Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 687 del 12/10/2005
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(Tempi di adozione dei regolamenti attuativi del codice della nautica - n. 3-05081)

PRESIDENTE. L'onorevole Banti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-05081 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).


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EGIDIO BANTI. Signor Presidente, signor ministro, è in corso in questi giorni a Genova la quarantacinquesima edizione del Salone nautico. È questa, ogni anno, un importante occasione per fare il punto su un settore economico di particolare rilevanza nel nostro paese, tuttora in fase di crescita. Si tratta di una crescita estremamente positiva per l'insieme dell'economia, in particolare delle regioni costiere.
Però è un settore non esente da persistenti difficoltà ed incertezze. Proprio sabato scorso, in occasione della giornata inaugurale, i rappresentanti del settore non hanno mancato di sottolineare come la recente, pur positiva in sé, entrata in vigore del codice della nautica non abbia rimosso fino in fondo lo stato di incertezza e, anzi, lo abbia in qualche modo aggravato. Si è parlato espressamente di confusione normativa che continua a caratterizzare, e non dovrebbe, il mondo delle attività connesse alla nautica da diporto. Ora si attendono i regolamenti applicativi del codice. Vi è sempre il rinvio a qualcos'altro, purtroppo, nel mondo burocratico.
Ebbene, al di là di ogni adempimento meramente burocratico, sembra giusto chiedere al Governo di accorciare i tempi di emanazione degli stessi regolamenti e di chiarire in che modo si vorrà giungere a questo importante appuntamento.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, in questa legislatura il Governo ha attuato un lavoro organico e senza precedenti in favore della nautica da diporto, realizzatosi, in particolare, con due importanti provvedimenti attuativi della legge 8 luglio 2003, n. 172: i decreti ministeriali n. 95 e n. 121 del 2005, in materia di noleggio e di iscrizione nel registro internazionale delle navi adibite esclusivamente al noleggio per finalità turistiche.
Anche la recente emanazione del codice della nautica da diporto, contenuto nel decreto legislativo n. 171 del 2005, si inquadra all'interno della delega legislativa della citata legge n. 172 del 2003. Quindi, non può, certo, dirsi che il Governo sia stato insensibile alle richieste ed alle esigenze del settore che, peraltro, ha pubblicamente e più volte manifestato apprezzamento per la condotta dell'esecutivo e, in particolare, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per lo sviluppo di un comparto economico in precedenza sottovalutato.
Il codice della nautica da diporto, adottato con il citato decreto legislativo n. 171 del 2005, prevede l'emanazione, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore - e cioé 90 giorni a partire dal 15 settembre 2005 - di un decreto ministeriale, al fine di disciplinare alcune materie specificamente indicate. Quindi, non si tratta di regolamenti attuativi, ma dell'emanazione di un'unica normativa semplificata di natura procedimentale, i cui tempi di adozione scadranno il prossimo 15 dicembre.
L'amministrazione è già al lavoro ed è seriamente impegnata affinché, anche con il contributo degli operatori del settore, si giunga per tempo alla definizione degli adempimenti prescritti, naturalmente attraverso un'unica normativa che sia la più semplice e chiara possibile.
Infine, si evidenzia che molti dei provvedimenti che dovranno confluire nel decreto attuativo del codice sono già esistenti e disciplinati, e, poiché essi non richiedono una urgente modificazione, l'adozione dell'atto finale ne risulta altamente semplificata.
Il problema infrastrutturale che viene denunciato nell'interrogazione in esame non è, peraltro, completamente riconducibile all'azione del Governo, essendo, come è noto, la materia di responsabilità delle regioni ormai da alcuni anni. Ad ogni buon conto, giova richiamare al riguardo il programma «Italia navigando», fortemente voluto e supportato dal Governo, che testimonia l'attenzione per lo sviluppo di una rete di porti turistici anche nel Mezzogiorno d'Italia. Le azioni governative, peraltro - lo debbo ricordare ancora una volta -, alla luce della vigente Costituzione,


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non possono che svolgersi nel rispetto delle competenze che la legge assegna alle regioni.

PRESIDENTE. L'onorevole Banti ha facoltà di replicare.

EGIDIO BANTI. Signor Presidente, l'ottimismo rassicurante del signor ministro per i rapporti con il Parlamento sconta il fatto - credo - che la sua diretta competenza non riguarda il settore delle infrastrutture e dei trasporti e che, forse, non ha avuto modo di incontrare, anche nei giorni passati, le categorie che di esso si occupano.
Pur riconoscendo che il codice della nautica, entrato in vigore nel mese di settembre, rappresenta comunque un passo avanti, è persistente lo stato di disagio rappresentato dal fatto che altre erano le attese rispetto a tale adempimento. Si sperava - ed ora si spera nel successivo provvedimento di dicembre - in una notevole semplificazione della burocrazia relativa al quadro della nautica. Si tratta di una semplificazione iniziata - mi permetto di ricordarlo - nella precedente legislatura quando, con la cosiddetta legge Burlando, si avviò un importante processo di incoraggiamento ad un settore sino a quel momento in forte difficoltà, attualmente non ancora risolta.
Pertanto, è da sottolineare l'esigenza di accorciare almeno di alcune settimane, se possibile, il tempo che ci separa dal 15 dicembre. Tale periodo deve essere ben utilizzato dal Governo per emanare i provvedimenti necessari, in collegamento con le categorie interessate; mi riferisco agli enti locali, alle regioni e a quanti sono impegnati a far sì che la nautica italiana possa rappresentare una significativa bandiera dell'economia del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

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