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PRESIDENTE. L'onorevole Cabras ha facoltà di
ANTONELLO CABRAS. Signor Presidente, la precedente interrogazione sembra quasi aver anticipato l'oggetto dell'interrogazione in esame, con la differenza che in quella si parlava di sommerso, mentre nell'interrogazione in esame si parla di un'elusione fiscale, che in dieci anni ammonta a circa 10 miliardi di euro e che a partire da quest'anno raggiunge 900 milioni di euro di mancato versamento della compartecipazione al gettito delle imposte IVA ed IRPEF riscosse nella regione Sardegna. Dunque, se è difficile scoprire il sommerso, è ancora più difficile capire per quale motivo il Governo non abbia ancora affrontato tale questione.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, l'interpellanza in esame pone tre questioni. La prima è relativa all'attribuzione alla regione Sardegna, a decorrere dall'anno 2006, di un contributo annuale di 500 milioni di euro, a titolo di acconto sulla futura definizione dell'esatto ammontare della compartecipazione IRPEF.
già solo tenendo conto della radicale diversità dei criteri di calcolo che stanno alla base dei due tipi di dati. Da un lato quelli elaborati a fini statistici e di studio, che guardano ai contribuenti residenti dell'isola, dall'altro quelli computati dagli uffici sulla base delle norme dello Statuto, che si fondano sull'entità delle somme riscosse sul territorio regionale.
PRESIDENTE. L'onorevole Cabras ha facoltà di
ANTONELLO CABRAS. Peccato che le statistiche vengano usate in maniera molto elastica dal Governo, perché le stesse statistiche che ora sono state invocate per negare un diritto sancito dallo Statuto con un'interpretazione corretta della legge - lo Statuto della Sardegna, che come si sa è legge costituzionale - vengono, invece, proposte durante la discussione per la legge finanziaria per operare i tagli di trasferimenti ai comuni, per inasprire la fiscalità locale. In questo caso le statistiche che hanno informato lo studio compiuto dalla regione, confermato tra l'altro dal Dipartimento dell'economia, non sono attendibili perché basate su dati artificiali.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Nelle more del raggiungimento dell'intesa...
ANTONELLO CABRAS. Per quanto riguarda il debito, come lei sa, esso è stato contratto per operare spese di investimento, perché se fosse servito a coprire spese di funzionamento non sarebbe stato possibile contrarlo. È chiaro che l'indicazione di mettere a carico dello Stato un debito che la regione ha dovuto accendere perché in questi dieci anni non sono entrati nelle casse regionali dieci miliardi di euro, mentre i debiti della regione ammontano a tre miliardi, è un modo per ottenere una risposta e per sanare un maltolto che ha raggiunto una dimensione assolutamente inaccettabile.
La seconda, una rapida definizione dell'intesa con la regione Sardegna sull'adeguamento della compartecipazione IVA, per un ammontare non inferiore ai quattro decimi di quella riscossa attualmente nell'isola. La terza è la restituzione a carico dello Stato del debito di 3200 milioni di euro assunto dalla regione nel corso del suddetto arco temporale per far fronte all'incremento delle spese di funzionamento.
Per quanto riguarda la prima questione, i dati ai quali fanno riferimento gli interroganti sono tratti da un'analisi effettuata dal Dipartimento politiche fiscali a fini di studio, che prescindeva dal considerare le regole normative di attribuzione del gettito stabilite, tuttora in vigore, dall'articolo 8 dello Statuto della Sardegna. La predetta analisi ha dunque operato secondo criteri puramente statistici una ripartizione del gettito nazionale dell'IRPEF fra le regioni sulla base dei contribuenti residenti in ciascuna regione. Sul piano normativo spetta, invece, una quota, i sette decimi, del gettito IRPEF che risulta riscosso nel territorio della regione medesima senza alcun riferimento al gettito riconducibile ai contribuenti residenti nell'isola. Lo scostamento quantitativo fra il gettito IRPEF ufficialmente attribuito alla Sardegna dagli uffici del Ministero ed il gettito teorico, secondo lo studio indicato dagli interroganti, può dunque spiegarsi
Fermo quanto sopra, il Dipartimento politiche fiscali assicura comunque l'esecuzione di approfondite verifiche bilaterali per individuare eventuali anomalie che dovessero comunque risultare nella quantificazione del gettito IRPEF da attribuire alla Sardegna sulla base dell'attuale Statuto della Sardegna. In ordine all'IVA il Dipartimento ha evidenziato che le quote variabili attribuite alla regione sono state definite sempre tramite intesa con la medesima regione e che è tuttora in corso l'istruttoria relativa alla determinazione delle quote variabili per il 2004 ed il 2005, secondo le procedure dello Statuto, che correla la determinazione della quota di cui trattasi alle spese necessarie per lo svolgimento delle funzioni normali della regione. Tale quantificazione prescinde, quindi, dall'andamento del gettito IVA essendo invece connessa alla dinamica delle predette spese regionali, per le quali è in atto il confronto con le analoghe voci di spesa sostenute dallo Stato nel medesimo periodo.
Nelle more del raggiungimento dell'intesa, come richiesto dalla regione, verranno corrisposte in via provvisoria le quote variabili 2004-2005 nella misura pari alla quota variabile 2003. Quote variabili che sono già state considerate nell'accordo raggiunto con la regione relativo al patto di stabilità 2005.
Per quanto infine riguarda la restituzione del debito assunto dalla regione, il Dipartimento, premesso che risulta al di fuori del quadro normativo di riferimento la possibilità per la regione di indebitarsi per far fronte a spese di funzionamento, è evidente che non è possibile porre a carico del bilancio dello Stato un'eventuale somma che allo stato attuale, per le predette ragioni non è possibile quantificare.
Penso che il Governo sbagli a dare questo tipo di interpretazione. Su questo terreno la regione porterà avanti una rivendicazione che, inevitabilmente, provocherà un conflitto con l'intervento di un giudizio anche della Corte costituzionale. Sull'IVA, caro ministro, ci ha raccontato una bugia, come spesso si fa quando si discute e si risponde di queste cose: non c'è assolutamente l'intesa, prescritta dallo Statuto, tra la regione e lo Stato. Lo Stato ha unilateralmente stabilito di formulare un primo acconto, ma «come si sa» è soltanto una decisione unilaterale.
Su questo terreno, fra l'altro, il conflitto, come lei sa, è sostenuto dall'intero arco delle forze politiche della regione.


