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PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, non mi lamento che il collega poc'anzi intervenuto mi abbia rubato un minuto, perché abbiamo assistito ad nuovo atto dell'attacco concentrico alla libertà e all'autodeterminazione della donna, che, da più parti, sta arrivando in questo periodo.
PRESIDENTE. Onorevole Valpiana...
TIZIANA VALPIANA. ...che ne snaturerebbero completamente il ruolo.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Storace, ha facoltà di
FRANCESCO STORACE, Ministro della salute. Signor Presidente, concordo con l'onorevole interrogante sulla necessità di una piena applicazione della legge n. 194, del 1978 varata dal Parlamento per legalizzare l'aborto, ma, anche e soprattutto, vista la sua prima parte, per prevenirlo.
lungo un profilo di rispetto di due diritti che la legge ci impone di coniugare: quello ad abortire, che crediamo sia vissuto dalla donna come una tragedia, e quello a nascere, che dovrebbe essere vissuto come una gioia. Credo che in proposito vada garantita nei consultori una presenza culturale pluralistica e questo ho inteso rappresentare nelle mie dichiarazioni pubbliche quando ho fatto riferimento al Movimento per la vita, la cui attività personalmente apprezzo, ma questo non significa un riconoscimento di un carattere di esclusività. Auspico che il Parlamento voglia serenamente prendere atto della necessità di garantire politiche di prevenzione nell'ambito della legge n. 194 del 1978 e su questa linea si muoverà il Ministero della salute, promuovendo le iniziative più idonee, a partire dalla revisione dei questionari inviati alle regioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
TIZIANA VALPIANA. Signor ministro, io penso che in uno Stato laico, indipendente e sovrano le cittadine abbiano il diritto di vedere applicata una legge dello Stato senza ingerenze e presenze esterne che mirano ad imporre a tutti una morale di parte.
FRANCESCO STORACE, Ministro della salute. La legge non è ingerenza!
PRESIDENTE. Scusi, signor ministro, la prego di far parlare l'onorevole Valpiana.
TIZIANA VALPIANA. In questi giorni la regione Veneto sta per approvare una proposta di legge che prevede all'interno dei reparti di ginecologia la presenza ingombrante, senza il rispetto della privatezza delle persone e del rispetto che le persone devono, del Movimento della Vita. Noi continueremo a lavorare contro queste ingerenze inaccettabili perché ogni donna possa seguire il proprio progetto di vita e non sia sola, ma trovi dei servizi pubblici competenti, sia quando desidera avere un figlio - e molte donne non possono avere i figli che vorrebbero proprio a causa delle vostre politiche antisociali - sia quando non può portare avanti una gravidanza e si trova davanti, il più delle volte, il vostro oscurantismo e - mi scusi se uso questa parola che non è politica - anche la vostra cattiveria.
Il ministro della salute bacchetta le regioni che chiedono la sperimentazione della pillola abortiva RU486. Mi chiedo di quale sperimentazione vi sia bisogno nel momento in cui, in altri paesi dell'Unione europea, già dal 1988, questa metodica di interruzione della gravidanza viene utilizzata.
Vorrei ricordare al ministro che il codice deontologico e la legge n. 194 del 1978 demandano al medico di agire secondo scienza e coscienza, scegliendo le tecniche più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna, senza imposizioni di altra natura che mirino solo a penalizzare ulteriormente un momento ed una scelta già difficili.
Inoltre, il ministro della salute avrebbe suggerito l'ingresso nei consultori pubblici di associazioni private di parte...
La domanda è semplicissima: perché non rispettare la legge n. 194?
La polemica, esplosa in questi giorni, non deve mai mettere in secondo ordine il valore del diritto alla vita, e crediamo che tutti debbano concordare su di esso a prescindere dalle proprie convinzioni religiose.
Del resto - e mi permetto, onorevole Valpiana, questa valutazione politica -, non può non destare meraviglia che, mentre lo Stato, attraverso il disegno di legge finanziaria in discussione, si propone, comunque, di incentivare le famiglie a mettere al mondo figli, vi siano realtà istituzionali regionali impegnate più nel favorire l'aborto che nel tutelare la maternità, in un paese, come l'Italia, in cui il tasso di natalità è assai modesto.
Cito tra virgolette: «Con l'adozione generalizzata dell'RU 486 si aprirebbe un'enorme crepa sociale». L'ha scritto oggi sul Foglio il vicesindaco di Roma, già ministro della sanità, onorevole Maria Pia Garavaglia. Di qui la necessità di agire
Il Ministero ritiene che debba essere riqualificata e potenziata la funzione dei consultori familiari, nelle cui attività viene ricompresa la prevenzione delle interruzioni volontarie di gravidanza. In questa ottica, ho ritenuto di avviare un approfondimento della materia dei consultori, al fine di prevedere anche la presenza di volontari, nel solco delle disposizioni legislative della legge n. 194 del 1978, articolo 2, con il compito di rafforzare il sostegno psicologico della donna per una procreazione consapevole, potenziando quindi la promozione della salute riproduttiva e, conseguentemente, una tutela effettiva della maternità.


