...
prevedibili sul piano dell'unitarietà della gestione e della sicurezza dell'intera rete viaria nazionale;
il documento di programmazione economico-finanziaria approvato dal Parlamento nel luglio 2005 prevede in relazione alla rete viaria nazionale, segnatamente a tutto ciò che è di competenza dell'Anas, un'ipotesi di «pedaggiamento» delle strade statali, una diversa riorganizzazione societaria e, soprattutto, l'apertura ai privati, con conseguente cessione di tratte stradali;
tale ipotesi, se attuata, determinerebbe una sorta di «spacchettamento» dell'ente, con conseguenze profonde che si ripercuoterebbero necessariamente anche sui lavoratori;
se per un verso il patrimonio viario nazionale solleciterà l'interesse di grandi gruppi finanziari interessati ad acquisire a basso costo la parte più significativa della rete viaria nazionale, in alcune realtà del Mezzogiorno e in Calabria in particolare, dove allo stato persiste una rete infrastrutturale assolutamente deficitaria, si potrebbe verificare l'opposto, con conseguenze
inoltre, lo spacchettamento e l'esternalizzazione dei compiti e dei ruoli dell'Anas potrebbe dar luogo, senza precise garanzie, ad una situazione che potrebbe sfociare in seri rischi di tenuta occupazionale e di aggravio dei costi in una realtà debole sotto il profilo socio-economico come quella meridionale, derivante dall'introduzione del pedaggio reale in alcuni tratti dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria;
queste legittime preoccupazioni sono state al centro dello sciopero generale del 30 settembre 2005, che ha visto l'adesione di tutti i lavoratori dell'Anas, sfociato in un accordo tra alcune regioni e le organizzazioni sindacali - Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sadaconvisal e Snalacisal - in forza del quale sarà chiesto al Governo se intende ribadire tale scelta -:
quale posizione intenda assumere il Governo rispetto alle preoccupazioni prima indicate e come intenda garantire l'unità della gestione della rete stradale nazionale oggi in capo all'Anas, che l'ipotesi sopra manifestata rischia di compromettere.
(3-05065)
(5 ottobre 2005)