![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Degennaro ha facoltà di
CARMINE DEGENNARO. Signor Presidente, signor ministro, la nostra istanza verte sull'attuazione dei Patti territoriali e dei contratti d'area, di cui alla legge n. 662 del 1996, che ha prodotto notevoli rallentamenti ed incontrato diffusi ostacoli burocratici e procedurali, sia per il passaggio di competenze dal Ministero dell'economia e delle finanze sia per l'emanazione della normativa di riferimento, in particolare del decreto del Ministero delle attività produttive 31 luglio 2000, n. 320, diversi mesi dopo l'avvio dei procedimenti.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Degennaro, in effetti, i criteri di revoca riguardanti il mancato raggiungimento dell'obiettivo occupazionale o la mancata conclusione del programma nei tempi previsti per i contratti d'area sui Patti territoriali sono particolarmente severi.
illogico consentire una riduzione degli investimenti previsti e pretendere contestualmente il rispetto dei limiti occupazionali.
PRESIDENTE. L'onorevole Degennaro ha facoltà di
CARMINE DEGENNARO. Signor Presidente, ci riteniamo abbastanza soddisfatti della risposta del Governo. Finalmente viene data soluzione ad una annosa vicenda, che si è portata avanti negli ultimi anni e che finalmente trova una risposta concreta per le imprese che stanno investendo e che anche in questi momenti difficili rischiano dal punto di vista economico attraverso investimenti importanti, per dare un serio contributo occupazionale al nostro paese.
Chiediamo se il Governo, al fine di facilitare il completamento degli investimenti inseriti nei Patti territoriali e contratti d'area e finanziati con la legge n. 488 del 1992, nonché di rendere omogenee le normative agevolative, non ritenga opportuno adottare iniziative normative volte a prevedere la proroga dei termini e lo scostamento occupazionale del 30 per cento.
Per il mancato raggiungimento dell'obiettivo, il regolamento impone la revoca totale delle agevolazioni qualora vi sia uno scostamento occupazionale superiore al 30 per cento e la norma appare ancora più severa ove si consideri che le necessità occupazionali di un'impresa non possano essere ritenute immutabili rispetto a dati meramente previsionali, che, per un'impresa sana, debbono rispondere esclusivamente alle esigenze effettive dell'impresa.
Al fine di risolvere positivamente la richiesta di modifica delle norme di cui sopra, il Ministero delle attività produttive ha proposto un articolo da inserire fra gli emendamenti al disegno di legge finanziaria.
L'articolo proposto è sollecitato dalle imprese, nonché dai responsabili a livello locale delle misure e con questi ultimi è stato concordato. In particolare, la proposta prevede che il Ministero delle attività produttive proceda alla revoca totale delle agevolazioni solo nel caso in cui lo scostamento verificatosi sia superiore all'80 per cento in diminuzione e proceda, invece, ad una riduzione delle stesse (nel limite massimo del 50 per cento) proporzionata allo scostamento verificatosi.
In caso di riduzione degli investimenti, il ministro delle attività produttive procede anche ad un adeguamento proporzionale dell'obiettivo occupazionale, in quanto sarebbe
Per le iniziative che risultino realizzate perlomeno al 50 per cento, il Ministero delle attività produttive potrà concedere un differimento di dodici mesi rispetto ai tempi già concessi per la realizzazione.
Per le iniziative che si trovino in uno stato di impasse, in relazione all'impossibilità o inopportunità di proseguire le stesse per cause connesse a mutate esigenze economiche, il Ministero delle attività produttive consentirà modifiche dell'indirizzo produttivo originariamente indicato e sortirà l'effetto di sostituire iniziative non più attuali e confacenti al territorio, ovvero non più realizzabili da parte delle imprese, con iniziative in settori più consoni.
L'ufficio legislativo del Ministero dell'economia e delle finanze preferirebbe procedere attraverso non un emendamento, ma una specifica modifica del regolamento n. 320 del 31 luglio 2000. La strada dell'emendamento era stata diversamente scelta dal Ministero delle attività produttive in quanto ritenuta più veloce, considerato che la modifica al citato regolamento comporta tempi più lunghi, prevedendo necessariamente l'acquisizione di un parere del Consiglio di Stato.
Considerata comunque la necessità di addivenire ad una positiva risoluzione del problema nei termini indicati, il Ministero delle attività produttive ha avviato, parallelamente all'emendamento (e alla legge finanziaria in evoluzione, dunque tutte e due le strade sono aperte), la predisposizione della modifica del regolamento n. 320 del 2000 e, nel caso in cui l'emendamento non dovesse trovare collocazione nella legge finanziaria, lo stesso ministero si è impegnato a seguire l'iter per l'approvazione della modifica al regolamento al fine di una quanto più rapida possibile conclusione nel senso auspicato dall'onorevole Degennaro.


