![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sulla manifestazione di protesta svoltasi a Roma in occasione della discussione parlamentare sulla riforma universitaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il ministro dell'interno, onorevole Pisanu.
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo scorso 25 ottobre si è svolta a Roma la manifestazione indetta dal movimento «Studenti Sapienza» per protestare contro la riforma universitaria. Gli uffici della questura erano stati regolarmente preavvisati. Tenuto conto della partecipazione prevista, essi avevano respinto la richiesta che il corteo percorresse via del Corso fino a piazza Montecitorio, suggerendo invece l'itinerario da piazza della Repubblica a piazza Navona. Peraltro, le informazioni acquisite nei giorni precedenti lasciavano presagire la possibilità che la manifestazione prendesse altre vie. Per di più era segnalato l'arrivo da alcune città del nord di elementi dell'antagonismo estremo e dell'anarco-insurrezionalismo.
Le preoccupazioni della vigilia hanno trovato conferma sin dal primo mattino del 25 ottobre, quando circa 3 mila manifestanti si sono raccolti all'interno della città universitaria, altri 1.500 in piazza Barberini ed altri ancora davanti ai licei «Tasso», «Righi» e «Virgilio». Si sono così formati diversi cortei che hanno raggiunto piazza della Repubblica, dove nel frattempo confluivano numerosi altri manifestanti.
Alle 11 del mattino il corteo, molto più consistente del previsto, si è mosso da piazza della Repubblica incamminandosi lungo l'itinerario prestabilito, con alla testa diversi parlamentari e il leader dei COBAS. Già all'inizio del percorso, in via Cavour, i promotori hanno chiesto alle Forze dell'ordine di raggiungere piazza Montecitorio, dichiarandosi incapaci di contenere le pressioni che in tal senso provenivano dai manifestanti. Queste richieste sono state appoggiate da vari parlamentari.
In piazza Venezia gli organizzatori e il servizio d'ordine della CGIL hanno collaborato con i responsabili dell'ordine pubblico per indurre i giovani a proseguire per via delle Botteghe Oscure, evitando via del Corso. Mentre il corteo andava in questa direzione, alcuni operatori di polizia notavano un gruppo di manifestanti che si coprivano il volto. Molti erano in possesso di oggetti contundenti ma, dopo un'accesa discussione con altri giovani, desistevano e riprendevano a sfilare. Alle 12,40 la testa del corteo è arrivata a largo di Torre Argentina. Qui un consistente gruppo di manifestanti, con il volto coperto da sciarpe e caschi, ha tentato di forzare gli sbarramenti della polizia per raggiungere piazza Montecitorio attraverso via di Torre Argentina. C'è stato qualche contatto e dalle file degli studenti sono stati lanciati fumogeni.
Nell'occasione, un parlamentare ha nuovamente chiesto ai funzionari di polizia che al corteo fosse permesso di raggiungere Montecitorio o piazza del Pantheon ma, di fronte al persistere del diniego e all'arrivo di un contingente di rinforzo, il gruppo di manifestanti tornava sui suoi passi. Nel frattempo, era arrivato sul posto un noto esponente dell'area antagonista, a suo tempo leader del movimento studentesco «La Pantera», il quale avvertiva che altri manifestanti, per vie diverse, stavano dirigendosi verso la Camera dei deputati.
Di lì a poco, in via del Teatro Valle, le forze dell'ordine si sono opposte ad un ulteriore tentativo di raggiungere la Camera. Nonostante la forte pressione sullo sbarramento degli agenti, l'iniziativa è stata respinta senza fare ricorso a cariche o lacrimogeni. In questo frangente erano presenti tre colleghi parlamentari.
Nella stessa occasione, tale Paolo Di Vetta, protagonista di un recente tafferuglio presso gli studi della RAI, ha riportato una lieve ferita lacero-contusa, per la quale non risulta aver fatto ricorso a cure mediche.
A qualche minuto di distanza, in piazza Sant'Andrea della Valle, l'autovettura che trasportava il ministro Calderoli e quella di scorta sono state bersagliate con sputi, calci e pugni da alcuni facinorosi. Altri momenti di tensione si sono verificati in corso Rinascimento, dove i manifestanti cercavano di raggiungere il Senato.
A seguito di ripetute sollecitazioni, circa 3 mila giovani hanno finalmente desistito e si sono riversati in piazza Navona. Altri gruppi si sono invece diretti
alla spicciolata verso Montecitorio, fino a formare una folla di oltre 1.500 persone, mentre una quarantina di giovani improvvisava un sit in in via Uffici del Vicario. Gli studenti sono rimasti sempre dietro le transenne, presidiate da consistenti nuclei di forza pubblica, ma numerosi parlamentari presenti si sono adoperati affinché potessero ulteriormente avvicinarsi al Palazzo. La collega Aprea, sottosegretario per l'istruzione, ha raggiunto i manifestanti, accompagnata dal Vicepresidente della Camera, onorevole Mussi, e ha proposto loro di formare una delegazione per incontrare il ministro Moratti. La risposta è stata che fosse il ministro a scendere in piazza.
Sia davanti a Montecitorio che in via Uffici del Vicario alcuni deputati di Alleanza nazionale hanno lamentato la presenza di numerosi giovani che intralciavano il passaggio. In particolare, uno di loro ha contestato il comportamento incivile di diversi dimostranti, con i quali poi è riuscito ad intrattenere una normale conversazione.
Verso le 18 i manifestanti hanno cominciato a lasciare la piazza. Durante il deflusso in via del Corso è stato fermato un giovane, poi identificato come un noto esponente dell'area antagonista, e denunciato a piede libero perché in possesso di dodici fumogeni. Nella circostanza si è verificato un breve tafferuglio, a seguito del quale cinque persone hanno fatto ricorso alle cure dei medici dell'ospedale San Giacomo, tra le quali un cameraman dell'emittente pugliese Telenorba.
Il danno più grave lo ha subito un giovane di 21 anni, che ha riportato una frattura alla mano guaribile in 30 giorni; agli altri sono state accertate contusioni di lieve entità. Dopo questo episodio, non si sono più registrate altre turbative e, intorno alle ore 21, la manifestazione si è sciolta. A fine giornata, si sono contati 11 appartenenti alle Forze dell'ordine con lievi lesioni.
PIER PAOLO CENTO. Ma dove?
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal 19 maggio 2003 ad oggi si sono svolte in Italia circa 20 mila manifestazioni di piazza. Il diritto costituzionale di riunirsi pacificamente e senz'armi per esprimere le proprie convinzioni ha trovato in questo periodo l'applicazione più ampia e scrupolosa. Anche nelle situazioni più delicate, il Ministero dell'interno e le Forze dell'ordine hanno garantito questa libertà fondamentale, salvaguardando, nello stesso tempo, l'ordine pubblico e la sicurezza di tutti i cittadini, manifestanti e non manifestanti.
È un compito difficile, che richiede sempre grande professionalità e, spesso, pesanti sacrifici. Le nostre Forze dell'ordine lo hanno assolto in maniera così convincente da meritare l'ammirazione della stragrande maggioranza dei cittadini onesti.
Come ho appena ricordato, già alla vigilia erano stati percepiti gli aspetti più critici della manifestazione di Roma: l'elevato numero di partecipanti e, soprattutto, la presenza di elementi anarcoidi, marxisti-leninisti e antagonisti radicali, in gran parte provenienti da alcune città del nord. Quest'ultima circostanza si inquadra in una tendenza che ho già segnalato alla Camera e che si va facendo sempre più marcata: il tentativo, cioè, delle frange estreme dell'universo antagonista di esasperare ogni forma di protesta, per deviarla dall'alveo democratico e condurla allo scontro violento.
Di solito, le componenti moderate dei diversi movimenti vengono affiancate e scavalcate dagli estremisti...
FRANCESCO GIORDANO. Erano ragazzini!
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. ... che, indipendentemente dagli obiettivi della singola manifestazione, mirano solo allo scontro con le Forze dell'ordine (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e di Rifondazione comunista) ...
FRANCESCO GIORDANO. Ma erano dei ragazzini!
PIETRO FOLENA. Sedici anni avevano!
ITALICO PERLINI. Ma finitela!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra che la serietà delle comunicazioni del ministro non consenta interruzioni da parte di alcuno. Il ministro sta serenamente...
FRANCESCO GIORDANO. Ma non si possono raccontare queste cose!
PRESIDENTE. Onorevole Giordano, la richiamo all'ordine!
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Ho distinto bene le componenti moderate della manifestazione dai facinorosi, anzi dai delinquenti travisati e armati che hanno cercato di inquinarla e condurla verso esiti violenti (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro - Commenti del deputato Cento)!
ITALICO PERLINI. Bravo!
FRANCESCO GIORDANO. Erano suoi colleghi...!
GRAZIELLA MASCIA. Non si possono dire queste cose! Ma che dice!
PRESIDENTE. Onorevole Giordano! Onorevole Mascia, la richiamo all'ordine! Per cortesia!
Stiamo svolgendo un dibattito, che deve essere sereno, su questioni delicate (Commenti)...
Il ministro esprime il suo pensiero ed espone ciò che gli risulta; non può affermare quello che vogliamo sentirci dire!
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Non costringetemi, onorevoli colleghi - perché sarebbe compito ingrato -, a fare nomi e cognomi, per questi e per fatti pregressi (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana - Commenti dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e Misto-Verdi-l'Unione)!
LUCA VOLONTÈ. Li faccia, i nomi!
ITALICO PERLINI. Bravo!
FRANCESCO GIORDANO. Si chiamano Santanchè, La Russa...!
PRESIDENTE. Onorevole Giordano...
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Le cronache delle ultime settimane sono piene di episodi che testimoniano questa dinamica: dalle proteste contro la TAV ai tentativi di inserimento in alcune crisi industriali, all'aggressione dei centri di permanenza temporanea e alla contestazione delle scelte legalitarie del sindaco di Bologna (Commenti). Potrei continuare con questi esempi. Preferisco fermarmi qui, per sottolineare invece che in tal modo si creano contesti assai delicati nei quali è indispensabile, ma non sempre facile, distinguere bene le legittime espressioni di dissenso dalle manifestazioni di oltranzismo ideologico che inclinano alla violenza.
A Roma, il tentativo di elevare il livello della protesta c'è stato ed è apparso chiaro quando si è tentato ripetutamente di far deviare il corteo per raggiungere e assediare il Parlamento, quasi fosse un «Palazzo d'Inverno» da espugnare (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista - Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, della Lega Nord Federazione Padana e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro). Ancor più evidenti sono apparse, in Val di Susa, le intenzioni degli anarco-insurrezionalisti...
PIER PAOLO CENTO. Ma che c'entra la Val di Susa? È una vergogna!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, la richiamo all'ordine!
PIER PAOLO CENTO. Cosa c'entra la Val di Susa?
PRESIDENTE. Onorevole Cento...
PIER PAOLO CENTO. Non si possono fare queste provocazioni!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, premesso che, parlando al microfono, ho la voce più forte della sua, per cui la invito a risparmiare fiato, ricordo che l'ho richiamata all'ordine; la richiamerò eventualmente all'ordine una seconda volta, dopodiché, se non sarà possibile fare altrimenti, la escluderò dall'aula.
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Dicevo che ancor più evidenti sono apparse, in Val di Susa, le intenzioni degli anarco-insurrezionalisti, che fin dal primo giorno si erano schierati contro le Forze dell'ordine, cercando riparo dietro la barriera involontariamente protettiva degli amministratori locali...
PIER PAOLO CENTO. Arrestiamo anche loro!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, per cortesia!
DARIO GALLI. Se a protestare fossi stato io, sarei stato già sbattuto fuori dall'aula!
PRESIDENTE. Onorevole collega, mi raccomando, un po' di serenità! Se siamo così nervosi parlando di questioni così delicate, che vanno affrontate con serenità andremo poco lontani...
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. A tratti, in un caso e nell'altro, i comportamenti più aggressivi hanno trovato comprensione e perfino sostegno da parte di qualificati esponenti delle istituzioni democratiche. E questi, purtroppo, non sono casi rari.
Oggi, onorevoli colleghi, in Italia le insidie maggiori alla sicurezza e all'ordine pubblico non vengono dalle periferie urbane degradate ma dal terrorismo, dalla criminalità organizzata, dall'eversione interna, dall'immigrazione clandestina e dall'illegalità diffusa. Queste minacce, che tendono sempre più ad interagire tra loro, debbono essere contrastate energicamente e senza riserve. Davanti ad esse non ci sono attenuanti politiche o giustificazioni che tengano. Se a Roma o in Val di Susa non è successo nulla di irreparabile, è solo perché, ancora una volta, il senso della misura e l'esperienza dei tutori dell'ordine pubblico hanno avuto la meglio sulle intenzioni di chi cercava lo scontro per lo scontro (Commenti dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, della Lega Nord Federazione Padana e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)!
MARCELLA LUCIDI. Ma cosa c'entra la Val di Susa?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi! Onorevoli colleghi, è una comunicazione del ministro dell'interno (Commenti dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! Colleghi, non è possibile censurare il ministro dell'interno! Non è possibile!
PIER PAOLO CENTO. Non si può venire qui a fare queste provocazioni!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, la richiamo all'ordine!
LUIGI MURATORI. Fuori!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, la invito a terminare questa gazzarra! Non possiamo censurare il ministro dell'interno! Egli espone responsabilmente in aula le sue opinioni; noi poi, se vogliamo dissentire, dissentiremo (Commenti del deputato Giordano)! Onorevole Giordano, per cortesia! Lei è anche un capogruppo!
FRANCESCO GIORDANO. Appunto!
PRESIDENTE. Appunto, stia buono ...!
Onorevole Pisanu, lei è un parlamentare di vecchia esperienza: non si impressiona certo per queste cose...
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Continuerò pacatamente ad esporre le mie documentate opinioni...
PIETRO FOLENA. Ma le ha dette il questore di Roma!
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Certo, sono date dalla questura: ma da chi mi debbo documentare, dai no-global (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista)?
PRESIDENTE. Onorevole Folena! Onorevoli colleghi, non ho più intenzione di tollerare questa gazzarra; la prossima volta che qualcuno dei deputati richiamati all'ordine interromperà nuovamente il ministro dell'interno, uscirà cortesemente dall'aula...
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, non c'è il rischio che io perda la pazienza.
PRESIDENTE. No, no, questo lo so: la conosco abbastanza per capire che non si scalda...
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Il questore di Roma (Commenti) è uno scrupoloso e fedele servitore dello Stato (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista)...
FRANCESCO GIORDANO. Il questore di Roma ...!
PIETRO FOLENA. Appunto! E ha condannato i poliziotti nella ...
PRESIDENTE. Onorevole Folena, la richiamo all'ordine!
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. A conferma che ha agito con obiettività, anche quando ha redatto queste note (Commenti del deputato Folena). Noi classe politica dirigente - maggioranza ed opposizione - non possiamo permettere che l'esasperazione del conflitto sociale e politico si scarichi esclusivamente sulle Forze dell'ordine.
A monte della piazza, pur nell'asprezza del confronto bipolare, occorre sempre una più elevata e comune capacità di mediazione politico-istituzionale, altrimenti lo scontro, prima o poi, esploderà. Ma nessuna mediazione, nessuna prevenzione potrà avere successo se in tutti noi non prevarranno il senso di responsabilità, la capacità di misurare parole e comportamenti, il rispetto rigoroso della legalità (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega Nord Federazione Padana)!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole ministro.
![]() |
![]() |
![]() |