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causa dell'annosa questione della mancata applicazione della clausola di salvaguardia al trattamento di fine rapporto;
i bilanci delle famiglie italiane sono messi sempre più a dura prova dal continuo aumento del costo della vita, trascinato dagli effetti diretti e indiretti dell'aumento del prezzo dei prodotti petroliferi e delle diminuite entrate da pensioni, a
tale situazione è stata più volte denunciata dall'opposizione, senza, però, ricevere dal Governo alcuna risposta di qualche consistenza;
per quanto riguarda l'Irpef, il prelievo occulto ha riguardato l'incremento della tassazione sul trattamento di fine rapporto, passato dal 18 al 23 per cento (maggiori entrate in due anni di 1,5 miliardi di euro a carico di una platea di più di un milione di lavoratori) ed è ormai acclarata l'inspiegabile e inspiegata contrarietà del Governo pro tempore al disegno di legge di iniziativa del primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo, approvato alla Camera dei deputati ma fermo al Senato della Repubblica;
rispondendo ad analoga interrogazione il Governo aveva assunto il 19 maggio 2004 l'impegno di presentare entro poche settimane un'iniziativa normativa in proposito -:
quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di introdurre la clausola di salvaguardia anche per il trattamento di fine rapporto, ovviamente con effetto retroattivo dal momento della sua mancata applicazione originaria.
(3-05067)
(5 ottobre 2005)