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PRESIDENTE. L'onorevole Zeller ha facoltà di
KARL ZELLER. Signor Presidente, come ogni anno, l'11 novembre scorso, l'associazione culturale degli Schützen ha esposto delle bandiere tirolesi listate a lutto in diverse località della provincia di Bolzano per ricordare l'anniversario dell'ingresso delle truppe italiane nel Sudtirolo dopo la fine della prima guerra mondiale. Alcuni comandi dei carabinieri della bassa atesina sono intervenuti, sostenendo che tale esposizione in segno di lutto non rispettasse la legge nazionale, chiedendo ed ottenendo la rimozione delle stesse. Tuttavia, la legge n. 22 del 1998 riguarda solo le bandiere pubbliche, non quelle issate per iniziativa privata. Non ci
sono disposizioni di legge in merito all'esposizione della bandiera tirolese, con o senza lutto. Chiedo spiegazioni al ministro per sapere se tali interventi svolti dai carabinieri vengano ritenuti in conformità alla legge e, se del caso, si vogliano promuovere azioni disciplinari.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Onorevole Zeller, vediamo di chiarire la materia. Si tratta dell'esposizione della bandiera sudtirolese nel territorio dell'Alto Adige-Sudtirolo nell'occasione specifica dell'ottantesimo anniversario dell'annessione di questo territorio all'Italia.
PRESIDENTE. Onorevole Giovanardi...
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Quindi, ritengo che, chiarita in questi termini, la vicenda non porti ad alcun contrasto; auspico anzi che quanto avviene in Alto Adige e nel Sudtirolo possa avvenire anche in Croazia, in Slovenia ed in tutti i luoghi dove esistono minoranze nazionali. Mi auguro che dette minoranze possano avere la libertà, ovunque siano, di esporre anche le loro bandiere - naturalmente in luoghi privati o aperti al pubblico (e non nei luoghi istituzionali) -, senza che ciò possa essere considerato scandaloso da parte di alcuno.
PRESIDENTE. L'onorevole Zeller ha facoltà di
KARL ZELLER. Signor Presidente, la risposta fornita dal ministro Giovanardi mi tranquillizza in quanto conferma la legittimità dell'iniziativa politica degli Schützen, come rientrante pacificamente dell'esercizio della libertà di opinione.
Allora, mi sembra chiaro che negli edifici privati ognuno possa esporre la bandiera sudtirolese quando vuole; listata a lutto, se ritiene di farlo in quella giornata. È altrettanto chiaro che negli edifici pubblici, nei municipi e nelle scuole ciò non è ammissibile per bandiere che non siano l'europea, la nazionale ed i gonfaloni locali. Ciò avviene in tutta Italia, anche per altre bandiere, come quella della pace, che può essere esposta ovunque, ma non negli edifici pubblici.
Il problema rimane non per gli edifici privati ovvero per quelli pubblici ma per gli spazi aperti al pubblico; in tal caso, non si pone alcuna questione se, come sempre avviene, si chiede ed ottiene l'autorizzazione ad occupare uno spazio pubblico - una piazza o una via - per svolgere una manifestazione e, quando tale spazio viene occupato, si può esporre la bandiera listata. Non ci risulta, peraltro, che i carabinieri siano intervenuti per impedire nulla di ciò; come avviene sostanzialmente ogni anno, hanno semplicemente fatto presente (perché in alcuni edifici pubblici ciò è avvenuto) che la normativa impedisce, appunto negli edifici pubblici e nelle scuole, l'esposizione di bandiere che non siano quelle previste dalla legge.
Per quanto riguarda la questura, quest'anno, poiché erano previste anche manifestazioni commemorative ai valichi del Brennero, di Resia e di Prato Drava, da parte della Lega sudtirolese e di esponenti locali del partito politico di lingua tedesca l'Unione per il Sudtirolo, il 10 novembre la questura ha trasmesso un'ordinanza di servizio ai competenti uffici affinché predisponesse le opportune misure di vigilanza per prevenire azioni illegali ed ogni possibile turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica senza fornire alcuna indicazione in merito all'eventuale esposizione di vessilli.
Andrebbe, però, verificato il caso del comune di Trodena (Truden) dove i carabinieri sono intervenuti facendo rimuovere la bandiera tirolese; dunque, l'informazione dal ministro non era totalmente esatta. Auspico, comunque, che nell'anno venturo e nei prossimi anni questa prassi ormai consolidata possa essere seguita senza gli inconvenienti di quest'anno.


