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La seduta, sospesa alle 12,15, è ripresa alle 12,35.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 1).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.
PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, il rendiconto per l'anno 2004 fa registrare, rispetto al consuntivo del 2003 e alle previsioni per il 2004, un miglioramento dei saldi (saldo netto da finanziare, saldo corrente, saldo primario), ma si tratta di un miglioramento più apparente che reale.
Infatti, il saldo primario migliora di una misera cifra di 625 milioni, in valore assoluto, rispetto al 2003, ma rispetto al prodotto interno lordo si riduce dal 2 all'1,8 per cento. Dal momento che il peggioramento del saldo primario è esattamente uguale alla riduzione della spesa per interessi, che passa dal 5,3 al 5,1 per cento del prodotto interno lordo, l'indebitamento netto - che, come è bene sottolineare, costituisce la variabile cruciale per il patto di stabilità - resta fermo al 3,2 per cento, esattamente come nel 2003.
Per quanto riguarda il saldo corrente, questa variabile migliora, nel senso che passa dallo 0,5 per cento negativo rispetto al PIL allo 0,1, sempre negativo, così come il saldo netto da finanziare, che passa dal 2,4 per cento negativo all'1,6 per cento negativo. A mio avviso, tale miglioramento è più apparente che reale, perché, in realtà, è il frutto dei condoni della legge finanziaria per il 2004. Infatti, le entrate correnti aumentano di 14 miliardi circa di euro, in linea con l'andamento del prodotto interno lordo, e il 12,7 per cento di esse è rappresentato da maggiori entrate tributarie. Ciò costituisce la prova che si tratta del risultato dei condoni previsti da quella legge finanziaria.
Il miglioramento, dunque, è più apparente che reale, e quel poco che c'è di reale è il frutto delle misure una tantum contenute nella legge finanziaria per il 2004 e in altre leggi finanziarie, che sono state - oltre che inefficaci sulla struttura del bilancio, perché una tantum - ingiuste, come nel caso dei condoni. Dunque, queste cifre, se esaminate con un minimo di dettaglio, testimoniano, direi quasi da sole, il fallimento della politica economica del Governo e della gestione del bilancio da parte del Governo stesso.
Analoga conclusione si trae confrontando le cifre del rendiconto per il 2004 con le cifre dell'assestamento per il 2005. Se sarà possibile, illustreremo nel corso del dibattito tale confronto. Ciò che mi preme sottolineare in questo intervento è che dal confronto fra il rendiconto per il 2004 e l'assestamento per il 2005 emerge un allarmante peggioramento dei saldi. Questo peggioramento, già grave in sé, costituisce l'ulteriore prova del fatto che l'apparente miglioramento del 2004 è il risultato delle misure una tantum.
Per tali ragioni, abbiamo contrastato e contrasteremo il disegno di legge di assestamento dei bilanci (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà (Commenti).
Colleghi, un po' di silenzio, per favore...
LAURA CIMA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per sottolineare la nostra assoluta insoddisfazione per quanto contenuto nell'assestamento del bilancio e nel rendiconto generale, che mostrano la fotografia della nostra finanza pubblica, e, ancora una volta, il fallimento della politica economica di questo Governo.
Non solo risulta che i nostri conti pubblici non siano in regola, ma assistiamo anche ad un loro progressivo peggioramento. Il rendiconto e, in particolare, la relazione della Corte dei conti indicano il peggioramento dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni e una riduzione rilevante dell'avanzo primario, che scende sotto il 2 per cento (siamo attorno ad un misero 1,8 per cento); inoltre il fabbisogno statale continua ad aumentare.
La tendenziale diminuzione dell'incidenza sul PIL delle spese per interessi è l'unico dato che contrasta questa totale situazione di negatività. Questo è a dimostrazione del fatto che proprio grazie all'euro,
alla sua stabilità e al fatto che la moneta unica ha garantito bassi tassi di interesse, il nostro paese ha potuto usufruire di un pagamento del debito più basso rispetto a quanto sarebbe altrimenti avvenuto con la lira. Ciò contrasta quelle boutade che una forza di maggioranza ha lanciato qualche tempo fa - e ha subito dimenticato - sulla necessità di tornare alla lira. Questa boutade, come meritava, è caduta immediatamente nel silenzio, senza essere più riutilizzata per polemizzare.
Questo dato risponde a tutti coloro, a cominciare dal nostro ministro dell'economia e delle finanze, che in questi anni hanno sostenuto strumentalmente che i danni alla nostra economia si sono acuiti con l'entrata dell'Italia nell'euro. Anche il Presidente del Consiglio, più volte, nelle sue dichiarazioni pubbliche si è lasciato andare a questa stupidaggine, quando gli conveniva. Tutto ciò dimostra esattamente il contrario.
È aumentata la spesa corrente di più del 3 per cento, ma è diminuita pesantemente la spesa in conto capitale (meno 20,1 per cento). Poiché le spese in conto capitale sono in gran parte quelle necessarie per la crescita del paese, il tema riguarda gli investimenti, con buona pace di tutte le grandi promesse di opere pubbliche, dispensate da questo Governo, e di tutti gli investimenti che l'Esecutivo ha indicato agli italiani, promettendo che attraverso di essi avrebbe rilanciato l'economia.
Signor Presidente, poiché non ho concluso il mio intervento, mi riservo di riprendere in seguito le mie considerazioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alberto Giorgetti. Ne ha facoltà.
ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, credo che il dibattito e le questioni appena sollevate da alcuni colleghi dell'opposizione meritino alcune riflessioni ed alcune risposte, anche alla luce degli elementi che possiamo dedurre dai testi presentati dal Governo sul rendiconto per il 2004 e sull'assestamento di bilancio per il 2005.
Una prima considerazione riguarda la ricerca, a nostro avviso strumentale, di un filone legato ad un controllo, per così dire, approssimativo da parte della maggioranza e del Governo sulla spesa pubblica, che si sarebbe evidenziato nel rendiconto per il 2004 e nell'assestamento per il 2005. Entrambi gli interventi di poc'anzi fanno riferimento, sostanzialmente, ad un livello di indebitamento aumentato, quindi ad un fabbisogno aumentato e, pertanto, ad una spesa pubblica sostanzialmente fuori controllo.
Ci permettiamo di sottolineare in questa sede che il dato fondamentale macroeconomico a cui dobbiamo fare riferimento è la diminuzione del tasso di crescita del prodotto interno lordo.
Come più volte ripetuto in questa sede, anche alla luce dei «mille» provvedimenti varati dal Governo a sostegno della competitività e dello sviluppo, e come evidenziato non solo dalla maggioranza di Governo ma anche da autorevoli osservatori internazionali, possiamo ben dire che la crescita bassa in cui l'Italia si è trovata (in particolare nel 2004 e in buona parte del 2005) deriva da fattori strutturali non certamente legati agli ultimi quattro anni di Governo del centrodestra (il quale, anzi, ha tentato di rimuovere alcuni fattori strutturali che hanno determinato questa situazione), quanto, piuttosto, è dovuta ad una crisi e ad una congiuntura internazionale sostanzialmente negative. Per fortuna, i primi segnali di ripresa si cominciano ad intravedere.
Come affermato preliminarmente dal relatore, onorevole Garnero Santanchè, i segnali di ripresa dell'economia ci sono e sono interessanti per l'ultima fase del 2005 ma anche in prospettiva, laddove si ipotizza per il 2006, secondo alcuni importanti osservatori internazionali, un aumento del prodotto interno lordo. Questi segnali confortano le scelte prudenziali operate dal Governo sia con il disegno di legge finanziaria attualmente all'esame del Senato sia con il provvedimento ad esso collegato che punta ad un sostanziale
controllo della crescita della spesa pubblica. Pertanto, rimandiamo al mittente alcune considerazioni pessimistiche formulate a questo riguardo.
Se il livello di indebitamento è aumentato, ciò è determinato quasi esclusivamente dalle riduzioni delle proiezioni di crescita del prodotto interno lordo. È tuttavia opportuno ragionare anche su quelli che sono ancora oggi gli elementi di criticità all'interno del bilancio dello Stato ed evidenziati anche dalla Corte dei conti. Tali elementi sono da noi affrontati volentieri nel merito, anche per quello che riguarda gli aspetti tecnici di contabilità.
Una delle considerazioni che abbiamo svolto più volte anche negli anni passati concerne la facilità di individuazione e la possibilità di verificare, rispetto a quelli che sono gli obiettivi di spesa che il Governo si prefigge nella legge finanziaria all'interno del bilancio dello Stato, quali sono i centri di responsabilità della spesa che hanno sforato e quali sono state le dinamiche di funzionamento delle leggi stesse, in modo da conseguire una maggiore capacità di controllo dell'efficienza della pubblica amministrazione nel rapporto con il territorio e con gli enti locali, alla luce, evidentemente, dei risultati di consuntivo. Su questo molto ancora rimane da fare, ma sicuramente molto è stato già fatto. In particolare, grazie a questo Governo, sono stati migliorati i meccanismi di identificazione dei centri di responsabilità della spesa.
Alcuni aspetti rimangono ancora non sufficientemente precisati e su di essi sarebbe opportuno che il Governo si assumesse un impegno ulteriore al fine di verificare al meglio quali potrebbero essere le procedure di controllo della spesa. A tale riguardo, come detto, molto è stato fatto anche tramite l'intervento legato al cosiddetto tetto del 2 per cento, oggetto di discussione nel corso dell'esame della scorsa legge finanziaria, che ha esplicato effetti positivi anche se non pienamente rispondenti a quelli sperati.
Su questo argomento, dato il breve tempo a mia disposizione, mi riservo di intervenire nel corso dell'esame degli articoli successivi, in modo da completare le mie riflessioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
RENZO INNOCENTI. Presidente, ci sono doppi voti!
MARCO BOATO. Presidente, voti doppi!
PRESIDENTE. Ci sono segnalazioni di voti doppi...
ANTONIO BOCCIA. Presidente, guardi là...!
PRESIDENTE. Quale settore?
RENZO INNOCENTI. Secondo settore, quinta fila!
ANTONIO LEONE. Presidente, anche da quella parte...! Quarto settore!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera non è in numero legale per deliberare.
Prendo atto che l'onorevole Caminiti non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Rinvio la seduta, che riprenderà alle 15.
La seduta, sospesa alle 12,50, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo procedere nuovamente alla votazione dell'articolo 1, nella quale, nella parte antimeridiana della seduta, è mancato il numero legale.
DARIO GALLI. Ci sono le Commissioni convocate!
GIACOMO STUCCHI. Signor Presidente, vanno sconvocate le Commissioni!
ELIO VITO. C'è il Comitato in Commissione giustizia!
PRESIDENTE. Faremo una verifica.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
MARCO BOATO. Presidente ...!
PRESIDENTE. Viene segnalato che qualcuno si appresta a votare per più persone (Commenti). Dove, onorevole?
MARCO BOATO. Ci sono doppi voti, signor Presidente!
PRESIDENTE. Dove? Dove? Mi dica dove.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, penultima fila, secondo settore.
PRESIDENTE. Penultima fila ...
MARCO BOATO. ... secondo settore!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
ALFREDO BIONDI. Signor Presidente, non funziona il dispositivo di voto!
PRESIDENTE. Avverto che la Camera non è in numero legale per deliberare.
Prendo atto che gli onorevoli Taormina, Ascierto e Lezza non sono riusciti a votare.
Rinvio di un'ora la seduta, che riprenderà alle 16,05.
La seduta, sospesa alle 15,05, è ripresa alle 16,05.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo procedere nuovamente alla votazione dell'articolo 1, nella quale in precedenza, è mancato il numero legale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Onorevole Innocenti, prenda posto...
RENZO INNOCENTI. Presidente, sono qui!
PRESIDENTE. ...anche se non la vedo particolarmente impegnato.
MARCO BOATO. Presidente, ci sono doppi voti!
PIERO RUZZANTE. Presidente, doppi voti!
PRESIDENTE. Calma, calma! Molto è stato fatto, ma tanto rimane da fare...
L'onorevole Volontè sta raggiungendo il suo posto a grandi passi...
PIERO RUZZANTE. Là, Presidente, ci sono doppi voti!
RENZO INNOCENTI. Quarto settore!
PRESIDENTE. Allora, iniziamo ad esaminare la situazione.
RENZO INNOCENTI. Ma guardi quello, Presidente! Quarto settore!
PIERO RUZZANTE. Garagnani!
RENZO INNOCENTI. Presidente, penultima fila, quarto settore!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, se vi sedete, mi fate una cortesia.
Onorevole Elio Vito, dia il buono esempio. Solitamente, lei dà sempre il buono esempio al suo gruppo.
Sedetevi ed ognuno voti per sé.
Dichiaro chiusa la votazione.
MARCO BOATO. Ci sono doppi voti!
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti 232
Maggioranza 117
Hanno votato sì 228
Hanno votato no 4
(Sono in missione 77 deputati).
(La Camera approva - Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale - Vedi votazioni).
ALFREDO BIONDI. Rientrano gli esuli!
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 2).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, il Rendiconto generale dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo adempie l'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria dell'anno precedente.
Crediamo che, nella trattazione di questo argomento, dovrebbe esserci molta attenzione ed interesse. Invece, durante la mattinata, è addirittura mancato, per due volte, il numero legale. Sembra proprio che la maggioranza consideri questo provvedimento una formalità burocratica da adempiere. Consideriamo sbagliato agire in questo modo. Molto più utile sarebbe valutare gli andamenti della finanza pubblica dello scorso anno, per esaminare gli aspetti positivi e negativi e le eventuali distorsioni, in modo da impostare più correttamente e più fedelmente la legge finanziaria ed il bilancio di previsione per il 2006.
Oggi, valutando attentamente il Rendiconto, abbiamo la possibilità di valutare se la legge finanziaria per il 2004 e il decreto n. 168 del luglio 2004 (il famoso «decreto taglia-spese») contenessero previsioni e misure dimostratesi attendibili, al fine di evitare che vengano riproposte nel disegno di legge finanziaria alcune norme che hanno dimostrato la loro inefficacia. Ad esempio, esaminando i dati che emergono dal Rendiconto dell'anno 2004, appare evidente che sia i tetti di spesa sia il «decreto taglia-spese» non hanno prodotto i risultati che il Governo e la maggioranza avevano annunciato.
A tal proposito, basta leggere l'analisi svolta dalla Corte dei conti sugli interventi di contenimento della spesa effettuati nel 2004. In particolare, relativamente al «decreto taglia-spese», la Corte rileva che, per i consumi intermedi, il decreto-legge n. 168 del 2004 ha comportato una riduzione di 919 milioni di euro delle dotazioni iniziali di competenza; nonostante questo consistente taglio, le previsioni finali (14.072 milioni di euro) sono risultate superiori a quelle iniziali, che erano di 12.618 milioni di euro, per un importo pari a 1.454 milioni di euro.
L'aumento delle dotazioni finali per i consumi intermedi è in larga parte dovuto all'utilizzo dei fondi di riserva e di quelli a ripartizione, per un totale di circa 2.200 milioni di euro.
Anche per gli investimenti fissi lordi l'incidenza degli interventi correttivi è stata in buona parte sterilizzata dalle valutazioni intervenute nel corso dell'anno, a fronte di una riduzione di 659 milioni di euro disposti in attuazione del «decreto-taglia spese»: le dotazioni finali hanno registrato una diminuzione rispetto a quella iniziale per un importo pari a 161 milioni di euro.
Dal punto di vista degli impegni di spesa, i consumi intermedi registrano invece un leggero incremento, pari allo 0,6 per cento rispetto al 2003, gli investimenti
fissi lordi presentano invece una diminuzione rispetto al 2003, pari all'1,5 per cento.
Ebbene, cari colleghi, per la legge finanziaria per il 2006 volete riproporre i tetti di spesa, in modo particolare con riferimento agli enti locali. Vi invito a fare una riflessione attenta per evitare che, come per il 2004, nel 2006 si commetta l'errore di andare a colpire di fatto gli enti e le parti della pubblica amministrazione più virtuosa, nonché i settori dove vi sono meno sprechi. Al contrario - la dimostrazione è data dai nostri conti pubblici -, con i tetti di spesa si è andati proprio a colpire solo ed esclusivamente enti e parti della pubblica amministrazione più virtuosa e non gli sprechi, tanto è vero che il deficit aumenta in continuazione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 388
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato sì 216
Hanno votato no 172).
Onorevoli colleghi, vi ricordo che le missioni non devono essere lette poiché non vi è stata alcuna sospensione della seduta.
Passiamo all'esame dell'articolo 3 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 3).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, in questo articolo si tratta delle spese relative all'anno 2004. Per quanto riguarda il settore della spesa, continuano, anche in questa fase di predisposizione del bilancio per il 2006, a essere fatte da parte del Governo centrale valutazioni e accuse nei confronti degli enti locali e territoriali, sostenendo che gli «spreconi» sono in periferia.
È illuminante ciò che afferma la Corte dei conti nella sua relazione sulla qualità della spesa a livello centrale, riferendosi a due aspetti: in primo luogo, alla categoria dei cosiddetti consumi intermedi (quelli sotto i riflettori del Governo), con il tentativo di diminuire tale spesa; ma fino ad ora (e questo in modo particolare lo rileviamo nell'anno 2004) si è riusciti solamente a comprimere la molla della spesa, provocando lo spostamento di tutto quello che non viene speso nell'anno in corso ai primi mesi di quello successivo.
L'aspetto più importante riguardante tale compressione dei consumi è quello di creare una regolazione contabile delle posizioni creditorie e debitorie, venendo cioè meno il principio dell'annualità del bilancio in quanto tutte le spese effettuate nell'anno in corso vanno ad essere scaricate in qualità di pagamenti nell'anno successivo.
La Corte dei conti ha individuato altri tipi di spesa molto interessanti, e precisamente quella degli studi e degli incarichi di consulenza e quella per missioni all'estero (attraverso le spese di rappresentanza), per le relazioni pubbliche e per i convegni. Ebbene, la situazione che emerge è veramente interessante. Le spese per studi e consulenze riguardanti i ministeri risultano aumentate del 5,3 per cento, mentre quelle di rappresentanza e per missioni all'estero addirittura del 21,2 per cento: altro che contenimento della spesa in conto corrente per le voci non obbligatorie!
Sempre la Corte dei conti ha messo in evidenza che, dal 2001 alla 2004, la spesa informatica all'interno dei ministeri - vale a dire quella spesa che dovrebbe qualificare la pubblica amministrazione, rendendo più efficiente lo Stato - è stata ridotta, invece, del 36 per cento.
Vorrei osservare che il Governo ha continuato a procedere in questa direzione
attraverso il primo provvedimento di correzione dei conti pubblici per l'anno 2005, il decreto-legge n. 211 del 2005. Oggi, peraltro, abbiamo appreso che tale provvedimento è stato ricompreso, «scippandolo» alla Camera dei deputati, nell'ambito di un maxiemendamento da presentare al secondo decreto di correzione dei conti, attualmente all'esame del Senato. Ebbene, se esaminiamo le riduzioni di bilancio previste, ci accorgiamo che viene tagliata tutta quella spesa qualificante che dovrebbe snellire l'attività della pubblica amministrazione e renderla più efficiente, vale a dire maggiormente competitiva.
Dal momento che oggi la capacità di essere competitivi deve riguardare non solo la singola impresa, ma anche il sistema paese nel suo complesso (quindi, anche lo Stato), mi sembra evidente come, in Italia, si parli molto di competitività, ma poi il Governo faccia esattamente contrario. Desidero affermare ciò poiché il Rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato, lungi dall'essere una mera questione ragionieristica, rappresenta una valutazione della gestione che è stata condotta, e dunque della qualità della spesa.
Da questo punto di vista, il nostro giudizio non può che essere negativo perché, nei fatti, con il bilancio consuntivo relativo all'esercizio finanziario 2004 si certifica, ancora una volta, il fallimento di questo Governo in ordine all'ammodernamento dello Stato e all'aumento della sua competitività complessiva.
Per queste ragioni, dichiaro il voto contrario del nostro gruppo sull'articolo in esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 434
Astenuti 1
Maggioranza 218
Hanno votato sì 232
Hanno votato no 202).
Onorevoli colleghi, ho l'onore ed il piacere di salutare il Presidente della Repubblica irachena Jalal Talabani, che assiste in tribuna ai nostri lavori. Noi lo salutiamo rivolgendo a quel popolo l'augurio sincero di riacquistare la sua serenità nella libertà e nella democrazia (Generali applausi). Sappiamo che il Presidente Talabani è un combattente della libertà, e proprio per questo ha l'affetto di tutti gli italiani (Generali applausi).
Passiamo all'esame dell'articolo 4 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 4).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
(Segue la votazione).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 430
Maggioranza 216
Hanno votato sì 228
Hanno votato no 202).
Passiamo all'esame dell'articolo 5 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 5).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 423
Maggioranza 212
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 201).
Passiamo all'esame dell'articolo 6 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 6).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6, con il relativo allegato n. 1.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 440
Astenuti 1
Maggioranza 221
Hanno votato sì 232
Hanno votato no 208).
Passiamo all'esame dell'articolo 7 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 7).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 446
Maggioranza 224
Hanno votato sì 237
Hanno votato no 209).
Passiamo all'esame dell'articolo 8 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 8).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 446
Maggioranza 224
Hanno votato sì 235
Hanno votato no 211).
Passiamo all'esame dell'articolo 9 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 9).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 451
Maggioranza 226
Hanno votato sì 239
Hanno votato no 212).
Passiamo all'esame dell'articolo 10 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 10).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, in precedenza, per brevità - nel senso che avevo a disposizione solo cinque minuti - non ho potuto continuare nell'analisi che ha svolto la Corte dei conti, analizzando, appunto, il rendiconto. Dall'analisi emerge una sostanziale difficoltà: ciò rileva la Corte dei conti, nel verificare l'effettivo impatto sui conti pubblici di interventi correttivi che agiscono in maniera indifferenziata su intere categorie di spesa. I dati a livello aggregato sono, infatti, il risultato di andamenti assolutamente disomogenei delle varie sottocategorie di spesa, spesso dovuti a situazioni contingenti. Con riferimento alla categoria dei consumi intermedi, sulla quale si è concentrata una buona parte degli interventi correttivi, attraverso tagli di carattere lineare, la Corte rileva come apparirebbe opportuna un'impostazione più attenta ed una più efficace utilizzazione delle limitate risorse a disposizione.
La riqualificazione della spesa per consumi intermedi non può, infatti, essere ottenuta con misure di natura contingente, ma deve costituire il quotidiano impegno nell'ordinaria attività gestionale delle amministrazioni, attraverso l'acquisizione di beni e servizi di qualità superiore, una ricognizione più accurata delle esigenze principali da soddisfare ed il conseguimento effettivo di economie di scala.
In secondo luogo, le misure correttive di natura indifferenziata hanno determinato l'insorgere di regolazioni contabili e debitorie conseguenti a situazioni di emergenza gestionale. Le amministrazioni, per far fronte alla mancanza di risorse finanziarie, tendono infatti a procedere ad acquisizioni di beni e servizi non coperti da relativi impegni, scaricandone l'onere sugli esercizi successivi, attraverso atti di riconoscimento di debito e la copertura ex post delle obbligazioni assunte. Il mancato rispetto degli ordinari schemi contabili si ripercuote negativamente sulla trasparenza dei conti pubblici, rimettendo in discussione lo stesso principio di annualità del bilancio. Gli effetti restrittivi degli interventi attuati con le manovre correttive risultano, inoltre, compensati dal crescente utilizzo dei fondi generali di riserva e dei fondi a ripartizione. Rispetto a questo ragionamento, credo sia importante valutare ciò che queste norme hanno causato negli scorsi anni e che anche la legge finanziaria per il prossimo anno contiene nel suo articolato.
Volevo ricordare, proprio per far riferimento a ciò che affermava la Corte dei conti, ciò che è capitato nel 2005, ciò è capitato nel 2004 e ciò che, ad esempio, i rappresentanti delle Forze dell'ordine annunciano si verificherà anche nel 2006: la previsione della riduzione dei consumi intermedi si ripercuote in modo particolare sulle stesse Forze dell'ordine, che non hanno, in alcuni casi, nemmeno la benzina per far circolare i propri mezzi. In altri casi vi sono addirittura giubbotti antiproiettile fuori norma. Credo sia importante valutare il rendiconto del 2004, per non commettere gli stessi errori nel 2006.
Spero che i colleghi della maggioranza abbiano occasione di riflettere, anche in riferimento alla valutazione di ciò che è stato l'andamento per il 2004 (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10. Colleghi vi prego di evitare voti «plurimi», che mi sono stati segnalati.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, ci sono voti doppi dappertutto!
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, quarto settore!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 381
Astenuti 1
Maggioranza 191
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 183).
Passiamo all'esame dell'articolo 11 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 11).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente...!
PRESIDENTE. Mi dica qualcosa di preciso, onorevole Innocenti.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, quarto settore!
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Innocenti.
Invito i deputati segretari a procedere alle opportune verifiche (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
Dichiaro chiusa la votazione.
Una voce dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo: Vergogna!
ANTONINO LO PRESTI. Presidente, non si possono bloccare i lavori della Camera così!
PRESIDENTE. Se la Camera non si comporta in modo adeguato e ci sono deputati che votano anche per altri io ho il dovere di bloccare i lavori per verificare (Applausi)!
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato sì 211
Hanno votato no 182).
Prendo atto che L'onorevole Buontempo non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'esame dell'articolo 12 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 12).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato sì 210
Hanno votato no 187).
Prendo atto che gli onorevoli Buontempo e Soro non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'esame dell'articolo 13 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 13).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 420
Astenuti 3
Maggioranza 211
Hanno votato sì 224
Hanno votato no 196).
Passiamo all'esame dell'articolo 14 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 14).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 424
Astenuti 1
Maggioranza 213
Hanno votato sì 223
Hanno votato no 201).
Passiamo all'esame dell'articolo 15 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 15).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 430
Astenuti 2
Maggioranza 216
Hanno votato sì 223
Hanno votato no 207).
Passiamo all'esame dell'articolo 16 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 16).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 432
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato sì 224
Hanno votato no 208).
PIERO RUZZANTE. L'onorevole Vito, che non vedo, sta votando: com'è possibile?
PRESIDENTE. Bene, colleghi, allora lasciamo accese le luci del tabellone elettronico e facciamo un'altra verifica.
Passiamo all'esame dell'articolo 17 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 17).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.
(Segue la votazione).
Lasciamo accese le luci del tabellone!
PIERO RUZZANTE. Presidente, come dicevo, l'onorevole Vito, che non vedo, sta votando, com'è possibile?
PRESIDENTE. Ancora? Prego il deputato segretario Cordoni di effettuare una verifica.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Guarda là dietro...!
LUCA VOLONTÈ. Vai a vedere di là!
PRESIDENTE. Segnalatemi anche dall'altra ed io farò svolgere una verifica dal deputato segretario. Prego, onorevole Buontempo...
EMERENZIO BARBIERI. Buontempo!
PRESIDENTE. È possibile che dobbiamo perdere tempo perché c'è ancora questa consuetudine deteriore, nonostante gli avvertimenti e le preghiere della Presidenza?
ANTONINO LO PRESTI. Buontempo!
GUGLIELMO ROSITANI. Presidente, chiuda la votazione!
PRESIDENTE. Finché non è chiarito questo fatto non la posso chiudere.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato sì 210
Hanno votato no 190).
Prendo atto che l'onorevole Bolognesi non è riuscita a votare.
Passiamo all'esame dell'articolo 18 (vedi l'allegato A - A.C. 6118 sezione 18).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Adornato, Presidente!
MAURA COSSUTTA. Presidente, Adornato!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 413
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 191).
Prendo atto che l'onorevole Bolognesi non è riuscita a votare.
RENZO INNOCENTI. Adornato non c'è e sta votando!
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, mi dicono che lei sta votando doppio. Vorrei pregarla di evitarlo.
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