione che fa sì che, se una persona, parcheggiando in centro storico, sfiora un'altra auto ed ha il tasso alcolemico leggermente al di sopra di quello consentito, subisce la confisca dell'auto! Ma immaginate cos'è questa roba, che tipo di provvedimento avete approvato? Non vi è colpa di tutti, ma solo vostra! E meno male che, conducendo un battaglia ferma e dura, che voi avete definito ostruzionismo, siamo riusciti a correggere altri aspetti gravi che caratterizzavano il provvedimento!
Il Governo obietta che la misura è stata introdotta dal Senato. È vero, ma è avvenuto con il consenso del Governo. Quando il Governo non vuole, fa presto a non accettare! Invece, in questo caso, la maggioranza ed il Governo hanno accettato una serie di misure sbagliate, confuse e


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gravi, come quella di cui ho detto poco fa. Si tratta di una misura sbagliata, che occorre correggere e che vi siete rifiutati di correggere, respingendo i nostri emendamenti che la cancellavano.
Grazie ad una battaglia che avete definito ostruzionistica, abbiamo ottenuto qualche miglioramento, ma il nostro voto sarà contrario, perché il provvedimento è pur sempre confuso, disarticolato e superficiale, come la misura di cui abbiamo parlato. Avete introdotto la confisca dell'auto per un leggerissimo superamento del tasso alcolemico! Vi rendete conto di quello che state combinando nel paese?
Con la nostra battaglia dura e ferma, siamo riusciti ad abbattere le disposizioni da voi introdotte che aumentavano enormemente le sanzioni anche per motivi non gravi. Siamo riusciti a superare una procedura burocratica che volevate mantenere. Infatti, come era stabilito nel testo, per corrispondere alla decisione della Corte costituzionale di rendere i punti sottratti ai cittadini che, al momento dell'infrazione, non guidavano l'auto, avevate introdotto una norma in base alla quale i cittadini avrebbero dovuto avanzare la relativa richiesta, innescando, dunque, un meccanismo complicato! Attraverso una nostra proposta emendativa, siamo riusciti a fare in modo che tale meccanismo operasse d'ufficio.
Con una nostra proposta emendativa, abbiamo fatto in modo che si eliminassero le spese notarili per il passaggio di proprietà di ogni tipo di veicolo: una proposta del centrosinistra! Ma - lo ricordo - non siamo riusciti a correggere del tutto gli errori più gravi e pacchiani che avete voluto mantenere in questo provvedimento e l'idea di continuare a mettere le mani in tasca ai cittadini! Infatti, per finanziare il Centro elaborazione dati del ministero (CED), avete aumentato le tariffe per i cittadini! Dovete smetterla di raccontar balle! Queste sono le cose che fate!
Non siamo riusciti a correggere, dunque, la vostra impostazione, tesa a disarticolare le Forze dell'ordine. Fin qui era permesso un certo coordinamento tra le Forze di polizia (tra la polizia stradale e la polizia locale) su certi tratti di strada. Voi, compiendo questa operazione, mettete in gravissima difficoltà la polizia stradale sia in termini di personale che di risorse, che vengono a mancare perfino per riempire il serbatoio nelle loro auto. Poi impedite che, su determinate strade, sia la polizia comunale a fare controlli!
In alcune strade, in cui esisteva un coordinamento fra queste forze, potremmo trovarci di fronte ad una situazione ben peggiore: diverse polizie che, una di seguito all'altra, controllano e multano i cittadini in assenza di coordinamento!
Questi sono gli aspetti superficiali che con questo provvedimento avete introdotto e che non siamo riusciti a cambiare con la battaglia dura e ferma che abbiamo condotto.
Sono contento che - purtroppo, alla fine - qualche collega della maggioranza prenda atto che, forse, è stato commesso qualche errore. Tuttavia, mi sconvolge il fatto che, durante la discussione, né i colleghi della maggioranza né il Governo (che hanno rifiutato le nostre proposte emendative volte ad evitare il fatto grave della confisca dell'auto), se ne siano accorti. Voi, con un tono ed un atteggiamento arrogante, non avete voluto sentire ragioni. Solamente ora vi accorgete di aver adottato provvedimenti confusi e raffazzonati. Meno male - lo ripeto - che con la nostra battaglia dura siamo riusciti a cambiare qualche cosa in positivo.
Rivendico di essere riuscito, insieme ai colleghi del centrosinistra, a far introdurre, finalmente, una norma importante per la sicurezza dei cittadini, una norma che regola il trasporto dei carichi pericolosi. Non si poteva più andare avanti con camion carichi di materiale pericoloso che attraversavano i nostri paesi, le nostre città, provocando incidenti, senza un controllo e senza una verifica che potesse salvaguardare l'ambiente e la sicurezza dei cittadini.
Abbiamo introdotto una norma positiva. Speriamo che il Governo mantenga e applichi coscientemente e seriamente la norma che siamo riusciti ad introdurre.


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Anche in questo caso, è stata necessaria una spiegazione molto ampia per farvi accettare la proposta, ma quando le proposte, dopo spiegazioni ed un lungo dibattito, vengono accolte, non possiamo non essere contenti. Non possiamo essere contenti, invece, delle «norme disastro» che avete voluto mantenere in questo provvedimento, norme che colpiscono duramente i cittadini, come la confisca dell'auto o altre norme che non servono assolutamente per la sicurezza.
Per quanto riguarda la sicurezza, è necessario reintervenire perché non ci si può fermare alla patente a punti, ma va realizzato un intervento più complessivo che riguardi le strade, la segnaletica, cioè una serie di misure, perché - come sapete, come dovete prendere atto, nonostante stentate a farlo - purtroppo, gli incidenti hanno ripreso ad aumentare. Aumentano gli incidenti, i feriti e, purtroppo, i morti sulle nostre strade: e che voi cosa fate? Vi fermate ad occuparvi della confisca dell'auto ad un povero cittadino che, come qualche collega diceva prima, abbia superato di una leggerissima misura il tasso alcolemico! Cercate di avere un rapporto migliore con l'opposizione perché solamente così, almeno in quest'ultima fase, riuscirete a correggere gli errori che continuate a commettere anche sui provvedimenti più semplici, come questo che abbiamo discusso finora (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicotra. Ne ha facoltà.

BENEDETTO NICOTRA. Signor Presidente, sarò molto breve anche perché, prima di consegnare il testo del mio intervento, volevo soltanto tranquillizzare la minoranza, della quale ho sempre avuto anche in questi anni in Commissione un certo rispetto ed alla quale ho rivolto una certa attenzione. Tuttavia, constato che i colleghi dell'apposizione hanno cavalcato con facilità taluni argomenti, quando hanno visto da parte nostra un'attenzione nei riguardi dell'articolo sul sequestro dei veicoli, e non si sono accorti dell'emendamento dell'onorevole Meroi, che andava a modificare e migliorare questo articolo.
Sappiano i signori dell'opposizione che c'è un impegno della maggioranza, del Governo e degli uffici...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Nicotra, mi rivolgo ai colleghi che sono lì vicino, perché è anche un atto di riguardo permettere al collega di concludere il suo intervento...

BENEDETTO NICOTRA. ... di rivedere questo articolo - ci sono anche gli uffici preposti, il Ministero dell'interno, la Polizia nonché la Motorizzazione - e di non vendere un prodotto così facilmente dichiarato da voi. È stato valutato con attenzione, amico Giorgio Panattoni, per cui ce ne siamo presi carico (Commenti del deputato Panattoni)...
C'è un impegno della maggioranza e del Governo nel rivedere questo articolo e noi esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento in esame.
Signor Presidente, in conclusione chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Onorevole Nicotra, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, non aggiungerò ulteriori argomentazioni a quelle che hanno già svolto i colleghi del mio gruppo e quelli del centrosinistra, però la conclusione di questo provvedimento dimostra - cari colleghi, signor rappresentante del Governo, onorevole relatore -, tutta la giustezza della critica che abbiamo rivolto all'inizio. Temi di questa importanza, che riguardano milioni di cittadini italiani, non possono essere affrontati


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con i tempi della necessaria conversione di un decreto-legge e con la necessità di un approfondimento. Durante questi giorni noi abbiamo cercato di approfondire tutti i temi.
Non lo dico in polemica con l'onorevole Nicotra e sono convinto, anzi, che sia il Governo sia la maggioranza interverranno per modificare questa e, spero, anche altre disposizioni aberranti oggi approvate; mi riferisco anche all'aberrazione secondo la quale la maggioranza, mentre prevede la confisca del veicolo nei confronti di chi durante una manovra di parcheggio «tocchi» il veicolo che ha davanti o di fianco, nello stesso tempo, contravvenendo ad un impegno assunto in sede di Comitato dei nove, consente che non si sottraggano punti dalla patente di chi eccede il limite di velocità nei centri abitati. Lo dico perché, quando si raggiungono intese, queste dovrebbero poi essere rispettate con onore.
Però, ribadisco che sono convinto che il Governo o la Camera ovvero il Senato, con uno dei primi provvedimenti che verranno all'esame, sopprimerà l'aberrazione determinatasi; ma, come ricordava l'onorevole Panattoni nel suo intervento, la critica è rivolta non tanto al merito quanto, piuttosto, al metodo...

Una voce: Tempo!

EUGENIO DUCA. Ma smettila...!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'argomento del tempo non è utile per il prosieguo dei lavori. Il collega ha il tempo che il regolamento gli consente...

EUGENIO DUCA. Il nome di questo imbecille, si può sapere? Perché conquisterà il guinness dei primati per l'imbecillità (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!

IGNAZIO LA RUSSA. Duca!

EUGENIO DUCA. Ma è roba da matti! Sono tranquillissimo, ma non capisco perché debba continuare questa stupidaggine! (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana)... Te la do io, la cura, se vieni fuori con me! Te la do io la cura! Un mese solo per fasciarti, ci impiegano, imbecille (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)...

ANTONIO LEONE. Presidente!

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Duca; scusate, colleghi. Sono tollerante, però non accetto che discussioni di questo genere e antagonismi di questo tipo si svolgano in un'aula come questa, che esprime democrazia: un'aula dove le parolacce e gli insulti non hanno diritto di cittadinanza (Applausi).

IGNAZIO LA RUSSA. Bravo, Presidente!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Duca.

EUGENIO DUCA. La ringrazio, signor Presidente.
Dicevo del problema da noi sollevato; ebbene, il fatto che provvedimenti di questo tipo non possano essere affrontati con questa modalità, è dimostrato, per l'appunto, dall'epilogo della vicenda legislativa quando, all'ultimo momento, ci accorgiamo che il combinato disposto di due articoli fa sì che soltanto per una innocente infrazione possa essere confiscato - e quindi venduto - un mezzo che può valere 10, 20, 30 mila euro (o quanto può valere).
Sono convinto, ripeto, che il Governo o uno dei due rami del Parlamento potrà risolvere la questione in breve tempo; però, spero - e ritengo che ciò debba servire da monito a tutti noi, sia nel periodo residuale di questa legislatura sia in quella successiva - che provvedimenti di questo tipo non debbano più essere affrontati mediante lo strumento di un decreto-legge che viene «riempito» di ogni contenuto. Ritengo che non rendiamo un bel servizio, né ai milioni di cittadini italiani che circolano su autoveicoli, camion e via dicendo, né ai pedoni, né alle


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imprese costruttrici, né ad altri; così generiamo solo confusione a non finire e non rendiamo un servizio neppure alle Forze dell'ordine che devono poi applicare tali norme. Vedete, colleghi, in questa sede è stato proposto di impedire alla polizia urbana di usare l'autovelox per applicare una legge che noi abbiamo approvato; oggi, abbiamo varato disposizioni che impongono alle Forze dell'ordine di disporre la confisca del bene.
Vorrei proprio vedere un vigile urbano, un agente di polizia stradale, un carabiniere, un finanziere, un agente del Corpo forestale dello Stato o una guardia della polizia penitenziaria disporre la confisca del veicolo di un cittadino che ha causato un'ammaccatura ad un'autovettura durante un parcheggio! Che cosa verrebbe fuori in quest'aula? Cosa accadrebbe nei suoi confronti?
Vi immaginate - mi rivolgo anche all'onorevole relatore - cosa accadrebbe, in qualche città italiana, se un cittadino dovesse uscire di casa e ritrovarsi l'automobile confiscata per tale motivo? Ribadisco tutto ciò, onorevoli colleghi, affinché vi sia da parte nostra, quando approviamo leggi di questo tipo, una maggiore ponderazione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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