Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 703 del 10/11/2005
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(Accordo stipulato tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e Poste italiane per la fornitura dei libri di testo scolastici - n. 2-01670)

PRESIDENTE. L'onorevole Falanga ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01670 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 5).

CIRO FALANGA. Signor Presidente, il 9 giugno 2005 fu siglato un accordo tra Poste italiane e il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per offrire alle famiglie italiane la possibilità di prenotare i libri di testo scolastici tramite internet e rete telefonica e di ottenerne, quindi, la consegna a domicilio con contrassegno o previo pagamento effettuato con carta di credito.
In effetti, l'attuazione dell'accordo ha comportato una drastica riduzione dell'ambito operativo degli aderenti alle associazioni di categoria, con gravi conseguenze economiche ed occupazionali, ed ha minato la loro importante funzione a carattere socio-orientativo, che da sempre i librai, i promotori editoriali, le cartolerie e le cartolibrerie svolgono in favore degli studenti e delle famiglie italiane nell'acquisto dei libri scolastici, dei testi e del materiale di supporto scolastico.
Questa funzione sicuramente non è esercitabile tramite internet da Poste Italiane con la stessa attenzione ed efficacia del «libraio di fiducia», che resta una figura determinante a supporto e stimolo delle attività culturali, creative e di lettura extrascolastiche e che, spesso, favorisce l'acquisto dei testi scolastici da parte delle famiglie meno abbienti, applicando una rateizzazione della spesa senza oneri aggiuntivi.
In effetti, Poste italiane, in esecuzione di questo accordo, acquisterà le copie dei testi adottati dalla società Bol, posseduta dai due grandi gruppi editoriali Bertelsmann e Mondadori.
Questo accordo, che peraltro non è stato adeguatamente pubblicizzato violando norme comunitarie, ha visto nel più assoluto silenzio l'intesa tra Poste italiane, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e la suddetta società. Se consideriamo che la Bol è una società che fa parte di un determinato gruppo editoriale del nostro paese, ci rendiamo conto che in tale vicenda si inserisce una chiara violazione della legge 20 luglio 2004, n. 215, che reca «Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interesse» e, in particolare, degli articoli 3 e 4.
Poste italiane ha ottenuto, sempre in virtù di tale accordo, dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, la lista delle adozioni dei testi con largo anticipo rispetto alle librerie e cartolibrerie. Tale anticipazione data a Poste italiane rispetto agli altri soggetti interessati alla distribuzione ed alla vendita dei libri di testo scolastici, oltre a rappresentare un indebito trattamento preferenziale di Poste italiane da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, configura, a mio avviso, una fortissima e grave distorsione strutturale del mercato che, penalizzando la tradizionali librerie e cartolibrerie, limita la concorrenza e favorisce una concentrazione senza precedenti e tale da rendere possibili abusi di posizioni dominanti.
Viviamo in una società capitalista, e le forze politiche presenti in questo Parlamento vanno in tale direzione. Tuttavia, attenzione a non confondere il capitalismo con le classiche malattie infantili del capitalismo, cioè con il capitalismo selvaggio. Questa vicenda indubbiamente rappresenta un atteggiamento culturale di capitalismo selvaggio: favorire un soggetto come Poste Italiane, peraltro controllato dal Governo, rispetto ad altri soggetti che svolgono la medesima attività, significa rendere barbaro e selvaggio il capitalismo.
Inoltre, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sempre sulla base del suddetto accordo, si è impegnato - e ha adempiuto tale impegno - a comunicare a circa 11 mila istituti scolastici, con una lettera di informativa congiunta a firma Poste italiane e Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il servizio offerto alle famiglie degli


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studenti. Dunque, ha favorito la pubblicizzazione di tale servizio sollecitandone l'utilizzazione a vantaggio di uno dei tanti soggetti che rendeva lo stesso servizio alle famiglie italiane nel nostro paese.
Questa è la vicenda. Attendo una risposta seria dal Governo. Vorrei capire le ragioni, e certamente non mi accontenterò delle spiegazioni date anche sulla stampa rispetto a tale vicenda, del tipo: abbiamo consentito alle famiglie italiane di godere di un servizio; abbiamo agevolato la famiglia italiana, sotto il profilo del sostegno alla spesa per l'acquisto dei libri di testo all'inizio di ciascun anno scolastico.
Questa iniziativa - lo posso anticipare adesso - non ha avuto un felice successo e ciò non mi lascia tranquillo, anzi mi preoccupa molto in vista degli atteggiamenti, delle posizioni, dei comportamenti del Governo su questo tema negli anni a venire.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, onorevole Bono, ha facoltà di rispondere.

NICOLA BONO, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, in riferimento all'interpellanza urgente dell'onorevole Falanga ed altri, vorrei prima di tutto fare presente che l'iniziativa in argomento intende offrire, su tutto il territorio nazionale, alle famiglie degli alunni delle scuole secondarie di 1o e 2o grado che ritengano di aderire all'iniziativa stessa un servizio inteso a garantire la consegna dei testi scolastici presso il proprio domicilio in tempo utile per l'avvio dell'anno scolastico; ciò, anche al fine di evitare conseguenze negative sul regolare inizio e svolgimento dell'attività didattica riferibili alla non completa disponibilità dei libri di testo da parte di tutti gli alunni.
In particolare, il servizio di cui trattasi permette alle famiglie degli studenti di prenotare, via internet o via call center, i libri di testo sulla base delle adozioni deliberate dall'istituzione scolastica ai prezzi di copertina, senza costi aggiuntivi per la prenotazione e la consegna.
Il pagamento dei testi può essere effettuato dalle famiglie in contrassegno o con carta di credito o ancora dilazionato, a seconda della preferenza e del canale di prenotazione utilizzato dai richiedenti. Le famiglie possono controllare lo stato dell'ordine, consultando il sito di Poste italiane. I testi scolastici ordinati sono poi recapitati mediante la rete logistica di Poste italiane presso l'indirizzo richiesto dalle famiglie, in orari in precedenza concordati con esse.
Non sono previsti oneri per l'esecuzione del protocollo, né per il ministero né per le scuole, sia che esse aderiscano al protocollo sia che non aderiscano.
Va precisato che, nel rispetto del principio dell'autonomia, spetta esclusivamente alle singole scuole aderire all'iniziativa; l'adesione, pertanto, è assolutamente a discrezione delle scuole nell'esplicazione dell'autonomia loro riconosciuta dall'ordinamento. Le famiglie poi sono, a loro volta, libere di usufruire del servizio.
L'intesa, quindi, semplifica il ciclo di acquisizione dei libri di testo e determina un ampliamento dell'area distributiva, reso possibile dalla non esclusività del protocollo stesso, in quanto aggiunge un'opzione ai tradizionali canali di reperimento dei testi. Essa è perciò di rilevante utilità sociale e contribuisce ad attenuare i disagi delle famiglie e degli alunni derivanti, in particolare, dalle attese in libreria per acquistare e prenotare testi che, talvolta, non trovano.
L'iniziativa stessa riveste un particolare interesse soprattutto nelle aree del territorio che, per le motivazioni più diverse, risultano meno servite dagli usuali operatori di settore.
L'intesa tende ad assicurare alle famiglie un servizio più pratico, sicuro e conveniente e si inserisce in una precisa politica del ministero, volta al contenimento del costo dei libri, che pesano sempre più sul bilancio delle famiglie in genere e di quelle economicamente disagiate in particolare. A quest'ultimo proposito, va ricordato che, ogni anno, l'amministrazione


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eroga un contributo di 103 milioni di euro per l'acquisto dei libri da parte delle famiglie meno abbienti.
Vorrei precisare, altresì, che, come previsto dall'intesa, sulla base delle adesioni ricevute dagli istituti scolastici e dalle famiglie, Poste italiane e l'amministrazione scolastica verificheranno, attraverso una commissione bilaterale, se vi siano le condizioni per praticare un'offerta economicamente più vantaggiosa per le famiglie.
Come rilevato dal Ministero delle attività produttive, l'iniziativa rientra nel novero delle molteplici iniziative che il Governo sta assumendo al fine di favorire gli acquisti nell'attuale situazione economica. Infatti, molteplici sono stati gli interventi in tal senso; tra gli altri, l'iniziativa della Federazione nazionale cartolerie e cartolibrerie.
In conclusione, quindi, pur essendo comprensibili le preoccupazioni degli operatori della filiera libraria, il mercato dei libri scolastici è un mercato in regime di libera concorrenza, in cui ogni operatore, sia tradizionale che innovativo (Poste italiane, grande distribuzione, e via dicendo), può agire nel rispetto del servizio offerto al cliente finale (la famiglia).
A tale proposito, va ulteriormente sottolineato che l'accordo di cui trattasi non attribuisce alcuna situazione di esclusiva a favore di Poste italiane, tant'è che, qualora soggetti diversi da Poste italiane dovessero offrire analoghi servizi, l'amministrazione scolastica è disponibile a sottoscrivere nuovi protocolli di intesa. Il tutto, in un quadro di trasparenza e nell'esclusivo interesse dell'utenza.

PRESIDENTE. L'onorevole Falanga ha facoltà di replicare.

CIRO FALANGA. Signor Presidente, in verità devo sottolineare che il Governo che oggi risponde all'interpellanza da me sottoscritta, nella persona dell'onorevole Bono, mi lascia alquanto sconcertato. D'altra parte, il fatto che non sia qui presente il ministro o un sottosegretario del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, mi fa essere meno aggressivo nelle mie considerazioni nei confronti dell'onorevole Bono, che credo di questa vicenda sia venuto a conoscenza solo pochi minuti fa e che ha letto le poche righe preparate dagli uffici del Ministero. Poche righe che, per la verità, sono di estremo sconcerto.
Sottosegretario Bono, per conto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, lei ha affermato che l'accordo richiamato nell'interpellanza ha determinato il vantaggio per le famiglie italiane e per gli studenti di ottenere i libri di testo in tempo utile. Mi domando perché mai si sarebbe dovuto pensare che attraverso gli storici canali di distribuzione i libri di testo non sarebbero giunti in tempo utile.
Lei ha aggiunto anche, onorevole Bono, che questi libri sono senza costi aggiuntivi. Si tratta di una considerazione ardita, se pensiamo che i libri di testo hanno prezzi imposti che non possono essere né aumentati né ridotti.
Lei ha aggiunto anche che l'accordo prevede la possibilità di un pagamento dilazionato. Qui sorge una questione ancora più grave e delicata, in quanto Poste italiane si inserisce nel mercato bancario; infatti, gli uffici postali diventano tanti sportelli bancari che, peraltro, impongono a chi intende godere del servizio attraverso questa dilazione - che, tra l'altro, prevede gli interessi - l'obbligo di aprire un conto corrente postale. Quindi, doppio vantaggio: in primo luogo, perché viene svolta una attività tipicamente bancaria e, in secondo luogo, perché si registra un incremento della propria utenza.
Ma l'aspetto più grave si rinviene quando il Governo ha fatto cenno alla discrezionalità delle famiglie italiane nell'accedere a tale servizio. Ma si immagina, onorevole Bono, in che società vivremmo se il Governo imponesse l'acquisto di un bene attraverso un determinato canale o da un determinato fornitore? Non voglio neppure immaginare, per me e per i miei figli, di vivere domani in una società in cui un Governo del nostro paese possa giungere a tanto, ovvero ad obbligare una famiglia ad acquistare beni presso un determinato fornitore.


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Prendo atto che il Governo risponde in questa maniera e che mi si dice che non vi è stato alcun obbligo. Vi ringrazio per lasciarmi ancora vivere in un paese, grazie a Dio, democratico!
Si è detto che, così facendo, si amplia l'area distributiva del prodotto. Si amplia? Direi di no; direi che non si amplia. Si è detto che, così facendo, si aggiunge un ulteriore canale di distribuzione. Questo è vero, ma a questo canale viene riservato un vantaggio rispetto agli altri e, quindi, in sostanza, non si amplia affatto perché con questo tipo di accordo si favorisce quel canale.
Si è parlato di convenienza. Per chi? Non ho capito per chi. Per le famiglie italiane? Non credo.
Onorevole Bono, lei ha fatto cenno ai 103 milioni di euro messi a disposizione per i libri distribuiti gratuitamente alle famiglie meno abbienti. Tuttavia, lei dimentica che questi 103 milioni di euro, corrispondenti a circa 200 miliardi o poco più di vecchie lire, erano già stati stanziati in occasione della legge finanziaria del 1999. Dunque, essi erano stati stanziati non dal Governo di centrodestra, bensì da un Governo di centrosinistra. Dal 1999 ad oggi tale somma è rimasta invariata. Il vantaggio e l'attenzione nei confronti delle famiglie, in particolare verso quelle delle fasce più deboli del nostro paese, lo avrei preferito leggere in un provvedimento del Governo che avesse aumentato tale somma. Invece, si lascia un importo identico a quello del 1999, mentre oggi siamo nel 2005. Si offre un servizio che si vuole a vantaggio delle famiglie, ma che invece favorisce un canale distributivo del prodotto e si ha - onorevole Bono, mi perdoni - la spudoratezza di dire che si fa tutto questo per dare un vantaggio e per essere vicino alle famiglie italiane.
Inoltre, nella risposta non si fa cenno alcuno alle violazioni - pur da me denunciate nell'interpellanza - delle regole comunitarie sul conferimento e in ordine all'accordo siglato. Il Ministero e Poste italiane non possono siglare un accordo senza che esso sia stato preceduto dal rispetto delle regole più elementari nella sottoscrizione di una convenzione di tal genere.
Non è stata data pubblicità adeguata a consentire il coinvolgimento dei cosiddetti altri canali, quindi degli altri soggetti addetti allo stesso settore. Oggi il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca afferma di essere disponibile a sottoscrivere altri accordi con altri soggetti. Ma se esisteva tale disponibilità ed attenzione anche verso gli altri soggetti che distribuiscono i libri di testo e che, comunque, offrono questo servizio, perché non si è pensato di procedere nel rispetto delle normali regole di pubblicità nel momento in cui è stato sottoscritto quell'accordo? Di tutto questo non si dice nulla.
Perché non si fa cenno alla pur accennata violazione di norme che interessano la legge che regolamenta il conflitto di interesse nel nostro paese? Perché non si chiarisce chi sia BOL? L'ho spiegato nella mia interpellanza, lo ha detto la stampa e lo abbiamo letto sui giornali. Ripeto che lo abbiamo letto sui giornali e di questo dobbiamo dispiacerci, come governanti di questo paese.
Non possiamo leggere sulla stampa nazionale titoli di questo genere: «I libri scolastici in conflitto di interessi». Questo deve mortificare non soltanto chi è responsabile di questo conflitto, ma anche l'intero Parlamento, perché la questione del conflitto di interessi sta alla base della democrazia di un popolo e di un paese e delle regole che devono governare un paese, uno Stato di diritto, uno Stato democratico.
La questione è di una gravità inaudita, non si tratta della solita questione relativa al modo in cui il Governo e il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca si sono occupati di un determinato tema. La questione è molto più ampia, ed è stata ridotta in una paginetta e mezza che mi ha letto un sottosegretario, al quale va la mia personale considerazione e stima, ma che nulla conosceva della vicenda. È stato tutto ridotto in una pagina


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e mezza letta in quest'aula, e nulla si è detto delle gravi questioni sottese all'interpellanza in esame.
Si fa finta di non capire: bene, se si fa finta di non capire, sappia il Governo che continuerò a prestare attenzione a questo tema e aspetterò, probabilmente il prossimo anno scolastico, per vedere realizzato quanto da lei affermato, onorevole Bono, per conto del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, circa l'apertura ad altri canali di distribuzione.
Vedremo se ci sarà questa apertura e se possiamo vivere in un mercato libero e in uno Stato in cui c'è concorrenza, in cui tutti hanno le stesse possibilità, e non in uno Stato in cui determinate possibilità vengono date soltanto a chi, in qualche maniera, è legato con i poteri forti del nostro paese!

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.

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