Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 679 del 28/9/2005
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DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO REMO DI GIANDOMENICO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 5864

REMO DI GIANDOMENICO. Oggi abbiamo di fronte una interessante opportunità: quella di far recuperare subito un po' di competitività alle nostre imprese e soprattutto a costo zero per lo Stato. Questa opportunità si chiama «semplificazione burocratica». Si tratta di un provvedimento che, sebbene perfettibile, contiene misure definite importanti dalle stesse imprese, in particolare da quelle più piccole, che devono essere aiutate in un questo momento di difficoltà. Il mondo imprenditoriale, negli ultimi anni, ha infatti manifestato l'esigenza di semplificare il rapporto tra le istituzioni statali (tutte, quindi l'amministrazione centrale, ma anche regioni, province e comuni) e i cittadini imprenditori. Se si tiene conto che le imprese con meno di venti dipendenti spendono circa 1.400 euro all'anno per addetto, mentre quelle più grandi 650, la strada per un recupero di competitività è quella di un abbattimento degli alti costi della burocrazia. Dopo qualche piccola semplificazione attuata con la legge n. 80 del 2005 sulla Dia, la denuncia di inizio attività, oggi abbiamo la possibilità di completare quel percorso con l'approvazione di importanti misure come il rafforzamento dello sportello unico che oggi funziona in maniera non uniforme sul territorio, come l'analisi e la valutazione dell'impatto della regolazione: in pratica un esame accurato, rispettivamente prima e dopo l'entrata in vigore, degli obiettivi e dei risultati di una legge. Infine, il provvedimento comprende anche una delega al Governo per individuare ed eliminare le leggi anteriori al 1970 ormai inutili. Questi


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interventi normativi avrebbero il pregio di diminuire i costi e i tempi degli iter burocratici. Dobbiamo dare atto al Governo di aver ascoltato le imprese, i loro problemi e le loro aspettative ed il frutto di questo lavoro è il testo che ci accingiamo a votare. Un intervento richiesto dal sistema Italia che, unitamente alle modifiche apportate alla legge n. 241 del 1990, e al decreto in materia di competitività, può operare una modernizzazione dello Stato. Non tutto potrebbe funzionare alla perfezione e consapevoli di questa fallacità abbiamo inserito una clausola «aperta» che ci consentirà nel giro di tre anni di svolgere una accurata verifica per rivedere ed integrare quello dovrà essere cambiato.
Per queste motivazioni annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro.

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