Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 706 del 16/11/2005
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Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 6150 )

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, vorrei precisare che il parere della Commissione è favorevole sull'emendamento Meroi 1-quater.50, a condizione che venga riformulato nel modo seguente: Al comma 1, premettere il seguente: 01-bis. all'articolo 12 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, ai corpi e ai servizi di polizia municipale di cui al comma 1, lettera e), è precluso l'accertamento delle violazioni ai limiti massimi di velocità di cui all'articolo 142 attraverso l'impiego di apparecchi o di sistemi di rilevamento della velocità, ovvero attraverso l'utilizzazione di dispositivi di controllo a distanza delle violazioni di cui all'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o agosto 2002, n. 168».
Il parere è altresì favorevole sull'articolo aggiuntivo Bornacin 1.quinquiesdecies.03. La Commissione raccomanda l'approvazione del suo subemendamento 0.1.septiesdecies.4.500 ed esprime inoltre parere favorevole sull'emendamento Meroi 1.septiesdecies.4, nel testo subemendato, e sugli identici emendamenti Meroi 1.vicies quater.3, Panattoni 1.vicies quater.18 e Muratori 1.vicies quater.34.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIO TASSONE. Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo concorda con il relatore.

PRESIDENTE. A questo punto occorre che la Commissione bilancio esprima il proprio parere sul nuovo subemendamento della Commissione. A norma del regolamento, l'esame dello stesso non potrebbe avvenire prima del giorno successivo alla sua presentazione. Chiedo tuttavia ai rappresentanti dei gruppi se vi sia il consenso unanime a derogare a tale previsione regolamentare.
Prendo atto che vi è il consenso unanime dei gruppi a procedere nel senso indicato.


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Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle 11,30.

La seduta, sospesa alle 11, è ripresa alle 11,30.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI

PRESIDENTE. Avverto che la Commissione bilancio ha revocato il parere contrario sull'emendamento Meroi 1-septiesdecies.4 e ha espresso su tale emendamento il parere di nulla osta a condizione che venga approvato il subemendamento 0.1-septiesdecies.4.500 della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 6150 sezione 5).

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Bornacin 1-vicies quater.02.
Inoltre, per quanto concerne l'emendamento Meroi 1-quater.50, nella precedente riformulazione della Commissione, il termine «autostrade» deve ritenersi soppresso.

PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo concorda con il relatore.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Nicotra 1-bis.5, Guido Dussin 1-bis.8 e Tidei 1-bis.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicotra. Ne ha facoltà.

BENEDETTO NICOTRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo quattro anni e mezzo che faccio parte di questo Parlamento e pur condividendo alcuni atteggiamenti dell'opposizione, constato che l'ostruzionismo prosegue, nonostante si sia cercato di venire incontro alle proposte dell'opposizione tentando di migliorare il testo trasmessoci dal Senato. Tutto ciò affinché il decreto-legge in esame garantisca veramente la sicurezza dei cittadini.
Evidentemente non condividiamo tale atteggiamento ostruzionistico, in quanto con il presente provvedimento si assicura il rispetto della legge.
Ho ascoltato numerosi interventi attenti, ma vi assicuro che oggi mi sono accorto che anche i colleghi dell'opposizione hanno prestato attenzione al decreto-legge in esame, per fare in modo che esso sia convertito e che entro oggi si possa definire la questione, dando atto della sussistenza dei requisiti indispensabili per esprimere il nostro voto favorevole con il contributo sia della maggioranza sia dell'opposizione. Ringrazio i colleghi, il Presidente e il relatore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, comprendo che il collega Nicotra abbia dovuto parlare alcuni minuti per consentire a qualche collega della maggioranza di entrare in aula. Si tratta di una tattica parlamentare assolutamente comprensibile e su cui non muovo alcuna critica. Il problema non è che egli ha voluto parlare qualche minuto per tale motivo, ripeto, comprensibile, quanto piuttosto ciò che egli ha detto. Suggerirei al collega Nicotra e agli altri colleghi della maggioranza di cercare di non calcare troppo la mano e di non creare danno, ogni volta che intervengono, con questo tipo di ragionamenti (altri sono invece rispettabilissimi).
Il collega Nicotra sa che dal 13 settembre l'opposizione ha reagito ad un colpo di mano istituzionale e ad una violazione costituzionale e regolamentare posti in essere dalla maggioranza, stravolgendo in modo unilaterale la legge elettorale. È dunque inutile che il collega affermi che ci siamo trovati d'accordo su un dato emendamento e non su un altro e che abbiamo cercato di confrontarci, perché questo l'opposizione non l'ha mai negato. Nella seduta di ieri vi sono state numerose votazioni quasi all'unanimità, perché non siamo così settari e unilaterali...


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GIORGIO BORNACIN. No, peggio...

MARCO BOATO. No, non lo siamo affatto, e non dite sciocchezze un'altra volta, se no rimarrete qui inchiodati qualche giorno! Rimarrete inchiodati qualche giorno!

MARCELLO MEROI. Bravo, sei un democratico!

MARCO BOATO. I vostri capigruppo e il Governo ci vengono ad implorare di far passare questo decreto, nonché il successivo, quello sull'influenza aviaria, che ci è stato sollecitato dal ministro Storace (che oggi si è stufato e non è presente, ma verrà nel pomeriggio) affinché avesse la precedenza per ragioni di salute pubblica. Il collega Innocenti, all'inizio della scorsa settimana, è intervenuto per proporre, a nome dell'opposizione, un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di anticipare l'esame del decreto-legge sull'influenza aviaria. Tuttavia, siccome la maggioranza ha firmato una sorta di patto di sangue che riguarda la riforma costituzionale (che viene sciaguratamente votata oggi dal Senato), la legge elettorale (anch'essa all'esame del Senato), nonché la legge cosiddetta «ex Cirielli» (il cui esame è stato addirittura anticipato per farlo coincidere con i giorni di sciopero dei giornalisti), si è detto di no anche ad Innocenti che, su sollecitazione del ministro Storace, proponeva l'anticipazione dell'esame del decreto-legge sull'influenza aviaria.
È dunque inutile che in quest'aula si faccia finta di non capire che siamo di fronte a una situazione di emergenza democratica, di emergenza costituzionale, di emergenza istituzionale... e per quanto mi riguarda c'è anche un'emergenza bronchite e raffreddore, ma parlo lo stesso...

PRESIDENTE. Si riguardi, anche perché il tempo a sua disposizione è esaurito!

MARCO BOATO. Concludo, signor Presidente. Questa è la questione, e si è voluto dare priorità a ciò che io definisco il «patto di sangue» interno alla maggioranza, calpestando tutto il resto, a partire dagli interessi del paese, perché la «ex Cirielli» era più importante dell'influenza aviaria, e via elencando.
Questa è la situazione; l'ho espressa, fra l'altro, con rispetto per il collega intervenuto precedentemente, dissentendo totalmente dal contenuto. Suggerirei ai colleghi della maggioranza di fare almeno l'unica cosa che compete loro: essere in numero legale in questa Assemblea quando vogliono portare avanti i provvedimenti della maggioranza o del Governo (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Unione dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Nicotra 1-bis.5, Guido Dussin 1-bis.8 e Tidei 1-bis.18, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 239
Votanti 234
Astenuti 5
Maggioranza 118
Hanno votato
sì 6
Hanno votato
no 228

Sono in missione 88 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Albonetti 1-bis. 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, l'articolo 1-bis riguarda i trasporti eccezionali. Con alcuni recenti provvedimenti amministrativi e normativi si è creata una certa tensione all'interno del mondo dell'autotrasporto e, nello specifico,


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sulla parte che riguarda i trasporti eccezionali. Parlo di trasporti eccezionali, non di veicoli eccezionali, che sono i primi ad essere normati in un certo modo. Questo provvedimento ha acceso nel comparto una tensione tra coloro che fanno un certo tipo di trasporto. Penso ad esempio ai cavatori, coloro cioè che trasportano blocchi di marmo, penso d'altra parte a chi trasporta coils o a chi trasporta grandi manufatti in cemento. Vi è una certa fibrillazione nel paese, per cui forse sarebbe stato molto più opportuno regolamentare il settore coinvolgendo le varie organizzazioni ed evitando di introdurre elementi molto sensibili in un decreto-legge riguardante il codice della strada.
Per tale motivo sono stati presentati una serie di emendamenti, che cercano di correggere perlomeno la dizione di questo articolo 1-bis, che può essere interpretato in modo tale da non mantenere l'unitarietà del comparto. Ognuno tende a tirare la coperta dalla propria parte. Comprendo che alcune formulazioni, quali ad esempio il richiamo ad entrambi gli articoli 61 e 62 insieme, cioè non anche disgiunti, possano destare perplessità. So benissimo che da un punto di vista formale non è abituale inserire le parole «e/o» nelle nostre leggi, ma volevamo precisare il concetto che questi due articoli non necessariamente devono essere considerati in modo congiunto, in quanto uno si riferisce alla massa e uno al peso. Un trasporto può essere eccezionale secondo una certa massa oppure secondo un certo peso o se supera una certa lunghezza. Considerare questi elementi tutti insieme può creare una complicazione. Allo stesso modo, il mantenere la dizione successiva «congiuntamente» può creare delle complicazioni interpretative.
Per questo motivo abbiamo presentato degli emendamenti che vanno nella direzione di apportare miglioramenti al testo del provvedimento. Oggetto di tali emendamenti è anche il limite di velocità di 50 chilometri del quale si chiede l'estensione ad altre situazioni.
Questi, in sintesi, sono i temi trattati negli emendamenti che voteremo da qui a poco.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, dato che su questo aspetto della norma stamattina, in sede di Comitato dei nove, si è riusciti a trovare un accordo di sintesi, annuncio, a nome dei presentatori, il ritiro dei seguenti emendamenti: Tuccillo 1-bis.60, Rosato 1-bis.61, Carbonella 1-bis.62, Rosato 1-bis.63, Tuccillo 1-bis.64 e Rosato 1-bis.65.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Albonetti 1-bis.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 232).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dell'Anna 1-bis.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 412
Votanti 411
Astenuti 1
Maggioranza 206

Hanno votato sì 180
Hanno votato no
231).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Albonetti 1-bis.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 413
Votanti 412
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 231).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dell'Anna 1-bis.66, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 421
Maggioranza 211
Hanno votato
sì 189
Hanno votato
no 232).

Passiamo agli identici emendamenti Ricciotti 1-bis.3 e De Laurentiis 1-bis.7.
Avverto che, a seguito dell'eventuale approvazione di tali emendamenti, risulteranno preclusi gli emendamenti De Laurentiis 1-bis.6 e Tidei 1-bis.10.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ricciotti 1-bis.3 e De Laurentiis 1-bis.7, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 428
Votanti 256
Astenuti 172
Maggioranza 129
Hanno votato
sì 247
Hanno votato
no 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bornacin 1-bis.4, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 423
Votanti 421
Astenuti 2
Maggioranza 211
Hanno votato
sì 418
Hanno votato
no 3).

Passiamo all'emendamento Meroi 1-quater.50 sul quale il relatore ha espresso parere favorevole purché formulato nel modo seguente: «1-bis. Sulle strade extraurbane principali, ai corpi e ai servizi di polizia municipale di cui al comma 1, lettera e), è precluso l'accertamento delle violazioni ai limiti massimi di velocità di cui all'articolo 142 attraverso l'impiego di apparecchi o di sistemi di rilevamento della velocità, ovvero attraverso l'utilizzazione di dispositivi di controllo a distanza delle violazioni di cui all'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o agosto 2002, n. 168».


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Onorevole Meroi, accetta la riformulazione del suo emendamento 1-quater.50 proposta dal relatore?

MARCELLO MEROI. Sì, Presidente. Ringrazio per questo i colleghi della Commissione, il presidente e il relatore. Desidero, però, fare una precisazione. Ieri ho ascoltato tanti colleghi che giustamente ponevano in rilievo la necessità di essere vicini ai cittadini, «tagliando» le sanzioni o cercando di rimodularle attraverso la modifica delle norme attualmente in vigore, in tal modo evitando di vessare i cittadini.
Mi è un po' dispiaciuto che qualcuno abbia interpretato la norma - l'ho anche sentito dire - come troppo popolare. Io credo che non vi siano norme troppo o poco popolari, ma che vi siano norme corrette (qualità la cui ricorrenza dovrebbe valutare, ovviamente, il Parlamento).
Con l'attuale enunciazione, che, forse, non è la migliore possibile ma che raggiunge comunque un buon risultato, credo che siamo stati vicini ai cittadini, come abbiamo fatto quando abbiamo diminuito l'entità di alcune sanzioni e migliorato il provvedimento.
Pertanto, rivolgo un ringraziamento alla Commissione per una formulazione che riceve, naturalmente, il mio assenso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, nel prendere atto della decisione della Commissione, manifestiamo il nostro dissenso sulla riformulazione dell'emendamento.
Abbiamo già detto ieri che comprendiamo il principio, il problema ed anche la volontà del collega Meroi di affrontare la questione; tuttavia, riteniamo che la mancanza di un accordo, di un momento di condivisione tra i comuni e la polizia stradale sia un errore. Noi ritenevamo che il coinvolgimento delle prefetture, sebbene difficile e complesso (il rapporto tra prefetti e sindaci non è sempre semplicissimo), dovesse essere la linea da seguire per individuare le strade sulle quali poteva esservi la presenza della polizia municipale, a supporto dell'attività di accertamento delle violazioni, e per indicare quelle dove, come purtroppo accade, la presenza della polizia municipale serve soltanto ad «ingrassare» o far quadrare i bilanci dei comuni.
Una norma come quella in esame, che semplicemente preclude alla polizia municipale la possibilità di un controllo della velocità sulle strade di sua competenza, sia pure extraurbane, non è la migliore per rispondere ai gravi problemi di sicurezza delle nostre strade (dove, purtroppo, la velocità elevata continua ad essere una delle più gravi cause di mortalità).
Non era questa, per noi, la direzione da prendere. Spero che questa scelta non provochi una diminuzione dei livelli di sicurezza sulle nostre strade. Lo spero, anche se temo che, purtroppo, non sarà così!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, quando l'onorevole Meroi afferma che la formulazione della norma non è proprio la migliore possibile, dice il vero. Sebbene essa abbia sicuramente attenuato alcune norme che erano state sottoposte alla nostra attenzione in questi giorni, rimane un aspetto che non ci convince: l'esclusione della polizia municipale dall'attività di rilevamento, attraverso meccanismi automatici, delle violazioni dei limiti massimi di velocità sulle strade extraurbane principali (questo è scritto nell'emendamento in esame).
Ora, leggendo con attenzione il codice della strada, alla categoria delle strade extraurbane principali appartengono diversi tipi: una strada extraurbana può anche essere comunale, oltre che provinciale, e via dicendo. Ebbene, l'emendamento in parola preclude alla polizia municipale l'accertamento delle violazioni su


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una strada extraurbana di sua competenza. La disposizione non ci convince.
Noi avevamo presentato una proposta (non accettata) - lo dico anche per conoscenza dell'onorevole Meroi, il quale, con un altro emendamento, aveva suggerito di attribuire un ruolo al prefetto - che sostanzialmente stabiliva che, ferme restando le rispettive competenze, l'attività di controllo attraverso meccanismi automatici (gli autovelox) sulle strade extraurbane venisse coordinata in sede di comitato provinciale per la sicurezza.
Ad esempio, in alcune aree adriatiche, durante l'estate, c'è di tutto la sera e la notte: affollamento; persone che corrono; persone che si fermano per vari motivi.
Inoltre, le stesse Forze dell'ordine decidono come concordare i turni di presenza (un turno lo fa la polizia stradale, un altro l'Arma dei carabinieri, un altro ancora la polizia municipale), coprendo in modo organizzato il territorio. Tale proposta avrebbe potuto essere accolta, ma così non è stato. Questo aspetto particolare riguardante i sindaci e la polizia comunale (o la polizia locale, come si definisce nel sistema della devolution) viene messo in discussione da una norma al codice della strada, norma, appunto, che non ci convince.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, su questo aspetto vorrei richiamare l'attenzione del Governo, perché la regolamentazione dei limiti di velocità dal punto di vista sia della sicurezza sia di una corretta regolamentazione del traffico è una questione di grandissima rilevanza.
Abbiamo discusso a lungo su una serie di definizioni («centro urbano», rispetto a «territorio comunale», il significato dell'espressione «extraurbano»), sul numero delle categorie, sui limiti di velocità, sulla cartellonistica, ossia su un insieme di norme di indirizzo che il Governo, in qualche modo, dovrebbe impegnarsi a adottare, affinché vi possa essere un'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale.
So che presso il ministero sono in corso alcune attività che vanno in questa direzione. Mi piacerebbe che il Governo in questa sede, «accompagnando» tale emendamento, dichiarasse l'intenzione di procedere rapidamente all'adozione di queste norme quadro di indirizzo e di riferimento, affinché possano essere applicate correttamente e non in modo discriminante rispetto ai luoghi, ai cittadini, ai sindaci e ad interessi particolari, cosa che, ovviamente, una legge di carattere nazionale dovrebbe evitare.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, sulla base delle sollecitazioni dell'onorevole Panattoni, sento il dovere di fornire a questa Assemblea ampie assicurazioni su un argomento fondamentale. Gli uffici stanno lavorando, anche in virtù di una direttiva volta ad un'omogeneizzazione, ad una semplificazione e ad una razionalizzazione del sistema della cartellonistica e quant'altro, che, allo stato, certamente presenta elementi di irrazionalità e, soprattutto, di confusione.
Vorrei, dunque, rassicurare l'Assemblea sull'operato del ministero. Ci auguriamo che tale lavoro si concluda entro breve tempo.

ERMETE REALACCI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, a titolo personale, mi rendo conto del miglioramento che è stato ottenuto nel corso dei lavori della Commissione; tuttavia, non trovo soddisfacente l'emendamento proposto.


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Presidente, comprendo gli eccessi che sono stati prodotti da qualche comune, ma credo che sarebbe una cosa giusta se i comuni, attraverso l'applicazione di una legge opportuna al fine di limitare il pesante prezzo che paghiamo, nell'ambito degli incidenti stradali, in termini di vite umane, di feriti e anche economici, avessero l'opportunità di prendere «due piccioni con una fava», ossia di aiutare il rispetto della legge e di trovare risorse per le casse comunali che sono in grande difficoltà, spesso proprio nel settore della manutenzione delle strade, che per molti comuni è un settore di grande delicatezza data la ristrettezza dei loro bilanci. Certamente, questa virtuosa opportunità deve essere governata, ma non eliminata.
Vorrei aggiungere, se mi è consentita una notazione personale, che gli unici due punti di patente li ho persi per il superamento dei limiti della velocità fissati da un autovelox di un comune. Non ho protestato, mi sono preso la sanzione e non credo che si possa assecondare sempre il mugugno dei cittadini, quando si tratta di far rispettare delle leggi giuste.

EUGENIO DUCA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, abbiamo criticato il fatto che si affrontino questi temi nell'ambito di un decreto e la dimostrazione viene proprio da questo emendamento: è stato riformulato almeno sei o sette volte nel giro di due giorni e il testo che sarà approvato non risolverà, comunque, le questioni.
Vorrei aggiungere che considero inaccettabile la generalizzazione che viene fatta riguardo ai vigili urbani e ai corpi di polizia municipale perché, magari, in qualche comune il fenomeno dell'abuso dell'autovelox effettivamente esiste. Comunque, non possiamo generalizzare. Cito un esempio che riguarda la mia città, cioè Ancona (Deputati dai banchi di Alleanza Nazionale gridano: Tempo!).

PRESIDENTE. Colleghi, essendo intervenuto il Governo, l'onorevole Duca ha facoltà di parlare per cinque minuti.

EUGENIO DUCA. Nella mia città, i vigili urbani si occupano abbastanza spesso di una strada extra-urbana che si chiama asse nord-sud e svolgono attività di controllo: in un giorno, sono state ritirate tre patenti e fermate tre auto, nel tratto in cui il limite di velocità è 70 chilometri all'ora, 55 chilometri all'ora in curva. Ogni giorno in quella strada succedono incidenti. Penso che in questo caso i vigili urbani, il corpo di polizia municipale, svolgano il loro lavoro di prevenzione per la sicurezza dei cittadini automobilisti che viaggiano ogni giorno su quella strada.
Credo che sia sbagliato precludere ai corpi di polizia municipale il controllo sulle strade perché, magari, in altri cinque, sei, dieci comuni italiani c'è chi abusa di questo modo di fare. Non credo che il Parlamento debba dare un segnale ai cittadini nel senso che i corpi di polizia municipale sono soltanto degli esattori per conto di questa o di quella amministrazione. Ritengo che ciò non sia vero e che non sia opportuno che il Parlamento abbia un atteggiamento così generalizzato di criminalizzazione di questi agenti, che ogni giorno sulle strade fanno il proprio lavoro e spesso vengono insultati e malmenati. Quindi, non credo che questo sia il messaggio che debba venire dal Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, il mio è quasi un appello al Governo perché questo emendamento, che dal nostro punto vista non va bene, tenta di cambiare una cosa sbagliata. Ci siamo riusciti per tanti altri punti in questo decreto - per esempio, siamo riusciti ed eliminare sanzioni troppo pesanti o complicazioni burocratiche -, ma purtroppo su questo punto l'opposizione non ci è riuscita completamente.
In questo caso vi è un problema, lo dico al viceministro che è attento su tale


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questione: infatti, vi è non solo una questione di esosità degli interventi ma anche un problema di coordinamento fra le polizie, che riguarda il tema della difesa della sicurezza dei cittadini. Infatti, in questo caso potremmo trovarci di fronte a situazioni in cui, essendovi una carenza gravissima di personale della polizia stradale - che anzi andrebbe superata, mentre i nuovi provvedimenti del Governo addirittura impediscono alla polizia stradale di riempire di carburante le proprie automobili -, si impedisce anche un normale coordinamento fra le Forze di polizia.
In molti casi, le Forze di polizia discutono fra di loro - questo è un fatto positivo - e, in carenza di organico e di possibilità da una parte e dall'altra, si attiva un meccanismo di sostituzione. Comunque, con un emendamento che prevede un intervento di questo tipo, noi impediamo questa misura. Sarebbe opportuno che almeno le scelte di controllo di certi tratti stradali, che avvengono all'interno di un quadro di coordinamento, fossero ammesse per tutte le forze che partecipano a questo coordinamento, altrimenti si aprirebbe una grave falla nella sicurezza dei cittadini.
E sapete come ciò costituisca un problema molto grave, in quanto incidenti, feriti e morti sulle strade stanno nuovamente aumentando.

GIORGIO BORNACIN. Ma non è vero!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tedeschi. Ne ha facoltà.

MASSIMO TEDESCHI. Signor Presidente, auspico anch'io la reiezione della proposta emendativa che prevede l'esclusione della polizia locale dal controllo di velocità.
A mio avviso, la nostra attività legislativa e la discussione debbono sempre avere come riferimento l'obiettivo principale e generale che, da tutti condiviso, consiste nel ridurre, semplicemente assicurando il rispetto del codice della strada, il numero degli incidenti ed il relativo rischio per chi viaggia. Non possiamo stare dalla parte di quanti, involontariamente ovvero per superficialità, trasgrediscono il codice, mettendo a repentaglio la propria vita e quella altrui. I dati sono veramente gravi: 15 morti al giorno sulle strade; 867 feriti; 614 incidenti. Ritengo dunque che si debba respingere l'emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole...

MASSIMO TEDESCHI. Al riguardo, un secondo buon motivo - e concludo - si riferisce al ruolo della polizia locale, un ruolo decisivo sia per la capillarità sia per la professionalità con la quale esercita la propria funzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raisi. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI. Signor Presidente, gli ultimi due interventi denotano la non comprensione del provvedimento; infatti, quando si sostiene che si vuole togliere alla polizia municipale il compito di controllare la velocità, si dimostra di non aver letto il provvedimento. Si osserva che si interviene contro il coordinamento delle Forze di polizia che devono controllare il traffico e la mobilità, ma è esattamente il contrario: si intende, infatti, specificare le competenze in quanto spesso, a livello locale, si registra la difficoltà - che è fonte di confusione (consentendo, peraltro, a chi non vuole effettuare i controlli di non adempiere al proprio lavoro) - di capirne il riparto. Nel momento in cui, pur confermando, ovviamente, che compito della polizia municipale è anche il controllo della velocità, se ne delimita però la competenza con riferimento allo scopo per cui la polizia municipale lavora in un comune (ovvero il controllo delle aree) e si impedisce alla polizia municipale di non presidiare quelle aree per le quali è deputata a svolgere la propria funzione, ritengo vi sia la volontà di fare chiarezza su tale aspetto e nulla più.


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Se poi, invece, dietro la retorica presente soprattutto nei discorsi degli ultimi due colleghi del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo intervenuti nella discussione, vi sia, in realtà, la volontà, ancora una volta, di «coprire» comuni che fanno cassa con tale sistema - che, ribadisco, poco ha a che fare con il controllo della velocità, del traffico e con altri temi cui tutti quanti noi, ovviamente, diamo la dovuta attenzione -, sarebbe bene per tutti quanti, allora, votare questa proposta emendativa; proposta che va nel senso di fare chiarezza in una materia che in questo momento suscita confusione relativamente alle attività delle Forze di polizia.
Ritengo che la proposta medesima vada votata proprio per garantire la sicurezza dei nostri cittadini (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Meroi 1-quater.50, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 427
Votanti 413
Astenuti 14
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 194).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Antonio Pepe 1-quaterdecies.1 e Ricciotti 1-quaterdecies.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, intervengo per motivare il voto contrario del mio gruppo sugli identici emendamenti in esame, poiché eliminerebbero la possibilità di affidare a soggetti terzi la produzione delle targhe dei ciclomotori. Vorrei ricordare che, finora, tale servizio è stato assolto dalle agenzie in modo egregio e con considerevole efficienza, facendo registrare il gradimento dell'utenza.
Ritengo, pertanto, che le proposte emendative in esame debbano essere respinte dall'Assemblea, dal momento che sopprimerebbero un'esperienza che, fino ad adesso, si è rivelata positiva.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, vorrei ricordare che la Commissione ha espresso parere contrario sugli identici emendamenti Antonio Pepe 1-quaterdecies.1 e Ricciotti 1-quaterdecies.2 perché una legge dello Stato ha concesso alle agenzie di pratiche automobilistiche, nonché a tutti quegli operatori che si occupano di questo settore, la facoltà, nell'ambito della loro attività, di effettuare le targature; oltretutto, vorrei segnalare che tali agenzie hanno compiuto degli investimenti.
Non si comprende, pertanto, il motivo per cui, dopo che è stata approvata una legge dello Stato - e vorrei ricordare che, in sede di Commissione, è stata approvata, all'unanimità, una risoluzione in tal senso -, non si voglia successivamente concedere a chi ha già effettuato investimenti in tale ambito la possibilità di porre in essere quanto è stato già stabilito dalla normativa vigente.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, intervengo soltanto per scrupolo.


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Infatti, dal momento che, in occasione dell'esame del decreto-legge presso il Senato, mi sono rimesso all'Assemblea su una proposta emendativa analoga, pur avendo precedentemente compiuto una valutazione un po' diversa, per coerenza intendo ribadire tale posizione anche in questa sede.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, pur preannunziando che anche il mio gruppo voterà contro gli identici emendamenti in esame, vorrei intervenire per segnalare all'attenzione del Governo il problema molto serio del Poligrafico dello Stato, il quale, evidentemente, dall'attività in oggetto traeva risorse finanziarie indispensabili per il suo funzionamento. L'Esecutivo è già a conoscenza del problema, e ritengo che rimettersi all'Assemblea non rappresenti una soluzione adeguata.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Antonio Pepe 1-quaterdecies.1 e Ricciotti 1-quaterdecies.2, non accettati dalla Commissione e sui quali il Governo si è rimesso all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 423
Votanti 422
Astenuti 1
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 7
Hanno votato
no 415).

Avverto che gli emendamenti da Carbonella 1-quaterdecies.60 a Mazzarello 1-quaterdecies.38 costituiscono una serie a scalare, ai sensi dell'articolo 85, comma 8, del regolamento.
Pertanto, ai sensi della norma appena richiamata, porrò in votazione il primo e l'ultimo di tale serie, nonché un emendamento intermedio, dichiarando assorbite le restanti proposte emendative.
Passiamo, dunque, alla votazione dell'emendamento Carbonella 1-quaterdecies.60.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, vorrei evidenziare che, nell'ambito della serie di emendamenti a scalare che sarà posta in votazione, sono comprese anche alcune proposte emendative da me sottoscritte in materia di sanzioni. Si tratta di una questione che abbiamo discusso approfonditamente nel corso della seduta di ieri e che costituisce un po' l'impalcatura del provvedimento in esame sia nel testo originariamente presentato dal Governo, sia in quello successivamente licenziato dal Senato della Repubblica, sia in quello modificato, in questa sede, attraverso le correzioni apportate grazie al contributo decisivo dell'opposizione.
Per quanto concerne l'emendamento in esame, vorrei evidenziare, in particolare, che si fa riferimento ad un comma dell'articolo 1-quaterdecies che prevede un inasprimento estremamente elevato delle sanzioni comminate nel caso specifico. L'articolo in esame, infatti, aumenta le sanzioni originariamente previste dall'articolo 97 del decreto legislativo n. 285 del 1992, passando da un minimo di euro 35 ad un massimo di euro 143 ad una «forbice» compresa addirittura tra i 500 ed i 2.000 euro! Si tratta, dunque, di un salto enorme dal punto di vista quantitativo, che riteniamo assolutamente necessario ricondurre ad una dimensione più adeguata.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, vorrei osservare, a beneficio dei colleghi, che stiamo trattando il tema della confisca dei motorini. Relativamente alla fattispecie dei motorini «truccati», infatti, il Senato ha aggravato la sanzione originariamente prevista dal codice della strada. Ribadisco, pertanto, che l'articolo 1-quaterdecies concerne un caso particolare, quello dei motorini «truccati».

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carbonella 1-quaterdecies.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 191
Hanno votato
no 222).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tuccillo 1-quaterdecies.68, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzarello 1-quaterdecies.38, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 417
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 198
Hanno votato
no 219).

MARCELLO MEROI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCELLO MEROI. Signor Presidente, annunzio il ritiro del mio emendamento 1-quaterdecies.11.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Meroi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo De Laurentiis 1-quaterdecies.020, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 422
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 414
Hanno votato
no 8).

LUCIANO DUSSIN. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, annunzio il ritiro dei miei articoli aggiuntivi 1-quaterdecies.01 e 1-quaterdecies.02, per approvare successivamente la proposta formulata dalla Commissione che ha recepito il senso del nostro lavoro.
In buona sostanza, se sarà approvata tale possibilità, garantiremo una maggiore sicurezza per la circolazione stradale dei nostri giovani, a costo zero per lo Stato e, soprattutto, per le rispettive famiglie. Garantiamo


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infatti ai giovani la possibilità, già prevista in altri paesi - mi vengono in mente la Francia o gli Stati Uniti d'America, paese quest'ultimo in cui la concessione è di gran lunga superiore a quella di cui stiamo ora discutendo -, di esercitarsi in anticipo alla guida dell'automezzo: la patente si consegna sempre come minimo al compimento dei 18 anni, ossia con il raggiungimento della maggiore età, ma si anticipa la possibilità di esercitarsi alla guida al compimento dei 17 anni, ove accompagnati da una persona di almeno 40 anni, titolare di patente di categoria B o superiore da almeno dieci anni e che abbia il numero della patente impresso sul foglio rosa che verrà consegnato. Quindi, si tratta di una persona che può essere, nella fattispecie, o un genitore o una persona che gode della fiducia del genitore.
Si tratta, insomma, di una disposizione «blindata» sotto l'aspetto della sicurezza. Tutto ciò per evitare quel che succede oggi e sta accadendo da moltissimi anni - parlo come tecnico, perché ho lavorato per molto tempo in una scuola guida - ossia che arrivino ragazzi all'esame di guida, con alle spalle - se va bene - sette od otto esercitazioni di guida da mezz'ora l'una. Nel 70 per cento dei casi la promozione è certa e, dunque, tali giovani si trovano a guidare veicoli che conoscono relativamente.
Con quest'ipotesi di riforma, che - lo ripeto - è a costo zero per le famiglie e per lo Stato, i medesimi giovani hanno la possibilità di esercitarsi per un anno con qualcuno che abbia una certa esperienza al proprio fianco. Mi sembra che tale proposta sia logica e sarebbe bene che fosse approvata con il voto dell'intera Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Faccio presente ai colleghi che me lo hanno chiesto, che non si può intervenire su emendamenti che sono stati ritirati.
Ricordo, dunque, che sono stati ritirati gli articoli aggiuntivi Luciano Dussin 1-quaterdecies.01 e 1-quaterdecies.02
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 1-quaterdecies.0500 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, il tema che si sta affrontando è abbastanza delicato. Personalmente, ho contribuito ad istruire i miei figli in possesso del foglio rosa ai fini del conseguimento della patente e credo che molti altri in quest'aula avranno fatto lo stesso con i propri figli. Questi ultimi, però, avevano almeno 18 anni. In questo caso, il testo originario addirittura prevedeva 16 anni di età; mentre ora siamo a 17.
A proposito di sicurezza, non credo che con un decreto-legge, a cuor leggero, si possa inserire una norma di questo genere. Si dice che il genitore istruisce il figlio alla guida, ed è vero che lo stesso deve essere in possesso della patente di guida da almeno dieci anni; ma, magari, non è un buon guidatore o, magari, in due anni, ha già perso 18 dei 20 punti che aveva.
Nel testo non si fa riferimento al tipo di autoveicolo che si guida, per cui potrà accadere che un veicolo di grande cilindrata sia messo nelle mani di un ragazzo di 17 anni, senza che vi siano possibilità..

Una voce dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale; Tempo!

EUGENIO DUCA. Ma smettila di fare lo stupido! Smetti di fare lo stupido! Perché non la smetti (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)?

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è il modo di apostrofarsi reciprocamente?

EUGENIO DUCA. È una cosa da non credere!

PRESIDENTE. Già la gente non parla bene di noi: cerchiamo almeno di farlo tra di noi!


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EUGENIO DUCA. Stiamo parlando di cose serie! Se qualcuno è così stupido, vada fuori (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)! La smettete o no?

PRESIDENTE. Onorevole Duca, la disciplina dell'Assemblea ancora non le spetta! Prego i colleghi di rispettare chi parla, che è sempre una regola democratica.

EUGENIO DUCA. Qui c'è sempre la regola per cui viene rispettato colui che è impunito ed ha delle belle inquisizioni in corso! Quelli vanno rispettati ed applauditi (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)! Qui solo quando parlano gli impuniti, allora va bene! Quando, invece, si affrontano i problemi, sono sempre scioccherelli (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana)!

PRESIDENTE. Ora, non esageriamo, vi prego!

EUGENIO DUCA. È roba da matti...! Dicevo che non è una decisione da prendere a cuor leggero. Ad esempio, si può mettere nelle mani di un ragazzo un veicolo di grande cilindrata, ma non ci sono strumenti che consentano al genitore di intervenire tempestivamente per impedire che lo stesso possa avere incidenti o possa essere pericoloso per sé o per gli altri. Quindi, per questi motivi ...

Una voce dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale: Tempo!

EUGENIO DUCA. Allora parlerò tutto il tempo necessario! Continuiamo così!
Voi con questo provvedimento mettete le mani nelle tasche dei cittadini. Vi voglio ricordare che, a giugno del 2005, grazie ad un vostro provvedimento, avete preso i soldi dalle tasche dei cittadini con riferimento a tutte le pratiche automobilistiche. E con questo provvedimento vi apprestate a prenderne ancora, tant'è che, a giugno del 2005, sono aumentati di 2 euro e 66 centesimi i versamenti per immatricolare il veicolo, per ottenere le patenti di guida, per il cambio della targa, per il trasferimento di proprietà, per la revisione dei veicoli, per il rinnovo della patente di guida, per i duplicati dei documenti, per i contrassegni e via via per milioni di pratiche che ogni giorno vengono svolte nel nostro paese.

Una voce dai banchi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale: Tempo!

DANIELE FRANZ. Non c'entra nulla con l'articolo aggiuntivo!

EUGENIO DUCA. Oggi prelevate 24 milioni di euro in più dalle tasche dei cittadini, quando già nel giugno dello scorso anno vi avete messo mano per oltre 82 milioni di euro! E non avete destinato tali risorse alla Motorizzazione, ma al Tesoro! Con il pretesto delle pratiche automobilistiche, avete effettuato una finta tassazione, ossia avete messo una tassa in più, il cui ricavato è andato al Tesoro. Oggi è prevista una tassa ulteriore (più modesta di quella pari ai 2 euro e 66 centesimi che avete già riscosso a giugno), e a dicembre vi apprestate a prendere altri 24 milioni di euro. Voi siete quelli che mettono le mani nelle tasche dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mazzarello. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare perché pensavamo che fosse sufficiente un solo intervento, visto che il lavoro svolto in Commissione ci ha permesso di migliorare molto il provvedimento.
Invece, i colleghi della maggioranza interrompono i nostri interventi e hanno un atteggiamento un po' prepotente. Allora, forse è utile svolgere più interventi per far capire bene la nostra posizione ai


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colleghi della maggioranza. Forse sarà necessario, dopo il voto su questo articolo aggiuntivo, fare qualche intervento in più, se continuerà questo loro atteggiamento e se i colleghi della maggioranza non capiranno il contributo che l'opposizione ha dato per correggere profondamente questo provvedimento assolutamente sbagliato.
Era un provvedimento che aumentava in modo vertiginoso le sanzioni contro i cittadini italiani e che non guardava alla sicurezza come punto principale, ma solamente alla necessità di fare cassa con interventi inaccettabili. Era un provvedimento che proponeva iter burocratici lunghissimi per i cittadini e lo abbiamo corretto.
Chiederei ai colleghi della maggioranza di ascoltare con attenzione i nostri interventi senza interrompere, altrimenti saremo costretti a farne molti per spiegarvi meglio le nostre posizioni (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

GIULIO ANTONIO LA STARZA. Provocatore!

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, mi rivolgo, in particolare, ai colleghi del centrosinistra, assumendo sulla mia persona la responsabilità per alcuni comportamenti irrispettosi nei confronti delle loro opinioni. Porgo, a nome di tutti, anche le scuse in questa direzione, visto che, come tutti voi sapete e più volte avete ricordato opposizione e maggioranza, hanno lavorato proficuamente in Commissione, e questo lavoro deve e può essere continuato con più serenità in quest'aula.
Quindi, a nome anche di colleghi di altre forze politiche, mi assumo la responsabilità di quanto accaduto e vi chiedo di scusare queste intemperanze, che seppur possibili, forse, non è il momento di esternare, essendo invece necessario proseguire con il clima che, già in Commissione, si è instaurato tra maggioranza ed opposizione (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e di Forza Italia).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Volontè, per questa visione distensiva...
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Jannone. Ne ha facoltà.

GIORGIO JANNONE. Signor Presidente, anch'io volevo rasserenare il clima. Tuttavia, è necessario, nel contempo, precisare all'onorevole Duca che, per quanto concerne le pratiche automobilistiche e, in particolare, i passaggi di proprietà, proprio nella finanziaria in itinere in questi giorni alla Camera, sono previste delle novità molto importanti, prima su tutte l'abolizione di una vecchissima prerogativa dei notai, in quanto sarà possibile effettuare questi passaggi di proprietà anche attraverso una platea di nuovi soggetti, con costi decisamente minori. Ciò va nella direzione esattamente opposta a quanto affermava prima l'onorevole Duca.
Gli automobilisti italiani si accorgeranno presto, già nei primi mesi del prossimo anno, che costerà molto meno svolgere determinate pratiche, non solo quelle dei passaggi di proprietà, ma anche quelle relative all'argomento che stiamo trattando, proprio grazie all'intervento di questo Governo.
Poi, tutti i contributi dell'opposizione, purché si mantengano nell'ambito della verità, sono ovviamente benvenuti (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1-quaterdecies.0500 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 206
Hanno votato
no 191).

Prendo atto che gli onorevoli Nicotra e Gastaldi non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Avverto che l'emendamento Bornacin 1-quinquiesdecies.8 è stato ritirato.
Avverto, altresì, che l'emendamento Bornacin 1-quinquiesdecies.9, ove la riformulazione proposta dal relatore fosse accettata dal presentatore, deve essere posto in votazione prima dell'emendamento Ricciotti 1-quinquiesdecies.6. Avverto, inoltre, che dalla sua eventuale approvazione risulterà precluso l'emendamento Ricciotti 1-quinquiesdecies.6, nonché gli identici emendamenti Foti 1-quinquiesdecies.7 e Polledri 1-quinquiesdecies.10, fino all'emendamento Albonetti 1-quinquiesdecies.12. In tal caso, si passerà alla votazione dell'articolo aggiuntivo Bornacin 1-quinquiesdecies.03.
Chiedo, dunque, all'onorevole Bornacin se accetti la seguente riformulazione del suo emendamento 1-quinquiesdecies.9: Sostituire l'articolo 1-quinquiesdecies con il seguente: 1-quinquiesdecies - 1. All'articolo 116 del decreto legislativo n. 285 del 1992, al comma 1-bis, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dal 1o gennaio 2008, per guidare un quadriciclo leggero è necessario avere compiuto 16 anni di età».

GIORGIO BORNACIN. Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione proposta.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bornacin.
Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento Bornacin 1-quinquiesdecies.9, nel testo riformulato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, le considerazioni che mi accingo a svolgere riguardano anche gli altri emendamenti da lei richiamati. Con l'emendamento in oggetto, si introduce nell'articolo 1-quinquiesdecies un mezzo di trasporto, quello del quadriciclo leggero, che nel codice in realtà non esiste perché in esso si parla di «ciclomotori» (e anche i quadricicli leggeri nel loro libretto di circolazione recano la definizione di «ciclomotori»). Si introduce, quindi, una nuova figura nel codice.
Inoltre, si introduce una differenziazione di età. Infatti, attualmente la norma prevede che il patentino sia conseguito a 14 anni, mentre questa nuova disposizione normativa introduce una diversificazione di età, prevedendo i 16 anni per il patentino relativo ai quadricicli leggeri. Con la dizione utilizzata nella formulazione del testo arrivatoci dal Senato, ci eravamo trovati nella situazione in cui migliaia di italiani avevano acquistato per i loro ragazzi quattordicenni i quadricicli, spendendo milioni di vecchie lire, senza che però i ragazzi potessero utilizzarli fino al compimento dei 16 anni di età. Pertanto, la nostra proposta era quella di mantenere l'attuale norma che prevede i 14 anni.
Dopodiché è stata introdotta una correzione, anche se per noi non è ancora sufficiente, che sposta al 2008 la decorrenza del limite di età dei 16 anni per guidare i quadricicli, anche in vista di una possibile normativa di carattere europeo da recepire. Resta la nostra perplessità su questo tema e, pertanto, ci asterremo nella votazione dell'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bornacin 1-quinquiesdecies.9, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 222
Astenuti 182
Maggioranza 112
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 3).

Prendo atto che l'onorevole Buontempo non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bornacin 1-quinquiesdecies.03, accettato dalla Commissione e dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 403
Votanti 379
Astenuti 24
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 371
Hanno votato
no 8).

Prendo atto che l'onorevole Buontempo non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Ricciotti 1-quinquiesdecies.060, sul quale vi è stato un invito al ritiro. Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Ricciotti 1-quinquiesdecies.060, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 421
Votanti 417
Astenuti 4
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 12
Hanno votato
no 405).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Panattoni 1-quinquiesdecies. 05, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 424
Maggioranza 213
Hanno votato
sì 199
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Meroi 1-quinquiesdecies.06, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 414
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 402
Hanno votato
no 12).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cusumano 1-sexiesdecies.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 413
Votanti 394
Astenuti 19
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 102
Hanno votato
no 292).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1-sexiesdecies.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 422
Votanti 239
Astenuti 183
Maggioranza 120
Hanno votato
sì 17
Hanno votato
no 222).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1-sexiesdecies.0500 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 419
Votanti 316
Astenuti 103
Maggioranza 159
Hanno votato
sì 307
Hanno votato
no 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bornacin 1-sexiesdecies.011, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 27
Hanno votato
no 387).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lion 1-sexiesdecies.063, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 425
Votanti 237
Astenuti 188
Maggioranza 119
Hanno votato
sì 13
Hanno votato
no 224).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Cusumano 1-sexiesdecies.065, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 426
Votanti 422
Astenuti 4
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 198
Hanno votato
no 224).


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Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi Pasetto 1-sexiesdecies.08, Albonetti 1-sexiesdecies.02 e Lion 1-sexiesdecies.062.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, si tratta della modifica del codice della strada che prevede che in alcune autostrade si possa raggiungere la velocità di 150 chilometri l'ora (in sostanza, è stato aumentato il limite dei 130 chilometri l'ora).
In primo luogo, tale previsione non ha alcun senso. In secondo luogo, in nessun paese europeo e del mondo vi è un limite di tal genere. Inoltre, si afferma che le macchine sono cambiate e che si sono evolute le loro caratteristiche costruttive, ma è vero tutto il contrario! Tutti i miglioramenti tecnologici dovrebbero essere a favore della sicurezza, dovrebbero incrementarla; se, invece, si aumenta la velocità, è tecnicamente provato che la stessa compromette la sicurezza raggiunta.
Vorrei, altresì, fare un esempio pratico di come ci si vuole intestardire su questo punto. Da Milano a Rimini - con la possibilità di raggiungere i 150 chilometri l'ora solo su due tratti, da Modena nord a Modena sud e da Faenza a Forlì, mentre rimarrebbe invariata la velocità di 130 chilometri l'ora sugli altri - si guadagnerebbe complessivamente un minuto e 50 secondi!
Si tratta, pertanto, di un messaggio contro la sicurezza, come se si volesse dire: andate forte! Non limitate la velocità, state tranquilli! È un messaggio sbagliato che vorremmo cambiare!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, abbiamo finora seguito una linea che sta dando risultati positivi, al di là di alcuni elementi di differenziazione che permangono. Rispetto a questo e ad altri provvedimenti e in modo specifico alle questioni della sicurezza, soprattutto a fronte della ripresa degli incidenti automobilistici, noi ci siamo trovati davanti ad un testo che era tutto ed il contrario di tutto. In questa fase - lo accennava il collega Raffaldini -, rileviamo un atteggiamento di ostinazione nel mantenere l'elevazione del limite di velocità a 150 chilometri orari su alcune tratte autostradali, demandando l'autorizzazione alla concessionaria. Per la verità, nessuno finora ha elevato il limite di velocità a 150 chilometri all'ora: basterebbe questo per giustificare tutte le riserve espresse sulla proposta in esame. Ci chiediamo per quale ragione si registri, invece, un'ostinazione in questa direzione e riteniamo anche di conoscere la risposta. Infatti, il ministro Lunardi si è caratterizzato per la divulgazione di questo elemento: il parallelo tra più si è veloci e più scatta l'attenzione, più si è veloci e più scattano gli elementi della sicurezza. Niente di più sbagliato! Quello dei 150 chilometri all'ora sarebbe un limite che nessun paese europeo ha adottato. Inoltre, tenendo conto della struttura e, soprattutto, del carico sopportato dalle nostre strade ed autostrade, l'orientamento ad incentivare la velocità - lo abbiamo potuto verificare giorni fa, qui a Roma - alimenta la cultura della velocità in termini di aumento delle vittime e degli incidenti sulle strade. Credo che questo limite sia, in sostanza, il frutto di un'ostinazione, un fatto ideologico.
Quindi, insistiamo perché il limite massimo della velocità sia ricondotto a 130 chilometri orari. Credo che ci voglia poco: si tratterebbe peraltro di un atto di buona volontà, di saggezza, coerente con l'opportunità di garantire l'obiettivo della sicurezza, evitando di elevare i livelli di velocità sulle nostre strade.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Pasetto 1.sexiesdecies.08,


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Albonetti 1.sexiesdecies.02 e Lion 1.sexiesdecies.062, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 414
Votanti 412
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 199
Hanno votato
no 213).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Luciano Dussin 1.sexiesdecies.07.
Ricordo che su tale proposta emendativa la Commissione ed il Governo si rimettono all'Assemblea.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Luciano Dussin. Ne ha facoltà.

LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, con questo articolo aggiuntivo cerchiamo di ridurre il danno provocato dall'uso improprio che, come è stato segnalato da molti settori del Parlamento, viene fatto dell'autovelox nei centri abitati. Le sanzioni amministrative rimangono le stesse; tuttavia, noi chiediamo di applicare la sottrazione dei punti per eccesso di velocità solo se si supera di oltre 20 chilometri orari il limite fissato.
In sostanza, adesso, chi viaggia a 61-62 chilometri orari su una strada con limite di velocità di 50 chilometri, oltre a vedersi sottratto mezzo stipendio e mezza pensione, subisce anche la sottrazione di due punti dalla patente. Sappiamo che il limite massimo di velocità di 50 chilometri orari previsto in molti centri abitati si estende anche a strade che richiederebbero un limite di velocità sicuramente diverso.
Richiediamo, dunque, che la sottrazione dei punti, sulle strade nelle quali il limite di velocità è così discusso, scatti se si supera il limite di velocità non di oltre 10 chilometri orari, ma di oltre 20 chilometri orari. In tal modo, tra i 50 e 60 chilometri orari, si pagherà una contravvenzione da 143 euro a 286 euro - che ci sembra già penalizzante - e, tra i 70 e i 90 chilometri orari, si pagherà una contravvenzione da 286 euro a 573 euro, con la sottrazione di due punti dalla patente.
Mi sembra si tratti di una proposta accettabile, altrimenti i cittadini continueranno a chiedersi come sia possibile prevedere una ulteriore penalizzazione nel caso di una lievissima contravvenzione. Attraverso il nostro articolo aggiuntivo, cercando di perseguire comunque la sicurezza dei cittadini, ma in un ottica di buonsenso, si raggiunge una situazione di equilibrio tra le esigenze dei cittadini e quelle di chi deve controllare il loro comportamento. In tal modo, si potrà superare la situazione di malessere relativa alla disciplina dei limiti di velocità, che a volte risulta essere estremamente vessatoria nei confronti dei cittadini (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, personalmente ritengo che le considerazioni svolte dal collega Dussin siano assolutamente ragionevoli. Dunque, esprimerò un voto favorevole sull'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garagnani. Ne ha facoltà.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, anch'io condivido l'emendamento proposto dal collega Dussin, in quanto con esso si realizza una sintesi tra le esigenze di tutela del cittadino e il rispetto di alcuni principi garantisti del nostro Stato che, attraverso una eccessiva severità, rischiano di essere penalizzati.
A mio avviso, soprattutto nei centri storici esistono divieti che, interpretati


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letteralmente, impediscono ad ognuno di noi di muoversi con un minimo di agibilità. Con la proposta emendativa in esame non si mette a repentaglio la tutela di nessuno, in quanto si tratta di interpretare la legge con intelligenza tenendo conto di alcuni principi fondamentali, non applicandola pedissequamente prescindendo dalle condizioni di tempo e luogo.
Pertanto, pur riconoscendo la necessità che il provvedimento garantisca severità e tutela di determinati diritti, ritengo ci si debba far carico anche di un'esigenza sottoposta alla nostra attenzione da molti cittadini. Ripeto: chiunque opera e vive nei centri storici è consapevole del problema. Credo pertanto che l'emendamento in esame meriti un'attenta considerazione da parte dell'Assemblea, senza peraltro vanificare il contenuto del provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che, dopo le dichiarazioni di voto e la votazione sull'emendamento in esame, sospenderò la seduta.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, ascoltiamo con attenzione le motivazioni addotte dal collega Luciano Dussin. Tuttavia vi è il principio, al quale abbiamo fatto riferimento all'inizio del dibattito, per cui non è corretto procedere sulla tabella dei punteggi della patente con tali modifiche in questa sede. Dunque, le preoccupazioni del collega Luciano Dussin, che sono legittime e per alcuni aspetti condivisibili, non possono essere risolte con un emendamento in questa sede.

ALBERTO ARRIGHI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO ARRIGHI. Signor Presidente, ritengo assolutamente ragionevoli le considerazioni del collega Luciano Dussin e pertanto chiedo di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo 1.sexiesdecies.07 a sua firma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel Comitato dei nove... Vorrei che ci fosse un po' di attenzione, anche da parte del relatore e del Governo...

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prestare attenzione... Prego, onorevole Duca...

EUGENIO DUCA. Nel Comitato dei nove, vorrei ricordare (Commenti dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia)...

PRESIDENTE. Onorevole Duca, guardi il Presidente, che la segue sempre con attenzione!

EUGENIO DUCA. Nel Comitato dei nove sia il relatore che il Governo avevano assunto l'orientamento di non accogliere l'articolo aggiuntivo in esame e la remissione all'Assemblea si traduceva nell'invito a respingere l'emendamento stesso. Senza entrare nel merito, è noto a tutti che modifiche di questo tipo non sono da prendere alla leggera, anche perché la maggioranza degli incidenti mortali e con feriti gravi avviene proprio nelle strade urbane. Il messaggio che viene inviato con questo emendamento è il seguente: andate pure, i punti della patente, che sono l'unico deterrente effettivo, non si tolgono più.
Chiedo ai colleghi di riflettere sul fatto che andiamo ad intervenire proprio sulle strade più pericolose, con il seguente invito: non vi togliamo neanche i punti della patente. Evitiamo dunque di modificare con un decreto-legge, con questa tempistica, uno dei capisaldi della riforma del codice della strada, costituito dall'introduzione della patente a punti. Se «slabbriamo» da una parte e dell'altra, in un


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periodo nel quale gli incidenti, purtroppo, stanno tornando ad aumentare, inviamo al paese un messaggio opposto rispetto a quello che dovremmo mandare, vale a dire più prudenza, meno velocità, meno morti, meno feriti.
L'Associazione dei familiari delle vittime della strada ci invita ogni giorno a non mollare su questo fronte. Come ho già avuto modo di osservare in una precedente occasione, ciò che maggiormente mi ha colpito in questi lunghi anni di attività parlamentare è stato l'incontro con l'Associazione dei familiari delle vittime della strada. Ci hanno invitato a tenere duro, a mantenere un atteggiamento di serietà, di fermezza, di prudenza, a non cedere alla spinta di voler correre sempre di più. Questa richiesta proviene dunque anche da parte di coloro che hanno subito in famiglia conseguenze per incidenti stradali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Luciano Dussin 1-sexiesdecies. 07, sul quale la Commissione ed il Governo si sono rimessi all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 401
Votanti 384
Astenuti 17
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 216
Hanno votato
no 168).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Il seguito del dibattito è rinviato al prosieguo della seduta.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15 con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

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