Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 687 del 12/10/2005
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La seduta, sospesa alle 13,35, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PUBLIO FIORI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro dell'interno ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.

(Condizione degli immigrati nel centro di permanenza temporanea di Lampedusa - n. 3-05080)

PRESIDENTE. L'onorevole Mascia ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-05080 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).

GRAZIELLA MASCIA. Il giorno 7 ottobre 2005, il settimanale L'Espresso riportava un reportage del giornalista Fabrizio


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Gatti che, fingendosi clandestino, ha vissuto nel centro di permanenza temporanea di Lampedusa, sotto il nome di Bilal Ibrahim el Habib. Fabrizio Gatti racconta gli orrori di cui è stato testimone: gente costretta a sedere nel piscio, a camminare a piedi scalzi nei liquami e nelle feci, gente picchiata per gioco da gruppi di carabinieri, gente offesa, umiliata e denudata, forzata ad assistere ai sacrilegi contro la propria religione; persino ragazzini derubati dall'autorità pubblica.
Signor ministro, questa è tortura - che non dovrebbe mai avvenire - e, in questo caso, è tortura su persone che, peraltro, hanno solo la colpa di sfuggire a guerra e fame, ed è per questo che vengono da noi per chiedere aiuto. Non pensa sia il caso e sia tempo di chiudere questi inferni, il centro di permanenza temporanea di Lampedusa e tutti gli altri?

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di rispondere.

BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, non c'è alcuna ragione per chiudere i centri di permanenza temporanea; al contrario, occorre mantenerli, potenziarli e migliorarli. Ciò per almeno tre ragioni.
La prima è che senza tali centri non potremmo applicare gli accordi di Schengen e dovremmo uscire dal sistema. La seconda è l'aumento tumultuoso della pressione migratoria dal Sub-Sahara e dal Corno d'Africa. La terza è l'esigenza di distinguere i clandestini veri e propri dai richiedenti asilo e da coloro che hanno diritto ad altre forme di protezione umanitaria. Peraltro, senza i centri di permanenza temporanea, sarebbe praticamente impossibile effettuare le espulsioni e, quindi, aumenterebbero a dismisura i clandestini che, come è noto, costituiscono oggi la principale fonte di approvvigionamento del lavoro nero, della prostituzione e della manovalanza criminale; ma, soprattutto, si lascerebbe libero il campo alla criminalità organizzata che gestisce e sfrutta l'immigrazione clandestina su scala internazionale. Non abbiamo alcuna intenzione di farlo; al contrario, vogliamo combattere con ogni mezzo i trafficanti e tutelare le loro vittime.
Per questo, abbiamo bisogno di strutture specializzate come i centri di permanenza temporanea, che intendiamo rendere sempre più efficienti ed accoglienti.
Quanto alle recenti denunce di stampa sul centro di Lampedusa, attendo a breve termine l'esito delle verifiche che ho disposto e mi riservo di tenerne informato il Parlamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Mascia ha facoltà di replicare.

GRAZIELLA MASCIA. Signor ministro, mi auguro che su questa vicenda di Lampedusa indaghi anche la magistratura: non ci fidiamo più di voi! Da parte nostra, lo sdegno è immenso, ma la sorpresa è solo parziale.
In questi anni, i casi che noi abbiamo denunciato, dovuti agli abusi ed alle condizioni che abbiamo verificato quando abbiamo messo piede in questi centri, sono stati decine. Voi negate sempre, ma intanto cercate di rendere impossibile il nostro lavoro di sindacato ispettivo, negate l'ingresso ai giornalisti, ai consiglieri regionali, alle associazioni, e, quando noi ci rechiamo in tali centri, chiedete il preavviso di molte ore per poter coprire le magagne.
Questi centri sono illegittimi in sé. Rinchiudete delle persone in queste galere senza che abbiano commesso alcun reato e, quando li mandate fuori da lì, spesso lo fate attraverso espulsioni collettive, magari in Libia, a volte senza una identificazione certa, senza diritto alla difesa e senza informazioni sui propri diritti. Questi centri sono dei grandi business che costano migliaia di euro ai cittadini italiani, luoghi di sofferenza su cui qualcuno si arricchisce.
Già anni fa mi recai a Lampedusa e trovai la stessa situazione descritta oggi da questo coraggioso giornalista: gente in baracche di alluminio con temperature esterne di 40 gradi, bagni intasati, materassi a terra sventrati; situazione che ho denunciato all'autorità sanitaria.


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Diceste allora che si trattava di una situazione temporanea, che dovevate cambiare gestione. Oggi gestisce la Misericordia ed i risultati sono questi!
Un dossier dell'ARCI sugli sbarchi e le violazioni dei diritti umani a Lampedusa è stato consegnato qualche settimana fa ad una delegazione di parlamentari europei. Avete detto che sono bugie, ma le bugie, signor ministro, le dite voi! Chiudete, per favore, il centro di Lampedusa e tutti i centri di permanenza temporanea. Ne guadagneranno le casse dello Stato e la civiltà del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista)!

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